Società Nazionale per la Confederazione Italiana

Società Nazionale per la Confederazione Italiana

Condividi

La S. N. C.

I. è una organizzazione politica che si pone in diretta continuità con l'omonima organizzazione politica patriottica fondata dal sacerdote Vincenzo Gioberti nel XIX secolo.

Photos from Società Nazionale per la Confederazione Italiana's post 08/11/2025

PUBBLICATO SULLA RIVISTA SALTERNUM IL SAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA SNCI, DUCA DI ROMA E STRATEGA DI CALABRIA DELLA FTRP MASSIMO PASQUALE COGLIANDRO SULL'INFLUENZA DELLA SFIGMOLOGIA TRADIZIONALE CINESE SULL'OPERA MEDICA DEL MONACO CALABRESE DI LINGUA GRECA MERKOURIOS (X SECOLO).

30/10/2025
05/10/2025

Il Presidente della SNCI ieri in piazza con le legioni del Popolo della Pace contro lo sterminio in atto a Gaza, nel territorio della provincia romano-bizantina della Palaestina Prima, occupata da un potere barbarico oscuro e tirannico.

LEONCAVALLO: INGIUSTO CHIUDERLO 22/08/2025

UNA IMPORTANTE E CONDIVISIBILE RIFLESSIONE CRITICA DI ROBERTO D'AMATO CONTRO LO SGOMBERO DEL CSOA LEONCAVALLO

LEONCAVALLO: INGIUSTO CHIUDERLO LEONCAVALLO: INGIUSTO CHIUDERLO

La strage dimenticata di Vergarolla | La Fionda 20/08/2025

ARTICOLO DI MASSIMO PASQUALE COGLIANDRO SULLA STRAGE DI VERGAROLLA, PUBBLICATO SULLA RIVISTA "LA FIONDA"

La strage dimenticata di Vergarolla | La Fionda In questi giorni ricorreva l’anniversario di una terribile strage di civili nel dopoguerra, la prima nella storia repubblicana, che si è voluta troppo presto

20/08/2025

VINCENZO GIOBERTI: "DI TUTTE LE LINGUE CHE SI PARLANO OGGIDÌ, O CHE FURONO PARLATE PER LO ADDIETRO, DUE SOLE AVRANNO VITA PERPETUA NELLA MEMORIA DEGLI UOMINI; ENTRAMBE COME L'ESPRESSIONE PRIMITIVA DELL'ORDINE RELIGIOSO, E LA SECONDA EZIANDIO COME L'ESPRESSIONE PIÙ SPLENDIDA E PIÙ COMPENDIOSA DELLA CIVILTÀ".

11/07/2025

LA NASCITA DEL DUCATO DI ROMA BIZANTINO (585 D. C.)

(Articolo del Duca di Roma della Filoxristos Twn Rwmaiwn Politeìa Massimo Pasquale Cogliandro)

Il Ducato di Roma bizantino è stato istituito per volontà di Papa Pelagio II.
Dopo l'invasione longobarda del 568-569 d. C., Roma e il territorio circostante erano quasi completamente circondati da bande aggressive di Longobardi pagani, mentre il primo Esarca Decio non era stato capace di creare una catena di comando militare nei territori ancora in mano all'Impero. Le milizie presenti a Roma erano comandate da ufficiali di secondo livello, cioè dai tribuni e dei prefetti delle corporazioni di arti e mestieri, che siedevano in Senato e svolgevano sia i compiti corporativi imposti dal proprio ruolo sia compiti di organizzazione in senso militare delle corporazioni per la difesa della città in caso di necessità.
Il Papa si rese conto che queste milizie delle corporazioni di arti e mestieri non avevano il carattere di un esercito professionale. Inoltre, non vi era una catena di comando con una gerarchia ben precisa che impedisse i contrasti tra i tribuni e i prefetti a capo delle milizie fornite dalle corporazioni.
La situazione era di una gravità tale, che Papa Pelagio II il 4 ottobre del 584 d. C. scrisse una lettera all'ex pretore di Roma Gregorio (San Gregorio Magno), che in quel momento si trovava a Costantinopoli nella sua funzione di apocrisario (ambasciatore) pontificio presso la Corte Imperiale, perché chiedesse all'Imperatore l'invio di un Esarca più capace e la creazione di una catena di comando militare a Roma con ufficiali esperti, cioè un Duca ed un Magister militum, che ponessero fine all'anarchia delle milizie corporative, che metteva in serio pericolo il territorio di Roma, che rischiava di cadere in mano ai Longobardi.
Sappiamo che l'Imperatore nel 585 d. C. nominò un abile diplomatico come nuovo Esarca. Con il nuovo Esarca Smaragdus è giunta la nomina di tutte le nuove cariche militare, compresa quella del primo Duca di Roma, di cui ignoriamo il nome, e del Magister militum.

BIBLIOGRAFIA

P. VILLARI, Le invasioni barbariche in Italia, HOEPLI, Milano, 1928.

02/07/2025

IL RICONOSCIMENTO DEL TITOLO DI IMPERATORE ROMANO AL BASILEUS GIOVANNI VIII PALEOLOGO AL CONCILIO DI FIRENZE-FERRARA DEL 1438-1439

(Articolo del Sebastos, Strategos di Calabria, Duca di Roma e Rodi Garganico della Filoxristos Twn Rwmaiwn Politeìa Massimo Pasquale Cogliandro)

Il Concilio di Firenze-Ferrara, iniziato nell'aprile del 1438 d. C. e conclusosi nel luglio del 1439 d. C., ha tracciato le vie di un dialogo autentico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa, attraverso numerose sessioni in cui i teologi delle due parti si sono confrontati su tutte le questioni rimaste irrisolte da secoli.
Il Concilio e' iniziato a Ferrara con il riconoscimento da parte del Papa del Basileus Giovanni VIII Paleologo come Imperatore Romano d'Oriente o dei Greci, mentre l'Imperatore del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica era stato riconosciuto come Imperatore Romano d'Occidente o dei Latini:

"Sopra un trono illuminato in mezzo dell'altare fu collocato il libro del Vangelo, fra le teste degli apostoli S. Pietro e S. Paolo. A destra [...] era la cattedra apostolica, ed alquanto di sotto, il trono dell'imperatore latino, benche' assente. [...] Dalla parte dell'Epistola l'imperatore dei Greci era nel suo trono in faccia a quello dell'imperator latino, poscia la cattedra del patriarca di Constantinopoli" [1].

