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Nell’ultimo Consiglio comunale è tornata in aula la Sala San Giorgio. Alessandra Dini, capogruppo di Impegno Comune, ha ...
08/10/2026

Nell’ultimo Consiglio comunale è tornata in aula la Sala San Giorgio. Alessandra Dini, capogruppo di Impegno Comune, ha chiesto che fine abbia fatto la gratuità della sala per gli eventi della città, se verrà ridiscussa, se servirà una convenzione. Domande legittime, se non fosse che da settimane gira una risposta già pronta: se i lavori sono fermi, la colpa è nostra. In aula ho rimesso in fila i fatti. Provo a farlo anche qui.

In piazza Castello, accanto al Duomo, c’è una sala che da decenni ospita eventi, conferenze, concerti e riunioni. Pochi, tra chi legge, non la conoscono o non ci sono entrati almeno una volta. Si chiama Sala San Giorgio ed è della parrocchia. Il blocco del palco è lesionato e puntellato, e la parrocchia vuole demolirlo e ricostruirlo più grande e più funzionale, con palco, spogliatoi e magazzino per le scenografie. Non certo un intervento di poco conto o puramente conservativo.

I lavori li sostiene la parrocchia, anche grazie a un finanziamento regionale. Ma per realizzarli servono due eccezioni alle regole urbanistiche: una deroga sul volume e il permesso di costruire a confine con un passaggio pedonale del Comune, cioè di tutti noi. E il Comune concede la deroga senza chiedere alla parrocchia il contributo straordinario che di norma la accompagna. Lo fa perché riconosce all’intervento un interesse pubblico: la sala è da sempre un luogo della comunità.

Ho posto allora una questione semplice: se la comunità rinuncia a un’entrata e concede un’eccezione alle proprie regole, è giusto che riceva qualcosa in cambio. Non denaro, che nessuno ha chiesto alla parrocchia, ma la garanzia che quell’interesse pubblico non resti una dichiarazione sulla carta. Nessuno mette in dubbio la vocazione sociale della parrocchia. Ma proprio perché la parrocchia è un soggetto privato e il Comune un’istituzione di tutti, regole chiare tutelano entrambi. Per questo, insieme a Officina Noale, ho proposto che un documento separato, concordato tra le parti, stabilisca l’uso gratuito della sala per le attività sociali e culturali della città. Uno scambio equo: nessun costo per la parrocchia, un beneficio concreto e duraturo per i noalesi.

La versione che circola è un’altra. Secondo le voci messe in giro, a quanto pare, direttamente da Impegno Comune, la lista di Andreotti e Dini, saremmo noi ad aver ostacolato e complicato tutto. E per giunta vorremmo usare la sala in modo indiscriminato e senza alcun onere, mentre la parrocchia dovrebbe stare a guardare. È una bella storia, ma non regge.

L’emendamento usa di proposito una formula generica, per «non imbrigliare gli operatori», come ho spiegato in aula: calendario e modalità «da concordare con separato provvedimento». E concordare si fa in due. Abbiamo chiesto la sala per qualche evento per la comunità, non le chiavi. Del resto a Noale si è sempre fatto così, di volta in volta e senza nulla di scritto: metterlo nero su bianco è semmai una garanzia in più, per entrambi. E uso gratuito non vuol dire a costo zero per la parrocchia: nessuno ha mai escluso che il Comune si faccia carico delle spese di apertura, chiusura e pulizia.

E i numeri parlano chiaro. Gli emendamenti erano due. Quello dell’Amministrazione, presentato dal consigliere Casotto, consente di ridurre l’ampliamento per non sconfinare sull’area pubblica: è passato 12 a 4. Il nostro, con Officina, è passato con 12 sì, un astenuto e 3 no. Dodici voti, di cui due soli nostri. E la delibera è arrivata in tempo per la scadenza del 31 maggio, che la parrocchia aveva indicato come vincolante per il finanziamento regionale. Difficile chiamarlo ostacolo.

