17/10/2026
Comunicato delle sezioni ANPI della provincia di Napoli aderenti alla Rete 25 Aprile 25
A Napoli, dopo il Tito Lucrezio Caro, il Sannazaro, il Mercalli e il Genovesi, ieri mattina sono stati occupati anche l’istituto Serra, l’Alberti, il Giordani, il Mazzini ed il Margherita di Savoia, l’ IS Elena di Savoia - Diaz e il Liceo Vittorio Emanuele. E l’elenco delle scuole occupate per protesta a Napoli ed in provincia è destinato ad allungarsi.
Noi, compagni delle Sezioni ANPI, abituati ad esercitare il nostro antifascismo militante fuori dagli ufficetti istituzionali o delle burocrazie, siamo al loro fianco senza esitazioni. Ci sentiamo responsabili di quanto stiano subendo le nuove generazioni, in termini di un impegno politico insufficiente ed ambiguo.
Siamo al fianco della gioventù di Francia, Belgio, Albania, Germania in lotta, contro il neonazismo ed il sionismo, contro il carovita, contro la guerra, contro l’assalto all’ambiente.
Negli ultimi giorni, la Francia è stata attraversata da un’enorme mobilitazione popolare giovanile che ha sconvolto il Paese. La portata della politicizzazione e della radicalità del movimento ha subito spaventato il Macron, che ha tentato di conciliare le proprie posizioni con le richieste delle piazze e dei giovani rivoltosi, ma senza alcun risultato, se non quello di far estendere e radicare la rivolta giovanile.
A ruota sono seguite le proteste ormai in tutta Europa.
È indubbio che i giovani, soprattutto quelli delle classi più povere, siano i più colpiti dalle politiche di austerità e da attacchi ai diritti perpetrati, senza precedenti, negli ultimi quarant’anni. I mass media della propaganda di Stato e dei poteri forti, in tutti i Paesi, li offendono continuamente con epiteti dispregiativi. Quasi sempre vengono trattati come un problema di ordine pubblico, a cui rispondere con il manganello, e, quando entrano nel mondo del lavoro, vengono sfruttati con contratti precari e salari da fame.
Non c’è Paese al mondo in cui la gioventù non venga trattata in questo modo; spesso, i giovani sono persino vittime delle perversioni di ricchi pedofili.
È inaccettabile e vergognoso il modo in cui l’attuale sistema imperialista considera e tratta questa gioventù.
Vogliamo, quindi, esprimere la nostra comunanza di ideali e di lotte alle studentesse e agli studenti italiani, francesi ed europei, e a tutti i giovani che si mobilitano contro le politiche di riarmo e di cancellazione dei diritti.
Il riarmo europeo, sostenuto indistintamente dai governi europei di centrodestra e di centrosinistra, apre la strada a opzioni antidemocratiche: militarizzazione, deportazione dei migranti, intensificazione dello sfruttamento dei lavoratori e repressione dei giovani. A tutto questo si aggiunge il vergognoso ritorno di seguaci di Adolf Hi**er, come in Germania con AfD ed in Italia con il movimento vannacciano.
Mentre i governi aumentano le spese militari, vengono tagliate le risorse destinate alla scuola, alla sanità e ai servizi pubblici. A pagare il prezzo di queste scelte sono soprattutto le nuove generazioni, private di ogni prospettiva e del loro stesso futuro, chiamate a diventare carne da cannone per la barbarie della guerra.
A tutto questo, la gioventù ha detto chiaramente basta!
Opporsi a queste politiche significa difendere la pace, la solidarietà e la fratellanza tra i popoli e tra lavoratori, diseredati e oppressi. La gioventù non ne può più di un sistema oppressivo che ha reso la vita carissima e ha normalizzato lo sterminio di innocenti, come succede per il glorioso Popolo palestinese.
Quando l’oppressione diventa insopportabile, l’unica strada è la ribellione: l’unico strumento di democrazia sostanziale, come giustamente ricordava il nostro Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
La memoria della Resistenza italiana ed europea, il rispetto per i nostri Martiri resistenti, ci impegnano a stare dalla parte di chi si batte contro la guerra e contro ogni politica che sacrifichi le vite umane e i diritti agli interessi di potere.
Italia, Francia, Belgio, Germania, Albania, l’Europa intera: la lotta è una sola.
L’antifascismo non è un cimelio da tenere in casa, una reliquia del passato, una coccarda da portare nelle feste, ma una battaglia viva e vitale per le sorti dell’umanità: lo dobbiamo ai nostri giovani, tra i quali sta crescendo una nuova leva di combattenti antifascisti.
O si fa antifascismo nelle lotte, o sarà la barbarie.