Cif Provinciale Di Palermo

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Cif Provinciale Di Palermo Art. 1 - Denominazione e natura
Il Centro Italiano Femminile E.T.S. del Codice Civile,

(in breve CIF E.T.S.) è un’Associazione di donne, senza scopo di lucro, costituita ai sensi degli artt. 36 e ss.

15/07/2026
15/07/2026

💖 È PRENDERSI CURA , È ESSERCI

15/07/2026

Il 15 di Luglio, memoria del Ritrovamento delle Reliquie di Santa Rosalia, patrona principale della città di Palermo

Molto probabilmente, a primo acchito, il nome latino di questa santa siciliana suonerà strano alle orecchie di un lettore ortodosso più avvezzo a santi con nomi di origine greca. Ma vediamo più da vicino la sua storia.
Santa Rosalia, di origini normanne, visse nell'epoca della conquista normanna della Sicilia cioè nel XII secolo. Tale periodo fu caratterizzato da una fioritura religiosa in seguito alla cacciata dalla Sicilia degli Arabi occupanti, proprio per mano dei Normanni.
La Santa, quindi, nacque e visse in questa fase transitoria, tra due mondi completamente diversi sia spiritualmente che culturalmente: quello della tradizione ed eredità culturale, liturgica e ascetica greco-bizantina da una parte e quello della realtà sociopolitica normanna, dall'altra.
La Santa discendeva da una nobile famiglia; suo padre Sinibaldo era un barone normanno, uomo di fiducia del Re di Sicilia. Fu proprio il padre a darle il nome normanno di «Rosalind», che in latino divenne Rosa-lia (rosa e giglio).
Delusa dai tragici eventi e dalle agitazioni della sua epoca e desiderando la vita dell'ascesi e dell'esichia, si ritirò nel monastero femminile greco dedicato alla Madonna di Palermo, conosciuto come Martorana, dove fu tonsurata monaca secondo la tradizione e il cerimoniale della Chiesa d'Oriente.
Lì, secondo alcuni studiosi, mantenne il suo nome secolare forse in onore della santa martire Oreozili (26 luglio) o, più probabilmente, della santa martire lerusalim anch'essa commemorata il 4 settembre. Entrambi i nomi, infatti, fonicamente sono simili al nome di Rosalia.
In seguito, desiderando di vivere in maggiore esichìa e nel nascondimento, si ritirò nella proprietà di famiglia nella zona Quisquina, al confine dell'odierne province di Palermo e Agrigento, vicino al monastero di san Stefano di Melia.
Tuttavia, il suo desiderio per la vita eremitica ed esicasta non si spense. Anzi, aumento sempre di più. Perciò, decise di stabilirsi nel selvaggio e inaccessibile monte Pellegrino, un poco fuori da Palermo. Lì visse una vita davvero angelica, fatta di grande ascesi e di ininterrotta preghiera, lontana da tutto e da tutti.
Trovò rifugio in una grande grotta al cui ingresso vi era una ca****la dedicata a san Nicola dove ogni tanto celebravano preti greci dalla vicina Palermo. Dalle loro mani la Santa si comunicava ai Santi e Tremendi Misteri. Si addormentò in pace il 4 settembre 1170. Da allora, il ricordo di questa grande figura di santità iniziò a cadere in oblio sino al XVII secolo quando il suo culto rifiorì dopo un miracolo della Santa.
Nel 1624, infatti, si abbatté su Palermo una tremenda epidemia di peste. Allora, la Santa apparve in sogno ad un malata e ad un cacciatore, mostrando loro la strada per arrivare alla grotta nella quale riposavano le sue sante reliquie e chiese loro che esse fossero portate in città solennemente con una processione. Cosa che avvenne. In tutti i luoghi in cui passavano le reliquie, gli ammalati guarivano e, per miracolo, la città fu completamente libera dalla peste in soli pochi giorni.
Da quel momento, a Palermo, la processione con le reliquie della Santa si ripete ogni anno. Santa Rosalia fu inserita nel Martirologio Romano nel 1630 da Papa Urbano VII e fu proclamata patrona di Palermo; purtroppo, rimane tutt'ora sconosciuta proprio per la Chiesa Ortodossa, nel cui seno la Santa visse e crebbe spiritualmente sino a santificarsi.