Poi viene la cosa davvero bizzarra. La delibera, con dentro l’uso gratuito della sala, è stata approvata all’unanimità: sedici voti su sedici. Compresi quelli che un minuto prima avevano votato contro il nostro emendamento e che oggi raccontano che abbiamo complicato tutto. E c’è di più: Dini è la vicepresidente della Seconda Commissione consiliare, quella che ha esaminato la delibera. Il 19 maggio era collegata, e il verbale è chiaro: dopo «un approfondito confronto tra i Commissari», l’emendamento sulla gratuità «viene così concordato». Oggi chiede in aula che cosa preveda. Delle due, l’una: o si vota senza sapere che cosa si vota, o lo si sa e si finge di non saperlo. In aula, con garbo, ho parlato di affermazioni «bizzarre». Ma tant’è.

Quanto ai lavori che non partono, in aula è stata raccontata metà della verità. I motivi sono due. Si attende un ulteriore pronunciamento della Soprintendenza, senza il quale il permesso non può essere rilasciato. E lo schema di accordo tra Comune e parrocchia, quello che dà attuazione al nostro emendamento, è già scritto ed è all’esame della Curia. Altro che ostacoli: la procedura fa il suo corso. Chi ha seguito la pratica lo sa. Chi ha preferito il passaparola di paese, alla don Camillo, evidentemente no.

Quante serate, per quali attività, con quali modalità: lo decideranno i due soggetti. Noi vigileremo perché l’accordo arrivi in porto presto e bene. E speriamo che il nuovo palco della Sala San Giorgio veda presto la luce, per la parrocchia e per tutta la città.

Noi una domanda l’abbiamo posta: che cosa riceve in cambio la comunità? Il Consiglio, all’unanimità, ci ha dato ragione. Anche chi oggi racconta il contrario.

Per chi ha sempre pensato di cavarsela con un sorriso di circostanza, è una domanda scomoda. Ci farà l’abitudine.

Alessandro Bertin
Capogruppo Civica Democratica – Noale



Una signora anziana vive da sola a Città di Noale. Un'altra, identica, vive a pochi chilometri, in un altro Comune. Hann...
06/10/2026

Una signora anziana vive da sola a Città di Noale. Un'altra, identica, vive a pochi chilometri, in un altro Comune. Hanno gli stessi acciacchi e la stessa pensione, ma non ricevono lo stesso aiuto. Lo decide il cartello stradale.

Da questa immagine è partito Alessandro Bertin, capogruppo di Civica Democratica, nell'ultimo Consiglio comunale. Si votava la nascita dell'Azienda speciale consortile dell'ATS VEN_13: un'unica azienda pubblica dei servizi sociali per diciassette Comuni tra Riviera e Miranese, senza scopo di lucro e controllata dai sindaci. Il nome è terribile, l'idea è ottima.

Bertin ha ricordato da dove viene. Nel 2000 il governo di centrosinistra, con la ministra , approvò la legge 328. Il principio era semplice: «i diritti sociali non possono dipendere dal Comune in cui abiti». Nel 2022, con il ministro Andrea Orlando, sono arrivati i livelli essenziali, cioè un minimo di servizi garantito a tutti.

Poi ha ricordato i tempi del . La Regione ha fatto la sua legge nel 2024, ventiquattro anni dopo. Un quarto di secolo per preparare con calma un passaggio che i Comuni hanno poi dovuto fare di corsa, con le scadenze addosso. In Toscana e in Emilia-Romagna i Comuni gestiscono insieme i servizi sociali da anni. Da noi si è rincorso.

Ha preso sul serio anche le paure, una per una. Gli sportelli restano vicini a casa, perché l'Azienda è organizzata per zone. I dipendenti comunali passano all'Azienda con contratto pubblico e le stesse tutele, e nessuno diventa precario. Comandano i sindaci: «nessuno decide sopra la testa dei nostri paesi». Il costo per Noale è di un euro per abitante. In cambio avremo più assistenti sociali, educatori e psicologi, e potremo accedere a finanziamenti sovracomunali che oggi un Comune da solo vede passare senza poterli toccare.

