28/08/2026
Tre mesi sono pochi per governare, ma forse non bastano per capire come si fa opposizione.
Fare opposizione è un ruolo importante: controllare, verificare, incalzare, proporre soluzioni. Non costruire polemiche a tutti i costi, non cercare un nuovo bersaglio ogni volta che il precedente non regge.
C'è una cosa che vale la pena ricordare: gli stessi che oggi si ergono a paladini della trasparenza pretendendo risposte immediate, quando governavano, solo pochi mesi fa, alle nostre interrogazioni quale gruppo consiliare di minoranza rispondevano solo quando decidevano di farlo. Sempre che lo decidessero, poiché in moltissimi casi sono semplicemente rimasti in silenzio.
Interrogazioni scritte, protocollate, e risposte arrivate mesi dopo, a volte oralmente, in un consiglio comunale qualsiasi, quando andava bene.
Altro che confronto e attenzione alle opposizioni: bisognava aspettare che si ricordassero che dovevano rispondere
a delle interrogazioni e che, bontà loro, decidessero di farlo.
Oggi predicano bene ma per sei anni e mezzo hanno razzolato male.
Noi di , che di opposizione seria ne sappiamo qualcosa — sei anni e mezzo non sono pochi — non abbiamo mai tifato contro il nostro Comune né abbiamo mai soffiato sul fuoco della polemica al fine di alimentare le divisioni o lanciato nell’agone mediatico bassissime insinuazioni sull’integrità morale dei componenti della precedente maggioranza, arrivando a ti**re in ballo soggetti estranei alla politica che esercitano con professionalità la loro attività.
Un'opposizione seria per prima cosa riconosce la sconfitta e fa i complimenti augurando buon lavoro a chi risulta vincitore; non spera che un'amministrazione fallisca, non denigra i propri antagonisti: lavora perché si amministri meglio.
Controlla, propone, e quando qualcosa è fatto bene lo riconosce.
Perciò, prima di dare lezioni agli altri, sarebbe il caso di ricordarsi di come la precedente amministrazione a trazione Avanti insieme si è comportata finché
ha governato.
Perché gli atti, a differenza della memoria, non si dimenticano quando fa comodo.
Insomma, chi sa amministrare lavora;
chi sa fare opposizione controlla e propone;
chi non sa più cosa contestare, polemizza.
Le parole restano parole, mentre un buon governo vive di fatti e di atti.
E davanti alle carte non ci sono insinuazioni, false ricostruzioni o polemiche che possano resistere,
poiché finiranno irrimediabilmente come le ali di Icaro, sciogliendosi dinnanzi al sole della verità.