Orta Viva

Indicazioni

Orta Viva Orta Viva è un movimento civico-politico che rappresenta la comunità di Orta di Atella, puntando su trasparenza, partecipazione e cambiamento.

Con una visione inclusiva, per un miglioramento del territorio e dei suoi cittadini.

02/11/2026
30/10/2026

📢 AVVISO ALLA CITTADINANZA

🕯️ Cimitero Comunale: gli orari di apertura per le festività di Tutti i Santi e la Commemorazione dei Defunti.

In occasione delle ricorrenze dedicate alla memoria dei nostri cari ❤️, il Cimitero Comunale di Orta di Atella osserverà i seguenti orari:

📅 Sabato 31 ottobre 2026
🕗 Dalle ore 08:00 alle ore 17:30

📅 Domenica 1 novembre 2026
🕗 Dalle ore 08:00 alle ore 17:30

📅 Lunedì 2 novembre 2026
🕗 Dalle ore 08:00 alle ore 17:30

ℹ️ Si invita la cittadinanza a organizzare le visite nel rispetto degli orari comunicati.

🕊️ Tre giornate dedicate al ricordo, alla preghiera e all’affetto verso chi non c’è più, ma continua a vivere nei nostri cuori. ❤️

🔗 Consulta l’avviso ufficiale del Comune:
https://www.comune.ortadiatella.ce.it/novita/notizie/novita_849.html

📲 INFORMAZIONI DI ORTA
🗞️ Notizie, comunicazioni e aggiornamenti per la nostra comunità.

16/10/2026

🚛🚜 CARO CARBURANTI, LA PROTESTA ARRIVA IN CAMPANIA: PRESIDI A NOLA, CAIANELLO E CASERTA SUD

📍 16 OTTOBRE 2026 – Cresce la mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro gasolio. In strada anche agricoltori e mezzi pesanti, mentre il malcontento si estende in diverse aree del Sud Italia.

La protesta è arrivata anche in Campania. Secondo quanto riportato da ANSA, dalla mezzanotte sono in corso presidi nei pressi del casello di Nola, sull’A30, e di Caianello, sull’A1, con altri mezzi presenti a Caserta Sud. La circolazione sta registrando disagi e la Polizia Stradale monitora la situazione.

⚠️ AL CENTRO DELLA PROTESTA C’È IL COSTO DEL CARBURANTE, che pesa sempre di più sui bilanci di chi trasporta merci e di chi lavora la terra.

Per gli autotrasportatori, ogni aumento del gasolio significa maggiori spese per mandare avanti camion e aziende. Per gli agricoltori, ai costi del carburante si aggiungono quelli di energia, fertilizzanti, lavorazioni e trasporto dei prodotti.

🌾 Il rischio è che le difficoltà delle imprese si ripercuotano sull’intera filiera, con possibili conseguenze sulla distribuzione delle merci e sui prezzi per i consumatori.

🇮🇹 IL GOVERNO CONVOCA UN TAVOLO PER IL 27 OTTOBRE

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha convocato per il 27 ottobre un incontro con le rappresentanze dell’autotrasporto. Le associazioni chiedono interventi concreti e lo sblocco delle risorse destinate a contrastare il caro gasolio.

📢 E ORA LA DOMANDA È UNA SOLA: QUANDO ARRIVERANNO RISPOSTE CONCRETE PER CHI LAVORA?

Non si può chiedere alle imprese di continuare a sostenere costi sempre più elevati senza affrontare il problema. Agricoltura e trasporto sono settori fondamentali per l’economia e per la vita quotidiana di tutti noi.

La protesta merita attenzione, ma servono soluzioni capaci di tutelare lavoratori, imprese e cittadini, limitando al tempo stesso i disagi per chi viaggia.

👇 E voi cosa ne pensate? Il Governo deve intervenire subito sul costo del gasolio?

📰 INFORMAZIONI DI ORTA DI ATELLA
Le notizie del territorio, oltre il territorio.

