Centro Studi Tagliacarne

Centro Studi Tagliacarne

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Realizziamo studi, ricerche e analisi su imprese, economia, territorio.

Il Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne Srl (nato dalla tradizione dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne) ha il fine di promuovere e diffondere la cultura economica, svolgendo attività di studi, di ricerca e di informazione. Il Centro Studi Tagliacarne svolge attività di studio e di analisi in molti ambiti che includono:
-individuazione di percorsi di sviluppo locale;
-anali

12/06/2026

🎯 Nel 2024 il reddito disponibile pro-capite medio delle famiglie consumatrici italiane è di 23.155 euro. Ai primi tre posti della classifica delle province troviamo Milano, Bolzano e Monza e della Brianza. Come si posizionano, invece, le province del Sud e qual è quella meglio piazzata?
🟠 A primeggiare, nel Mezzogiorno, è Cagliari che con un reddito disponibile pro-capite di 24.226 euro occupa la trentacinquesima posizione. Dopo il capoluogo della Sardegna per trovare un'altra provincia meridionale dobbiamo arrivare alla sessantaduesima posizione, dove c'è Bari con 21.207euro.
Tutti occupati da province del Sud Italia gli ultimi dieci gradini della classifica nazionale.

📍 Scopri di più sull'argomento leggendo qui il comunicato sull'analisi di Unioncamere-Centro Studi Guglielmo Tagliacarne sulle stime 2024 del reddito disponibile delle famiglie consumatrici a valori correnti, misura della capacità di spesa della popolazione residente in Italia:
https://www.tagliacarne.it/news/reddito_famiglie_cresce_piu_al_sud_rispetto_al_centro_nord_milano_prima_per_pro_capite-4344/



Camera di Commercio Cagliari-Oristano
RAS - Regione Autonoma della Sardegna
Comune di Cagliari Pagina Istituzionale

12/06/2026

👥 Il 33% delle imprese coesive prevede aumenti di fatturato nel 2026 rispetto al 2025, contro il 20% delle non coesive. Il 21%, invece, prevede un incremento degli contro il 13% delle altre.
📑 Sono alcune delle evidenze rapporto “Coesione è competizione” di Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo, Unioncamere e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne in collaborazione con Aiccon e Ipsos Doxa.
🚀 Le imprese coesive sono aumentate nell’ultimo quinquennio, passando dal 37,4% del 2020 al 43,5% del 2025. In particolare, rispetto ai cinque anni precedenti, è cresciuta la collaborazione con banche (+23%), enti non-profit (+13%), scuole e università, altre imprese e associazioni di categoria (+10%).
🟣 In termini dimensionali l’incremento maggiore, sempre nel periodo 2020-2025, riguarda le piccole imprese coesive che passano dal 41% al 50%.
⚡ Aziende coesive meglio delle altre (68% vs 41%) sul fronte degli investimenti nel triennio 2023-2025. Sulla stessa falsariga il differenziale per quel che riguarda gli investimenti in trasformazione (oltre tre quarti delle imprese coesive contro il 49% delle altre). Il gap è confermato, sia per gli investimenti green che digitali, in termini di previsioni per il triennio 2026-2028.

▶️ Scarica qui il rapporto completo:https://www.tagliacarne.it/files/260612/coesione_def.pdf

10/06/2026

🏭 Nel 1986 in Italia il valore aggiunto dell’industria sul totale dell’economia era del 33%, oggi è ridotto di un quarto. Lo scrive Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, sull’HuffPost Italia nell’articolo “Dalla manifattura al populismo: 40 anni che hanno cambiato l’Italia”.
🌍 Guardando al contesto internazionale si evidenzia che quarant’anni fa l’Europa rappresentava circa il 28-30% della produzione industriale mondiale, gli Stati Uniti si attestavano intorno al 25%, il Giappone rivestiva un ruolo di primo piano con circa il 15%, mentre la Cina non raggiungeva il 5%.
🇨🇳 Oggi la Cina è la prima manifattura del mondo e rappresenta il 30% della produzione industriale globale: l’Europa è scesa al 15-18%, gli Stati Uniti al 17%.
😔 La crisi dell’industria, nel mondo così come in Italia, ha avuto ripercussioni anche sul tessuto sociale. Nel 1986 ben 27 province registravano un’incidenza del valore aggiunto industriale superiore al 40% del totale; oggi ne restano soltanto tre: Vicenza, Modena e Lecco. Il ridimensionamento, ricorda Esposito, ha colpito in particolare il vecchio triangolo industriale italiano.
🗣️ “Sembra emergere una certa correlazione tra questi processi e l’affermazione di forme di voto di protesta nei confronti dei partiti tradizionali a livello locale”. Infatti si rileva, non di rado, che il sostegno ai movimenti populisti o la diffusione di liste civiche in ambito locale coincidono con la geografia della contrazione industriale.
🟢 Per questo è necessario, secondo quanto si legge nell’articolo, attuare politiche che sappiano collocare le dinamiche territoriali all’interno dei grandi cambiamenti globali e predisporre strategie di sviluppo che guardino al futuro e non alla sola difesa dalle pressioni esterne.

