Centro Studi Tagliacarne

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Centro Studi Tagliacarne Realizziamo studi, ricerche e analisi su imprese, economia, territorio.

Il Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne Srl (nato dalla tradizione dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne) ha il fine di promuovere e diffondere la cultura economica, svolgendo attività di studi, di ricerca e di informazione. Il Centro Studi Tagliacarne svolge attività di studio e di analisi in molti ambiti che includono:
-individuazione di percorsi di sviluppo locale;
-analisi, elaborazione e lettura delle dinamiche delle imprese;
-contabilità economica territoriale;
-definizione di linee di policy e monitoraggio dei loro effetti;
-osservazione delle tendenze dei settori e delle filiere produttive. Il Centro Studi ha anche specifiche competenze per l’approntamento di risposte a bandi di gara per attività di studi (sia a livello nazionale sia nell’ambito di Programmi a gestione diretta della Commissione Europea). Inoltre fa attività di affiancamento alla costituzione di alleanze e partenariati; per concludere fa anche parte del Sistema Statistico Nazionale SISTAN, contribuendo alla elaborazione dell'informazione statistica ufficiale.

📚 Nel 2025 il mercato dei libri conta 3.755 imprese, 4.451 punti vendita e 12.197 addetti. Nel commercio di libri nuovi,...
21/10/2026

📚 Nel 2025 il mercato dei libri conta 3.755 imprese, 4.451 punti vendita e 12.197 addetti. Nel commercio di libri nuovi, tra il 2017 e il 2025, la sostanziale stabilità dei punti vendita si accompagna a un aumento dell’occupazione del 9,1%.

🏢 Lo evidenzia Alessandro Rinaldi, vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, presentando oggi il rapporto “Tra cultura e mercato. Caratteristiche strutturali ed evolutive delle librerie” realizzato per ALI – Associazione Librai Italiani.

📍 “La presenza sul territorio - sottolinea Rinaldi - va letta anche attraverso la possibilità concreta di raggiungere una libreria. Le analisi dei tempi di percorrenza a piedi, sviluppate nel progetto Urban Pulse 15 del Centro studi mostrano differenze che il solo conteggio dei punti vendita non restituisce. E la prossimità riguarda anche la localizzazione rispetto ai luoghi della vita quotidiana”.

🗺️ La distribuzione territoriale delle librerie risulta essere disomogenea: l’83% dei Comuni italiani ne è sprovvisto, quota che raggiunge il 95% tra quelli con meno di 5.000 abitanti.

📖 Parlando delle librerie indipendenti, che rappresentano oltre tre quarti dei punti vendita osservati con quasi nove librerie su dieci che operano in superfici fino a 300 metri quadrati, il vice direttore generale si sofferma su aspetti relativi a organizzazione del lavoro e scelte di assortimento. Il fatturato non cresce di pari passo con la dimensione e questa circostanza impone una riflessione sulle scelte organizzative.

🎓 Sul fronte della preparazione degli addetti dal rapporto emerge che nel 2023 l’85% degli occupati possiede almeno un diploma. “Sostenere il futuro delle librerie significa accompagnare la capacità delle imprese di continuare a operare e rispondere ai bisogni culturali dei territori”.



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Confcommercio
Centro per il libro e la lettura
Ministero della Cultura

👨‍💻 Un'impresa su quattro ha rilevato o sospettato casi di contraffazione. E, tra quelle con esperienze recenti, quasi l...
20/10/2026

👨‍💻 Un'impresa su quattro ha rilevato o sospettato casi di contraffazione. E, tra quelle con esperienze recenti, quasi l'80% ha segnalato forme di falso online. Lo ha rivelato oggi Marco Pini, Senior Economist del Centro Studi Tagliacarne, nel corso del workshop "PMI e tutela della proprietà industriale".
✔️ Un incontro che rientra nel programma della Settimana Anticontraffazione, organizzata dalla Direzione Generale per la Proprietà Industriale - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
📣 "L'81,2% delle imprese - ha evidenziato - adotta misure preventive ma solo il 23,4% monitora i canali online con continuità".



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Ordine dei Consulenti in Proprietà Industriale
Confartigianato - Imprese Territorio
Confapi - Confederazione italiana della piccola e media industria
Confindustria

🏢 Sono circa 21 mila le unità locali che generano 34 miliardi di euro di valore aggiunto prodotto, ovvero il 3,2% del to...
20/10/2026