08/10/2026
🔴 SALVATORE CALIGNANO, IL CORDOGLIO DI VINCENZO DELLA VOLPE: “ORTA DI ATELLA CHIEDE VERITÀ E SICUREZZA”Vincenzo Della De...
05/10/2026

🔴 SALVATORE CALIGNANO,
IL CORDOGLIO DI VINCENZO DELLA VOLPE: “ORTA DI ATELLA CHIEDE VERITÀ E SICUREZZA”

Vincenzo Della Della Volpe, e il direttivo Orta Viva si stringe con profondo cordoglio alla famiglia di Salvatore Calignano, 61 anni, cittadino di Orta di Atella, scomparso dopo le drammatiche circostanze sulle quali sono in corso gli accertamenti della Procura di Napoli Nord.

Una tragedia che lascia dolore e sgomento e che, al tempo stesso, pone interrogativi che non possono essere ignorati.

Della Volpe raccoglie e condivide le preoccupazioni espresse dall’onorevole Francesco Emilio Borrelli, chiedendo che venga fatta piena luce sulla vicenda e che siano accertati tutti gli eventuali profili di responsabilità.

Una posizione che assume particolare significato anche alla luce della lunga esperienza professionale di Della Volpe nei settori della gestione dei lavoratori, dell’organizzazione del lavoro, della qualità e della sicurezza.

«Sono pienamente in linea con le considerazioni espresse dall’onorevole Borrelli. Ci sono aspetti di questa vicenda che devono essere chiariti e sarà la magistratura ad accertare cosa sia realmente accaduto.

Ma una cosa possiamo dirla con forza: è inaccettabile che un lavoratore possa perdere la vita in queste circostanze.

La sicurezza sul lavoro non può essere una parola da pronunciare dopo una tragedia. Deve essere una responsabilità quotidiana, fatta di prevenzione, controlli, organizzazione e rispetto delle regole.»

E proprio da qui nasce una riflessione che riguarda l’intera comunità.

La sicurezza sul lavoro è anche sicurezza del territorio.

Un territorio è realmente sicuro quando chi esce di casa per lavorare può farlo nel rispetto delle regole e con adeguate garanzie di tutela. Quando la prevenzione viene prima dell’emergenza. Quando i controlli sono efficaci. E soprattutto quando, davanti a un incidente, la persona viene immediatamente soccorsa e la sua vita viene messa al primo posto.

Per questo Orta Viva si unisce alla richiesta di chiarezza, nel pieno rispetto dell’attività della magistratura.

Non vogliamo sostituirci agli investigatori.
Non vogliamo emettere sentenze.
Vogliamo che la verità venga accertata.

Perché una cosa deve essere chiara:

È INACCETTABILE LA MORTE DI UN LAVORATORE DELLA TERRA DI ORTA DI ATELLA.

Salvatore era un lavoratore. Era un marito. Era un padre. Era un uomo della nostra comunità. Era uno di noi.

A sua moglie, ai suoi figli e a tutta la famiglia Calignano va il più sincero e sentito cordoglio di Vincenzo Della Volpe e tutto il direttivo di Orta Viva.

Verità per Salvatore.
Rispetto per la sua famiglia.
Sicurezza e dignità per tutti i lavoratori.

02/10/2026

❤️ 2 OTTOBRE | GIORNATA DEI NONNI ❤️

A Orta di Atella, dove le storie delle famiglie si intrecciano con quelle del nostro paese, i nonni rappresentano una parte preziosa della nostra identità.

Sono loro che custodiscono i ricordi di un tempo, le tradizioni, i valori e quelle piccole storie di vita che, passando di generazione in generazione, diventano patrimonio della nostra comunità.

👵🏻👴🏻 I nonni sono le radici delle nostre famiglie e, allo stesso tempo, il ponte verso il futuro.