👉 Leggi qui l’articolo completo:
https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/06/08/news/dalla_manifattura_al_populismo_40_anni_che_hanno_cambiato_litalia-22085952/



Unioncamere
Unioncamere Europa Asbl

09/06/2026

👥 "Il tessuto imprenditoriale italiano è composto ancora oggi, come 40 anni fa, per il 95% da microimprese. Sono però aumentate le società di capitale, erano 50.000 negli anni '80, sono 1 milione e mezzo oggi. Una crescita notevolissima".
📣 Lo dice Alessandro Rinaldi, vice direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, in un'intervista video sui 40 anni di attività dell'Istituto.
🟠 "Negli anni Ottanta avevamo un 90% di ditte individuali, oggi sono il 55% ma soprattutto nell'ultimo quarto di questo quarantennio le società di capitale sono aumentate del 38%".
🧐 Le principali differenze? "Quarant'anni fa avevamo una presenza di imprese manifatturiere pari al 20% del totale mentre quelle del commercio erano il 45%. Oggi il manifatturiero pesa per meno del 10% e il commercio per circa il 25%. In compenso è cresciuto il terziario, nello specifico per quel che riguarda lo sviluppo di servizi tecnologici, il turismo, la consulenza professionale".

⏩ Guarda qui l'intervista completa: https://www.youtube.com/embed/?listType=playlist&list=PL-isspiUhXPho1uj-MZvgORDgwH4EW0lt&autoplay=1&mute=0



Unioncamere
Unioncamere Europa Asbl

06/06/2026

🎯 In Italia la quota di reddito disponibile messa da parte dalle famiglie consumatrici nel 2024 è, in media, dell'8,28%. Qual è la regione dove è più alta la propensione al risparmio? Scopriamolo.
🏆 In cima alla classifica c'è il Piemonte, con il 10,70%. Seguono Lombardia (10,46%) e Emilia Romagna (10,14%). Tra le macroaree il primato va al Nord (9,73%). Subito dietro troviamo il Centro, con il 7,28%, e a chiudere il Sud con il 6,08%.

▶️ Per approfondire l'argomento leggi il comunicato sull’analisi realizzata da Unioncamere e dal suo Centro Studi Guglielmo Tagliacarne che quantifica il risparmio delle famiglie consumatrici e la relativa loro propensione al risparmio a livello provinciale nel 2024:
https://www.tagliacarne.it/news/propensione_al_risparmio_in_5_anni_cresce_piu_al_nord_che_al_sud-4404/



Camera di Commercio di Bergamo
Camera di commercio di Brescia
Camera di Commercio di Como-Lecco
Camera commercio Milano Monza Brianza Lodi
Camera di Commercio di Sondrio
Camera di commercio di Torino
Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte
Camera di commercio Ferrara Ravenna
Camera di commercio della Romagna - Forlì-Cesena e Rimini
Camera di Commercio dell'Emilia

05/06/2026

🌊 Nei 243 piccoli Comuni litoranei italiani, con popolazione fino a 5.000 abitanti, il valore aggiunto proveniente dall'alloggio e dalla ristorazione rappresenta il 15,7% del totale a fronte del 5,0% dei piccoli Comuni non litoranei arrivando a toccare punte del 20% lungo tutta la costa tirrenica.
🎙️ Così Giacomo Giusti, Coordinatore Statistiche e Responsabile SISTAN del Centro Studi Tagliacarne, nel corso dell’intervento al convegno “Mediterranea Passione” di questa mattina a Venezia.
🎒 Questo turismo, però, non riesce a creare ricchezza in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. Nella fascia tirrenica centro-settentrionale, che va dalla Riviera di Levante Ligure fino alla provincia di Latina, si raggiungono livelli di valore aggiunto pro-capite superiori alla media nazionale.
☀️ Discorso differente per i piccoli Comuni del Sud. “I livelli di ricchezza di queste aree stentano a decollare anche a causa di una minore presenza imprenditoriale, come dimostra ad esempio la dotazione di posti letto per kmq che nei piccoli Comuni del Mezzogiorno è il 66% inferiore a quella dei piccoli comuni del resto del paese".



