02/10/2026
📸Il 1° ottobre è stata inaugurata a Perugia, presso la Fondazione dell' Istruzione Agraria in Borgo XX giugno la mostra fotografica “ThruLens”, finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma Erasmus+, nato con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale attraverso la fotografia e le esperienze all’aria aperta. Un percorso che ha coinvolto realtà italiane ed europee e che ha portato i partecipanti a conoscere e fotografare alcuni luoghi significativi della città e del territorio.
💚L’inaugurazione è stata un’occasione per raccontare il percorso svolto e il significato che la fotografia ha assunto all’interno del progetto, attraverso gli interventi delle istituzioni, dei partner e delle realtà che hanno contribuito alla sua realizzazione.
1⃣Ad aprire gli interventi è stato David Grohmann, Assessore all’Ambiente del Comune di Perugia, che ha richiamato il legame con la tradizione benedettina, ricordando come le abbazie fossero luoghi di studio e di lavoro, guidati dalla regola dell’ora et labora, dove si osservava il mondo cercando di migliorarlo.
Riferendosi alla mostra, Grohmann ha sottolineato come le immagini rappresentino un modo per raccontare come vengono percepiti i luoghi in cui viviamo, definendole un “bellissimo modo di raccontare il proprio posto nel mondo”. Ha inoltre espresso il proprio apprezzamento per il lavoro svolto da Gabriele Bartolucci e da VIVA, sottolineando come il percorso dell’associazione parta dall’attività sportiva per arrivare alla cura della terra e alla produzione agricola, con la costituzione di un’azienda agricola che, secondo l’Assessore, rappresenta anche un modello per alcuni dei progetti perseguiti dal Comune.
2⃣La Professoressa Cristina Costantini, delegata del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, ha definito l’inaugurazione della mostra un motivo di particolare soddisfazione, sia personale sia istituzionale. Costantini ha spiegato anche il significato del nome Thru Lens, nato dalla crasi tra Through e Lens, “attraverso lo sguardo”. Proprio lo sguardo, secondo la professoressa, rappresenta uno degli elementi centrali del progetto: la fotografia porta infatti a riflettere sulla relazione tra ciò che esiste e il punto di vista attraverso cui viene rappresentato. Nel corso del suo intervento ha parlato anche del rapporto tra bellezza e sguardo, ricordando come la fotografia possa mostrare una dimensione relazionale della bellezza e come, attraverso un determinato punto di vista, possa far emergere nuove relazioni e nuovi significati. Ha inoltre sottolineato come le fotografie della mostra permettano di riscoprire la bellezza del territorio, della comunità e di luoghi importanti per l’Università, come il complesso monumentale di San Pietro.
3⃣L’Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Perugia Costanza Spera ha invece posto l’attenzione sul tema dell’inclusione, spiegando che l’obiettivo dell’Amministrazione è costruire politiche di welfare e inclusione “a 360 gradi”.
Per Spera, la fotografia è uno strumento particolarmente interessante perché permette di osservare le cose da punti di vista differenti, mostrando diverse angolature e modificando ciò che vediamo a seconda dello sguardo attraverso cui lo osserviamo. Un ragionamento che l’Assessora ha collegato direttamente al tema della disabilità: “È una questione di sguardo”. Secondo Spera, il problema non è la persona con disabilità, ma una società che non sempre è in grado di accoglierla nelle sue peculiarità. La fotografia può quindi diventare un veicolo per cambiare il proprio sguardo e provare a mettersi nei panni dell’altro.
Nel suo intervento ha inoltre sottolineato l’importanza di superare una logica esclusivamente assistenziale legata al bisogno, lavorando invece sulle competenze e sulle passioni delle persone.
4⃣A intervenire è stato poi il Alessandro Montrone, vice presidente Fondazione per l’Istruzione Agraria (FIA), che ha dato il benvenuto ai partecipanti sottolineando come il luogo scelto per la mostra fosse particolarmente significativo.