Oggi Informazioni di Orta vuole dedicare un pensiero speciale a tutti i nonni di Orta di Atella: a quelli che ogni giorno riempiono le case di amore e a quelli che non ci sono più, ma continuano a vivere nei racconti, nei ricordi e nel cuore dei loro cari.

Perché un paese non è fatto soltanto di strade e piazze, ma soprattutto di persone, storie e memoria. E i nostri nonni ne sono una parte indimenticabile. ❤️

🌹 Buona Giornata dei Nonni, Orta!

Raccontateci nei commenti un ricordo, una frase o un insegnamento che vi ha lasciato il vostro nonno. 👇❤️

#️⃣

30/09/2026

I 21 MARTIRI ATELLANI: IL 30 SETTEMBRE 1943, UNA FERITA CHE ORTA DI ATELLA NON DIMENTICA.

Ottantatré anni dopo, una pagina di giornale dell’epoca torna a raccontare la tragedia del 30 settembre 1943. Un documento custodito nel tempo, insieme al dolore e alla memoria delle famiglie dei 21 Martiri Atellani.

ORTA DI ATELLA – 30 SETTEMBRE 2026.

Ci sono storie che finiscono sui libri.
E poi ci sono storie che, prima ancora di arrivare sui libri, vengono custodite per generazioni nelle case, nei racconti delle famiglie, nelle fotografie ingiallite e nei ricordi tramandati dai nonni ai nipoti.

La storia dei 21 Martiri Atellani appartiene a entrambe.

Oggi, a 83 anni dal 30 settembre 1943, una vecchia pagina di giornale dell’epoca torna a parlare di quella tragedia.

Una pagina consumata dal tempo, ma ancora capace di raccontare.

Un documento che non è soltanto carta.

Per le famiglie dei Martiri rappresenta una parte della propria storia. Un pezzo di memoria conservato nel cuore prima ancora che negli archivi.

Una pagina sopravvissuta alla guerra e al tempo

Quella pagina di giornale racconta una delle giornate più drammatiche vissute da Orta di Atella durante la Seconda guerra mondiale.

Rileggendola oggi, a distanza di 83 anni, colpisce soprattutto una cosa: dietro le parole stampate su quella carta ci sono persone vere.

Ci sono famiglie che quel giorno persero un padre, un figlio, un fratello, un marito.

Ci sono case nelle quali quella perdita non è mai stata soltanto una pagina di storia.

È stata una presenza.

Un dolore tramandato.

Un nome pronunciato negli anni.

E forse è proprio questo il valore più grande di quella vecchia pagina: essere riuscita a sopravvivere al tempo e a riportare fino a noi la voce di una tragedia che non può essere dimenticata.

«Arrivano i tedeschi!»

Il racconto di quella giornata comincia nella paura.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’Italia viveva giorni drammatici. Anche Orta di Atella venne travolta dalla violenza della guerra e dalla presenza delle truppe tedesche.

Il racconto dell’epoca descrive rastrellamenti, perquisizioni, violenze e saccheggi.

Le persone cercavano di capire cosa stesse accadendo.

Poi gli uomini vennero separati dalle donne e dai bambini.

Furono condotti fuori dal centro abitato.

E arrivarono gli spari.

Alla fine furono 21 i cittadini di Orta di Atella uccisi.

Ventuno uomini diventati, nella memoria della comunità, i Martiri Atellani.

Ventuno nomi che non devono diventare soltanto una lista

Oggi quei nomi devono continuare a essere pronunciati:

Alessandro Di Lorenzo, Mario Greco, Corrado Greco, Salvatore Di Letto, Sossio Serra, Francesco Serra, Michele Ferrara, Arcangelo Chianese, Salvatore Romano, Massimo Sorvillo, Vincenzo Castellano, Michele Castellano, Salvatore Daniele, Antonio Daniele, Guido de’ Sivo, Vincenzo Ricci, Giovanni Zarrillo, Oreste Pellino, Salvatore Peasella, Giuseppe Mazzarella e Vincenzo Cannella.

Ventuno nomi che non possono essere ridotti a una cifra.

