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COLPO Il COLPO - "Mario Bruno" è uno spazio collettivo, popolare, aperto e antifascista.

FERMIAMO INSIEME IL CAROVITALa battaglia di agricoltori e trasportatori è anche la nostra, quella delle famiglie, dei co...
17/10/2026

FERMIAMO INSIEME IL CAROVITA

La battaglia di agricoltori e trasportatori è anche la nostra, quella delle famiglie, dei consumatori, delle imprese, dei produttori, di chi vive il territorio. Quello per cui stanno lottando a San Lucido, come in tutta la Calabria, ci riguarda tutte e tutti nel nostro quotidiano.

Domani, Domenica 18 Ottobre, ore 9:00 andiamo insieme a sostenere i lavoratori e le lavoratrici che hanno realizzato il Presidio sulla SS 18 (zona stadio).

È importante poter affiancare chi sta rivendicando provvedimenti per il caro vita, il caro carburante e il caro energia, che stanno condizionando la vita di tutte e tutti.

Contro il silenzio mediatico imposto, insieme possiamo protestare come comunità affinché siano presi dal Governo misure strutturali e aiuti concreti.

LA CALABRIA APRE LA STRADAC’è un limite oltre il quale il lavoro diventa sfruttamento e lo sfruttamento diventa protesta...
17/10/2026

LA CALABRIA APRE LA STRADA

C’è un limite oltre il quale il lavoro diventa sfruttamento e lo sfruttamento diventa protesta. Non è casuale che nasca dalla Calabria una protesta popolare che si irradia per tutto il Sud e il Centro: sulle autostrade calabresi e nei presidi che si moltiplicano ogni giorno, da Gioia Tauro a San Lucido, ci sono adulti e giovani agricoltori, camionisti, trasportatori, fornitori, lavoratori. I lavoratori del così tanto santificato prodotto “Made in Italy” si oppongono all’economia di guerra che continua a causare un carovita insostenibile.

Col Sud e gli studenti in rivolta, l’Italia si inserisce nel bruciore europeo nell’indifferenza dei media nazionali: il caro carburante è lo specchio del caro vita, l’attacco sistematico al potere d’acquisto di chi lavora dal verso opposto delle multinazionali. I numeri dicono che nel 2026 i prezzi agricoli sono crollati del 5,8% mentre i costi di produzione sono saliti del 4,7%. Il gasolio costa 2,40 euro al litro, fertilizzanti e energia sono aumentati del 13-22%. Un agricoltore vede il suo olio pagato 0,35-0,45 euro al chilo quando il costo di produzione è 0,70-0,90. La matematica è brutalmente sincera e non è di certo una opinione.

I salari italiani sono ancora sotto i livelli del 2021, l’inflazione è al 4,2%, le bollette restano al 7,1% sopra i livelli di due anni fa. Il problema si estende ai tagli, ai definanziamenti e al progressivo indebolimento dei servizi pubblici: la sanità è sempre più in difficoltà, le liste d’attesa spingono le famiglie verso prestazioni private, la scuola soffre carenze di personale e strutture.

Le nostre orecchie sono piene di lamentele sullo spopolamento da chi ne crea le condizioni per proliferare, di chi indebolisce proprio le condizioni che ci permetterebbero di restare e di preservare la terra dalla devastazione delle grandi multinazionali. Prendiamo una delle zone più attive in questi giorni, la Piana di Gioia Tauro, dove quasi ogni famiglia ha contatto diretto con la terra: oliveti, agrumeti, aziende agricole che sono insieme cultura, radice ed anche fonte di reddito e perla rara in una nazione ormai pregna di americanate. Qui ci sono 5.000 aziende agricole gestite da giovani under 40, aumentate del 15% rispetto a un anno fa. Negli svincoli di Gioia Tauro, questi stessi giovani anche oggi si espongono in strada perché costretti a chiudere, giovani arrabbiati che protestano perché non vogliono essere costretti a vendere. Oppure, il porto di Gioia Tauro, primo scalo commerciale del Mediterraneo e il decimo d’Europa, cruciale per la logistica continentale, vede la sua ricchezza finire perlopiù nelle tasche di multinazionali della distribuzione, società di transhipment controllate da grandi gruppi internazionali come MSC. Al Porto di Gioia Tauro attualmente è in corso un presidio da parte - e non solo - dei lavoratori.

