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25/09/2026

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*Ostia, il mare dei ricordi e quello che stiamo perdendo*-*di M.D.Meridio*Questa mattina percorrevo la Cristoforo Colomb...
18/08/2026

*Ostia, il mare dei ricordi e quello che stiamo perdendo*-*di M.D.Meridio*

Questa mattina percorrevo la Cristoforo Colombo, direzione Ostia. A un certo punto il libro dei ricordi si è aperto davanti a me.

Quante volte abbiamo percorso questa strada a bordo dell’utilitaria di famiglia, direzione mare. Noi bambini ci alzavamo in piedi, cercando di scorgere per primi quel sospirato fazzoletto d’acqua. E quando finalmente il mare appariva, era una festa: una gioia semplice, fatta di sole, sabbia, profumo di salsedine e spensieratezza.

Arrivati alla rotonda, sulla sinistra, c'era il Kursaal. Per me non è soltanto uno stabilimento balneare: è un pezzo di gioventù. Giornate interminabili trascorse al mare, amicizie, risate e anche quelle piccole strategie che appartenevano a un'età ormai lontana. Per farsi notare dalla ragazza con cui eri uscito, bastava salire sul punto più alto e tuffarsi. Era una dimostrazione di coraggio: dovevi far vedere che non avevi paura, che eri forte.

Oggi il Kursaal è chiuso e versa in condizioni di degrado. A giugno RaiNews raccontava uno stabilimento devastato e abbandonato, utilizzato anche come rifugio notturno, mentre a fine luglio è iniziata la demolizione dello Shilling, altro luogo simbolo della movida lidense.

Poco più avanti c'erano la Nuova Pineta e la Vecchia Pineta. Con i miei zii erano una tappa quasi obbligata. E poi quel piatto che ancora oggi mi fa ve**re l'acquolina in bocca: gli spaghetti alle vongole.

Anche da ragazzo, quando dal Kursaal percorrevo a piedi il bagnasciuga con la ragazza di turno, il pranzo diventava una piccola missione: bisognava far colpo. Oggi quei ricordi sembrano appartenere a un'altra Ostia.

*Un lungomare che racconta una perdita*

Continuando a percorrere il lungomare, la sensazione è quella di assistere lentamente alla cancellazione di una parte della storia di Ostia.

Non si tratta soltanto di cabine, ombrelloni e ristoranti. Dietro ogni stabilimento c'erano lavoratori, famiglie, fornitori, bar, ristoranti, manutentori, bagnini, imprese di pulizia, attività commerciali e un indotto che viveva della stagione balneare.

E allora una domanda diventa inevitabile: quanto è costato a Ostia, in termini economici e occupazionali, questo lungo periodo di immobilismo?

Non esiste, almeno nei dati pubblici che ho potuto verificare, un conteggio ufficiale complessivo dei posti di lavoro persi a causa delle chiusure. Sarebbe scorretto inventare una cifra. Ma qualche numero dà comunque la dimensione del problema: nel caso dell'Arcobaleno Beach, ad esempio, la proprietà ha dichiarato che 58 dipendenti sono rimasti senza prospettive a seguito del sequestro.

E 58 persone sono soltanto un caso.

*Gli stabilimenti chiusi o non pienamente fruibili*

La situazione è stata particolarmente critica all'inizio della stagione 2026. Un censimento pubblicato a maggio indicava, tra gli altri, **Dopolavoro Atac, Orsa Maggiore, Aeronautica Lido Azzurro, Sporting Beach, Shilling, Kursaal, Dopolavoro Cotral, Hybiscus, La Pinetina, La Nuova Pineta, La Vecchia Pineta, Mami, Belsito, Marechiaro, Urbinati, La Conchiglia/Don Pepe, Arcobaleno Beach, La Vittoria e Village** come strutture chiuse o non operative, con situazioni differenti da stabilimento a stabilimento.

Da allora alcune situazioni sono cambiate: il Comune ha firmato le prime concessioni nel mese di aprile per **Village, Lido, Plinius, El Miramar e Zenit**, con ulteriori concessioni previste per Edonè, Elmi, Bicocca e Kelly's.