Dietro ognuno di quei nomi c’era una vita.

E dietro ogni vita c’era una famiglia.

La storia di Orta deve essere raccontata

È proprio qui che quella vecchia pagina di giornale assume un significato ancora più importante.

Perché la storia di Orta di Atella non può essere conosciuta soltanto da chi l’ha vissuta o da chi l’ha ascoltata direttamente dai propri genitori e nonni.

Deve essere raccontata ai giovani di oggi.

Deve entrare nelle scuole, nelle famiglie, nelle iniziative culturali, nei luoghi della memoria.

Perché un ragazzo che conosce la storia della propria città non sta semplicemente imparando qualcosa sul passato.

Sta imparando a conoscere il luogo in cui vive.

Sta comprendendo che le strade che percorre ogni giorno sono le stesse strade attraversate da generazioni che lo hanno preceduto.

Sta scoprendo che dietro un nome, una lapide o una fotografia può esserci una storia capace di spiegare molto della comunità alla quale appartiene.

Custodire la memoria significa consegnarla al futuro

Quella pagina di giornale oggi non è soltanto una testimonianza del passato.

È un ponte.

Da una parte ci sono quei giorni terribili del 1943.

Dall’altra ci siamo noi, nel 2026.

In mezzo ci sono 83 anni di storia.

E quel ponte può continuare a esistere soltanto se qualcuno sceglie di attraversarlo e di raccontare ciò che trova dall’altra parte.

Per questo è importante recuperare documenti, fotografie, testimonianze e racconti delle famiglie.

Ogni documento conservato è un frammento della memoria collettiva.

Ogni testimonianza raccolta prima che si perda è un pezzo di storia salvato.

Ogni nome pronunciato è un modo per impedire che il tempo cancelli definitivamente quelle vite.

Un grazie a chi ha scelto di condividere la memoria

Ed è proprio per questo che Informazioni di Orta vuole rivolgere un ringraziamento particolare alla famiglia Greco.

Un grazie, soprattutto, a Gaia Greco, una giovane donna che ha scelto di condividere con la comunità un documento e una parte della propria memoria familiare.

È un gesto che va oltre la semplice condivisione di una vecchia pagina di giornale.

Significa aprire una porta sulla storia della propria famiglia e permettere a tutti noi di conoscere una pagina della storia di Orta di Atella.

In un tempo nel quale tante testimonianze rischiano di perdersi con il passare delle generazioni, il gesto di Gaia assume un significato ancora più importante.

Una giovane donna che riceve una memoria dal passato e sceglie di consegnarla al futuro.

È così che la storia continua a vivere.

Ottantatré anni dopo

Oggi, 30 settembre 2026, Orta di Atella ricorda i suoi 21 Martiri Atellani.

Li ricorda attraverso i loro nomi.

Li ricorda attraverso le testimonianze.

Li ricorda attraverso quella pagina di giornale che, dopo 83 anni, continua a raccontare.

Ma soprattutto li ricorda attraverso le loro famiglie, che hanno custodito questa memoria quando ancora non era storia, ma dolore.

E forse il modo migliore per onorare quei 21 uomini è proprio quello di continuare a raccontare.

Raccontare ai nostri figli chi erano.

Raccontare ai ragazzi cosa accadde.

Raccontare agli adulti ciò che forse non conoscono abbastanza.

Perché la storia di Orta di Atella è la storia delle persone che l’hanno costruita, vissuta e, in alcuni casi, pagata con la propria vita.

E una comunità che dimentica la propria storia rischia di perdere una parte della propria identità.

Quella pagina di giornale, oggi, ci ricorda invece che la memoria può attraversare il tempo.

Dalle mani di chi la custodì allora alle mani di chi la custodirà domani.

Perché i 21 Martiri Atellani non sono soltanto il ricordo di una tragedia del 1943. Sono parte della storia di Orta di Atella.

E quella storia merita di essere conosciuta.