🏢 Sono circa 21 mila le unità locali che generano 34 miliardi di euro di valore aggiunto prodotto, ovvero il 3,2% del totale nazionale: sono alcuni dei numeri delle aree consortili analizzate dalla FICEI - Federazione Italiana Consorzi Enti Industrializzazione Dati che confermano l’importante ruolo dei Consorzi di sviluppo industriale per il sistema produttivo italiano.
📑 Lo ha sottolineato Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, che ha realizzato per la FICEI il rapporto "Le imprese nei Consorzi di Sviluppo Industriale: evoluzione, competitività, investimenti strategici" presentato oggi a Roma.
Queste realtà si sono evolute nel tempo, affiancando alla tradizionale vocazione manifatturiera una presenza crescente delle attività di servizio. Ad oggi abbiamo dei sistemi imprenditoriali caratterizzati da alcuni elementi specifici: maggiore apertura ai mercati internazionali 📦; livelli più elevati di digitalizzazione; una più diffusa propensione agli investimenti green; relazioni più intense con gli attori dello sviluppo locale.
🟡 Fattori che si ripercuotono su produttività e crescita del fatturato, come dimostrano i dati. La produttività delle imprese insediate nei Consorzi, infatti, è pari a 1,3 volte quella media italiana e supera anche i livelli medi registrati in Germania e Francia.
⚡ Tuttavia, cresce la preoccupazione per i costi energetici. Negli ultimi due anni la quota di imprese che considera questo tema particolarmente rilevante è passata dal 61% al 95%, con conseguenze dirette sulla competitività: il 55% segnala una riduzione dei margini e il 53% un aumento dei prezzi dei prodotti.
👉 Emerge, dalla combinazione tra criticità e potenzialità, l’esigenza di realizzare in questi contesti interventi mirati e in grado di produrre effetti sul complesso del sistema economico italiano. “I Consorzi - ha evidenziato Esposito - possono diventare veri e propri poli strategici di una politica industriale territoriale, fondata su un approccio place-based che possa rafforzare la competitività delle imprese e generare nuove opportunità di sviluppo per i territori circostanti”.



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🤖  Nell’articolo “Intelligenza artificiale: chi crea valore e chi ne raccoglie i benefici?”, pubblicato sull’HuffPost It...
20/10/2026

🤖 Nell’articolo “Intelligenza artificiale: chi crea valore e chi ne raccoglie i benefici?”, pubblicato sull’HuffPost Italia, Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, si concentra sugli effetti che l’IA può avere su produttività, occupazione, salari.
✔️ Molto, sottolinea, dipende dai mercati. Se i vantaggi della produttività si traducono in prezzi più bassi, maggiore domanda e nuovi investimenti, possono nascere nuove opportunità occupazionali. Se invece restano concentrati nelle mani di pochi grandi operatori, il beneficio per l'economia nel suo complesso rischia di essere molto più limitato.
C'è poi un aspetto spesso trascurato: il valore dell'IA non sta soltanto nel fare le stesse cose con meno lavoro, ma soprattutto nel consentire di produrre innovazione 💡, creare prodotti migliori e generare più valore aggiunto. Inoltre, più l'intelligenza artificiale diventa accessibile e presente, più diventano preziose le competenze che non possono essere automatizzate facilmente: esperienza, conoscenza tacita, capacità organizzative, visione strategica e capacità decisionale.
📍 Trasferendo l’impatto dell’IA nel contesto italiano Esposito cita un’analisi della Banca d’Italia, secondo la quale un’adozione rapida e diffusa dell’intelligenza artificiale potrebbe aumentare il tasso annuo di crescita della produttività del lavoro italiana di oltre un punto percentuale su di un orizzonte di lungo periodo.
🔵 E allora la sfida italiana non è semplicemente adottare l'intelligenza artificiale, ma trasformarla in intelligenza organizzativa, combinando innovazione tecnologica e capitale umano per creare una crescita della produttività diffusa, sostenibile e inclusiva.
➡️ Vai al primo commento per leggere l’articolo completo.



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🛳️ Il valore aggiunto generato dall'economia del mare ha un peso specifico sulle economie dei territori. Scopriamo insie...
19/10/2026

🛳️ Il valore aggiunto generato dall'economia del mare ha un peso specifico sulle economie dei territori. Scopriamo insieme in quale provincia ha un'incidenza maggiore. A guidare la classifica nazionale è Trieste, con un'incidenza della blue economy del 21,4%. 👨‍✈️ / 👩‍✈️ Subito dietro ecco Livorno, con il 19,4%, e La Spezia con il 17,1%. Bene anche le province di Genova (16,2%), Rimini (12,7%) e Venezia (12,3%).
Approfondisci leggendo nel primo commento il comunicato sul XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare a cura di Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare OsserMare, Centro Studi Tagliacarne - Unioncamere, Informare - Azienda Speciale Camera di Commercio Frosinone Latina, Camera di Commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network.



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🏛️ Il sistema produttivo culturale e creativo della provincia di Cuneo genera 811,2 milioni di euro di valore aggiunto e...
14/10/2026

