21/10/2026
Le ragioni degli autotrasportatori meritano ascolto e risposte concrete e il Governo è impegnato a sostenere con misure incisive un comparto fondamentale per la nostra economia.
Tuttavia, i blocchi cui stiamo assistendo da giorni in alcune regioni del Sud non possono procedere a oltranza, causando difficoltà sempre crescenti per lavoratori, famiglie e per intere filiere produttive.
È il momento di dimostrare senso di responsabilità nei confronti del Paese.
Il Governo è intervenuto con risorse ingenti per fronteggiare il caro carburanti e sostenere il comparto: è stato sbloccato un miliardo di euro per l’autotrasporto, 480 milioni per il credito d’imposta fino a ad agosto e 60 milioni per settembre e ottobre, più altri 590 milioni di euro sbloccati per il rinnovo del parco mezzi. Interventi che testimoniano l’attenzione verso un settore chiamato a operare in una fase geopolitica particolarmente complessa a causa dell’aumento dei costi energetici.
A queste misure si affianca l’impegno a erogare i fondi per il Sea Modal Shift per le annualità 2023/2024 e 2025/2026. Le proteste che interessano il Sud, però, stanno causando gravi criticità nell’approvvigionamento: gli scaffali dei supermercati si svuotano e le difficoltà nella fornitura di materie prime e beni essenziali stanno rallentando o costringendo a fermare anche attività produttive come i pastifici, dimostrando quanto sia essenziale garantire la continuità del trasporto delle merci. In Campania, in particolare, le proteste stanno avendo gravi ripercussioni sulla circolazione, a partire dagli snodi dell’A1 Milano-Napoli e dell’A30 Caserta-Salerno.
È evidente che si tratti di una situazione insostenibile ed illegale che danneggia milioni di cittadini, famiglie e imprese.
Il Governo continuerà a sostenere il comparto, con particolare attenzione alle piccole imprese e agli operatori esclusi dal credito d’imposta, lavorando inoltre per adeguare le tariffe agli aumenti del gasolio e per compensare gli effetti della tassazione Ets sul trasporto marittimo.
Il confronto al Mit proseguirà il 27 ottobre, ma ora è indispensabile far cessare i blocchi illegali e garantire la continuità produttiva.