24/09/2026
Premessa
Un partito che porta nello Scudo la Croce e la parola Libertas deve sapere spiegare con chiarezza che cosa significano quei simboli.
La Croce richiama una concezione della persona e della società fondata sul messaggio cristiano.
La parola Libertas ricorda però che la fede non può essere imposta e che l’azione politica si svolge nella libertà, nella democrazia, nel pluralismo e nel rispetto della coscienza di ciascuno.
Per questa ragione occorre distinguere i principi, che costituiscono il fondamento permanente dell’identità politica, dalle singole soluzioni legislative e amministrative, sulle quali possono esistere valutazioni diverse e legittime mediazioni democratiche.
La dottrina sociale della Chiesa individua nella dignità della persona umana il fondamento degli altri principi e riconosce come suoi cardini il bene comune, la sussidiarietà e la solidarietà. (Vaticano)
Da questo fondamento deriva un quadro coerente di valori.
1. La dignità della persona
La persona viene prima dello Stato, del mercato, delle tecnologie, delle ideologie e delle organizzazioni politiche.
La dignità umana non dipende dalla ricchezza, dalla salute, dall’intelligenza, dall’età, dalla capacità produttiva, dall’origine, dalle condizioni fisiche o dalla posizione sociale.
Questa deve essere la prima regola di ogni azione politica.
Una società può essere giudicata anche dal modo in cui tratta chi dispone di minore forza: il bambino, l’anziano, il malato, il disabile, il povero, chi è solo, chi ha perso il lavoro, chi non riesce a difendere autonomamente i propri diritti.
2. La vita umana
La tutela della vita costituisce uno dei principi tradizionalmente definiti non negoziabili.
Essa riguarda l’intero arco dell’esistenza, dal concepimento fino alla morte naturale. (Vaticano)
Questo principio comprende necessariamente le grandi questioni della bioetica:
l’aborto;
la protezione della maternità;
la tutela dell’embrione;
la procreazione medicalmente assistita;
la sperimentazione sull’essere umano;
l’eutanasia;
il suicidio assistito;
le cure palliative;
la condizione delle persone disabili;
l’assistenza agli anziani e ai malati terminali.
Difendere la vita non può però ridursi ad un’affermazione astratta.
Una politica coerente con questo principio deve anche aiutare concretamente chi si trova nella difficoltà: una madre che teme di non poter mantenere un figlio, una famiglia con una persona disabile, un anziano non autosufficiente, un malato che soffre.
3. Genetica, biotecnologie ed eugenetica
La genetica offre possibilità straordinarie alla medicina.
La ricerca finalizzata alla cura delle malattie deve essere incoraggiata.
Esiste però una differenza essenziale tra curare l’uomo e progettare l’uomo.
La terapia genetica destinata a combattere una patologia pone problemi diversi dalla modificazione finalizzata a scegliere o potenziare determinate caratteristiche dell’essere umano.
Una società personalista deve quindi respingere ogni forma di selezione eugenetica che conduca a considerare alcuni esseri umani desiderabili e altri indesiderabili.
Il patrimonio genetico non può diventare un criterio di valore della persona.
Il principio fondamentale dovrebbe essere:
la medicina deve curare la persona, non fabbricare la persona desiderata.
4. Clonazione e manipolazione dell’essere umano
La possibilità tecnica di clonare, selezionare o modificare biologicamente l’uomo impone limiti etici.
Un essere umano non può essere prodotto come replica di un altro né progettato secondo caratteristiche determinate da terzi.
La libertà scientifica resta fondamentale, ma non può trasformarsi in un potere assoluto sull’origine e sulla struttura biologica della persona.
5. Procreazione, maternità e bambino
Il desiderio di diventare genitori merita rispetto.
Ma deve essere considerato insieme ai diritti e alla dignità del bambino e della donna.
In questa prospettiva acquistano particolare rilevanza i problemi della produzione e conservazione degli embrioni, della selezione embrionale e della maternità surrogata.
La Dignitas infinita affronta espressamente, insieme alla tutela della vita, questioni quali maternità surrogata, violenza, povertà, tratta, guerra e condizione dei migranti, riconducendole tutte al tema unitario della dignità umana. (Vaticano)
La domanda etica fondamentale rimane:
può un essere umano essere oggetto di un contratto o di una transazione economica?
6. Famiglia
Il secondo dei principi esplicitamente indicati da Benedetto XVI come non negoziabili riguarda il riconoscimento della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. (Vaticano)
Sul piano politico, tuttavia, parlare di famiglia significa soprattutto costruire le condizioni perché una famiglia possa nascere e vivere.
Sono quindi parte integrante della politica familiare:
lavoro;
casa;
servizi per l’infanzia;
sostegno alla maternità;
politiche fiscali;
assistenza agli anziani;
conciliazione fra famiglia e lavoro;
lotta alla povertà educativa.
La famiglia non deve diventare soltanto un argomento identitario.
Deve diventare soggetto concreto delle politiche pubbliche.
7. Educazione e libertà educativa
Il terzo principio indicato da Benedetto XVI riguarda il diritto dei genitori all’educazione dei figli. (Vaticano)
Questo non significa negare il ruolo della scuola pubblica.