Non è mancata una nota di costume. Diversi amministratori di centrodestra dei Comuni vicini hanno guardato la riforma con sospetto, e oggi la votano. Bertin ha detto di essere contento che siano arrivati, ma ha chiesto che i cittadini sappiano «chi questa idea l'ha pensata e difesa quando nessuno la imponeva, e chi invece la accetta solo perché costretto».

Ha chiuso con un ricordo. Fino al 1978, se ti ammalavi, le cure dipendevano dalla cassa mutua del tuo mestiere. Poi una donna veneta cambiò le cose. , di Castelfranco, staffetta partigiana da ragazza e prima donna ministra della Repubblica, firmò la legge che fece nascere il Servizio sanitario nazionale. Da quel giorno la salute diventò un diritto di tutti, non un privilegio legato al mestiere. È una delle pagine più alte della nostra storia repubblicana, e porta la firma di una veneta che seppe mettere i diritti delle persone davanti a tutto il resto. Fatte le debite proporzioni, oggi nel sociale si fa un passo nella stessa direzione: «il diritto a essere aiutati non dipende più dal Comune in cui vivi».

Nella stessa seduta il nostro gruppo ha votato contro il DUP e a favore di questa delibera. Qualcuno la chiamerà incoerenza; noi lo chiamiamo leggere le carte. Quando un atto è sbagliato lo diciamo, quando è giusto lo votiamo, chiunque lo proponga. L'opposizione a prescindere la lasciamo volentieri ad altri.

Ora, come ha detto Bertin, toccherà a noi vigilare «perché questa Azienda resti sempre al servizio dei cittadini e non della politica». Lo faremo.

Alessandro Maria Tiberini
Civica Democratica –

A Noale, nel 2027, ci sarà un teatro. Lo dice il  , il Documento unico di programmazione, che è il posto dove un Comune ...
03/10/2026

A Noale, nel 2027, ci sarà un teatro. Lo dice il , il Documento unico di programmazione, che è il posto dove un Comune scrive cosa farà nei prossimi tre anni con i soldi dei cittadini. Lo abbiamo cercato nel piano delle opere pubbliche, che è il posto dove le cose scritte diventano cose pagate. Non c'era. Né una riga né un euro. È un teatro d'avanguardia, che non ha bisogno di muri.

Il Consiglio chiamato a discuterne, del resto, ha rischiato di non esserci. La prima volta la maggioranza non si è presentata e il numero legale è svanito, per la seconda volta in nove mesi. Governare, a quanto pare, è facoltativo.

In commissione il DUP era stato liquidato in nove minuti, per centoquattordici pagine. Noi ce lo siamo letto tutto.

L'IMU è già salita: sugli altri fabbricati residenziali dallo 0,86 all'1,03 per cento, sulle aree edificabili fino all'1,06. Il DUP lo mette nero su bianco. Dal 2027 la tassa sui rifiuti passerà alla tariffa puntuale, con un regolamento ancora «da approvare». Pagheremo, insomma, ma non sappiamo quanto. Il Comune nemmeno.

Le bollette degli edifici comunali cresceranno ogni anno, e fra oltre quattro milioni di opere pubbliche non c'è un solo intervento serio per consumare meno. In compenso arrivano i sensori per misurare i consumi. Sapremo esattamente quanto sprechiamo.

Il documento cita una delibera del dicembre 2026, che deve ancora arrivare. Fa crollare i negozi di Noale da 327 a 58, per fortuna solo in tabella. Stanzia aiuti per il reddito di cittadinanza, abolito da quasi tre anni. E i revisori dei conti scrivono che, senza il bilancio, non possono esprimersi sull'attendibilità dei numeri. Gli unici numeri certi sono i duecentomila euro di asfaltature l'anno, fino alle elezioni. L'asfalto, si sa, fiorisce prima del voto.

Noi avremmo fatto altre scelte: un piano di efficientamento di scuole ed edifici pubblici, finanziato con i fondi europei, per pagare meno bollette e non solo per misurarle. E un regolamento sui rifiuti che dovrebbe essere discusso con i cittadini prima di scriverlo nel bilancio, non dopo.