In generale, le multinazionali della grande distribuzione comprano a 0,40 e vendono al consumatore a 2,00. Eni guadagna miliardi mentre la gente non riscalda le case. Le banche prestano ai disperati con tassi altissimi. Il sistema è costruito per concentrare la ricchezza verso l’alto, scaricando i costi su agricoltori, trasportatori, operai, famiglie.

Quello che il governo non dice è che avrebbe potuto e può scegliere diversamente. Investire in energie rinnovabili, senza che anche queste diventino terreno di speculazione per le multinazionali e causa di devastazione di boschi e fondali marini, controllare pubblicamente la filiera agricola, tassare effettivamente i veri ricchi e le corporation. Sceglie invece di scaricare tutto sui più deboli che pagano i prezzi che dovrebbero pagare altri.

Soprattutto, quando si tratta di aumentare la spesa militare, le risorse e gli strumenti finanziari vengono individuati. Nel bilancio italiano del 2026 gli stanziamenti classificati nella funzione Difesa superano i 31 miliardi di euro. Ma perché, invece, quando si parla di agricoltura, salari, sanità, scuola e sostegno alle famiglie si invocano continuamente i limiti di bilancio, mentre per il rafforzamento militare si assumono impegni di lungo periodo? 15 milioni non servono a nulla perché non sono i soldi a servire ai lavoratori, ma visione e misure concrete.

La sicurezza di un paese si misura dalla capacità di produrre il proprio cibo, garantire cure mediche, difendere il lavoro, assicurare energia accessibile e offrire un futuro alle nuove generazioni. Un paese economicamente e socialmente impoverito non diventa automaticamente più sicuro perché aumenta la propria spesa militare.

Noi lavoratori sappiamo già che siamo noi il motore dell’economia. Se agricoltori, trasportatori, operai, piccoli imprenditori smettono, tutto si ferma. È accaduto recentemente e il governo è entrato in panico. Il potere viene dalla capacità di bloccare il sistema finché non otteniamo quello che chiediamo. Le piazze, le strade, le autostrade sono abitate dal popolo ora e nessun esponente politico, nessun partito, nessun privato che cerchi compromessi al ribasso le sporchera mai con promesse vuote.

Adesso c’è bisogno di partecipare ai presidi organizzati in tutta la Calabria e nel Sud, di rimanere in piazza finché il governo non cede su rivendicazioni concrete. C’è bisogno di boicottaggio economico: non acquistiamo se non l’essenziale. Compriamo dai piccoli produttori locali e non dalle multinazionali. Questo colpisce dove fa male, i loro profitti.

C’è bisogno di unione per non far cadere nel vuoto la sollevazione, per non alimentare il sentimento di disfatta che ormai porta ogni italiano a preferire la corsa individuale alle colonnine che la discesa comunitaria in piazza, e perchè chiunque cerca di dividere sta lavorando contro: la nostra lotta è unica perché il nemico di tutti noi è lo stesso, questo sistema di concentrazione della ricchezza verso l’alto.

La Calabria apre la strada, scendiamo in strada e presidiamo, blocchiamo.

Paola, tra progetti non finiti e mancanza di fondi: "Vogliamo un Consiglio Comunale aperto alla città" I disagi quotidia...
01/10/2026

Paola, tra progetti non finiti e mancanza di fondi: "Vogliamo un Consiglio Comunale aperto alla città"

I disagi quotidiani che siamo costretti a vivere per via delle costanti interruzioni dell'erogazione dell’acqua hanno portato a chiederci cosa sia stato fatto concretamente in questi anni per migliorare il Servizio Idrico Integrato della nostra città e quelle che sono le reali prospettive per il futuro.

I dati raccontano una storia di continui ritardi e progetti lasciati a metà. Basti pensare che fin dal 2018 la nostra città risulta tra i comuni destinatari dei finanziamenti strategici del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC 2014/2020): ben 19.900.000 euro destinati all'ingegnerizzazione delle reti idriche e a interventi straordinari per la riduzione delle perdite.