L'assenza del nuovo imperatore tedesco al Concilio ha spinto Papa Eugenio IV nel decreto finale del Concilio di Ferrara-Firenze del 6 luglio 1439 a definire il Basileus Giovanni VIII Paleologo, apprezzato per la sua moderazione e per la sua umanita', come Imperatore Romano tout court senza precisare se "d'Oriente" o "dei Greci":

"Eugenio vescovo, servo de' servi di Dio, a perpetua memoria e col consenso del carissimo nostro Figliuolo in Gesu' Cristo Giovanni Paleologo, illustre imperatore de' Romani, ecc." [2].

Il Decreto qui tratta della legittimazione canonica della FTRP [3] da parte della autorità del Sommo Pontefice Eugenio IV. Il Sommo Pontefice, riconoscendo nel Decreto di chiusura del Concilio Ecumenico Giovanni VIII Paleologo quale unico Imperatore Romano, ha chiuso la contesa giuridica iniziata dai successori di Carlo Magno, unico sovrano franco ad aver avuto con il Trattato di Aquisgrana dell'812 d. C. il riconoscimento del titolo di "Imperator" sui popoli assoggettati da parte del Basileus. È bene tenere presente che nel caso di Carlo Magno il titolo di "Imperator" e non di "Imperator Romanorum semper Augustus" è di secondo grado rispetto al titolo di Basileus ("Augusto"). Dopo un tentennamento a Ferrara, dove il Papa inizialmente aveva riconosciuto a Giovanni VIII Paleologo solo il titolo di Imperatore Romano d'Oriente, a Firenze decide di riconoscergli il titolo effettivo di unico Imperatore Romano. L'Autorita Civile Filocrista (l'Imperatore Romano) e la massima Autorità Religiosa si sono così poste su un piano di reciproco e corretto riconoscimento ognuna nelle proprie sfere di competenza, anche se il Papa si è premurato di dare al Basileus consistenti aiuti economici e militari per difendere Costantinopoli dai Turchi nei limiti di quello che poteva fare lo Stato Pontificio.
La caduta di Constantinopoli in mano ai Turchi pochi anni dopo consentì ai tedeschi di usurpare un titolo, che i Papi consideravano legittimamente del Basileus dei Romei (4).

NOTE

[1] ABATE DI BERAULT-BERCASTEL, Storia del Cristianesimo, Venezia, 1796, T. XVII, p. 341.
[2] Ibidem, p. 374.
[3] L'Impero Bizantino, che dal tempo dell'Imperatore Leone VI il Saggio si chiamava Filoxristos Twn Rwmaiwn Politeìa.
[4] La formula bizantina del Trattato di Aquisgrana dell'812 d. C. che riconosceva a Carlo Magno il solo titolo di "Imperator" sembra ricalcare la formula di incoronazione di Carlo Magno riportata nel Liber Pontificalis: "Carlo, piissimo augusto coronato da Dio grande e pacifico imperatore, vita e vittoria". Vediamo che Papa Leone III astutamente incorona Carlo Magno "Imperator", ma non "Imperator Romanorum". La differenza è sostanziale. Un Imperator esercita un Imperium su chi assoggetta dal punto di vista militare in terre barbare, ma solo l'Imperator Romanorum esercita un Imperium sui Cives Romani. I giuristi bizantini che hanno redatto il Trattato di Aquisgrana dell'812 d. C. hanno capito la sottigliezza di Papa Leone III e hanno ripetuto la stessa formula. Carlo Magno ha accettato consapevolmente quello che veniva concesso dal Basileus senza protestare.

02/06/2025

BUONA FESTA DELLA REPUBBLICA A TUTTI!

Il 2 giugno 1946 il popolo italiano ha archiviato una monarchia regolata dalla legge salica responsabile di aver collaborato per vent'anni con il regime fascista e di aver abbandonato Roma e l'esercito nel momento in cui c'era bisogno della presenza del sovrano di fronte all'invasore tedesco.
Tuttavia, il 2 giugno 1946 il popolo italiano non si e' limitato a punire Casa Savoia. Ha anche votato ingenuamente per l'Assemblea Costituente, che, in base agli accordi intercorsi tra i partiti in occasione della caduta del Governo Parri, doveva elaborare una forma di Stato alternativa allo Stato dei Comitati di Liberazione Nazionale, nato dalla lotta al nazifascismo ed entrato nel pieno delle sue funzioni il 25 aprile 1945.
Lo Stato dei CLN ha convissuto con la monarchia fino al 2 giugno 1946, poi e' stato eliminato e sostituito dal sistema parlamentare, che da' molto spazio ai funzionari di partito e poco spazio al merito.
Nell'augurarvi una Buona Festa della Repubblica, e' bene ricordare non solo le luci della data del 2 giugno, ma anche le ombre.

Vuoi che la tua azienda sia il Servizio Di Governo più quotato a Rome?

Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Ubicazione

Telefono

Sito Web

Indirizzo


Via Albenga, 12 C/o Studio Medico Del Dott. Massimo Cogliandro
Rome
00183