Montone ha ripreso il riferimento ai benedettini, ricordando il loro legame con un’idea di economia civile, nella quale ogni persona può dare il proprio contributo secondo le proprie possibilità e ciascuno viene valorizzato. Guardando le fotografie, ha invitato a riflettere anche sulla persona che si trova dietro l’obiettivo e su ciò che ha voluto trasmettere attraverso quello scatto. Ha raccontato come, vivendo quotidianamente in una città ricca di arte e bellezza, possa capitare di non accorgersi più di alcuni scorci che invece colpiscono immediatamente chi arriva da fuori. Richiamando il saggio di Erich Fromm Avere o essere?, Montone ha poi distinto tra una fotografia intesa come semplice modo per conservare qualcosa di bello e una fotografia intesa invece come atto del guardare, interpretare e scegliere la giusta angolatura. Ed è proprio in quest’ultima dimensione che, secondo Montone, si inserisce il lavoro realizzato attraverso ThruLens.
5⃣Eleonora Cesaretti, presidente di ASD Trekkify APS, ha raccontato invece il ruolo dell’associazione, definendola la “terza anima” del progetto. Il contributo di Trekkify è stato quello di unire città, fotografia, inclusione e attività all’aria aperta, attraverso l’esperienza maturata nel campo del trekking. Cesaretti ha spiegato come l’associazione sia impegnata in progetti di inclusione sociale e di promozione del benessere fisico e psicologico attraverso le attività outdoor, sottolineando il legame tra il benessere personale e la possibilità di esprimere la propria arte e la propria visione.
6⃣Elena Volterrani di ASD Trekkify APS, ha illustrato invece il progetto ThruLens, nato con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale attraverso la fotografia e le esperienze outdoor. La scelta è stata quella di unire l’esperienza fotografica al contatto con la natura, attraverso attività pensate e sviluppate per dare al progetto un carattere nuovo e innovativo. Il progetto è stato coordinato da ASD Trekkify APS e sviluppato attraverso una collaborazione internazionale che ha coinvolto, oltre all’Italia con VIVA Cooperativa Sociale di Perugia, anche la Lettonia, attraverso l’Associazione Lettone per l’Autismo (LAA), e la Spagna, con Imatge i Acció.
6⃣A concludere gli interventi è stato Gabriele Bartolucci, presidente di VIVA Cooperativa Sociale. Bartolucci ha ricordato come VIVA Cooperativa Sociale lavori per migliorare la qualità della vita delle persone attraverso diversi ambiti: dallo sport al turismo, dalla formazione agli inserimenti lavorativi. A questi, ha spiegato, non poteva mancare la dimensione della cultura, ricordando anche il corso di teatro frequentato da numerosi ragazzi. Nel suo intervento ha sottolineato il valore dell’arte e della fotografia come strumenti di comunicazione, in particolare come forme di comunicazione aumentativa capaci di ampliare la dimensione verbale, soprattutto per le persone che possono incontrare difficoltà nell’utilizzo della comunicazione verbale. Bartolucci ha quindi ripercorso le principali tappe del progetto, ricordando il coinvolgimento dell’Assessore Grohmann, che ne ha compreso fin dall’inizio l’importanza, e la collaborazione con il Rettore del CAMS, ringraziato per l’impegno, la professionalità e l’entusiasmo dimostrati. Durante il progetto i partecipanti hanno avuto modo di acquisire competenze tecniche legate alla fotografia, sperimentando direttamente l’utilizzo della macchina fotografica e confrontandosi con i diversi luoghi visitati. “Le persone si sono impegnate con entusiasmo, creando giornate piacevoli e divertenti”, ha concluso Bartolucci.
7⃣Proseguendo, sono state significative le testimonianze di due partecipanti, Nicola e Diletta, che hanno raccontato l’importanza dell’esperienza vissuta attraverso la fotografia. Fotografare, durante il percorso Thrulens, non è stato semplicemente imparare a utilizzare una macchina fotografica o realizzare immagini tecnicamente corrette. È stato, piuttosto, un modo per osservare ciò che circonda, scegliere cosa mostrare e trasformare una percezione personale in un’immagine da condividere con gli altri.
✂❤Il taglio del nastro della mostra è stato eseguito direttamente dalle partecipanti. Un gesto simbolico che ha restituito alle protagoniste del progetto il ruolo centrale che hanno avuto lungo tutto il percorso. La mostra ThruLens raccoglie così il risultato di questo percorso: fotografie realizzate dai partecipanti nei diversi luoghi attraversati durante le attività, frutto di un’esperienza che ha messo insieme fotografia, territorio, attività outdoor e inclusione sociale.