L’esecuzione dei lavori, gestita dalla Regione Calabria, da SORICAL S.p.A. e dai comuni interessati, riguarda complessivamente 11 comuni della provincia di Cosenza. Eppure, allo stato attuale, le spese sostenute ammontano al 35% del progetto. Con la scadenza del contratto d'appalto fissata all'8 marzo 2027, il rischio di un ritardo cronico nell’avanzamento delle opere è ormai una certezza. Nonostante nel gennaio 2025 l’ex assessore Focetola annunciasse con grande enfasi l’esecuzione dei lavori sulla rete idrica cittadina, ad oggi — di fronte al sostanziale peggioramento della portata e del servizio — è doveroso pretendere di sapere quali interventi siano stati realmente eseguiti e se la totalità delle opere previste sia stata completata.

Un altro tassello emblematico di questa paralisi è il progetto di efficientamento e potenziamento del sistema idrico avviato nel 2022. Il progetto di fattibilità tecnico-economica presentato allora richiedeva un importo di 4.748.768,57 euro. Attraverso lo scorrimento della graduatoria, nello stesso anno il Comune è risultato beneficiario di un finanziamento parziale di 406.959,21 euro, destinato esclusivamente alla progettazione dell’opera. A seguito di una serie di affidamenti diretti trascinatisi dal 2022, si è giunti ad approvare il progetto esecutivo soltanto il 5 giugno 2025. Oggi, per realizzare concretamente l'opera, il Comune di Paola deve reperire oltre 3,5 milioni di euro. Ci chiediamo se in questi anni l’amministrazione abbia mai avviato un'interlocuzione seria con la Regione Calabria per recuperare le somme mancanti e portare a compimento un’infrastruttura che, per la sua portata, sarebbe stata fondamentale per gestire l’emergenza attuale e quella dei prossimi anni. Ad oggi, infatti, oltre alle risorse destinate al depuratore e al completamento della rete fognaria (pari a 1.285.500,00 euro), nel Piano d’Ambito non v’è alcuna traccia di finanziamenti specifici per la città di Paola: l'unico e vago riferimento resta il programma WRDS, che prevede oltre 100 milioni di euro da ripartire tra tutti i comuni della regione.

È indispensabile comprendere se la città di Paola abbia la concreta possibilità di finanziare opere nel settore idrico prescindendo dall’inserimento dei progetti all’interno del Piano d’Ambito e senza seguire le procedure stabilite da ARRICAL e dalla Regione Calabria per accedere ai finanziamenti messi a disposizione dalla Regione stessa. Per risolvere la crisi alla radice, il confronto costante tra Enti Locali, Regione Calabria, ARRICAL e SORICAL dovrebbe essere all’ordine del giorno: si tratta di un atto dovuto verso la cittadinanza.

Sullo sfondo rimane una gestione regionale dell'acqua che continua a non convincerci per nulla, i ruoli centrali occupati dalla Lega e da altre nomine politiche - dal centrodestra al centrosinistra - stanno letteralmente fallendo. I fondi come i FESR FSE+ 2021/2027 per le priorità 2 e 2-ter già vincolati ai progetti presenti nel Piano d’ambito elaborato da Sorical e da Arrical nel 2024 non basteranno nemmeno a mettere una toppa sulla situazione attuale.

Il Piano d’ambito prevede investimenti per solo 2 miliardi di euro da qui al 2052: di questa cifra, ben 1 miliardo verrà ricavato direttamente dalle tariffe dei cittadini e oltre 600 milioni serviranno per la sola manutenzione straordinaria. Se la premessa è questa pagheremo le bollette per continuare a tamponare le emergenze.

Nel frattempo, l’emergenza idrica sul territorio è tutt’altro che superata: ad oggi non sappiamo quando verrà ripristinata l’erogazione completa dell’acqua potabile, con la sospensione della turnazione ancora in atto e continue rotture della rete.

Chiediamo all'amministrazione comunale di uscire una volta per tutte dall'ambiguità, di abbandonare gli annunci di facciata e di riferire con estrema urgenza in un Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza sulla reale situazione della rete idrica di Paola, sullo stato d'attuazione dei progetti pendenti e sulle fasi operative del passaggio di consegne a SORICAL.

Rivolgiamo questo appello a tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale affinché sostengano questa proposta in nome della trasparenza, della partecipazione democratica e della tutela della nostra città.

Siamo in piena campagna elettorale e ce ne accorgiamo dalla qualità del dibattito politico e dalla ricerca continua di u...
28/09/2026

Siamo in piena campagna elettorale e ce ne accorgiamo dalla qualità del dibattito politico e dalla ricerca continua di un nuovo nemico: un tiro al bersaglio fra donne, stranieri, famiglie, studenti.

