Potere al Popolo - Napoli

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Potere al Popolo - Napoli Conosciamoci, organizziamoci e partecipiamo tutti insieme per Potere al Popolo a Napoli !! Siamo la maggioranza e vogliamo decidere !

Siamo i giovani che lavorano a nero, precari, che spesso emigrano per trovare di meglio, i lavoratori che devono far quadrare i conti a fine mese, i migranti che vengono cacciati e ridotti in schiavitù, i disoccupati e i poveri che vengono abbandonati al loro destino, le donne vittime di soprusi e discriminazioni, gli studenti consegnati a un futuro di sfruttamento. Siamo le persone normali, che abitano le periferie e subiscono lo smantellamento della sanità, quelli che non hanno voce… ma che non si sono arresi. Abbiamo dato vita, da Napoli, a un progetto che in due mesi ha mobilitato decine di migliaia di persone, attivando percorsi di democrazia diretta in tutto il paese. Da sud a nord oltre 150 assemblee territoriali hanno elaborato collettivamente un programma a partire dai bisogni reali del popolo e stanno scegliendo, per la prima volta, da sé candidati che siano diretta espressione delle quotidiane resistenze che attraversano i nostri territori: figure di rottura e di lotta. Istruzione, sanità, lavoro, tutela ambientale, lotta alla corruzione e alle mafie: mettiamo al centro le nostre esigenze, i nostri desideri, i nostri sogni. Possiamo dimostrare che dal nostro sud devastato da malgoverno, mafie, speculatori, abbandono istituzionale e clientele, si sta ricostruendo un fronte nuovo, aperto, radicale. Possiamo rompere il teatrino della vecchia politica e finalmente scalzarlo con un’alternativa concreta!

16/10/2026

📉 LA SPESA AUMENTA. I SALARI NO.
Fare la spesa costa sempre di più, ma gli stipendi non tengono il passo. Il risultato? Chi lavora è sempre più povero e sempre più famiglie sono costrette a tagliare anche sul cibo.

📊 I dati ISTAT parlano chiaro: 🔺 +24,9%prezzi alimentari 🔺 +17,3% aumento generale dei prezzi 🔻 −8,8% potere d’acquisto dei salari ⚠️ 29,4% delle famiglie ha ridotto quantità o qualità degli alimenti acquistati.
Non è una percezione, è la realtà che viviamo ogni giorno. Lavorare non può significare impoverirsi. Non possiamo continuare a pagare il prezzo di una crisi che colpisce sempre gli stessi.

Il 30 ottobre scioperiamo in tutta Italia, anche a Napoli, per rivendicare salari dignitosi, potere d’acquisto e condizioni di vita migliori.

📍Piazza Garibaldi ore 9:30

Basta salari bassi e carovita. Chi lavora ha diritto a vivere dignitosamente!

L’incendio di Via Brin è l’ennesimo rogo che avvolge Napoli Est in una nube tossica. Non è un’emergenza casuale: la zona...
16/10/2026

L’incendio di Via Brin è l’ennesimo rogo che avvolge Napoli Est in una nube tossica. Non è un’emergenza casuale: la zona industriale di Napoli è stata interessata da diversi e frequenti incendi, così come l’area nord. E’ il bilancio delle “zone di sacrificio” urbane, luoghi di degrado, ghettizzazione e abbandono istituzionale.

Anni di desertificazione industriale hanno ridotto interi quartieri in cimiteri di cemento, ex fabbriche dismesse e discariche a cielo aperto, vere e proprie polveriere urbane. Quando scoppia un incendio come l’ultimo registrato a via Brin, la presenza di spazi abbandonati e incuria fanno sì che le fiamme trovino un’autostrada di materiale combustibile pronte ad alimentarle.

Non possiamo rassegnarci alla logica dell’emergenza continua e dei danni ambientali scaricati sulla pelle dei cittadini (in queste ore costretti nell’area circostante a tenere chiuse le finestre).

Il riscatto di Napoli deve ripartire da un cambio radicale, da una nuova idea di città:
FERMIAMO IL DEGRADO!
• spazio al verde urbano! Un parco per ogni quartiere!
• bonifiche reali delle vecchie aree industriali e recupero degli stabili abbandonati ad uso pubblico;
• seria prevenzione del rischio industriale nei quartieri interessati;
• controlli sulla sicurezza sul lavoro e sul rispetto della prevenzione antincendio.