Significa affermare il pluralismo educativo, riconoscere la responsabilità primaria della famiglia e impedire che la scuola divenga strumento di indottrinamento politico, religioso o ideologico.
La scuola deve insegnare a conoscere, ragionare e confrontarsi.
8. Uomo, donna e identità personale
Una concezione cristiana riconosce il significato della differenza sessuale tra uomo e donna.
Nello stesso tempo deve essere inequivocabile il rispetto della dignità di ogni persona.
Il dibattito sull’identità di genere, sulle transizioni di genere e sull’educazione sessuale non può quindi essere affrontato con aggressività o discriminazione.
La critica ad una teoria antropologica non autorizza mai il disprezzo verso una persona.
La linea dovrebbe essere duplice:
riconoscere il valore della realtà corporea e della differenza sessuale; rispettare integralmente la dignità di chi vive condizioni o convinzioni differenti.
9. Libertà religiosa e libertà di coscienza
La parola Libertas acquista qui il suo significato più profondo.
Nessuno deve essere costretto a professare una religione.
Nessuno deve essere discriminato perché credente o non credente.
La libertà religiosa comprende il diritto di professare pubblicamente la propria fede e il diritto di non professarne alcuna.
Essa comprende anche, nei limiti previsti dall’ordinamento democratico, il problema dell’obiezione di coscienza quando una legge imponga comportamenti percepiti come incompatibili con convinzioni morali profonde.
10. Lavoro
Il lavoro non è soltanto un fattore della produzione.
La dottrina sociale cattolica lo considera un bene per l’uomo e collega strettamente lavoro, dignità, famiglia e bene comune. (Bollettino Vaticano)
Occorre quindi tutelare tanto il lavoratore dipendente quanto il lavoratore autonomo, l’artigiano, l’agricoltore, il professionista e l’imprenditore.
Il capitale deve servire l’economia reale e il lavoro, non dominarli.
Il profitto è legittimo, ma non può diventare l’unico parametro dell’attività economica.
11. Proprietà, mercato e giustizia sociale
La proprietà privata e l’iniziativa economica costituiscono elementi importanti della libertà.
Ma non sono assoluti.
La tradizione sociale cristiana collega la proprietà alla sua funzione sociale e alla destinazione universale dei beni.
Analogamente, il mercato è uno strumento importante ma non può risolvere da solo ogni problema sociale.
Lo Stato deve intervenire quando siano necessarie condizioni di maggiore giustizia, senza però sostituirsi stabilmente alla società civile quando questa è in grado di operare autonomamente. È precisamente il rapporto fra solidarietà e sussidiarietà delineato dal Compendio della dottrina sociale. (Vaticano)
12. Povertà e disuguaglianze
Un cristianesimo politico che dimenticasse i poveri perderebbe una parte essenziale del proprio fondamento evangelico.
La lotta alla povertà deve però puntare all’emancipazione della persona, non alla sua dipendenza permanente dall’assistenza pubblica.
Occorrono istruzione, lavoro, casa, servizi e opportunità.
Solidarietà e responsabilità devono procedere insieme.
13. Sussidiarietà e corpi intermedi
La società non è composta soltanto dall’individuo e dallo Stato.
Tra i due esiste una ricchissima articolazione di famiglie, associazioni, cooperative, comunità locali, imprese, organizzazioni del volontariato e istituzioni sociali.
Il principio di sussidiarietà sostiene che il livello superiore non dovrebbe sottrarre a quello inferiore ciò che quest’ultimo può svolgere adeguatamente da sé.
La dottrina sociale collega questo principio al pluralismo, al decentramento, alla partecipazione e all’equilibrio tra pubblico e privato. (Vaticano)
14. Democrazia e Stato di diritto
Libertas significa democrazia.
Significa divisione dei poteri, legalità, indipendenza delle istituzioni, libertà di stampa, tutela delle minoranze e responsabilità di chi governa.
Significa inoltre democrazia interna ai partiti.
Una formazione politica non può chiedere alla società il rispetto del pluralismo e contemporaneamente soffocare il confronto al proprio interno.
15. Corruzione e moralità pubblica
La politica è servizio.
L’uso delle istituzioni per l’interesse personale o di gruppo è incompatibile con una concezione cristiana del bene comune.
Legalità, trasparenza, sobrietà nell’uso delle risorse pubbliche e responsabilità personale devono quindi appartenere all’etica pubblica.
16. Dipendenze e droghe
Una politica della persona non può considerare le dipendenze soltanto come problemi di ordine pubblico.
Droga, alcool, gioco d’azzardo e nuove dipendenze digitali possono compromettere la libertà effettiva della persona.
Il criterio dovrebbe combinare prevenzione, educazione, cura, recupero e contrasto alle organizzazioni criminali.
La libertà non consiste semplicemente nella possibilità di consumare qualunque cosa.
Esiste anche una libertà da difendere contro ciò che rende la persona dipendente.
17. Pornografia, sfruttamento sessuale e tutela dei minori
La sessualità non può essere separata dalla dignità della persona.