Al contrario, altri luoghi storici sono rimasti fuori dalla piena fruizione. Il **Bagni Vittoria**, per esempio, è stato chiuso a maggio perché privo di titolare e concessione; la Vecchia Pineta è stata sottoposta a sequestro e sgombero.

Perciò, volendo fotografare la situazione del lungomare senza confondere strutture riaperte, strutture sequestrate, cantieri e ruderi, i casi più emblematici ancora irrisolti sono **Kursaal, Sporting Beach, La Vecchia Pineta, Bagni Vittoria e le strutture interessate da sequestri o procedure ancora non concluse**, mentre lo Shilling non può più essere considerato semplicemente “chiuso”: è stato demolito e si avvia a diventare una nuova spiaggia libera attrezzata.

È una distinzione importante, perché non tutto ciò che vediamo chiuso dipende dalla stessa causa. Ci sono sequestri giudiziari, abusi edilizi, gare andate deserte, contenziosi amministrativi, erosione e strutture ormai devastate. Ma per chi vive a Ostia il risultato finale è spesso lo stesso: **spazi che per anni hanno prodotto economia oggi non producono più nulla.**

*E il turismo?*

Qui bisogna essere altrettanto seri con i numeri.

Al 18 agosto 2026 non risulta ancora disponibile un consuntivo ufficiale completo delle **presenze turistiche 2026 del solo Municipio X/Ostia**. Per questo non sarebbe corretto attribuire a Ostia numeri che riguardano tutta Roma o il Lazio.

I dati disponibili, però, permettono di costruire un quadro interessante.

Roma ha chiuso il 2025 con **22,9 milioni di arrivi e 52,9 milioni di presenze**, secondo Roma Capitale.

Il Lazio, nel 2024, ha superato **51,7 milioni di presenze**, con una crescita del 13,2% rispetto all'anno precedente.

Insomma, il turismo romano e laziale cresce. E proprio per questo la domanda è ancora più forte: **quanto di questa crescita riesce realmente a intercettare Ostia?**

Un dato storico contenuto nella documentazione regionale sul litorale è particolarmente significativo: nel periodo 2010-2019, mentre Roma aumentava i propri flussi turistici, il Municipio X registrava una diminuzione dell'11% degli arrivi e del **26,8% delle presenze alberghiere**.

Non possiamo utilizzare quel dato per descrivere automaticamente il 2026, ma ci dice una cosa importante: Ostia non può vivere di rendita sulla sua posizione geografica. Il mare, da solo, non basta.

E i segnali della stagione 2026 meritano attenzione. Nel ponte del 1° maggio, quando la stagione avrebbe dovuto iniziare con il piede giusto, il Corriere della Sera stimava **50-60 mila presenze complessive a Ostia tra venerdì e domenica**, ma sottolineava anche che l'offerta era fortemente penalizzata dalla chiusura di numerose strutture turistiche e dalla scarsità dei servizi.

Sono numeri di affluenza, non statistiche ufficiali annuali di presenze turistiche: anche qui bisogna evitare facili equivalenze.

*Il lavoro che non si vede*

Il problema, dunque, non è soltanto quanti ombrelloni mancano.

Quando uno stabilimento chiude, diminuisce il lavoro del bagnino, ma anche quello del cameriere, del cuoco, del barista, dell'addetto alle pulizie, del manutentore, del fornitore di prodotti alimentari, del commerciante che vende al turista, del tassista e di tanti altri.

Il turismo è una filiera.

L'ISTAT ha certificato che nel 2024, in Italia, gli occupati nelle attività produttive direttamente legate al turismo sono saliti a circa **403 mila**, mentre considerando l'industria turistica allargata l'aumento degli occupati rispetto all'anno precedente è stato di circa 45 mila unità.

Mentre il Paese cresce, Ostia deve chiedersi se sta facendo abbastanza per trasformare il proprio patrimonio naturale e storico in occupazione stabile.

*E l'amministrazione?*

Il presidente del Municipio X è Mario Falconi, medico e già presidente dell'Ordine dei medici.

Il mio giudizio personale è netto ma non vuole essere una sentenza sulla persona: **un bravo medico non diventa automaticamente un bravo amministratore**.