Mentre la benzina sale alle stelle e i problemi reali del Paese restano quotidiani, la campagna elettorale si muove fra odio, razzismo e misoginia. Grazie al ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, siamo tornati così indietro da arrivare a un’epoca in cui le donne venivano considerate e accettate in base alla loro capacità di essere brave mogli, brave madri di famiglia e, soprattutto, sottomesse.

Il problema non sta soltanto nella deumanizzazione della donna, ancora una volta ridotta a un oggetto da scegliere con cura: non troppo appariscente, non troppo disinvolta, possibilmente con la gonna lunga, purché sia abbastanza affidabile da poter durare nel tempo.

Il problema è ciò che questa retorica racconta, ovvero una visione nella quale il valore di una donna continua a essere misurato attraverso il suo comportamento, il suo aspetto, la sua vita sentimentale e la sua capacità di incarnare il modello della “brava moglie”.

Ma, soprattutto, la sua trasformazione in oggetto utile alla propaganda elettorale, partendo da Tajani sino Roberto Vannacci, che rafforza tali posizioni affermando di preferire, tra gonna lunga o corta, una donna «sempre senza gonna».

Quella che vediamo è una precisa linea di comunicazione politica che attraversa ampi settori della destra estrema: la costruzione del consenso attraverso identità, appartenenza, paura e contrapposizione. Da una parte i diritti dell’uomo e dall’altra i doveri della donna. Da una parte “noi”, dall’altra “loro”. Gli italiani e gli stranieri. La famiglia “tradizionale” e tutto ciò che viene rappresentato come una minaccia a essa.

A completare questo stucchevole quadro, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni riesce a fare propaganda anche sulla pelle dei docenti e delle alunne: non sceglie però di risanare i disagi della scuola pubblica italiana, o di indignarsi contro la scuola/mercato dove giovani e docenti sono costretti a sborsare migliaia di euro e ad accettare anni di precarietà in cambio di stipendi poveri.

Annuncia invece un provvedimento sul numero massimo di studenti stranieri per classe, sull’obbligo per alcuni genitori stranieri di imparare l’italiano e sul divieto di burqa e niqab a scuola, arrivando a parlare della necessità di evitare che gli italiani diventino “minoranza” nelle proprie classi. Salvini rivendica la battaglia contro il burqa, Vannacci spinge ancora più a destra. Cambiano le parole, non il meccanismo, quello di individuare un “altro” e riportarlo al centro dello scontro politico.

L’Italia si avvicina alle elezioni politiche del 2027 e la campagna elettorale è già cominciata. Cerchiamo allora di domandarci in che condizioni versa la coscienza del popolo italiano se i nostri politici scelgono una rotta fondata sull’odio, sulla contrapposizione e sulla continua ricerca di qualcuno da indicare come “altro” e da condannare. Da che parte vogliamo stare? Una politica del genere non può essere accettata come normalità dentro una democrazia.

Noi ci opponiamo a questi slogan beceri, all’utilizzo della “donna/oggetto”, alla deumanizzazione delle minoranze, alla negazione del reale. Rimaniamo concentrati sui reali problemi del Paese e a indignarci per questi.

Paola, la paralisi amministrativa non risolverà la crisi idrica: "Vogliamo un Consiglio Comunale aperto alla città"Siamo...
26/09/2026

Paola, la paralisi amministrativa non risolverà la crisi idrica: "Vogliamo un Consiglio Comunale aperto alla città"

Siamo ancora in attesa di ricevere risposte riguardo al ripristino dell’erogazione completa dell’acqua potabile, di capire quale sia la reale situazione della rete idrica di Paola e di avere informazioni dettagliate a riguardo delle fasi operative che porteranno al subentro di SORICAL.

Lo stallo amministrativo a cui siamo costretti ad assistere è frutto di un fare politico poco attento ai reali bisogni del territorio. In questo quadro risultano del tutto anomale la determinazione n. 241 del 22/06/2026 e la deliberazione di Giunta Comunale n. 103 del 30/07/2026, due atti amministrativi che sembrerebbero andare in direzioni diametralmente opposte nelle procedure da eseguire per la risoluzione del problema idrico.

