03/05/2026
Sono rimasto sorpreso da questo post pubblicato dalla lista di destra che si presenta alle elezioni comunali di Rivolta d'Adda, in continuità con l'amministrazione uscente e commissariata dopo le dimissioni dell'ex Sindaco coinvolto in una vicenda giudiziaria con accuse molto gravi.
Mi ha colpito perché il post lascia intendere, in un modo nemmeno troppo velato, che la realizzazione della Casa di Comunità a Rivolta sia merito loro, cioè dell'amministrazione uscente, così come l'avvio del servizio di continuità assistenziale avviato lo scorso 25 aprile.
Non è così! Per almeno due motivi.
1) La casa di comunità a Rivolta d'Adda è stata ufficializzata da Regione Lombardia, che ne ha competenza, attraverso una delibera dell'11 ottobre 2021, risultato del lavoro portato avanti nei mesi precedenti, durante il mandato dell'amministrazione di Fabio Calvi, che ha seguito e accompagnato il percorso insieme al sottoscritto.
2) le case di comunità non sono una scelta regionale ma un obbligo previsto da una normativa nazionale che, con le risorse del Pnrr e con l'obiettivo di rafforzare la medicina di territorio dopo il Covid, le ha previste insieme agli ospedali di comunità.
Per entrambi, nel corso del 2021, abbiamo lavorato per realizzarle a Rivolta d'Adda anche per rafforzare il presidio Ospedaliero Santa Marta. Dentro le case di comunità sono previsti per decreto alcuni servizi tra cui la guardia medica (oggi continuità assistenziale). Non una scelta, tantomeno di un'amministrazione comunale, ma un obbligo di legge.
Dato che di sanità e delle sue difficoltà me ne occupo molto, trovo sgradevole dare informazioni sbagliate o intestarsi meriti altrui.
Piuttosto un'amministrazione comunale dovrebbe pretendere che, chi di competenza (in questo caso la giunta regionale), dia risposte per "riempire" le case di comunità e far funzionare i servizi.
Ad esempio, nel cremasco, mancano 77 medici di medicina generale e continuità assistenziale. Ai cittadini interessano che i servizi funzionino.