21/10/2026
C’era una volta la favola della Lega che si ergeva a custode dei territori, quella del "padroni a casa nostra" e delle chiacchiere contro i decreti calati dall’alto. Un tempo provavano persino a fare la recita dei difensori della gente comune contro i poteri forti. Oggi quella maschera non serve più: è bastato l'arrivo dei milioni di euro un fondo d'investimento australiano e delle multinazionali Tecnologiche per farli accomodare educatamente in prima fila a stendere tappeti rossi.
Sul progetto del Data Center da 90 Megawatt nell'area ex-Nilit di via Moscova, la condotta della Lega è un capolavoro di trasformismo. A Rho la Lega dice di essere all'opposizione, ma quando si è trattato di esprimersi in Consiglio Comunale sul business dei Data Center, non ha trovato niente di meglio da fare che allinearsi. Nessuna barricata, nessuna richiest: si sono accodati all'ordine del giorno indistinto e anestetizzato firmato con le altre forze politiche, confermando nei fatti di essere totalmente a favore dell'insediamento.
Ma è in Regione Lombardia che il quadro si fa ancora più grottesco. La Lega, forza di maggioranza che governa la Regione Lombardia, non solo non muove un dito per bloccare l'ecomostro a 30 metri dalle case di Via Costa a Rho, ma guarda all'invasione dei Data Center come a un'"irrinunciabile opportunità di sviluppo" e mentre si riempiono la bocca di regolamentazioni imminenti, nei fatti lasciano la porta aperta alle speculazioni energivore, arrivando a riesumare l'incubo del nucleare pur di alimentare questi ecomostri.
Da sempre insomma forti con i deboli e deboli con i forti, non fingono neanche più il contrario... Se c'è da difendere una città da bollette astronomiche, dall'espropriazione delle risorse energetiche, dall’inquinamento e da un rumore continuo, la Lega sparisce. Mentre se c’è da avvantaggiare multinazionali e fondi immobiliari pronti a fare profitti sulla testa dei cittadini, la Lega risponde immediatamente presente.
Ma le migliaia di persone che a Rho che lo scorso 3 ottobre hanno invaso il cantiere dell'ex-Nilit e hanno contestato la finta assemblea cittadina non faranno sconti. Alla Lega chiediamo di smetterla con la propaganda di maniera: se avete il coraggio delle vostre azioni, ditelo chiaramente ai rhodensi che per voi i Data Center e le multinazionali che ci sono dietro contano più della salute di chi abita questa città.
Oppure dimostrate il contrario: chiedete lo stop immediato al piano ATU 4 e bloccate tutte le autorizzazioni in Regione. Tutto il resto è solo teatrino da burocrati politicanti.