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20/10/2026

Nell’ambito del progetto finanziato dal “Fondo di Sviluppo e Coesione 2014/2020 - Patto per la Sicilia”, continua la documentazione dei siti archeologici subacquei siciliani per la realizzazione della sezione multimediale all’interno del nuovo “Museo del Mare e della Navigazione Siciliana”.

Abbiamo realizzato, in collaborazione con la Guardia Costiera di Palermo e il 3° Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di Messina, un video immersivo di una simulazione che illustra in maniera didattica le operazioni svolte nel corso di uno scavo subacqueo, durante le fasi di ricerca e documentazione e nel corso del recupero dei reperti.

Un modo per fare conoscere soprattutto ai giovani, le operazioni realizzate sott’acqua e le strumentazioni utilizzate, spesso sconosciute al grande pubblico.

Un’immersione virtuale prossimamente nella Stanza del Mare all’Arsenale della Marina Regia di Palermo grazie alla tecnologia VR 3D 360° all’interno del nuovo Museo che verrà inaugurato nel 2027.

02/10/2026

Continua la campagna di documentazione dei siti archeologici siciliani.

Sul relitto di Mazara del Vallo, scoperto recentemente dai due apneisti Giacomo De Mola e Igor Bisulli, è stata realizzata la documentazione con la tecnologia 3D a 360° per arricchire i contenuti della sezione multimediale del nuovo Museo del Mare e della Navigazione Siciliana.

Sarà quindi possibile ammirare i più importanti siti archeologici subacquei siciliani grazie ai visori indossabili e all’esperienza da vivere nella sala immersiva. Il nuovo museo è in fase di completamento presso la sede dell’Arsenale della Marina Regia di Palermo e vedrà la luce nel 2027.

Il relitto di Mazara del Vallo è attualmente in fase di studio e prossimamente verrà realizzata una campagna di recupero di alcuni elementi diagnostici che fornirà ulteriori informazioni per ricostruire la storia dell’imbarcazione.

Si ringraziano
Riccardo Cingillo
Chiara Guglia
Tony Scontrino
Walter Marino
Vito Licari
Mariano Pulizzi
Lega Navale di Mazara del Vallo
Gianmichele Iaria
Massimiliano Piccolo

Si è conclusa la settima campagna di ricerche di archeologia subacquea nelle acque al largo della costa della provincia ...
17/09/2026

Si è conclusa la settima campagna di ricerche di archeologia subacquea nelle acque al largo della costa della provincia di Ragusa.

Le attività si sono rese necessarie in seguito ai gravi danni provocati lo scorso inverno dal ciclone Harry, per cui sono state concentrate sulle azioni di salvaguardia e documentazione del patrimonio sommerso. La campagna rientra nel "Kaukana Project", condotto dall’Unità di Archeologia subacquea dell’Università di Udine in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Le attività scientifiche, dirette dal professor Massimo Capulli, sono state supportate dall’Institute of nautical archaeology di College Station (Texas, Stati Uniti). Le ricerche sono state condotte d’intesa con la Capitaneria di porto di Pozzallo.

«Le ricerche condotte – ha detto l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato - hanno dimostrato come gli eventi meteo marini estremi, sempre più frequenti nel Mediterraneo, possano influire sul patrimonio culturale sommerso. I dati raccolti costituiscono una base essenziale per lo sviluppo di protocolli di monitoraggio e strategie di conservazione adattativa, contribuendo a discussioni più ampie sui rischi legati al clima che colpiscono il patrimonio culturale presente nei fondali del Mediterraneo».