Soprattutto dai giovani di oggi.

Perché conoscere il passato non significa vivere nel passato.

Significa sapere da dove veniamo.

E avere la responsabilità di non dimenticare.



🟠ORTA VIVA | GRAZIE E BUON LAVORO ALLA COMMISSIONE STRAORDINARIAIn questa nuova fase della vita amministrativa della nos...
21/09/2026

🟠ORTA VIVA | GRAZIE E BUON LAVORO ALLA COMMISSIONE STRAORDINARIA

In questa nuova fase della vita amministrativa della nostra comunità, Orta Viva desidera rivolgere un sincero ringraziamento alla Commissione Straordinaria chiamata a guidare il Comune di Orta di Atella.

Il nostro ringraziamento va al Viceprefetto Florinda Bevilacqua, al Viceprefetto Antonella De Ninno e al funzionario Vincenzo De Angelis, ai quali rivolgiamo l’augurio di buon lavoro per il delicato incarico assunto al servizio della nostra città.

Siamo certi che competenza, esperienza e senso delle istituzioni accompagneranno il loro lavoro e contribuiranno ad affrontare con attenzione le esigenze della comunità.

Orta di Atella ha bisogno di istituzioni capaci di ascoltare il territorio, garantire trasparenza e affrontare con concretezza le questioni che riguardano la vita quotidiana dei cittadini.

In questo spirito, Orta Viva conferma la propria disponibilità al confronto e al dialogo istituzionale, nel rispetto dell’autonomia della Commissione e dei diversi ruoli, continuando a essere presente e attenta alle esigenze della nostra comunità.

Continueremo a essere presenti sul territorio, ad ascoltare le istanze dei cittadini e a rappresentarle con responsabilità, nella convinzione che, in questa fase, l’interesse della comunità debba rimanere il punto di riferimento di ogni confronto.

Il coordinatore di Orta Viva, Vincenzo Della Volpe, esprime a nome del gruppo il più sincero ringraziamento alla Commissione e formula l’augurio di un proficuo lavoro nell’interesse di Orta di Atella e dei suoi cittadini.

🍀 Con rispetto per le istituzioni, senso di responsabilità e lo sguardo rivolto al futuro della nostra città.
⸻

ORTA VIVA: «BASTA AUTOCELEBRAZIONI. ORTA HA BISOGNO DI VERITÀ, RESPONSABILITÀ E FUTURO»La fine dell’esperienza amministr...
11/09/2026

ORTA VIVA: «BASTA AUTOCELEBRAZIONI. ORTA HA BISOGNO DI VERITÀ, RESPONSABILITÀ E FUTURO»

La fine dell’esperienza amministrativa di Antonio Santillo non è una vittoria da festeggiare e non è nemmeno il momento delle autocelebrazioni.

È, prima di tutto, un momento difficile per Orta di Atella.

La città si ritrova davanti a un nuovo commissariamento e a una fase di transizione che impone a tutte le forze politiche una riflessione seria, lontana dai comunicati costruiti per attribuirsi meriti e scaricare sugli altri ogni responsabilità.

Abbiamo letto le dichiarazioni che in queste ore accompagnano la fine dell’Amministrazione.

Ma alcune ricostruzioni sembrano dimenticare che la politica non comincia il giorno in cui cade un’Amministrazione e non finisce il giorno in cui si insedia un commissario.

Ci sono tre anni di scelte, responsabilità, posizioni assunte, aperture, contrapposizioni e tentativi di dialogo che appartengono alla storia recente di Orta di Atella.

E quella storia non può essere riscritta oggi, a seconda della convenienza politica del momento.

Per questo Orta Viva preferisce non partecipare alla gara delle autocelebrazioni: preferiamo ricordare i fatti, assumerci le nostre responsabilità e guardare avanti.

LA PACE SOCIALE: UN IMPEGNO CHE ORTA VIVA NON HA MAI TRADITO

Orta Viva ha sostenuto il progetto della pace sociale perché nel 2023 quello era l’impegno politico assunto davanti agli elettori da tutte le forze che parteciparono a quel percorso.

