Sinistra Italiana - Basilicata

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Sinistra Italiana  - Basilicata Pagina ufficiale di Sinistra Italiana Basilicata

16/10/2026
08/10/2026

Sì, questa è la nostra proposta per rivoluzionare il fisco in Italia.

Perché è possibile ridurre le tasse a 41 milioni di persone e senza fare un euro in più di debito.
Basta far pagare il giusto allo 0,1% più ricco d'Italia e con una vera lotta all'evasione fiscale.

Per chi lavora significa un taglio medio del 30% di IRPEF, circa 100€ in più al mese in busta paga.
Come uno stipendio in più all'anno.

Per decenni la destra ha detto di voler abbassare le tasse, ma invece ha solo permesso ai ricchi di essere sempre più ricchi e agli evasori di continuare ad evadere.
Ed oggi la pressione fiscale con Meloni è la più alta da oltre 10 anni a questa parte.

Ora basta. È ora di invertire la rotta e fare la cosa giusta, restituendo il maltolto a milioni di cittadini che hanno sempre pagato tutto fino all'ultimo centesimo.

È semplice.
Meno tasse, più stipendio: con AVS il fisco cambia segno!

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Con profondo dolore apprendiamo della scomparsa di Vincenzo Montagna. Prestigioso avvocato, instancabile uomo di impegno...
01/10/2026

Con profondo dolore apprendiamo della scomparsa di Vincenzo Montagna. Prestigioso avvocato, instancabile uomo di impegno civile, il suo percorso politico lo vide autorevole dirigente del PCI e del movimento cooperativo lucano, consigliere regionale. Ha attraverso con passione e intelligenza stagioni assai diverse della storia politica regionale, non facendo mancare i suoi acuti e raffinati ragionamenti. Lascia un vuoto significativo nella nostra comunità. Alla famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene giungano le nostre più sentite condoglianze."
SINISTRA ITALIANA BASILICATA

Grazie.Dopo qualche giorno dalla prima iniziativa di Sinistra Italiana a Senise è la prima parola che sento il dovere di...
22/06/2026

Grazie.
Dopo qualche giorno dalla prima iniziativa di Sinistra Italiana a Senise è la prima parola che sento il dovere di pronunciare.
Grazie al Segretario Gianni Rondinone per la passione infinita e le per l'enorme ricchezza dei contenuti del suo intervento.
Grazie a Domenico Nicola Donadio per la presenza costante in presidio di difesa del territorio.
Grazie ad Angelo Chiorazzo e Basilicata Casa Comune per il lavoro di approfondimento e sensibilizzazione continua, sul campo, che sta portando avanti sul tema della Sanità in Basilicata e non solo.
Grazie a Giovanni Asprella per gli spunti tecnici e politici, pungenti e precisi.

Sulla Sanità, dico ancora la mia, a mente fredda, in estrema sintesi.
A prescindere da quello che il Consiglio Comunale di Senise deciderà, a proposito delle iniziative da valutare ed intraprendere, la nostra posizione resta ferma su tre punti, e su questi continueremo a lavorare.

1) Occorre lavorare ad un Piano Sanitario Comunale, come già hanno fatto altri comuni: la presenza sul territorio di medici e Strutture Sanitarie Convenzionate, rappresentanti un ulteriore braccio operativo della sanità regionale e troppo strategiche per essere sottovalutate, disponibili a coprire i vuoti lasciati dall'offerta pubblica è un'opportunità da sfruttare e sulla quale lavorare senza sosta, ipotizzando anche utilizzo di risorse di bilancio comunale e/o Ripas;

2) Un "cessate il fuoco" tra la Giunta Regionale e il Comune di Senise: subito, entro fine mese, occorre un tavolo tematico sulla sanità del territorio senisese, facendo seguito agli impegni assunti dal Capo Gabinetto della Presidenza Regionale in occasione della Manifestazione svolta a Potenza. Cupparo, Pittella e Latronico hanno la responsabilità storica di ricucire i rapporti istituzionali di confronto, dialogo e sano dibattito tra le istituzioni democratiche: a loro, il mio rinnovato appello: CESSATE IL FUOCO!