In città, intanto, si parla d'altro: la Guardia di Finanza in Municipio, le segnalazioni del Segretario generale. Abbiamo presentato noi un'interrogazione per chiedere al Sindaco di riferire, perché la trasparenza è un dovere. Le verifiche faranno il loro corso, e i processi non si fanno sui giornali. Una parte dell'opposizione, però, si è fermata lì: il sospetto è comodo e non richiede di aprire un bilancio.

È curioso, poi, che a scandalizzarsi sia chi fino a ieri governava insieme a buona parte di questa maggioranza e allo stesso Sindaco, che allora era il loro assessore al bilancio e oggi tiene per sé la delega al bilancio. I DUP di allora e quello di oggi escono dalla stessa penna. Cambiano le maggioranze, non la calligrafia. Così si guarda il dito, e la luna, cioè il conto che pagheranno i noalesi, resta lì.

Per questo abbiamo votato contro. Promesse senza soldi, bollette senza soluzioni.

Alessandro Bertin
Consigliere comunale e capogruppo di Civica Democratica –

Come annunciato, il nostro consigliere si è recato in municipio e ha esercitato il diritto di informazione che la legge ...
26/09/2026

Come annunciato, il nostro consigliere si è recato in municipio e ha esercitato il diritto di informazione che la legge riconosce ai consiglieri comunali.

Le informazioni raccolte sono ora al nostro esame. Su quanto appreso nell'esercizio del mandato vige il segreto d'ufficio, e con accertamenti in corso da parte degli organi competenti riteniamo doveroso mantenere il massimo riserbo. Non anticiperemo contenuti né valutazioni sugli organi di stampa o sui social.

Le nostre considerazioni le porteremo dove devono stare: in Consiglio comunale. Rinnoviamo la richiesta al Sindaco di riferire in quella sede su quanto di competenza dell'amministrazione.

Chi governa una comunità ha il dovere della trasparenza. Chi fa opposizione ha quello della serietà. Noi ci atteniamo al nostro.

Civica Democratica

Come forza progressista siamo garantisti, sempre e comunque. Nessuno si condanna con le voci e nessuno si assolve con il...
24/09/2026

Come forza progressista siamo garantisti, sempre e comunque. Nessuno si condanna con le voci e nessuno si assolve con il silenzio. Da quanto apprendiamo dalla stampa, oggi ad accertare i fatti sono gli organi competenti: rispettiamo il loro lavoro e lo seguiamo con fiducia, senza anticipare giudizi.

Il garantismo però non può diventare un alibi per il silenzio. Su questa vicenda da mesi a Noale si rincorrono voci, indiscrezioni e accuse anonime, senza che chi amministra abbia mai sentito il dovere di dire una parola ufficiale, né per smentire né per chiarire. Quando un'amministrazione tace, sono le voci a riempire il vuoto. E a pagare sono la fiducia dei cittadini e la credibilità delle istituzioni.

Noi scegliamo un'altra strada: quella degli atti. Già domani un nostro consigliere sarà in municipio per esercitare il diritto di accesso e chiedere la visione immediata dei documenti.

Al Sindaco chiediamo di riferire in Consiglio comunale, sede propria, su tutto ciò che è di competenza dell'amministrazione. La trasparenza non si annuncia: si pratica.

Non ci interessa alimentare il sospetto. Ci interessa che Noale sia amministrata bene e che i cittadini sappiano come stanno le cose. Con le carte in mano, non con le voci.

Civica Democratica

Messo a referto un mese di stallo, il Sindaco Sorino ha finalmente risolto il rompicapo dell’Assessora al Bilancio dimis...
27/07/2026

Messo a referto un mese di stallo, il Sindaco Sorino ha finalmente risolto il rompicapo dell’Assessora al Bilancio dimissionaria. Un’uscita di scena che aveva lasciato la Giunta paralizzata per il mancato rispetto delle quote di genere.

Ci si aspettava una mossa d’attacco, una scommessa sulle forze fresche del Consiglio. E invece è andata in scena la solita recita dell’equilibrismo politico.

Sorino, imbrigliato nei veti incrociati di una maggioranza che scricchiola a ogni votazione, ha scelto di non rischiare. Sul filo del rasoio, per tenere insieme i cocci, ha preferito nominare una figura amministrativa di lungo corso, capace negli ultimi anni di attraversare l'intero arco costituzionale locale. Risultato? Le deleghe si rimescolano, ma quella pesante al Bilancio se la tiene il sindaco.