Falconi e la sua Giunta hanno avuto davanti problemi enormi e, in alcuni casi, di competenza direttamente capitolina o giudiziaria. È quindi ingeneroso attribuire al solo Municipio ogni responsabilità per le concessioni balneari, perché le gare e la gestione del demanio marittimo coinvolgono Roma Capitale e altri livelli istituzionali. Nel 2025 Roma Capitale ha messo a gara 31 concessioni e ne ha assegnate 30, mentre nel 2026 il Consiglio di Stato e poi il TAR hanno contribuito a sbloccare il nuovo percorso.

Ma questo non assolve la politica locale dalla necessità di fare pressione, programmare, coordinare e soprattutto rappresentare con forza gli interessi del territorio.

Perché un'amministrazione si giudica anche dalla capacità di anticipare i problemi, non soltanto dalla capacità di gestire le emergenze quando ormai sono esplose.

# # Urbanistica e viabilità: grandi progetti, ma serve vedere i risultati

Sul piano urbanistico qualcosa si muove.

Il progetto del **Parco del Mare** prevede oltre 7,4 chilometri di lungomare riqualificato, 9,5 chilometri di nuovi percorsi pedonali, 15 piazze attrezzate e un nuovo sistema dunale. L'intervento ha un valore di circa 23,8 milioni di euro ed è previsto, sulla carta, con conclusione nel quarto trimestre 2026.

È un progetto importante e sarebbe sbagliato non riconoscerlo.

Ma proprio perché è importante, bisogna chiedersi quanto di questo progetto sia già realtà e quanto sia ancora progettazione, conferenze di servizi, varianti e procedure amministrative. A gennaio 2026 era ancora in corso il riavvio dei termini della Conferenza dei Servizi sul progetto.

Anche sulla viabilità sono stati realizzati interventi, come la messa in sicurezza dell'incrocio tra Cristoforo Colombo e via del Canale della Lingua.

Tuttavia, chi vive quotidianamente Ostia conosce bene le difficoltà: traffico, parcheggi, collegamenti con l'entroterra, viabilità sul lungomare, trasporto pubblico e manutenzione stradale continuano a essere temi sui quali il giudizio dei cittadini non può essere sostituito dai rendering dei progetti.

Un'amministrazione si misura quando il cittadino percorre una strada alle otto del mattino, non quando guarda una simulazione al computer.

*Il giudizio finale*

E allora torno a quella mattina sulla Cristoforo Colombo.

Sono partito da un ricordo: noi bambini in piedi sull'utilitaria di famiglia, con gli occhi rivolti verso il mare. Oggi, percorrendo la stessa strada, ho trovato un'altra Ostia.

Una città che conserva una ricchezza straordinaria, ma che troppo spesso sembra non sapere cosa farsene.

Il mio giudizio sugli ultimi anni dell'amministrazione è quindi **insufficiente sul piano della capacità di trasformare il potenziale di Ostia in una vera strategia di sviluppo turistico ed economico**.

Non significa negare ciò che è stato fatto. Il nuovo sistema delle concessioni, il Parco del Mare, alcuni interventi sulla viabilità, il lavoro sul demanio e i progetti di rigenerazione sono elementi che vanno riconosciuti. Ma un progetto non è ancora un risultato, una gara non è ancora un'economia che riparte e un rendering non è ancora una città riqualificata.

Il punto è proprio questo: **Ostia non ha bisogno soltanto di essere amministrata. Ha bisogno di essere rilanciata.**

Ha bisogno di tornare a essere una destinazione e non semplicemente il luogo dove arrivano i romani quando fa caldo.

Ha bisogno di stabilimenti aperti, spiagge curate, ristorazione, cultura, sport, eventi, parcheggi, trasporti efficienti, sicurezza e soprattutto una visione che duri più di una stagione balneare.

E alle prossime elezioni, quando i cittadini saranno chiamati a valutare chi ha amministrato questo territorio, il giudizio non dovrebbe nascere dai manifesti o dagli slogan.

Dovrebbe nascere da una domanda molto semplice:

**Ostia oggi è migliore di quella che abbiamo consegnato cinque anni fa?**

Io, guardando quel lungomare e quei vecchi stabilimenti chiusi, qualche difficoltà a rispondere “sì” ce l'ho.