La prima non solo ha permesso di ve**re a conoscenza dell’avvio della procedura per il subentro di SORICAL nella gestione del Servizio Idrico Integrato (SII) di Paola, ma ha anche affidato all’ex assessore Focetola — con delega all’idrico nella giunta Politano — un incarico centrale per il futuro della nostra città. L’incarico, della durata di soli 4 mesi per un importo di 3.000 euro, prevede “l'affidamento diretto del servizio di direzione dell'esecuzione del contratto (DEC) del servizio idrico integrato nelle more del subentro SORICAL S.P.A. sul territorio comunale”.

Pur mantenendo forti riserve sul modello di centralizzazione voluto dalla Regione e su SORICAL — che ricordiamo avere una storia non del tutto limpida, segnata da oltre un decennio in stato di liquidazione, da vicende giudiziarie come l'inchiesta "Acqua Sporca" e dai procedimenti a carico dei vertici del socio privato Veolia per disastro ambientale — il passaggio del gestore è ormai indifferibile per uscire dalla paralisi attuale. Tuttavia, affidare questa delicata transizione a chi ha guidato politicamente il settore negli anni passati solleva enormi perplessità sulla reale terzietà e sull’imparzialità della procedura, nonché sulla natura strettamente tecnica che tale nomina avrebbe dovuto garantire.

Nella seconda, leggiamo che nel Comune di Paola “permane, nelle more di tale subentro” a SORICAL “una condizione di sostanziale precarietà gestionale, aggravata da criticità infrastrutturali sempre più marcate - dispersioni della rete, vetustà degli impianti di sollevamento fognario e di depurazione, insufficienza delle fonti di approvvigionamento - che si traducono in ricorrenti fenomeni di carenza idrica, con ripercussioni dirette sulla continuità e sulla qualità del servizio reso alla cittadinanza, specie nei periodi di maggiore fabbisogno stagionale”. La proposta avanzata dall’assessore Fiorito per rimediare allo stato attuale delle cose è quella di incaricare il responsabile del 1° Settore “di predisporre e presentare [...] una proposta di project financing avente ad oggetto: a) la gestione del servizio idrico integrato del Comune di Paola; b) l'ammodernamento infrastrutturale della rete idrica comunale, sulla base del progetto esecutivo già nella disponibilità dell'Ente per la compartimentazione della rete in distretti; c) la realizzazione di un nuovo progetto di adduzione idrica autonoma, con captazione in area montana; d) il completamento della rete fognaria comunale e lavori di ammodernamento del depuratore comunale; per un investimento infrastrutturale complessivo stimato in € 10.000.000,00, cui correlare l'affidamento in concessione della gestione del Servizio Idrico Integrato e del servizio di depurazione per la durata di anni 15 (quindici)”. Siamo sicuri che il Comune possa ricorrere a procedure autonome di Project Financing e affidare la gestione della rete idrica a soggetti privati dopo l’entrata in vigore della Legge Regionale n. 10/2022 e l’istituzione dell’ ARRICAL?

Ci troviamo così di fronte a una contraddizione amministrativa più che evidente: da un lato si avviano le procedure per il subentro di SORICAL nella gestione pubblica regionale del SII, mentre dall’altro si tenta una corsia per affidare lo stesso servizio a soggetti privati.
Mentre la politica locale continua a rendere poco chiare le procedure e i tempi di realizzazione degli interventi che la città attende da tempo, a Paola sarebbe invece fondamentale fare chiarezza e portare a termine i progetti strategici che giacciono aperti da quasi dieci anni.

Chiediamo all'amministrazione comunale di uscire una volta per tutte dall'ambiguità, di abbandonare gli annunci di facciata e di riferire con estrema urgenza in un Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza sulla reale situazione della rete idrica di Paola, sullo stato d'attuazione dei progetti pendenti e sulle fasi operative del passaggio di consegne a SORICAL.

Rivolgiamo questo appello a tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale affinché sostengano questa proposta in nome della trasparenza, della partecipazione democratica e della tutela della nostra città.