Le attività hanno coinvolto tre contesti distinti.
Alle Secche di Circe, sito archeologico nelle acque tra i Comuni di Pozzallo e Ispica, il ciclone ha esposto una nuova porzione dello scafo di un relitto di età classica, già indagato negli ultimi due anni. Per evitare la dispersione dei resti, la squadra di archeologi ha proceduto alla pulizia dell’area, alla documentazione diretta e fotogrammetrica e al recupero dei materiali resi vulnerabili dall’evento. Il ritrovamento di uno dei marker posizionati nel 2025 ha consentito di integrare perfettamente la nuova porzione con il rilievo precedente, ottenendo un quadro unitario della struttura. La parte superstite del relitto è stata quindi protetta con tessuto geotessile, sabbia e pietre. Parallelamente, durante la ricognizione del sistema di secche, sono state scoperte quattro nuove ancore litiche e alcuni elementi lignei lavorati.

Nella baia di Porto Ulisse, più riparata, ma comunque interessata dall’eccezionale mareggiata, sono stati recuperati e documentati i materiali archeologici esposti dal ciclone, aggiornando la mappatura del sito e prevenendone la dispersione.

A Kamarina il ciclone ha causato un abbassamento del fondale. Ma, soprattutto, l’esposizione di numerosi frammenti lignei attribuibili a un relitto post-classico situato circa cinquanta metri del relitto delle Colonne, su cui si era indagato nel 2019 e 2020. La verifica dello stato di conservazione di quest’ultimo ha evidenziato danni significativi. Diversi elementi del fasciame sono stati divelti e una delle due colonne è stata spostata di circa cinquanta centimetri, finendo parzialmente a coprire la chiglia. Si tratta di un impatto rilevante, che richiederà monitoraggio e interventi mirati nelle prossime stagioni.

«Ogni stagione di ricerca ci restituisce nuove evidenze e nuove sfide – sottolinea il coordinatore del progetto Kaukana, Massimo Capulli, docente di archeologia subacquea e navale del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine – e quest’anno la sfida maggiore è arrivata proprio dal mare, dalla straordinaria energia con cui ha investito la costa ragusana lo scorso inverno, affidandoci il compito di valutare gli effetti che questo fenomeno ha avuto sui contesti archeologici sommersi. Parallelamente, la raccolta di nuovi dati scientifici, integrati con quelli delle stagioni precedenti, ci offre oggi una lettura più articolata della storia di questo tratto di mare.»

17/09/2026

Uno studio multidisciplinare ricostruisce l’evoluzione del paesaggio costiero dell’isola di Lipari e apre nuove prospettive per la ricerca sugli insediamenti dell’Età del Bronzo.
Il lavoro è stato realizzato da un team internazionale di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), delle Università Sapienza di Roma e Università di Bologna, del LESIA - Observatoire de Paris per la Francia e della Radboud Radio Lab per l’Olanda, in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e la Henry M. Jackson Foundation for the Advancement of Military Medicine Inc. (HJF) degli Stati Uniti. La ricerca nasce dalle intuizioni di Sebastiano Tusa, a cui viene dedicato questo studio.

02/09/2026

Il servizio di Ernesto Oliva della Rai TGR Sicilia sul relitto di Mazara del Vallo.

Grazie alla collaborazione di due apneisti pescatori sportivi, Giacomo De Mola e Igor Bisulli, un relitto antico è stato...
10/08/2026

Grazie alla collaborazione di due apneisti pescatori sportivi, Giacomo De Mola e Igor Bisulli, un relitto antico è stato segnalato alla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana che è intervenuta per le verifiche assieme al Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri e al Nucleo Subacqueo dei Carabinieri di Messina.

Il relitto, databile al II-I secolo a.C. è adagiato ad una profondità di 46 metri, nei fondali di Mazara del Vallo. L’imbarcazione, lunga oltre venti metri e larga cinque, presenta centinaia di anfore, nella quasi totalità della tipologia Dressel 1A, due ceppi d’ancora in piombo lunghi oltre un metro e settanta e una struttura in piombo, probabilmente riferibile alla p***a di sentina.