Perché il mare è ancora lì.

Il problema è tutto quello che abbiamo lasciato andare via.

Ecco risolto il no problema per le spiagge di Ostia 😅
16/08/2026

Ecco risolto il no problema per le spiagge di Ostia 😅

 # UN TURISTA A ROMA, CHE TROVA? # # Dalla Stazione Termini ai monumenti: Roma deve chiedersi quale immagine stia offren...
16/08/2026

# UN TURISTA A ROMA, CHE TROVA?

# # Dalla Stazione Termini ai monumenti: Roma deve chiedersi quale immagine stia offrendo al mondo

**ROMA –** Immaginiamo di essere un turista che arriva per la prima volta nella Capitale d’Italia.

Ha visto Roma nei libri di storia, nei film, nelle fotografie. Si aspetta la città del Colosseo, dei Fori Imperiali, del Pantheon, di Piazza Navona, di San Pietro. Arriva con negli occhi l’immagine della **Città Eterna**, di quella Roma che per storia, arte e civiltà è stata definita *Caput Mundi*.

Scende dal treno a Termini, prende la valigia ed esce dalla stazione.

**Che cosa trova?**

La domanda non può più essere liquidata come polemica politica. È una domanda che riguarda il decoro, la sicurezza, la mobilità e soprattutto la reputazione internazionale della Capitale.

# # # TERMINI: IL PRIMO BIGLIETTO DA VISITA

La zona della Stazione Termini dovrebbe rappresentare una delle porte d’ingresso più importanti della città. Eppure il quadrante continua a essere interessato da problemi di degrado e illegalità che richiedono una presenza costante delle Forze dell’Ordine.

Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale svolgono quotidianamente un lavoro difficile, spesso in condizioni estremamente complesse.

Non è una percezione inventata che nelle zone maggiormente frequentate dai turisti esista un problema di reati predatori, furti e altre forme di illegalità. Nel luglio 2026 una vasta operazione dei Carabinieri, estesa da Termini al Centro Storico e alle zone della movida, ha portato all’identificazione di oltre 500 persone, con **21 arresti e 14 denunce** per reati di varia natura.

Il problema, dunque, merita risposte concrete.

E merita anche una riflessione sull’efficacia complessiva della macchina della sicurezza e della giustizia: non basta fermare chi delinque se poi il sistema non riesce, nel rispetto delle garanzie previste dalla legge, a interrompere realmente la reiterazione dei comportamenti criminali.

**Le Forze dell’Ordine devono essere messe nelle condizioni di lavorare con strumenti, personale e norme adeguati.**

# # # BORSEGGI E TRUFFE: IL TURISTA COME BERSAGLIO

Termini, metropolitane, autobus e zone monumentali rappresentano inevitabilmente luoghi particolarmente appetibili per borseggiatori e truffatori.

Il problema non ha nazionalità.

Chi ruba è un ladro. Chi truffa è un truffatore. Chi aggredisce una persona è responsabile delle proprie azioni indipendentemente dal passaporto, dall'etnia o dalla provenienza.

Quello che deve interessare Roma è impedire che **gruppi organizzati o singoli delinquenti possano trasformare le zone turistiche in territori di caccia**.

Colosseo, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Via del Corso, metropolitane e autobus devono essere luoghi nei quali un visitatore possa camminare senza trascorrere il viaggio stringendo continuamente portafoglio e telefono.

E non parliamo di fenomeni immaginari: nel luglio 2026 sono stati effettuati specifici interventi contro i borseggi nell'area del Colosseo, mentre altri controlli nel Centro Storico hanno riguardato furti e la cosiddetta truffa delle “tre campanelle”.

Una Capitale mondiale del turismo non può considerare tutto questo normale.

# # # BUCHE, MARCIAPIEDI E MANUTENZIONE

Poi c'è la Roma che si percorre a piedi o in automobile.

Una città nella quale troppo spesso il cittadino deve fare i conti con **asfalto deteriorato, buche, marciapiedi sconnessi, segnaletica compromessa e manutenzione non uniforme tra centro e periferie**.