Un segnale chiarissimo: a forza di camminare sul filo, Sorino ha deciso di fare tutto da solo..

È il trionfo della politica del bilancino: una coalizione creata con il solo scopo di vincere le elezioni, oggi costretta a vivacchiare sull'ordinario pur di non far cadere il palazzo.

Sperare nel "cambio di passo" richiede una bella dose di ottimismo

Si è dimessa l’assessora al bilancio di Noale, Marianna Duregon. Una scelta personale, dichiarata tale, e come tale va r...
24/06/2026

Si è dimessa l’assessora al bilancio di Noale, Marianna Duregon. Una scelta personale, dichiarata tale, e come tale va rispettata: a lei vanno i nostri ringraziamenti per il lavoro svolto.

Resta però la politica, che è un’altra cosa. E colpisce, in tutta questa vicenda, la quantità delle rassicurazioni: nessuna tensione, nessuna motivazione politica, una decisione “ragionata col sindaco” da tempo. E quando tutti si affannano a ripetere che non è successo niente, di solito qualcosa è successo.

Perché il bilancio, a Noale, non è una delega qualunque. È la stessa che a dicembre ha fatto saltare per mancanza del numero legale il Consiglio comunale convocato proprio per approvarlo, e che per settimane ha tenuto banco con le polemiche sull’aumento dell’IMU. Su quella materia — la più delicata, quella che tocca le tasche dei cittadini — la maggioranza ha mostrato i suoi affanni per mesi. E oggi, da quella stessa materia, se ne va l’assessora più importante della giunta, senza che al suo posto ci sia ancora nessuno.

Dall’altra parte c’è già chi vede la fine del mondo: crisi, instabilità, la maggioranza che trema. E anche qui, con rispetto: una giunta non cade perché si dimette un assessore. I noalesi non si appassionano al totonomi né alle geometrie interne di una coalizione. Si appassionano alle tasse che non salgono, ai servizi che funzionano, a un bilancio che si approva quando va approvato, a un Comune che risponde quando lo si chiama.

Noi non gridiamo alla crisi e non facciamo i rassicuratori. Diciamo soltanto che una maggioranza si misura dalle cose difficili — e il bilancio, a Noale, è già stato una di quelle. Più delle dimissioni di ieri, conta la risposta sul domani.

🪟 Il diritto di aprire le finestreDa mesi Noale convive con i cattivi odori che rendono sgradevole la vita di interi qua...
10/06/2026

🪟 Il diritto di aprire le finestre
Da mesi Noale convive con i cattivi odori che rendono sgradevole la vita di interi quartieri. L'altra sera, all'incontro pubblico organizzato dall'Amministrazione, sono stati illustrati i risultati della campagna di rilevazione ARPAV.

Diciamolo chiaro:
👉 il fastidio dei cittadini è legittimo e va ascoltato. Chi subisce gli odori non va trattato da esagerato.
Abbiamo piena fiducia nel lavoro dell'ARPAV — tecnici seri, strumenti rigorosi. Il dato è una buona notizia: ✅ nessun pericolo per la salute.

Ma significa che va tutto bene?
No. Vivere in mezzo ai miasmi, anche se non tossici, non è accettabile. La fonte è quasi certamente di origine antropica, e va affrontata con gli strumenti giusti — non con allarmismi né con polemiche di chi cavalca il disagio senza proporre nulla.

Il punto è semplice: tutti abbiamo il diritto di aprire le finestre senza sentire la nausea.

💡 Cosa proponiamo:
➡️ affidarsi allo stato dell'arte dell'olfattometria, contattando il Laboratorio Olfattometrico del Politecnico di Milano o un ente di pari livello.
📩 Tramite il nostro consigliere Alessandro Bertin abbiamo scritto ai Sindaci di Noale e Massanzago, perché i due Comuni uniscano le forze.
📋 E presenteremo una mozione in Consiglio comunale a Noale, aperta alla firma di tutti i consiglieri. Su un tema così concreto, le appartenenze contano meno dei risultati.

