16/10/2026
Tutto stava andando veloce. Scendi a Roma per un evento, risali subito a Pavia, la sera un altro evento. Il fine settimana sarebbe stato pieno d’impegni, come ormai tutti gli altri.
Eventi, conferenze, dibattiti, un’agenda sempre più piena, le aspettative sempre più alte e lo spazio per la vita privata sempre più ridotto.
Poi all’improvviso, come spesso accade, la situazione si capovolge e ti ritrovi in pronto soccorso. Da solo.
Ti ritrovi a dormire due notti su una barella, stando male e facendo fatica a chiudere occhio durante la notte.
Assisti all’indescrivibile livello che la nostra sanità pubblica ha toccato: ore e ore di attesa, assenza di posti letto, persone sofferenti lasciate per ore in piedi, aggressioni continue al personale sanitario, già stremato, nè un cuscino o una coperta data a chi aveva freddo.
E poi passi al ricovero, entri nella vita e nelle storie delle persone che sono lì con te.
Conosci Sandra, signora romana di 95 anni, che ha visto la guerra. Ha due figlie, ma non vuole tornare a casa perchè rimarrebbe da sola. Le ha amate tanto, e ora che è anziana avrebbe voluto solo un po’ di affetto.
Però è simpatica, mi allieta le giornate, quando qualcuno le parla troppo chiosa con un “ao m’hai rotto er c*zzo”.
Poi incontri Luigi, 92 anni, una vita da operaio, e anche lui ha visto la guerra. Di giorno è presente, ma di notte la sua testa vaga e urla a ripetizione “flessibile, caramelle, sponda piccola”.
Forse da quel militare non si è mai mentalmente ripreso. E quanto fa sorridere che qualcuno proprio oggi ce lo riproponga.
Però si, qui in ospedale le debolezze e le fragilità umane le tocchi con le dita, ti entrano nel petto e ci rimangono.
Finalmente questa sera, dopo una settimana, sto ripartendo per Pavia, in fondo è stato solo un piccolo incidente di percorso, niente di grave. Eppure è servito, è servito a non perdere il contatto con la realtà delle cose.
Da domani si torna più forti ma anche consapevoli di prima, ci vediamo nel pomeriggio per festeggiare i 35 anni dell’Oasi LIPU di Pavia.
Grazie a tutte e tutti quelli che anche solo con un messaggio mi hanno pensato e a chi è venuto fin lì per salutarmi ❤️