17/06/2026
CAPORALATO A PATERNO': LA SICUREZZA SI COSTRUISCE ACCOGLIENDO, NON RESPINGENDO.
Negli ultimi anni la presenza dei lavoratori migranti a Paternò è progressivamente aumentata. Definire questo fenomeno un'"invasione" è una sciocchezza enorme; esso rappresenta, piuttosto, la nitida fotografia dell'assenza dello Stato e delle Istituzioni.
Riavvolgiamo il nastro. Questi lavoratori arrivano perché vengono chiamati dalle aziende. E sono loro a raccogliere i nostri prodotti agrumicoli: senza loro buona parte della nostra economia agricola si fermerebbe. Di conseguenza non sono un peso come vuol fare credere qualcuno, ma sono funzionali alla nostra economia. Questa è la realtà ed è bene che questa comunità ne prenda atto.
In poco meno di un decennio, senza un effettivo controllo sul lavoro, con la rinuncia delle Istituzioni ad una gestione strutturale dei flussi migratori che garantisse diritti e salari adeguati a tutti, il controllo è finito in mano alla criminalità e al caporalato. Dove lo Stato non governa, comanda la criminalità.
La domanda che sarebbe corretto porsi non è se fornire accoglienza o meno a gente a cui viene promesso un lavoro e si ritrova in una condizione di schiavitù. La domanda che ogni cittadino deve porsi è: chi deve gestire la presenza di questi lavoratori che già oggi fanno parte della nostra economia? Lo Stato, garantendo ordine, diritti e dignità? Oppure la criminalità, con lo sfruttamento e il ricatto?
Dieci anni di assenza di governo o, peggio, di indifferenza ed emarginazione non hanno prodotto nulla. Hanno solo lasciato il campo libero a chi specula sulla precarietà. Alle imprese furbe, che utilizzano manovalanza a basso costo, in frode allo Stato e in concorrenza sleale contro le aziende sane e rispettose della legge. Ai caporali, che speculano su questi lavoratori riducendoli in condizioni di schiavitù. A chi cavalca questi temi per pura propaganda.
Ci sono poi tante imprese sane, che si assumono la responsabilità sociale di essere dalla parte della legalità e dei diritti. A queste rivolgiamo un appello: è necessario che prendano una posizione chiara e che sia da esempio. Il caporalato è indegno e non devono esserci margini di tolleranza.
Sul centro per i lavoratori stagionali, di cui tanto si è discusso, ribadiamo che il Parco Primavera è la scelta giusta, non l'ex albergo Sicilia. È nella parte della città vicino alle campagne, è un'area comunale disponibile, è uno spazio aperto che evita di ammassare le persone in spazi chiusi prevenendo tensioni.
Ma, questione ancora più centrale e di metodo, nessuna decisione di questo tipo può calare dall'alto: la città va coinvolta prima di decidere.
Accogliere non è buonismo. La bontà non c’entra nulla. Accogliere significa attuare la nostra Costituzione e riconoscere che chi lavora, qualsiasi sia la sua nazionalità o religione, è un essere umano che merita dignità e diritti.