Una Nuova Napoli è possibile, CAMBIAMO TUTTO!

📢 NO AI CPR. NÉ A CASTEL VOLTURNO, NÉ ALTROVE!La sicurezza che vogliamo non nasce dalla detenzione e dalla paura, ma da ...
15/10/2026

📢 NO AI CPR. NÉ A CASTEL VOLTURNO, NÉ ALTROVE!

La sicurezza che vogliamo non nasce dalla detenzione e dalla paura, ma da comunità solidali, lavoro dignitoso, scuole aperte, salute, casa e spazi di condivisione.

✊ SABATO 24 OTTOBRE, ORE 13:00
📍 CASTEL VOLTURNO

Contattaci per andare insieme!

Da giovedì 1° ottobre è scattato l’aumento del costo dei biglietti a corsa singola. A chiedere l’“adeguamento” dei prezz...
13/10/2026

Da giovedì 1° ottobre è scattato l’aumento del costo dei biglietti a corsa singola.

A chiedere l’“adeguamento” dei prezzi, secondo il Decreto pubblicato sul bollettino della Regione (Decreto dirigenziale n.35 del
6/07/2026) sono state le associazioni di categoria delle imprese sia pubbliche che private del Trasporto Pubblico e il Comune di Napoli.

Le motivazioni? Semplici: l’aumento del costo del carburante e dell’energia. Difatti, l’oggetto del decreto è denominato “adeguamento inflattivo delle tariffe di viaggio”. In maniera chiara e candida la Regione Campania in sintonia con il Comune di Napoli affermano che l’inflazione, causata dalle scelte del Governo centrale, aumenta e a pagare devono essere come sempre i cittadini.

Un aumento duro da digerire anche alla
luce delle recenti dichiarazioni del Sindaco Manfredi che invita i cittadini a usare di più i mezzi pubblici.

Inoltre, a motivare la misura dell’aumento del costo del biglietto c’è anche il fatto che secondo gli enti un adeguamento dei prezzi non avveniva da tempo, dal lontanissimo 2023 e pertanto aumentare il costo del
biglietto singolo è stato per questo ritenuto necessario.

Nonostante l’aumento dei prezzi non mancano titoli da prima pagina apparsi su diverse testate giornalistiche che recitano “prezzi dei biglietti invariati” poiché ad aumentare, al momento, sono solo i biglietti delle corse singole ma restano invariati, appunto, il prezzo di abbonamenti annuali e mensili.

Insomma, le politiche dell’attuale governo regionale e del Comune di Napoli nonostante le apparenti e antitetiche posizioni politiche si confermano anche in materia di trasporti in linea con le politiche
dell’aumento dei prezzi del Governo nazionale.

12/10/2026

Ci vuole un po’ di buona volontà !
Basta solo quella eh Manfrè !

✈️ 17 MILIONI DI PASSEGGERI SULLE NOSTRE TESTE!L’aeroporto di Capodichino si prepara a un ampliamento da 250 milioni di ...
11/10/2026

✈️ 17 MILIONI DI PASSEGGERI SULLE NOSTRE TESTE!

L’aeroporto di Capodichino si prepara a un ampliamento da 250 milioni di euro, con l’obiettivo di passare da 13 a 17,3 milioni di passeggeri l’anno.

Ma chi ha deciso tutto questo? E soprattutto, chi ne pagherà le conseguenze?

🏭 PIÙ TRAFFICO AEREO, PIÙ INQUINAMENTO

Rumore, polveri sottili, ossidi di azoto e CO₂: l’impatto dell’aeroporto grava su un’area densamente popolata, tra case, scuole e ospedali. I cittadini chiedono risposte e trasparenza sui rischi per la salute.

I dati sanitari citati per i quartieri vicini all’aeroporto sollevano interrogativi che meritano approfondimenti e risposte concrete.

💰 CHI GUADAGNA E CHI PAGA?

Mentre GESAC punta a sviluppare lo scalo, i residenti temono un aumento dei costi ambientali e sociali. E le promesse di aerei più ecologici bastano davvero a compensare l’impatto di un traffico in crescita?