15/07/2026

Gli ospiti del Centro San Carlo e Santa Rosalia sono diventati narratori e guide tra le edicole votive del centro storico

15/07/2026

𝐑𝐀𝐏𝐏𝐑𝐄𝐒𝐄𝐍𝐓𝐀𝐍𝐙𝐀: 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞! 𝐀𝐥𝐜𝐮𝐧𝐢 𝐧𝐨𝐝𝐢 𝐢𝐫𝐫𝐢𝐬𝐨𝐥𝐭𝐢
📢𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 𝐂𝐈𝐅 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞
𝑅𝑜𝑚𝑎, 15 𝑙𝑢𝑔𝑙𝑖𝑜 2026

Il Centro Italiano Femminile segue con attenzione il dibattito parlamentare inerente la legge di riforma elettorale, come proposta dall’attuale maggioranza.

Allo stato dei lavori, in corso, appaiono emergere alcuni nodi degni di nota.

La indicazione delle c.d. preferenze, così come formulata, si rivela, al di là delle esibite intenzioni, non adeguata all’attuazione dell’art 1 della Cost., secondo il quale “ 𝑙𝑎 𝑠𝑜𝑣𝑟𝑎𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑎𝑙 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑜…”

Prevedere, invero, un capolista “bloccato” e preferenze, comunque preordinate, finisce, di fatto, col vanificare, anche in considerazione della già operata riduzione dei parlamentari, la legittima aspirazione delle cittadine e cittadini di scegliere liberamente candidati rappresentativi del proprio territorio, in un confronto chiaro capace di premiare radicamento e credibilità.

Il sistema prospettato, poi, non pare garantire appieno la parità di genere, in spregio all’ art . 3 Cost e legislazione in materia, con conseguente verosimile penalizzazione delle donne.

Il premio di maggioranza previsto per chi raggiunge una determinata soglia, potrebbe rivelarsi sproporzionato e finire con l’alterare la rappresentatività democratica, rischiando di trasformare una minoranza in una maggioranza schiacciante, con evidenti profili di incostituzionalità.

Altro nodo riguarda il voto per i fuori sede: studenti e lavoratori, per lo più del sud, che impegnano intelligenze e braccia lontani dai luoghi di residenza, a beneficio dell’intero bel Paese!

L’associazione, che affonda le proprie radici nella partecipazione attiva e consapevole, sente forte il dovere di seguire i lavori parlamentari, per contribuire, 𝑎𝑙 𝑑𝑖 𝑓𝑢𝑜𝑟𝑖 𝑒 𝑎𝑙 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑝𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑖𝑑𝑒𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎, ad arginare la sfiducia e la rassegnazione che originano l’imperante astensionismo! Ritiene necessario rimettere al centro del dibattito politico ogni cittadina e cittadino, quale arbitro delle proprie scelte, per una vera democrazia sostanziale e di qualità.

30/04/2026

𝟐𝟗 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔
Oggi celebriamo 𝐒𝐀𝐍𝐓𝐀 𝐂𝐀𝐓𝐄𝐑𝐈𝐍𝐀 𝐃𝐀 𝐒𝐈𝐄𝐍𝐀
𝐏𝐚𝐭𝐫𝐨𝐧𝐚 𝐝'𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚, 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐨𝐧𝐚 𝐝'𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐏𝐚𝐭𝐫𝐨𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐈𝐅🎉🤎

25/04/2026

Il ritratto delle “Madri” che scrissero la Costituzione, E che, prima, si erano impegnate per liberare il Paese dal nazifascismo. Pubblichiamo il secondo capitolo del libro Le donne della Repubblica, edito da San Paolo

25/04/2026
25/04/2026

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Via Matteo Bonello 2
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