20/06/2026
"Mai più debiti comuni"! Chiaro e netto il messaggio che arriva dalla Germania (che lo ha sempre sostenuto). Questa Unione Europea non regge più e non tanto per la condivisione del debito ma per essere un coacervo di interessi in contrasto tra di loro.
Prima che sul terreno rimangano macerie importanti meglio correre ai ripari e smantellare l'impianto attuale e tornare ad una sorta di pre Maastricht senza perdere ulteriore tempo e senza smantellare ulteriormente il nostro tessuto produttivo.
Una nuova puntata della serie: “Titoli che fanno sorridere”.
Perché, qualcuno si aspettava il consenso della Germania al debito comune? Sono solo 34 anni che la Germania si oppone, giustamente, a questa prospettiva, come pure a quella di allargamento del bilancio dell’Unione, una prospettiva verso la quale si è però stati costretti ad andare per coprire gli extracosti finanziari del PNRR (in particolare, la sottostima della quota di interessi sui fondi raccolti per essere distribuiti “a fondo perduto”).
Tutte cose note da anni ai lettori del mio blog.
E attenzione agli “Amici della coesione”! Sono la versione “international” degli amici del divano: l’insieme degli Stati membri che sono percettori netti di fondi, e quindi giustamente (dal punto di vista loro) chiedono un budget europeo più grande per avere una maggiore ciotola di pappa. Non a caso fu Conte, il capopolo degli amici del divano, a far aderire l’Italia a questo gruppo di Paesi arretrati in termini di reddito!
Ma l’Italia è un contribuente netto al bilancio comunitario: il suo posto non è con la Bulgaria che vuole prendere più fondi, è con la Germania che vuole darne di meno! E per difendere agricoltura e pesca la soluzione non è ottenere 100 dando 150! Oggi diamo 15 per ottenere 10, e anche semplicemente tenerci quei 15 e fare ciao con la manina a chi ci ha danneggiato e vilipeso potrebbe essere considerata una soluzione razionale!
Ma il punto resta: se ci sono meno risorse per agricoltura e pesca, è perché la “bioggia di mijardi” non era gratis! Io ve lo dico dal 2020, e da ieri ve lo dicono anche i giornaloni. Vogliamo prenderne atto?