3) Questa rimane una nostra posizione, ma lo ha sottolineato bene il Segretario Rondinone nel suo intervento: di fronte a scelte sbagliate, alla sordità sulle esigenze di dialogo e sulle carenze dell'offerta sanitaria regionale la risposta deve essere obbligatoriamente il "sano conflitto". Comprendiamo le preoccupazioni di chi amministra, il timore di fare una scelta sbagliata addirittura con il rischio di perdere alcuni servizi, la prudenza sulle "azioni forti"; ma noi, come Sinistra Italiana, continueremo ad essere presenti ai lavori del tavolo dei partiti e del Comitato cittadino per proporre la "conflittualitá" come sano strumento democratico di confronto e crescita.

È un bell'inizio, di un movimento saldamente posizionato all'interno del Centro Sinistra, ma mai subalterno alla destra e ad una "certa parte" di alleati.
Armando Roseti

Venosa
19/06/2026

Venosa

🟠 Ci sono atti che non cambiano la vita delle persone.
Ma aiutano a definire chi siamo.

La decisione del Consiglio comunale di Venosa di non revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini non produce effetti concreti sulla quotidianità di nessuno. È vero.

Ma la memoria pubblica non riguarda soltanto gli effetti pratici. Riguarda i valori che una comunità sceglie di riconoscere e trasmettere. Riguarda il significato delle parole, dei simboli e delle scelte istituzionali.

L’antifascismo non è una questione del passato. È il fondamento della nostra democrazia, della Costituzione, delle libertà di cui godiamo oggi.

Per questo non si tratta di riscrivere la storia. La storia è già scritta. Si tratta piuttosto di scegliere da quale parte della storia stare.

Con sobrietà, senza polemiche inutili, continuiamo a pensare che non possa esserci onore pubblico per chi ha privato l’Italia della libertà, perseguitato gli oppositori e accompagnato il Paese verso le leggi razziali e la guerra.

La memoria non divide una comunità. La aiuta a riconoscersi nei principi che la tengono unita.

Qualcosa non torna in effetti…
17/06/2026

Qualcosa non torna in effetti…

C’è qualcosa che non torna nell’Italia di oggi.

Viviamo in uno dei Paesi più vecchi del mondo: l’età media ha superato i 47 anni. Ogni anno centinaia di migliaia di persone lasciano l’Italia. E se aggiungiamo i flussi interni dal Sud verso il Nord, il numero di chi parte diventa ancora più grande.

E chi se ne va non è vecchio: l’età media degli italiani espatriati è intorno ai 33 anni. Se ne vanno giovani, lavoratori, competenze, pezzi di futuro.

Intanto gli stranieri residenti sono quasi uno su dieci e hanno un’età media molto più bassa di quella degli italiani. Sono più giovani, lavorano, fanno figli, abitano territori che altrimenti perderebbero ancora più vita.

La verità, scomoda da ammettere, è questa: l’Italia non rischia di essere invasa. Rischia di svuotarsi.

La destra e l’estrema destra fanno propaganda sulla paura, ma la demografia non vota, non fa comizi e non mente. Mancano lavoratori nelle campagne, nell’assistenza agli anziani, nella sanità, nell’edilizia, nella logistica, nel turismo. Mancano persone.

Ma non basta che le persone arrivino. Bisogna costruire le condizioni perché possano vivere, lavorare, imparare la lingua, abitare, mandare i figli a scuola, partecipare alla vita delle comunità.

Questa si chiama integrazione.

E l’integrazione non è una parola gentile da convegno. È una pratica concreta. È la differenza tra un Paese che usa le persone come manodopera invisibile e un Paese che costruisce comunità.

Senza integrazione crescono sfruttamento, lavoro nero, marginalità, paura e conflitto sociale. Con l’integrazione crescono diritti, legami, sicurezza vera, partecipazione e futuro.

Per questo il lavoro dell’ARCI è fondamentale: sportelli, corsi di lingua, orientamento, cultura, socialità, tutela, relazioni quotidiane.

La xenofobia trasforma problemi reali in nemici immaginari. Un Paese che invecchia, perde popolazione e vede partire i propri figli dovrebbe innanzitutto fermare questa grande fuga, ma non dovrebbe nemmeno avere paura di chi arriva.

Dovrebbe piuttosto temere il giorno in cui non vorrà più ve**re nessuno.

Indirizzo

Via Ciccotti 34
Potenza
85100

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