27/05/2026
"Un gruppo di associazioni, di cui fanno parte anche persone intelligenti e simpatiche si è avventurato in un progetto di urbanistica tattica da confrontare con esperienze e analisi già realizzate negli ultimi anni.
Milano, 2019, nel quartiere trendy NO.LO (North of Loreto), alcune aree pedonalizzate vengono decorate con graziosi motivi geometrici e attrezzate con panchine e giochi.
L'intervento, presentato come "inclusivo" e "socializzante", determina l'impennata di avventori notturni a tutto vantaggio dell'industria della movida e con grave danno per il riposo notturno degli abitanti (quelli che ancora erano riusciti a resistere alla mercificazione del quartiere).
Il messaggio di invito alla socializzazione, valido se si fosse trattato di zona sfigata periferica da rianimare, si è trasformato in moltiplicatore del disagio dei residenti e dei profitti di quel pulviscolo formato dagli esercenti ludico/alcolici, impegnati ad estrarre valore dall'immagine e dalla storia di quel quartiere.
Questi fatti, denunciati dal Comitato Nolo Residenti, gettano un'ombra sfavorevole sull'esito di questa iniziativa. Di più, si resta sorpresi nel vedere, fra i suoi protagonisti, fior di associazioni impegnate a testa bassa nel contrasto alla speculazione, contro la trasformazione del territorio in piattaforma ludico turistica. Processo, in effetti, ampiamente in corso.
A questi interlocutori sembrerà strano ascoltare da noi queste preoccupazioni. Infatti, siamo stati anche etichettati come promotori del "decoro" e della "gentrificazione", senza preoccuparsi di comprendere che la nostra vocazione è per la cittadinanza attiva che crea comunità.
Poco importa se non siamo considerati credibili, per ricevere spunti di riflessione ci si può rivolgere ad altre fonti autorevoli e di successo, più in sintonia. Lucia Tozzi, per esempio, che da anni critica il "Modello Milano". Un modello che, sembra, si voglia applicare anche alla nostra città (link all'intero articolo nel primo commento).
Per favore pensateci bene, alle brutte, se proprio va fatto pensate seriamente alla manutenzione degli arredi urbani😯 e usate vernice che resista😫, non quel disastro di piazza dell'Immacolata 😱.
La disfatta di piazza Arcobalena.
Di Lucia Tozzi
" (...) La piazza “con i tavoli da ping-pong”, altrimenti detta “quella accanto a piazza Morbegno”, è andata a installarsi, nel settembre 2019, in una zona che aveva già l’aspirazione a gentrificarsi, come testimoniano i progetti che da anni si susseguivano su piazzale Loreto. Diventata da subito attrattiva per le sue dimensioni ridotte, per la presenza di molte panchine e per il suo essere idealmente isolata, quindi un luogo intimo e in effetti godibile, ha contribuito a far diventare più appetibili zone dove fino a dieci anni prima nessuno, potendo scegliere, voleva abitare. Punteggiandosi di locali, si è intessuta una rete che ha fatto cascare la Zona 2 nella trappola della speculazione, come emerge dai dati che periodicamente evidenziano il graduale aumento dei prezzi al metro quadro degli immobili della città. Tutto ciò che si trova a nord di piazzale Loreto, dal cuore pulsante di NoLo alle profondità di viale Monza e via Padova, si attesta su un tragico quaranta per cento in più in sette anni, che a cascata significa: sfratti, sgomberi, aumento dei prezzi ai supermercati e zone di consumo economicamente inaccessibili agli abitanti."
"(...) Il messaggio è chiaro: con l’aiuto dell’urbanistica tattica, che libera spazi pubblici per la socialità, la città pubblica e quella privata collaborano a espandere i quartieri più vibranti di Milano, valorizzando ogni metro quadro nella più perfetta inclusività."
"(...) I residenti della piazza non hanno apprezzato la socialità notturna animata da un paio di locali – urla e schiamazzi prodotti dalla folla fino a ore molto tarde, musica da stereo portatili, sporcizia.
Pedonalizzare una piazza in un quartiere “vibrante” ha in effetti una probabilità altissima di produrre eccessi di vibrazioni, è più una tautologia che una conseguenza logica. Un bar prima insignificante si trova all’improvviso a fatturare come non aveva mai osato sperare, e gli abitanti da un giorno all’altro perdono il sonno. La privazione di sonno, si sa, è una tortura, e chi la subisce diventa nervoso. E così miti residenti si trasformano in attivisti. Ma le loro proteste guastano l’immagine dell’armonia universale. Il quadretto allegro della piazza multiculturale e multigenerazionale va in pezzi. La piazza diventa uno spazio pubblico conteso, un terreno di scontro. L’urbanistica tattica divide invece di unire, produce violenza invece che gioiosa cooperazione."
Dal post di " Magnifica, San Lorenzo"

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