25/10/2026
La Casa delle Donne di Ravenna aderisce allo sciopero del 30 ottobre: contro guerra, riarmo, genocidio e militarizzazione dei porti
La Casa delle Donne di Ravenna aderisce alla giornata di mobilitazione e sciopero del 30 ottobre contro la guerra, il riarmo, il transito di armi nei porti e il genocidio in Palestina.
Sosteniamo lo sciopero internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori portuali, che scelgono di non lavorare per la guerra perché i porti devono essere luoghi di lavoro, scambio e incontro tra i popoli, non infrastrutture al servizio della guerra.
Come Casa delle Donne, sentiamo la responsabilità di prendere posizione contro la normalizzazione della guerra e contro un'economia che destina risorse crescenti agli armamenti mentre i diritti sociali, la sanità pubblica, l'istruzione e i servizi di sostegno alle persone continuano a essere ridotti.
La guerra non è una cosa lontana dai nostri corpi e dalle nostre vite, oggi si moltiplica in un intreccio infernale fra colonialismo, accaparramento di terre e risorse energetiche fossili, aggrava il cambiamento climatico e colpisce soprattutto le popolazioni civili, distrugge comunità, costringe milioni di persone alla fuga e aggrava le disuguaglianze. Donne, bambine, bambini e persone più vulnerabili pagano il prezzo più alto.
La nostra prospettiva femminista ci insegna che non può esserci libertà e autodeterminazione senza pace per tutti e tutte, giustizia sociale e ambientale, rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale.
Per questo sosteniamo il movimento di solidarietà con il popolo palestinese contro il regime di occupazione, apartheid e genocidio ancora in corso da parte dello stato di Israele.
Sosteniamo i portuali che si rifiutano di essere complici della logistica di guerra.
Fermare il transito di armamenti verso paesi che violano i diritti umani, a partire da Israele, significa assumersi una responsabilità personale e collettiva, chiedere trasparenza sui traffici e rispetto del diritto internazionale.
Ravenna, città portuale è al centro di questa mobilitazione.
Il 30 ottobre siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che scioperano e si mobilitano contro la guerra, il riarmo e il genocidio. La loro mobilitazione ci riguarda tutte e tutti: perché la pace è una scelta quotidiana di responsabilità, solidarietà e difesa della Costituzione.
Come Casa delle Donne di Ravenna, ribadiamo il nostro impegno per una società femminista, disarmata, solidale e libera da ogni forma di violenza e di sfruttamento. Perché nessuna libertà può crescere sotto le bombe e nessun futuro giusto può essere costruito investendo nella guerra.
la guerra il riarmo, per la pace e l'autodeterminazione dei popoli VENERDì 30 OTTOBRE la Casa delle donne RIMARRA' CHIUSA e parteciperà allo sciopero.