Non era uno slogan elettorale da utilizzare fino al giorno del voto.

Era una precisa scelta politica: mettere fine alle contrapposizioni permanenti, ricostruire un rapporto di collaborazione e lavorare nell’interesse della città.

Nel corso della consiliatura, i consiglieri eletti nella lista hanno poi compiuto scelte politiche diverse.

È un fatto che non abbiamo mai nascosto e che non abbiamo mai avuto interesse a cancellare.

Ma una cosa deve essere altrettanto chiara: Orta Viva, come gruppo politico, non ha mai cambiato rotta rispetto all’impegno assunto nel 2023.

Anche quando non abbiamo avuto più consiglieri direttamente appartenenti al nostro gruppo e, quindi, non disponevamo di numeri decisionali all’interno del Consiglio comunale, non abbiamo fatto un passo indietro.

Abbiamo continuato a svolgere il nostro ruolo politico, collaborando e cercando di offrire un contributo tecnico, politico e di proposta all’attività amministrativa.

Un contributo che, evidentemente, non sempre è stato condiviso.

Ma anche questo fa parte della politica: nel Consiglio comunale contano i numeri, e noi quei numeri non li avevamo.

E OGGI POSSIAMO DIRLO CON CHIAREZZA: SONO STATI PROPRIO QUEI NUMERI, GLI STESSI NUMERI CHE PER ANNI HANNO DETERMINATO GLI EQUILIBRI DEL CONSIGLIO, A FINIRE PER TAGLIARSI LA TESTA DA SOLI.

Perché i numeri servono a governare, ma da soli non bastano a garantire la solidità, la durata e la qualità di un progetto politico.

La vera coerenza politica si misura soprattutto quando le cose diventano difficili.

Noi non siamo tornati indietro.

Non abbiamo sostituito la collaborazione con la contrapposizione.

Non abbiamo trasformato le differenze politiche in guerre personali.

Abbiamo continuato a difendere, con lealtà e responsabilità, quella parola data alla città nel 2023.

Ed è proprio per questo che oggi rivendichiamo la nostra posizione: non perché pretendiamo di avere sempre avuto ragione, ma perché non abbiamo mai avuto un cambio di rotta opportunistico.

La nostra linea è rimasta la stessa.

La pace sociale era un impegno politico nel 2023 e Orta Viva, come gruppo, quell’impegno lo ha mantenuto fino alla fine.

NON È IL MOMENTO DI FESTEGGIARE IL FALLIMENTO

Leggiamo parole come “collasso”, “agonia”, “baratro”, “fallimento”.

Comprendiamo la durezza dello scontro politico.

Ma Orta Viva non pensa che il commissariamento di un Comune sia una ragione per festeggiare.

Quando cade un’Amministrazione, perde una parte della città, non soltanto una parte politica.

Perdono tempo i cittadini.

Si rallentano i procedimenti.

Si apre una fase di transizione.

E soprattutto si interrompe la possibilità di affrontare immediatamente problemi che Orta continua ad avere davanti.

Per questo non ci interessa stabilire chi abbia scritto il comunicato più duro.

Ci interessa capire chi sarà capace di costruire qualcosa di serio dopo il commissariamento.

A CHI SI DICHIARA “COERENTE” CHIEDIAMO UNA COSA: LA COERENZA VALE SEMPRE

Abbiamo letto anche il richiamo alla “coerenza” e all’“onore delle armi”.

Il rispetto istituzionale è un valore che condividiamo pienamente.

Ma la coerenza politica non può essere utilizzata soltanto quando conviene.

Chi ha fatto opposizione rivendichi legittimamente le proprie scelte.

Chi ha sostenuto l’Amministrazione si assuma le proprie responsabilità.

Chi ha cambiato posizione lo spieghi ai cittadini.

Senza processi sommari, ma anche senza rimozioni.