Paola, l'emergenza idrica è fuori controllo: "Vogliamo un Consiglio Comunale aperto alla città"Il mese di settembre è qu...
23/09/2026

Paola, l'emergenza idrica è fuori controllo: "Vogliamo un Consiglio Comunale aperto alla città"

Il mese di settembre è quasi finito e a Paola l’emergenza idrica continua a mostrare il suo volto più duro, provocando pesanti disagi e quotidiane interruzioni dell'erogazione nelle ore diurne. Ci troviamo di fronte a una crisi ampiamente annunciata, frutto diretto di una gestione politica assente e drammaticamente distante dai bisogni reali del territorio.

Già nei mesi scorsi avevamo sollecitato l’amministrazione a istituire un tavolo tecnico straordinario che garantisse la pubblicazione di un Piano Strategico di Gestione, fondamentale per fronteggiare le criticità estive e autunnali.

A queste richieste l'esecutivo ha opposto un silenzio totale. Soltanto grazie all’iniziativa del consigliere Signorelli è stato possibile tenere, il 7 agosto, un incontro presso la sede comunale: una riunione giunta con colpevole ritardo, rivelatasi del tutto priva di efficacia risolutiva e segnata dalla gravissima assenza di qualsiasi referente di SORICAL.

Nell’ultimo mese da parte dell'esecutivo cittadino si è registrata un'assoluta incapacità di intervento. Nessuna informazione tempestiva è stata fornita sui turni di chiusura, se non nel pieno dell’emergenza e con azioni del tutto retroattive — come il piano di turnazione e temporanea sospensione dell’erogazione dell’acqua emesso soltanto l'8 agosto 2026. A oggi continua a mancare un protocollo chiaro di comunicazione per avvisare la popolazione dei disservizi.

Da anni le nostre proposte restano inascoltate, pur muovendo da un principio fondamentale che le istituzioni dovrebbero sempre garantire alla comunità: la trasparenza. Di fronte a uno stallo burocratico e amministrativo ormai insostenibile, crediamo che l'unico vero atto di responsabilità sia ammettere il fallimento della politica e varare subito un doppio piano di gestione, ordinario ed emergenziale, che sia chiaro, equo e rigoroso.

Se per il futuro della città è indispensabile programmare interventi mirati capaci di risolvere il problema nel lungo periodo, per la situazione attuale è un dovere attivare strumenti in grado di informare tempestivamente la cittadinanza su guasti, interruzioni e turnazioni prima che i rubinetti restino a secco.

Dobbiamo correre ai ripari perché la crisi idrica a Paola è ormai fuori controllo: a un'infrastruttura fatiscente e a un'erogazione del tutto insufficiente si aggiunge un carico finanziario schiacciante per le casse comunali. Tra il corrispettivo versato a SORICAL e il servizio di gestione di ECOTEC, il Comune di Paola affronta una spesa annuale che sfiora i 2,5 milioni di euro, a cui si sommano le migliaia di euro continuamente impegnate tramite affidamenti diretti per interventi straordinari sulla rete. A questo si aggiunge il debito di 605.000 euro accumulato dall’Ente nei confronti di ECOTEC per i soli lavori straordinari eseguiti tra il 2017 e il 2022, così come confermato dalla deliberazione del Consiglio Comunale riunitosi il 28 marzo 2024.

Anche le procedure amministrative adottate negli ultimi mesi risultano essere poco chiare così come i costanti ritardi accumulati nella finalizzazione dei lavori previsti ormai da anni.
Intanto, l’emergenza idrica è tutt’altro che superata: ad oggi non sappiamo quando verrà ripristinata l’erogazione completa dell’acqua potabile, con la sospensione della turnazione ancora in atto e continue rotture della rete.

Chiediamo all'amministrazione comunale di uscire una volta per tutte dall'ambiguità, di abbandonare gli annunci di facciata e di riferire con estrema urgenza in un Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza sulla reale situazione della rete idrica di Paola, sullo stato d'attuazione dei progetti pendenti e sulle fasi operative del passaggio di consegne a SORICAL.

Rivolgiamo questo appello a tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale affinché sostengano questa proposta in nome della trasparenza, della partecipazione democratica e della tutela della nostra città.

VI ASPETTIAMO STASERA ❤️‍🔥
22/08/2026

VI ASPETTIAMO STASERA ❤️‍🔥

11/08/2026

Il 6 e il 7 Agosto nella cornice del Parco Bombarda si è svolta l’assemblea aperta “A Testa Alta, In Calabria!” parte del

È stato un momento di grande confronto e di unione solidale tra realtà eterogenee accomunate dalla voglia di riprendere in mano il futuro della regione che viviamo.