Nel corso di una operazione congiunta, sul relitto si sono immersi i subacquei della Soprintendenza del Mare e del Nucleo Sommozzatori dei Carabinieri di Messina, coadiuvati dai mezzi e dal personale del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri. Nel corso delle immersioni i subacquei della Soprintendenza del Mare hanno realizzato la fotogrammetria tridimensionale che consentirà un primo studio del relitto che, alle prime osservazioni, si presenta in ottime condizioni. I due segnalatori, presenti nel corso delle operazioni, hanno collaborato al posizionamento del sito subacqueo.

Ancora una volta la collaborazione tra privati cittadini, Pubblica Amministrazione e Forze dell’Ordine, si conferma come la strada vincente per la tutela del patrimonio culturale sommerso e lo studio della storia antica.

Iniziano adesso le attività di studio e documentazione da parte della Soprintendenza del Mare che inizierà l’analisi del carico. Sono già programmate ricognizioni subacquee al fine di verificare l’eventuale presenza di ulteriori elementi per la ricostruzione della storia dell’imbarcazione. L’area è stata interdetta con una ordinanza della Capitaneria di Porto e sottoposta a specifiche misure di tutela.

Al minuto 51:00 il servizio sulle indagini effettuate dalla Soprintendenza del Mare sul relitto di Capo Mulinihttps://ww...
23/07/2026

Al minuto 51:00 il servizio sulle indagini effettuate dalla Soprintendenza del Mare sul relitto di Capo Mulini

https://www.raiplay.it/video/2026/07/Linea-Blu-Porti-dItalia---Catania---11072026-541f55b6-c2e5-42f4-979c-ee5dffe35c65.html?wt_mc=2.app.share.raiplay_prg_LineaBlu.

"Linea Blu – Porti d'Italia" fa tappa a Catania: un viaggio tra miti senza tempo e innovazione portuale. Prosegue in Sicilia il viaggio di "Linea Blu – Porti d'Italia", la trasmissione di Rai Uno condotta da Donatella Bianchi e Livio Beshir, realizzata in collaborazione con il Ministero delle In...

Emergono nuovi risultati dagli studi sul relitto romano di Capo Mulini, nel tratto di mare tra Acireale e Aci Castello. ...
20/07/2026

Emergono nuovi risultati dagli studi sul relitto romano di Capo Mulini, nel tratto di mare tra Acireale e Aci Castello.
La conclusione della nuova campagna di monitoraggio e ricerca, condotta dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, ha infatti permesso di acquisire elementi che potrebbero riscrivere parte della storia dei commerci nel Mediterraneo di età romana repubblicana. Le analisi archeometriche indicano, infatti, che una quota significativa del carico di anfore trasportato dalla nave potrebbe essere stata prodotta nell’area dello Stretto di Messina.
«La ricerca archeologica subacquea fin qui condotta - ha detto l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato - apre a nuovi scenari sulla provenienza delle merci e sulle rotte commerciali della Sicilia dell'età romana repubblicana. Tutelare il patrimonio sommerso significa produrre nuova conoscenza, valorizzare la nostra storia e rafforzare l’identità culturale dell’Isola».
Databile tra l’ultimo quarto del II secolo e la metà del I secolo a.C., il relitto di Capo Mulini rappresenta uno dei più importanti contesti archeologici del Mediterraneo per lo studio dei traffici commerciali del tempo. A dieci anni dalle prime indagini, la nuova campagna ha previsto il rilievo fotogrammetrico tridimensionale del sito e il recupero di alcuni reperti campione come anfore, elementi laterizi, campioni del piombo delle ancore e della tubazione della sentina, che saranno sottoposti a ulteriori approfondimenti archeometrici.
Le operazioni, rese particolarmente complesse dalla profondità del sito e dalle forti correnti, sono state condotte dalla Soprintendenza del Mare con il supporto dei mezzi navali e del Nucleo sommozzatori della Guardia Costiera. Le attività sul campo sono state coordinate e dirette dall’archeologo della Soprintendenza del Mare Roberto La Rocca, responsabile scientifico dell’intervento, con la collaborazione degli ispettori onorari della Sicilia orientale Giamichele Iaria, Leonardo Leonardi e Fabio Portella.
«Il successo dell’intervento - sottolinea il soprintendente del Mare Emanuele Turco - conferma l’elevata capacità operativa della Soprintendenza del Mare e l’efficacia della collaborazione tra istituzioni e professionalità specialistiche. I dati raccolti offriranno un contributo significativo alla ricostruzione della navigazione e dei traffici commerciali che interessavano la Sicilia orientale in quell'epoca».

