11/10/2026
“UN’ALTRA FIGURACCIA DEI LEADER EUROPEI”
Il 15 gennaio 2026, il Presidente Emmanuel Macron affermava in conferenza stampa: “In Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, gli europei hanno una responsabilità particolare, perché questo territorio è legato all’Unione Europea ed è anche quello di uno dei nostri alleati della NATO”.
E da lì, vi ricorderete, tutti i mezzi di informazione davano per matto il Presidente Donald Trump per aver manifestato pubblicamente il suo interesse per la Groenlandia, nonostante Trump avesse spiegato chiaramente il perché di questo interesse.
A parte la presenza nel sottosuolo di minerali e terre rare, si tratta principalmente di un problema di sicurezza che nessuno Stato europeo aveva mai avvertito, ma che una superpotenza come gli USA non può permettersi. Washington non intende tollerare sottomarini russi e cinesi dietro la porta di casa.
Teoricamente non dovrebbero poterselo permettere neanche gli Stati europei, soprattutto nazioni in prima linea e che vogliono fare la voce grossa contro il vicino di casa, la Russia, come Francia, Germania e Gran Bretagna.
Ebbene, il 22 settembre 2026 si è raggiunto un accordo strategico tra USA, Danimarca e Groenlandia, con l’Unione Europea rimasta praticamente assente.
Un risultato imbarazzante: l’Europa ha fatto una comparsata simbolica a gennaio con l’invio di uomini, navi e aerei, proclamando che la sicurezza artica va garantita collettivamente; ma quando si è trattato di decidere il futuro strategico della Groenlandia, è rimasta fuori dalla stanza delle decisioni.
Gli Stati Uniti hanno ottenuto esattamente ciò che volevano, ovvero un rafforzamento duraturo della loro posizione militare e il controllo permanente sulla sicurezza dell'isola. La Danimarca e la Groenlandia hanno negoziato direttamente con Washington; l’UE, che aveva tanto parlato di sovranità europea e sicurezza artica, si è ritrovata a commentare un accordo deciso senza di lei.
Purtroppo la storia della Groenlandia, oltre a evidenziare l’inadeguatezza dei nostri leader europei – incapaci di gestire anche le piccole crisi –, dimostra come esista da tempo, grazie alla complicità dei mezzi di informazione, una politica delle chiacchiere e della propaganda a cui ci siamo ormai abituati, contrapposta a quella di sostanza, che in Europa non sappiamo più cosa sia.
IRD – ITALIA REPUBBLICA DEMOCRATICA
Movimento per la Democrazia e la Libertà
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