Molti interventi sono stati realizzati e altri sono programmati. Sarebbe scorretto negarlo.

Ma la domanda che interessa il cittadino è molto più semplice:

**quando Roma avrà una manutenzione ordinaria capace di impedire che l'emergenza diventi la normalità?**

Non possiamo continuare a pensare alla manutenzione soltanto come a una grande operazione straordinaria. Una Capitale deve essere curata ogni giorno.

# # # RIFIUTI: NON BASTA ABITUARSI A VEDERLI

C'è poi il capitolo del decoro urbano.

Cassonetti, sacchetti abbandonati, rifiuti fuori dai contenitori, ingombranti lasciati sui marciapiedi e microdiscariche rappresentano, laddove presenti, uno spettacolo incompatibile con l'immagine internazionale di Roma.

Non significa affermare che tutta Roma sia sommersa dai rifiuti.

Significa sostenere qualcosa di molto più semplice: **in una città che vive anche della propria bellezza, persino una singola strada abbandonata al degrado rappresenta una sconfitta.**

Servono raccolta efficiente, pulizia, controlli e sanzioni contro chi sporca.

Perché il decoro è responsabilità dell'Amministrazione, ma anche dei cittadini.

# # # CANTIERI E LAVORI: DOPO IL GIUBILEO, ROMA DEVE ARRIVARE AL TRAGUARDO

Il Giubileo ha rappresentato un'occasione enorme per accelerare lavori pubblici rimandati per anni.

Molte opere sono state concluse e hanno cambiato il volto di parti importanti della città. Altre lavorazioni e programmi infrastrutturali hanno tempistiche successive.

Ma proprio per questo occorre ora pretendere **trasparenza su ogni cantiere ancora aperto**, sulle scadenze, sui costi e sulle eventuali cause dei ritardi.

Un cantiere non può diventare parte permanente dell'arredo urbano.

Per ogni opera pubblica Roma dovrebbe poter conoscere chiaramente: quanto costa, quando è iniziata, quando deve terminare e chi risponde di eventuali ritardi.

# # # TRASPORTI: LA CAPITALE DEVE POTERSI MUOVERE

E poi autobus, tram e metropolitane.

Roma ha una dimensione territoriale enorme e la mobilità è uno dei principali indicatori della qualità della vita.

Il cittadino non pretende miracoli.

Pretende **frequenze affidabili, informazioni tempestive, mezzi decorosi, stazioni sicure, accessibilità e collegamenti efficienti tra centro e periferie**.

Quando un autobus non passa, una linea viene interrotta o un collegamento diventa imprevedibile, non si crea soltanto un disagio: si sottrae tempo alla vita delle persone.

E occorre combattere seriamente anche l'evasione tariffaria.

Su questo punto i numeri devono però prevalere sugli slogan: ATAC ha dichiarato oltre **3,3 milioni di passeggeri controllati nel 2025 e 180.808 sanzioni**, con un tasso di evasione accertata tra i controllati del 5,4%. Nel primo trimestre 2026 i controlli hanno superato quota 927.000.

Il principio deve essere semplice:

**chi utilizza il servizio deve pagare, e chi paga ha diritto a un servizio all'altezza.**

# # # OCCUPAZIONI ABUSIVE: LEGALITÀ E DIRITTO ALLA CASA NON SONO NEMICI

C'è infine una questione della quale Roma discute da decenni: le occupazioni abusive di immobili.

Bisogna distinguere con grande attenzione il disagio abitativo dall'illegalità.

Una famiglia realmente in emergenza deve trovare risposte nelle politiche sociali e abitative. Ma nessuna emergenza può trasformarsi nel principio secondo cui occupare arbitrariamente un immobile diventa un diritto acquisito.

Ancora più grave è quando all'interno o intorno a immobili occupati si sviluppano **situazioni documentate di criminalità, ricettazione, spaccio, violenza o pericolo per i residenti**.

In quei casi lo Stato deve interve**re.

Non contro una categoria di persone, ma **contro i reati e a tutela della legalità**.

Perché anche chi vive accanto a un edificio occupato ha diritto alla sicurezza. E anche chi aspetta regolarmente un alloggio popolare ha diritto a sapere che le graduatorie e le regole vengono rispettate.