🚧 LE CONSEGUENZE NON FINISCONO QUI

Nuove infrastrutture, traffico di mezzi pesanti, pressione sulla Tangenziale e ulteriore crescita del turismo: il Masterplan 2035 solleva molte questioni ancora da chiarire.

E che dire dei cittadini campani che potrebbero essere costretti a utilizzare l’aeroporto di Salerno per raggiungere le proprie destinazioni?

LA NOSTRA SALUTE, IL NOSTRO TERRITORIO E LA QUALITÀ DELLA VITA NON POSSONO ESSERE SACRIFICATI.

Chiediamo trasparenza, partecipazione dei cittadini e risposte concrete.

📢 L’AMPLIAMENTO DELL’AEROPORTO DI CAPODICHINO VA FERMATO!

MANFREDI, ASCOLTI I CITTADINI!

10/10/2026

Questione di priorità

Il Ministero della Cultura ha esercitato il diritto di prelazione sul complesso della Conocchia, ex convitto Pontano, a ...
09/10/2026

Il Ministero della Cultura ha esercitato il diritto di prelazione sul complesso della Conocchia, ex convitto Pontano, a Napoli, impedendone l'ingresso nel portafoglio di un'azienda farmaceutica. È una vittoria importante, che nasce dal basso: dalla denuncia pubblica, dalla mobilitazione, dalla pressione esercitata sulle istituzioni.

Poco più di un mese fa come Potere al Popolo, unica organizzazione politica a farlo, abbiamo denunciato l'operazione di svendita di un edificio seicentesco dal valore stimato di 16 milioni di euro, aggiudicato in asta giudiziaria per poco più di 1 milione.

La nostra denuncia ha trovato ascolto e forza nella società civile: in tantissimi si sono attivati, hanno fatto circolare la notizia, hanno interpellato le istituzioni a tutti i livelli. Quella pressione ha prodotto un risultato concreto: le istituzioni hanno dovuto riconoscere la follia di quell'operazione e il Ministero è intervenuto esercitando la prelazione prevista dal Codice dei beni culturali, acquisendo l'immobile allo stesso prezzo di aggiudicazione, che torna ad essere di proprietà pubblica.

Questa vittoria è una risposta a chi ripete che i soldi non ci sono, a chi sostiene che non si può fare niente, a chi considera inevitabile, se non auspicabile, lo smantellamento del patrimonio pubblico in favore dei grandi investitori privati. Dimostra il contrario: quando c'è volontà politica e pressione dal basso, le risorse si trovano e gli strumenti di tutela esistono e si possono usare.

Dimostra anche che un'alternativa al modello di città perseguito dall'amministrazione Manfredi basata su svendita degli spazi, degrado dei servizi, consegna dei beni comuni alla speculazione, non solo è possibile, ma può vincere.

La battaglia continua: per ogni scuola, ogni ospedale, ogni pezzo di patrimonio pubblico che questa città rischia di perdere.
Oggi la Conocchia è di nuovo di tutte e di tutti, è la prova che lottare serve.

08/10/2026

VERITÀ E GIUSTIZIA PER PATRIZIO SPASIANO!
Stamattina ad Aversa si è tenuta la prima udienza per la famiglia di Patrizio, siamo stati lì fuori al tribunale in loro sostegno.

Sono passati quasi due anni da quel 10 Gennaio in cui un giovane di 19 anni veniva ucciso sul posto di lavoro.

Patrizio Spasiano.

Si, ucciso, perché Patrizio era un tirocinante senza formazione, pagato solo €500 al mese, costretto però a lavorare quotidianamente come un operaio a tutti gli effetti.

È la realtà dei tirocini, uno sfruttamento legalizzato, che grazie ai pochissimi controlli, abitua da subito chi vuole entrare nel mondo del lavoro cosa significa lavorare in Italia: nessuna giustizia e troppo spesso morte.
In Italia solo all’incirca 4 le morti sul lavoro al giorno.

Questa dato non può essere più lasciato giustificare dal fato, c’è bisogno di soluzioni immediate, di nuove leggi che tutelino davvero e in maniera più concreta chi ogni giorno rischia la propria vita.
Come Potere al Popolo continueremo a lottare finché non verrà introdotto il reato di “Omicidio sul lavoro” !

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