🏛️ Il sistema produttivo culturale e creativo della provincia di Cuneo genera 811,2 milioni di euro di valore aggiunto e conta oltre 11.300 occupati. Le imprese direttamente culturali e creative sono 2.612, il 10,1% in più rispetto al 2021.
🗣️ Lo ha sottolineato Alessandro Rinaldi, vice direttore generale e direttore Studi e statistiche del Centro Studi Tagliacarne, nella presentazione del rapporto “Cultura e creatività. Focus sulle imprese - Cuneo 2026”, curato in collaborazione con la Camera di commercio cuneese a partire dai dati contenuti nel rapporto “Io sono Cultura”, realizzato da Unioncamere, Fondazione Symbola, Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne e Deloitte.
👉 "La cultura sostiene lo sviluppo di un territorio anche attraverso le relazioni che costruisce. A Cuneo questa lettura trova riscontro in un tessuto di imprese culturali e creative in crescita e in una rete di luoghi che porta la conoscenza vicino alle persone", evidenzia Rinaldi.
📖 La presenza di 266 biblioteche, distribuite in 180 Comuni del territorio, consente di avvicinare alla lettura anche chi vive nei piccoli centri. ESSECI sviluppa questa possibilità, con spazi pensati per lo studio e l’incontro, aperti a generazioni e pubblici diversi. Sull'importanza di eventi come quello di oggi, il vice direttore generale evidenzia che "il confronto tra scrittorincittà, Festivaletteratura di Mantova e pordenonelegge.it richiama il valore del lavoro svolto durante tutto l’anno: il rapporto con le scuole, il coinvolgimento dei volontari, le collaborazioni con le realtà locali".
📌 Un modo concreto per far incontrare cultura e coesione. Accompagnare lo sviluppo delle imprese con opportunità più ampie di accesso e partecipazione è la prospettiva che si apre per la provincia di Cuneo, un modo per trasformare la crescita dell'economia della cultura in una crescita culturale della comunità.



Camera di commercio di Cuneo
Comune di Cuneo
Fondazione ARTEA
Fondazione CRC

🇮🇹 Come cambia l’immagine del Made in Italy nel mondo? Ne parla Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro S...
13/10/2026

🇮🇹 Come cambia l’immagine del Made in Italy nel mondo? Ne parla Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, nella nuova puntata del podcast “Fattore Italia. L’economia in movimento”, il podcast di Radio Mercatorum dedicato ai temi economici dei territori e delle imprese, dal titolo “Il nuovo volto del Made in Italy”.
🌐 Al modello costituito da piccole e medie imprese, distretti industriali, territori specializzati e prodotti italiani si è affiancato quello caratterizzato da multinazionali e produzioni ad alto contenuto tecnologico.
🚢 L’Italia esporta beni per oltre 640 miliardi di euro e quest’anno potremmo arrivare ai 670 miliardi. Però sta cambiando chi esporta. Le imprese italiane esportatrici sono complessivamente poco più di 126 mila ma quelle che vendono all’estero con una certa continuità sono soltanto 82 mila. “C’è un dato che colpisce. Le multinazionali rappresentano poco più del 20% degli esportatori abituali ma generano circa il 65% dell’export italiano”, sottolinea Esposito.
In considerevole crescita la farmaceutica 💊, che nel 2015 valeva meno del 5% delle esportazioni italiane e oggi sfiora l’11%.
💬 La vera sfida, secondo il direttore generale, è quella di far dialogare il modello incentrato su Pmi e distretti con quello che fa capo alle multinazionali. “Il futuro del made in italy non dipenderà solo da quanto riusciremo ad esportare ma da chi parteciperà a questa crescita creando sviluppo per tutto il sistema produttivo italiano”.
▶️ Ascolta la puntata completa aprendo il link nel primo commento.



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👨‍👩‍👧‍👦 L'evoluzione delle imprese familiari negli ultimi 40 anni nell'intervista a Giuseppe Molinari, presidente del Ce...
13/10/2026

👨‍👩‍👧‍👦 L'evoluzione delle imprese familiari negli ultimi 40 anni nell'intervista a Giuseppe Molinari, presidente del Centro Studi Tagliacarne. Queste aziende rappresentano l'84% del totale e sono circa 4 milioni.
📌 Dagli anni '80 ad oggi sono aumentate numericamente ed è anche aumentata l'età media degli imprenditori, evidenzia Molinari Nelle medie imprese, per esempio, l'età media dei componenti dei consigli di amministrazione è di 60 anni.
🇮🇹 L'Italia è caratterizzata da una conduzione familiare anche nel management (quasi il 67% dei casi), contrariamente a quanto accade in Europa (Francia e Germania sono circa il 25%). "Questo è un limite che crea disvalore - afferma il presidente - poiché il manager estero porta innovazione".
Vai al primo commento per guardare l'intervista.



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Ministero delle Imprese e del Made in Italy

Asset materiali e immateriali, dove investiranno di più le medie imprese italiane nel triennio 2026-2028? 🕵️‍♂️ Scopriam...
12/10/2026

Asset materiali e immateriali, dove investiranno di più le medie imprese italiane nel triennio 2026-2028? 🕵️‍♂️ Scopriamolo. L'81,6% delle Mid-Cap italiane ha in programma di investire in capitale fisico, ovvero in asset materiali come macchinari, attrezzature e impianti entro i prossimi tre anni. Il 74,3% programma investimenti in software e database e il 63,1% in ricerca e sviluppo 👨‍💻, a conferma del ruolo ormai strutturale degli asset immateriali nei percorsi di crescita delle Mid-Cap.
✔️ Approfondisci scaricando dai commenti il report “Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica”, realizzato Unioncamere, dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne.

assetimmateriali

09/10/2026

Le aziende che assumono giovani sono più produttive: ogni anno persi oltre 12 miliardi di euro di Pil a causa della "fuga di cervelli".

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