# # # NON ESISTONO ROMA DI SERIE A E ROMA DI SERIE B

Il degrado non comincia e non finisce davanti al Colosseo.

Esiste anche nelle periferie.

Illuminazione insufficiente, strade deteriorate, aree verdi trascurate, edifici abbandonati, stazioni degradate, commercio abusivo, vandalismo e interi spazi pubblici sottratti alla normale fruizione dei cittadini possono produrre una sensazione ancora più pericolosa del degrado stesso:

**l'abbandono.**

Un cittadino che pensa che il proprio quartiere non interessi più a nessuno finisce per perdere fiducia nelle istituzioni.

Ed è esattamente ciò che Roma deve evitare.

# # ROMA NON PUÒ RASSEGNARSI

Non serve raccontare una Capitale inesistente nella quale tutto funziona.

Ma non serve nemmeno dipingere Roma come una città perduta.

Serve pretendere risultati.

Più manutenzione.
Più pulizia.
Più trasporto pubblico efficiente.
Più controlli.
Più sicurezza.
Più certezza delle regole.
Più attenzione alle periferie.
Più responsabilità da parte dell'Amministrazione e più responsabilità da parte dei cittadini.

Soprattutto occorre smettere di considerare il degrado inevitabile.

Perché una buca lasciata per mesi, un cumulo di rifiuti ignorato, un autobus che non arriva, un monumento vandalizzato, una piazza lasciata all'illegalità o un immobile abbandonato al degrado non sono soltanto problemi amministrativi.

Sono piccoli pezzi di Roma che perdiamo.

E allora la domanda finale deve essere rivolta a tutti: Governo, Campidoglio, Municipi, istituzioni, aziende pubbliche e cittadini.

**Che cosa dobbiamo ancora aspettare?**

Dobbiamo aspettare che il degrado diventi abitudine?

Dobbiamo aspettare che romani e turisti considerino normale ciò che normale non dovrebbe essere?

Roma possiede qualcosa che nessuna amministrazione ha creato e che nessuna amministrazione può permettersi di dissipare: **una storia millenaria e un patrimonio conosciuto in ogni angolo del pianeta.**

Difendere Roma significa difendere questo patrimonio, ma anche restituire dignità alla vita quotidiana di chi la città la vive 365 giorni l'anno.

Non chiediamo una città perfetta.

**Chiediamo una città degna del proprio nome.**

Una città sicura, pulita, efficiente e rispettata.

Una città nella quale un turista, uscendo dalla Stazione Termini, possa finalmente incontrare non il degrado, ma la grandezza che era venuto a cercare.

**Perché Roma non è una città qualunque.**

**Roma è Roma.**

E deve tornare a essere, nella qualità della vita e non soltanto nei libri di storia,

# ROMA CAPUT MUNDI.

Siamo Noi !
16/08/2026

Siamo Noi !

PRECISIAMO:
“CHE NON ABBIAMO NESSUN PADRONE, NESSUN FINANZIAMENTO, SE NON DAi TESSERATi E QUELLO VOLONTARIO DEI DIRIGENTI

“ LE NOSTRE INIZIATIVE SONO TUTTE BASATE SUL SOCIALE A DIFESA DEL POPOLO INDIGENTE , O STUDENTI CHE NON HANNO MATERIALE SCOLASTICO, ALLE FAMIGLIE CHE NON ARRIVANO ALLA FINE DEL MESE, RACCOGLIAMO BENI DI PRIMA NECESSITÀ, FACCIAMO FRONTE PER SPESE LEGALI DOVUTE A CARCERAZIONI SBAGLIATE O DI DENUNCIE PER APOLOGIA .

“TEMPESTIAMO DI MAIL E WAPP TUTTI GLI ENTI PREPOSTI PER L AIUTO O DEL CITTADINO O DEI MALATI CHE NON SONO SOCCORSI A DOVERE

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Non siamo né Santi né Eroi… ma Italiani che vogliono restituire la dignità e la Terra agli Italiani ed Europei .

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14/08/2026

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14/08/2026

CONDIVIDIAMO TUTTI LIBERO.