Perché non si può sostenere una cosa per anni e poi, quando quella stagione finisce, riscrivere la propria posizione come se tutto ciò che è accaduto prima non fosse mai esistito.

Orta ha bisogno di una politica adulta.

Una politica capace di dire: abbiamo fatto bene alcune cose, abbiamo sbagliato altre, alcune scelte non hanno prodotto i risultati sperati e adesso dobbiamo cambiare.

Questo è molto più difficile di un comunicato contro qualcuno.

Ma è anche molto più utile alla città.

ORTA VIVA NON CERCA ALIBI

Noi non ci sottraiamo alle nostre responsabilità.

Abbiamo sostenuto un percorso politico perché credevamo fosse possibile portarlo avanti.

Abbiamo sostenuto il progetto della pace sociale perché era una parola data alla città e non abbiamo ritenuto che le difficoltà potessero trasformarla in una promessa da archiviare.

Abbiamo cercato il dialogo perché riteniamo che la politica non debba essere una guerra permanente.

Abbiamo cercato di dare il nostro contributo anche quando non avevamo più una rappresentanza consiliare direttamente riconducibile al gruppo e, quindi, non avevamo numeri per incidere sulle decisioni del Consiglio.

Abbiamo messo a disposizione idee, competenze e proposte.

A volte sono state ascoltate.

A volte no.

Ma non abbiamo mai smesso di fare politica.

E quando quella strada non è più riuscita a garantire le risposte che Orta meritava, oggi non abbiamo alcuna difficoltà a prendere atto della realtà.

Ma proprio perché non cerchiamo alibi, non accettiamo neanche che altri possano presentarsi come spettatori neutrali della storia amministrativa di questi anni.

Nessuno è estraneo alla politica di Orta di Atella.

Chi ha governato ha responsabilità.

Chi ha fatto opposizione ha responsabilità.

Chi ha sostenuto, criticato, mediato o assunto posizioni diverse ha responsabilità.

E questa responsabilità deve trasformarsi adesso in proposta.

ORA VIENE LA PARTE PIÙ DIFFICILE

Il commissario non risolverà i problemi strutturali di Orta.

Non lo farà un nuovo comunicato stampa.

Non lo farà una nuova coalizione costruita soltanto sulla somma di gruppi e ambizioni personali.

Servono competenze.

Serve una macchina amministrativa efficiente.

Servono programmazione e controllo.

Servono risposte su manutenzione, viabilità, scuola, urbanistica, servizi sociali, commercio, sport, ambiente e sicurezza.

E soprattutto serve una classe dirigente capace di mettere Orta davanti alle proprie ambizioni personali.

Questo è il vero banco di prova.

Perché oggi è facile dire che tutto è andato male.

Molto più difficile sarà spiegare ai cittadini come si intende fare meglio domani.

ORTA VIVA GUARDA AVANTI

Orta Viva non vuole partecipare alla gara per stabilire chi sia stato il più bravo a prevedere la crisi.

Vogliamo partecipare alla costruzione della soluzione.

Non ci interessano i tatticismi.

Non ci interessano le poltrone.

Non ci interessa una politica fatta di veti, personalismi e regolamenti di conti.

Ci interessa costruire un progetto politico serio, credibile e soprattutto ortese, capace di coinvolgere competenze, associazioni, professionisti, giovani, imprenditori, famiglie e cittadini.

Ma una nuova stagione non può nascere dalla cancellazione della memoria.

Deve nascere dalla verità.

E la verità è che Orta di Atella non ha bisogno di nuovi salvatori.

Ha bisogno di una classe dirigente che abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, di riconoscere gli errori e di lavorare insieme per non ripeterli.

A tutti diciamo quindi una cosa molto semplice:

meno autocelebrazioni, meno slogan, meno guerre politiche.

È finita una fase.

Adesso bisogna costruire quella successiva.

E noi, come sempre, faremo la nostra parte.

Per Orta.
Prima di tutto.

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