Unioncamere
Università Iuav di Venezia

05/06/2026

💼 Per le imprese del Centro (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo) è difficile reperire una figura professionale su due (47,6%).
➡️ Lo evidenzia un’analisi del Centro Studi Tagliacarne, su dati dell’Istat e del Sistema Informativo Excelsior (realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), pubblicata nell’articolo “Difficile trovare il 47,6% dei profili richiesti” de Il Sole 24 ORE Centro. In Umbria (51,2%), Emilia-Romagna (50,4%) e Toscana (50,4%) la situazione più critica.
🧑‍💻 Andando sul tasso di occupazione della fascia d’età 15-64 si scopre che le regioni del Centro sono sopra la media italiana, con valori elevati in Emilia-Romagna (71,4%), Toscana (70,5%) ed Umbria (69,1%).
Pisa (56,4%), Piacenza (56,3%) e Ferrara (55,6%) spiccano, tra le province, per tasso di occupazione giovanile (15-34 anni).
🟡 Fari puntati anche sulle entrate previste, ossia di contratti di lavoro pianificati: nel Centro le entrate programmate di lavoratori per 100 residenti sono 16,1 a fronte di una media del Paese di 15,6. Su tutti Emilia Romagna (17,5) tra le regioni e Rimini (22,3) tra le province.



Camera di Commercio Roma - Camera di commercio della Romagna - Forlì-Cesena e Rimini - Camera di Commercio dell'Emilia - Camera di Commercio di Firenze - Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno - Camera Commercio Toscana Nord-Ovest - Camera di Commercio Chieti Pescara - Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia - Camera di Commercio delle Marche

05/06/2026

In 40 anni il peso del valore aggiunto dell’industria🏭 si è ridotto di un quarto e quello dell’agricoltura🌾 si è più che dimezzato, passando da un’incidenza di poco meno del 5% nel 1986 a poco più del 2% attuale. Mentre cresce di circa il 26% il terziario.
🗣️ A evidenziare i cambiamenti del tessuto economico italiano è Gaetano Fausto Esposito il direttore generale del Centro Studi Tagliacarne che quest’anno celebra i quarant’anni di attività.
🟠 Quanto al dato territoriale sul valore aggiunto pro-capite il direttore generale sottolinea che “58 province, in maggior parte del Centro Nord, hanno perso in termini di valore aggiunto pro-capite. Al Sud, invece, pur essendo il valore aggiunto pro-capite poco meno del 70% della media italiana ancora oggi, 21 province hanno avuto progressi”.
🤨 E le metropoli? “Milano, che 40 anni fa faceva il 50% in più di valore aggiunto pro-capite rispetto alla media italiana, oggi raddoppia questo dato mentre Roma segna un arretramento al riguardo”.

▶️ Guarda qui il video completo: https://www.youtube.com/embed/?listType=playlist&list=PL-isspiUhXPho1uj-MZvgORDgwH4EW0lt&autoplay=1&mute=0



Unioncamere
Unioncamere Europa Asbl

03/06/2026

🎤 La propensione al risparmio, nel Mezzogiorno, è di due punti in meno rispetto alla media italiana. Lo dice Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, in un’intervista a Rai News 24.
🧑‍💼 “Al Sud i redditi sono più bassi, per cui se già consideriamo i beni necessari come l’energia o il cibo abbiamo una spesa più alta, in termini relativi”.
📌 Il legame tra aumento dei costi di questi beni e redditi più bassi si trasforma così in un minore risparmio.
🔍 E le previsioni? “La tendenza per il 2025 è la stessa del 2024, anche perché le motivazioni che spingono le famiglie a risparmiare sono le stesse”, evidenzia Esposito.

👇 Guarda qui l’intervista completa: https://www.youtube.com/embed/?listType=playlist&list=PL-isspiUhXPho1uj-MZvgORDgwH4EW0lt&autoplay=1&mute=0



Unioncamere
Unioncamere Europa Asbl

Photos from Paviasviluppo Cciaa Pavia's post 02/06/2026

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