 # Ostia, una stagione balneare bloccata tra legalità, ritardi e degrado**Quando la legalità arriva senza una strategia,...
12/08/2026

# Ostia, una stagione balneare bloccata tra legalità, ritardi e degrado

**Quando la legalità arriva senza una strategia, a pagare il prezzo più alto rischiano di essere il territorio, i lavoratori e i cittadini**

Ostia si trova davanti a una stagione balneare che avrebbe dovuto rappresentare un momento di rilancio e che, invece, si è trasformata in una fotografia impietosa delle difficoltà amministrative del litorale romano.

A poche settimane dall’avvio della stagione 2026, la situazione degli stabilimenti balneari era segnata da sequestri, ritardi nelle concessioni, strutture chiuse e operatori ancora in attesa delle autorizzazioni necessarie per programmare l'attività. La stessa Rai, nell’aprile scorso, raccontava di operatori che avevano effettuato gli adeguamenti richiesti dal Comune ma che si trovavano ancora senza autorizzazione definitiva, con conseguenze sull'organizzazione dei servizi e sull'assunzione del personale.

Il tema della legalità è, naturalmente, imprescindibile. Nessuno può mettere in discussione la necessità di contrastare abusi edilizi, occupazioni irregolari o situazioni non conformi alle norme. Ma una domanda resta sul tavolo: **era necessario arrivare all'inizio della stagione per affrontare problemi che, in molti casi, erano conosciuti da anni?**

Perché il punto non è scegliere tra legalità e sviluppo. Il punto è capire se sia possibile perseguire la legalità **senza trasformare una necessaria operazione di risanamento in un'emergenza economica e sociale**.

# # Il paradosso della legalità senza programmazione

Il Comune di Roma ha fissato ufficialmente l'avvio della stagione balneare al 10 maggio 2026, prevedendo inoltre la possibilità per gli operatori di attivare i servizi di assistenza alla balneazione già dal 1° maggio. Al 30 aprile risultavano 31 stabilimenti con concessioni firmate o in fase di firma.

Nel frattempo, però, diversi stabilimenti sono rimasti fuori gioco. Le cronache di aprile parlavano di sette strutture chiuse e di una situazione di forte incertezza a pochi giorni dall'apertura della stagione.

È qui che nasce la contraddizione.

Un'amministrazione efficiente dovrebbe essere capace di programmare, controllare, contestare gli abusi e, quando necessario, imporre il ripristino della legalità **prima** che inizi la stagione. Se invece gli interventi arrivano quando imprese e lavoratori devono già essere pronti a partire, il rischio è quello di produrre un effetto domino: strutture che non aprono, personale che non viene assunto, fornitori che perdono commesse, famiglie che perdono reddito e un territorio che si presenta ai cittadini e ai turisti con servizi ridotti.

La legalità non dovrebbe mai diventare sinonimo di improvvisazione.

# # Gli stabilimenti storici trasformati in simboli del degrado

La situazione di alcuni stabilimenti storici è ancora più emblematica.

A giugno Rai News ha documentato le condizioni del **Kursaal**, storico stabilimento ormai chiuso e devastato, così come quelle dello **Shilling** e dello **Sporting**. Strutture che appartengono alla memoria collettiva di Ostia sono state descritte come abbandonate, con materassi, rifiuti, residui di cibo e segni di presenza notturna di persone senza dimora.

È difficile non vedere, in queste immagini, il fallimento di una gestione complessiva del territorio.

Perché chiudere una struttura può essere necessario quando esistono irregolarità o problemi di sicurezza. Ma **chiudere senza riuscire contemporaneamente a garantire recupero, custodia, manutenzione e riqualificazione significa rischiare di sostituire un problema con un altro**.

E il degrado, quando trova uno spazio vuoto, tende rapidamente a riempirlo.

# # Pini abbattuti: sicurezza sì, ma trasparenza sempre

Lo stesso ragionamento vale per il verde pubblico.

Ad aprile il Municipio Roma X ha comunicato l'abbattimento urgente di 11 pini in via dei Pescatori, motivandolo ufficialmente con il fatto che le alberature risultavano essiccate.

