21/10/2026
Curiosità verdiane: Nabucco o Nabucodonosor?
🔤 Il nome del re babilonese Nabucodònosor II non è semplice da pronunciare: in italiano, la successione di sillabe può trasformarlo quasi in uno scioglilingua. Non va molto meglio in altre lingue: in inglese è Nebuchadnezzar, mentre in francese è Nabuchodonosor, con un’accentazione diversa.
📜 Per questo, in Italia, il nome venne presto abbreviato in Nabucco. Al sovrano babilonese erano legati episodi ben noti alla tradizione religiosa e artistica: la conquista di Gerusalemme e la deportazione degli Ebrei a Babilonia. È proprio al Salmo 136, Super flumina Babylonis, che Temistocle Solera si ispirò per il celebre coro “Va, pensiero”.
🎭 L’abbreviazione “Nabucco” era già conosciuta in ambito ecclesiastico e non fu inventata da Verdi. Esistevano infatti anche opere precedenti con questo titolo, tra cui una composta nel 1673 da Michelangelo Falvetti e un’altra, del 1689, attribuita a Donato Ricchezza.
📖 Quando nel 1842 furono pubblicati il libretto e lo spartito dell’opera verdiana, il titolo ufficiale era ancora Nabucodonosor, così come il nome del protagonista nell’elenco dei personaggi. Nella conversazione comune, però, si usava già “Nabucco” e Verdi stesso, nelle sue lettere, chiamava sempre così la propria opera.
📰 Per tutto l’Ottocento continuò a comparire sulle locandine il titolo Nabucodonosor. In seguito prevalse definitivamente la forma abbreviata: Nabucco.
✅ Dunque non c’è alcuna differenza tra Nabucodonosor e Nabucco: è sempre la stessa opera, quella che il 9 marzo 1842 decretò il successo di Verdi alla Scala di Milano. E se Verdi la chiamava “Nabucco”, possiamo farlo serenamente anche noi!