Particolare attenzione deve essere posta alla tutela dei minori, alla pornografia infantile, allo sfruttamento sessuale, alla tratta e alla violenza contro le donne.
Le nuove tecnologie rendono inoltre necessaria una riflessione sulla diffusione incontrollata di materiale pornografico e sui sistemi di protezione dell’infanzia.
18. Intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale introduce una nuova frontiera dell’etica politica.
La nota vaticana Antiqua et nova del 2025 afferma che l’IA deve essere valutata sulla base della dignità umana e del bene comune e insiste sul fatto che la responsabilità morale resta propria delle persone, non delle macchine. Richiama inoltre i problemi della privacy, del controllo algoritmico, del lavoro e della sostituzione delle relazioni umane. (Vaticano)
Una politica cristianamente ispirata dovrebbe quindi affermare alcuni limiti:
l’uomo deve conservare la responsabilità delle decisioni;
la macchina deve assistere, non sostituire integralmente il giudizio umano;
la persona non deve diventare oggetto di sorveglianza permanente;
gli algoritmi non devono discriminare;
la tecnologia deve servire il lavoro e non degradare il lavoratore.
19. Transumanesimo
Una questione ancora più radicale riguarda il tentativo di superare i limiti biologici dell’uomo attraverso genetica, impianti, neuroscienze o tecnologie digitali.
Curare una menomazione è una cosa.
Costruire artificialmente un uomo “superiore” è un’altra.
Il limite cristiano nasce ancora una volta dall’idea che la dignità dell’uomo non dipenda dalle sue prestazioni.
La persona fragile non vale meno della persona potenziata.
20. Neuroscienze e libertà mentale
Le nuove tecnologie potrebbero consentire forme sempre più invasive di conoscenza o condizionamento dell’attività cerebrale.
La tutela dell’intimità mentale e della libertà di pensiero deve quindi diventare una nuova frontiera dei diritti della persona.
Lo stesso documento vaticano sull’IA richiama i cosiddetti “neurodiritti” come possibile terreno di tutela della dignità umana. (Vaticano)
21. Ambiente e creato
Il cristianesimo non è panteismo.
Dio non coincide con la natura.
Ma proprio perché la natura è creazione, l’uomo non ne è padrone assoluto.
Ambiente, acqua, suolo, paesaggio, biodiversità e risorse naturali devono essere custoditi anche nell’interesse delle generazioni future.
La tutela ambientale deve però essere accompagnata da attenzione alle condizioni economiche e sociali delle persone, evitando di contrapporre semplicisticamente uomo e natura.
22. Pace e guerra
La pace rappresenta una finalità fondamentale della politica.
La dottrina sociale richiama il rifiuto della guerra come mezzo ordinario di soluzione delle controversie internazionali e collega il bene comune anche alla cooperazione fra i popoli. (Vaticano)
La pace non significa indifferenza davanti alle aggressioni o alle ingiustizie.
Significa cercare con ogni mezzo possibile diritto internazionale, diplomazia, cooperazione e soluzione politica dei conflitti.
23. Migrazioni
Anche le migrazioni devono essere affrontate tenendo insieme due esigenze.
Da una parte vi sono la dignità della persona, la protezione di chi fugge da guerra, persecuzione o miseria e il contrasto alla tratta.
Dall’altra esistono la responsabilità degli Stati, la legalità, la capacità concreta di accoglienza e la necessità dell’integrazione.
Ridurre tutto alla contrapposizione fra “accoglienza” e “chiusura” impedisce di affrontare seriamente il problema.
24. Bene comune
Tutto converge infine nel concetto di bene comune.
Il Compendio lo definisce come l’insieme delle condizioni sociali che consentono alle persone e alle comunità di realizzarsi più pienamente; fra le sue esigenze comprende pace, ordinamento giuridico, ambiente e servizi essenziali quali alimentazione, casa, lavoro, educazione, salute e libertà religiosa. (Vaticano)
Il bene comune non è il bene dello Stato contro l’individuo.
Non è neppure la somma degli interessi individuali.
È la ricerca delle condizioni che consentano a ciascuno di vivere nella propria dignità insieme agli altri.
Croce e Libertas
Alla fine tutto può essere ricondotto ai due elementi del nostro simbolo.
La Croce ricorda che la persona non può essere ridotta a denaro, potere, materia, consumo o tecnologia.
Libertas ricorda che nessun potere politico può impossessarsi della coscienza dell’uomo.
Da questa doppia radice nasce una concezione politica che vuole tenere insieme libertà e solidarietà, iniziativa privata e giustizia sociale, diritti e doveri, progresso scientifico e limite etico, identità e rispetto dell’altro, autonomia della persona e responsabilità verso la comunità.
È questa, più che una semplice collocazione fra destra e sinistra, la domanda fondamentale che dovrebbe caratterizzare una forza democratico-cristiana:
ogni nostra scelta politica rispetta davvero la dignità della persona, la sua libertà e il bene comune?
Se la risposta a questa domanda diventa il criterio dell’azione politica, allora la Croce e la parola Libertas cessano di essere soltanto un simbolo storico e tornano ad avere un significato concreto.