In questo caso la motivazione amministrativa esiste ed è opportuno riportarla. Ma proprio perché il verde rappresenta un patrimonio fondamentale per Ostia, ogni intervento dovrebbe essere accompagnato da **criteri facilmente comprensibili, documentazione tecnica accessibile e un piano di sostituzione e manutenzione**.

Il cittadino non dovrebbe essere costretto a chiedersi perché un albero viene abbattuto. Dovrebbe poterlo sapere.

# # Chi paga il conto?

La domanda più importante, alla fine, riguarda le persone.

Dietro ogni stabilimento balneare ci sono bagnini, camerieri, addetti alla pulizia, manutentori, cassieri, fornitori, imprese di servizio. Ci sono lavoratori stagionali che aspettano l'estate per costruire una parte significativa del proprio reddito annuale.

Quando un'attività non riesce ad aprire, o apre in ritardo, **il danno non riguarda soltanto il concessionario**.

Riguarda chi avrebbe dovuto essere assunto.

Riguarda chi avrebbe dovuto lavorare.

Riguarda chi avrebbe dovuto fornire merci e servizi.

Riguarda l'intero indotto.

Ed è proprio questo il punto che una politica amministrativa responsabile non può ignorare.

La legalità è un valore irrinunciabile, ma deve essere accompagnata dalla capacità di prevedere gli effetti delle proprie decisioni. Se un provvedimento è inevitabile, bisogna prepararlo per tempo. Se una struttura deve essere adeguata, bisogna indicare con chiarezza tempi e modalità. Se un'attività deve essere chiusa, occorre sapere cosa accadrà il giorno dopo.

**Non basta dire “siamo dalla parte della legalità”. Bisogna anche dimostrare di essere dalla parte dei cittadini.**

# # Un'amministrazione presente non arriva dopo l'emergenza

Il problema di Ostia, allora, non può essere ridotto alla contrapposizione tra stabilimenti balneari e spiagge libere, tra concessionari e Comune, tra vecchie regole e nuove regole.

Il problema è soprattutto amministrativo.

Un territorio delle dimensioni e dell'importanza di Ostia avrebbe bisogno di una presenza costante, capace di programmare gli interventi con mesi, se non anni, di anticipo. Una macchina amministrativa che non aspetti l'inizio della stagione per scoprire le criticità, che non lasci strutture storiche marcire per anni e che sappia coordinare legalità, sicurezza, occupazione, turismo, decoro urbano e tutela ambientale.

Anche la Prefettura, a giugno, ha riunito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica proprio sulla situazione degli stabilimenti, prevedendo un rafforzamento dei controlli e della vigilanza sul litorale.

È un segnale importante, ma anche la conferma che la situazione non può essere affrontata soltanto attraverso interventi emergenziali.

# # Ostia non ha bisogno di slogan

Ostia non ha bisogno di scegliere tra legalità e lavoro. Non ha bisogno di scegliere tra spiagge libere e attività economiche. Non ha bisogno di scegliere tra tutela del verde e sicurezza.

Ha bisogno di **buona amministrazione**.

La vera sfida dovrebbe essere quella di arrivare alla prossima stagione con i problemi già affrontati: concessioni definite in anticipo, controlli effettuati per tempo, strutture recuperate o demolite secondo programmi chiari, spiagge pulite, verde curato, servizi funzionanti e lavoratori messi nelle condizioni di conoscere per tempo il proprio futuro.

Perché il mare di Roma non può essere aperto o chiuso a seconda delle emergenze del momento.

Ostia merita una politica capace di guardare oltre la fotografia del giorno. Una politica che sappia coniugare **legalità e buon senso, rigore e programmazione, tutela del territorio e tutela del lavoro**.

Altrimenti il rischio è quello di avere ragione sulla carta e perdere, nel frattempo, una stagione, posti di lavoro, attività economiche e un altro pezzo dell'identità di Ostia.

E quando la legalità viene percepita dai cittadini soltanto come una sequenza di chiusure, sequestri e divieti, mentre intorno continuano a crescere degrado e abbandono, la domanda diventa inevitabile:

**dov'è l'amministrazione che dovrebbe governare tutto ciò che viene dopo?**

Aricolo di M. Meridio

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Rome

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