Aprire le finestre e respirare senza nausea è un diritto sacrosanto. Difendiamolo con i fatti. 💪

Siamo consapevoli che questo post è lungo, ma la complessità e l'importanza dell'argomento richiedono un'analisi approfo...
08/04/2026

Siamo consapevoli che questo post è lungo, ma la complessità e l'importanza dell'argomento richiedono un'analisi approfondita per darvi tutte le informazioni necessarie.

Negli ultimi mesi la nostra comunità è stata colpita da un problema che tocca direttamente la qualità della nostra vita quotidiana: le persistenti molestie odorifere che interessano diverse aree di Noale. Come Civica Democratica, abbiamo scelto di non intervenire d’istinto, ma di seguire il nostro consueto metodo di lavoro: studiare a fondo i documenti tecnici e i dati ufficiali prima di esprimerci. Riteniamo che l’impegno per il territorio debba basarsi sulla preparazione e sulla chiarezza delle informazioni.

Abbiamo analizzato la nota ufficiale di ARPAV (Prot. 13862/2026) relativa ai monitoraggi con stazione mobile. È fondamentale sottolineare che si tratta di informazioni preliminari: i dati sono ancora in via di definizione e rappresentano i primi riscontri di un’indagine non ancora conclusa. Questi rilievi hanno evidenziato la presenza di sostanze come Acetone e Stirene.

Per dare una dimensione tecnica, ARPAV utilizza come riferimento le soglie di esposizione professionale (TLV-TWA): per l’Acetone il limite è di circa 1.187 mg/m³, mentre per lo Stirene è di 85 mg/m³. Sebbene i primi dati indichino concentrazioni significativamente inferiori a tali soglie di pericolosità per la salute, è fondamentale precisare che il semplice rilevamento di queste due specifiche sostanze non significa necessariamente che esse siano i responsabili diretti del disagio olfattivo percepito dai cittadini. ARPAV rileva che le loro concentrazioni, pur basse rispetto alla pericolosità, sono teoricamente sufficienti a causare una molestia olfattiva. Dobbiamo infatti considerare che, specialmente per l’Acetone, il fiuto umano è in grado di percepire l'odore già a livelli di pochissimi mg/m³, rendendo il disagio chiaramente avvertibile molto prima che si raggiungano livelli di allerta sanitaria. Questo significa che, anche con questi composti presenti, le ipotesi sulle cause del malodore rimangono tutte aperte, potendo spaziare da fonti industriali specifiche a miscele odorose provenienti da attività zootecniche o agricole, come abbiamo già accennato.

Un punto cruciale emerso è la complessità nell'individuare la fonte: al momento non è possibile identificarne con certezza l’origine. Il nostro territorio comunale e quelli dei comuni adiacenti ospitano innumerevoli attività e potenziali fonti di emissione; questa pluralità rende l'accertamento tecnico estremamente complesso e richiede indagini mirate che vadano oltre il semplice rilevamento.

Come Civica Democratica, poniamo l’accento sulla differenza tra "sicurezza sanitaria" e "vivibilità ambientale". Anche se i parametri sono "sotto soglia", il diritto dei cittadini di vivere in un ambiente confortevole è prioritario. Non ci accontentiamo di sapere che l’aria non è tossica; vogliamo che torni a essere respirabile e priva di odori sgradevoli.

Per questo, il nostro impegno proseguirà in parallelo con il consolidamento dei dati definitivi che dovrebbero arrivare a breve. Porteremo la questione a ogni livello istituzionale — Comune, Città Metropolitana e Regione — chiedendo il massimo sforzo di tutti gli enti preposti per passare dal monitoraggio generale alla ricerca specifica della causa e della soluzione definitiva.

La nostra serietà passa per il rispetto dei fatti; la nostra azione politica passa per la tutela della qualità della vita di tutti i cittadini.

Civica Democratica Noale

Buona Pasqua a tutte e a tutti!!
05/04/2026

Buona Pasqua a tutte e a tutti!!

Indirizzo

Noale
30033

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