Si è conclusa con successo la campagna archeologica subacquea che ha portato al recupero dello scafo del relitto della S...
19/07/2026

Si è conclusa con successo la campagna archeologica subacquea che ha portato al recupero dello scafo del relitto della Secca di Capistello, a Lipari, nel Messinese.

«Dopo oltre duemila anni - ha detto l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato - riemerge una delle più importanti testimonianze della navigazione ellenistica nel Mediterraneo. Si apre ora una nuova fase di studio, restauro e valorizzazione che consentirà di ricongiungere, per la prima volta, lo scafo al suo carico, restituendo al pubblico un contesto archeologico di straordinaria importanza».

Le anfore trasportate dalla nave infatti erano state recuperate e esposte oltre cinquant'anni fa, nel Museo archeologico eoliano “Luigi Bernabò Brea”.
Sul versante orientale dell'isola, presso la Secca di Capistello, la nave mercantile del III secolo a.C. naufragò dopo aver urtato uno scoglio affiorante, disperdendo così parte del proprio carico. Il relitto fu individuato nel 1966 e, fin dalle prime segnalazioni, fu oggetto di reiterati tentativi di saccheggio.
Le prime indagini scientifiche furono avviate dall'Istituto archeologico germanico di Roma e successivamente approfondite grazie agli interventi dell'Institute of Nautical Archaeology e della Sub Sea Oil Services, che contribuirono a fare del sito uno dei casi più noti dell'archeologia subacquea mediterranea.

L'intervento di recupero, promosso dalla Soprintendenza del Mare, grazie ad un progetto coordinato dall’archeologo Roberto La Rocca, in collaborazione con il Parco archeologico delle Isole Eolie, l'Università di Malta e con il supporto di uomini e mezzi della Guardia costiera, riveste carattere di assoluta eccezionalità sia per il valore storico e scientifico del relitto sia per la complessità delle operazioni.

«Il recupero del relitto - ha detto il Soprintendente del Mare Emanuele Turco - rappresenta un risultato di grande rilievo scientifico e culturale, frutto di importante collaborazione istituzionale che conferma il ruolo della Sicilia come punto di riferimento internazionale nel campo dell'archeologia subacquea».

Al termine delle operazioni di restauro e studio, il relitto della Secca di Capistello sarà destinato alla musealizzazione a Lipari, dove potrà tornare a raccontare una delle pagine più affascinanti della storia della navigazione e dei traffici commerciali del Mediterraneo antico.

03/07/2026

Ha preso il via la documentazione dei siti archeologici subacquei siciliani, per la realizzazione dell’esposizione multimediale all’interno del “Museo del Mare e della Navigazione Siciliana”. La nuova esposizione museale, finanziata dal Fondo di Sviluppo e Coesione 2014/2020 “Patto per la Sicilia”, sarà realizzata all’interno dell’Arsenale della Marina Regia di Palermo, attualmente in restauro, e diventerà il primo museo regionale dedicato al mare e alla navigazione. Abbiamo realizzato il primo video sul relitto romano di Cala Minnola, a Levanzo, con la tecnologia 3D 360°. Il video farà parte della selezione di filmati che consentiranno ai visitatori che accederanno alla “Stanza del Mare”, di immergersi virtualmente sui principali siti archeologici subacquei siciliani.

🎥 Riccardo Cingillo - Chiara Guglia - Tony Scontrino - Francesco Macchiarella
Assistenza tecnica Freedivers Diving Pizzolungo Erice

Indirizzo

Via Lungarini, 9
Palermo
90133

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