Come Colpo siamo intervenuti attraverso la voce del nostro presidente Francesco De Luca, per raccontare le lotte di chi vive in provincia, di chi prova tutto l’anno a costruire un’alternativa concreta alle logiche dei padroni che giorno dopo giorno, svendono i nostri territori in nome del profitto.

Momenti come questi sono oggi più che mai fondamentali e ci ricordano l’obiettivo del nostro percorso: una vita degna.

❤️‍🔥

L’ECONOMIA DELL’EMERGENZADopo aver analizzato la documentazione parziale sul Servizio Idrico Integrato (SII) fornitaci d...
10/08/2026

L’ECONOMIA DELL’EMERGENZA

Dopo aver analizzato la documentazione parziale sul Servizio Idrico Integrato (SII) fornitaci dal Comune di Paola, come Associazione COLPO riteniamo necessario fare chiarezza su una gestione che da quasi dieci anni si muove sul binario dell’emergenza perenne.

La gestione del SII a Paola è intrappolata in un fallimento procedurale cronico che ha trasformato l’emergenza in prassi.

Il risultato? Un decennio di proroghe tecniche costanti a favore di ECOTEC Srl.

Mentre i cittadini subiscono carenze e l’ingiustizia contabile delle perdite di rete, l’Ente porta avanti una riscossione aggressiva attraverso i pignoramenti Sogert.

Questa non è una fatalità, ma una scelta politica che serve unicamente a foraggiare l’economia dell’emergenza.

Condividiamo la volontà di pretendere finalmente un confronto con la Sorical e con la regione Calabria, tuttavia non possiamo che ribadire che l’emergenza idrica è adesso e che tutte queste iniziative sono quantomeno tardive.

Chiediamo all’Amministrazione risposte precise:

Fino a quando la collettività dovrà farsi carico di un costo che è, in gran parte, il prodotto diretto di inefficienza e incuria gestionale?

[TESTO COMPLETO NELLE SLIDES]

UNA PROMESSA COMUNE: IN CALABRIA A TESTA ALTA! Minamò è stato un successo sorprendente, reso possibile dalla rabbia e da...
08/08/2026

UNA PROMESSA COMUNE: IN CALABRIA A TESTA ALTA!

Minamò è stato un successo sorprendente, reso possibile dalla rabbia e dall’amore che ci muove in ogni nostra azione politica in questo territorio.

Minamò è nato da un’urgenza impellente: il rafforzamento di uno spazio di discussione, di comunità, di incontro e scambio, ma soprattutto, di organizzazione politica.

Una due giorni di concerti, dibattiti, sport e cucina equo solidale, resa possibile dalla sintesi analitica e materiale dell’azione di tante realtà calabresi che dal pollino fino allo Stretto, dallo Ionio al Tirreno, dalle città alle aree interne, conducono battaglie politiche e sindacali cruciali nei propri territori.

Una proposta musicale e di socialità accessibile a tutte e tutti, gratuita, accogliente, che ha saputo attrarre persone anche dal resto d’Italia. Persone che nel corso dei mesi,da lontano, ci hanno aiutato a rendere Minamò possibile.

E un grande ringraziamento va anche alla comunità locale di Martirano Lombardo, che ci ha accolto a braccia aperte facendoci sentire a casa.

In questo festival nessuno ha attraversato parco bombarda per caso. Esserci, per tutte e tutti, è stata una scelta di campo, a supporto di un progetto di riscatto per la nostra terra. Nei dibattiti, ma anche nei momenti di convivialità, ci avete trasmesso l’entusiasmo, il desiderio di far parte di questa avventura collettiva che è solo all’inizio e che da domani, attraverso altre forme, renderà concreta l’esigenza comune di poter vivere qui a testa alta.

Ci lasciamo con quanto emerso dall’assemblea delle realtà calabresi di ieri: l’impegno a costruire una mobilitazione che possa dare gambe e fiato alla necessità condivisa di trasformazione e di rilancio dell’opposizione politica e sociale.

MINAMÒ, MINA FORTE.

La Base // Cosenza
Addúnati
FEM.IN. Cosentine in lotta
Le Lampare Bassojoniocosentino
OrtoCorto

Indirizzo

Corso Garibaldi, 70
Paola
87027

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