Marco Pacciotti PD

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Marco Pacciotti PD, Via della Farnesina 37, Rome.

Ho 56 anni, sposato con due figlie, sono nella Direzione nazionale del PD e da sempre milito a sostegno dei diritti sociali e civili, in particolare mi sono impegnato a fianco dei cittadini migranti e contro ogni forma di discriminazione e razzismo.

11/06/2026

Ciao Enrico.

09/06/2026

Questa foto immortala un gesto di gentilezza fra due candidati, rappresenta per me un insegnamento da tenere a mente sempre. In questo caso non è importante sapere l'appartenenza politica dei due, la cosa importante da sottolineare è il gesto deI candidato sconfitto nel ballottaggio di Castrovillari che va incontro alla vincitrice e le offre un mazzo di fiori. Non è galanteria ma un gesto politico che riconosce nell'altro un avversaria e non una nemica e un segnale potente verso i propri concittadini e per tutti noi. In un periodo storico nel quale assistiamo a un generale imbarbarimento nei rapporti fra le persone, la gentilezza diventa rivoluzionaria.

L'ideologia dell'odio e la costruzione del nemico 05/06/2026

Ringrazio la rivista Rinascita per aver ospitato questo mio articolo
Buona lettura.

L'ideologia dell'odio e la costruzione del nemico L’aggressione di San Vito Lo Capo non è solo un fatto di cronaca: è il segnale di una radicalizzazione culturale che colpisce anche i più giovani e chiama la politica a una scelta di campo netta.

04/06/2026

SANGUE VERDE
Le immagini terrificanti dei quattro lavoratori agricoli morti fra le fiamme ci hanno colpito e riportato, spero non per poche ore, l'attenzione dei media sul tema dello sfruttamento dei lavoratori stranieri. Uno sfruttamento che non avviene solo al Sud, nè solo nelle campagne come dimostra anche la recente indagine aperta sui lavoratori indiani impiegati a Milano nella costruzione dell'edificio destinato ad ospitare il Consolato USA. Spero che la discussione non prenda questa volta la solita piega, quella che finisce per reclamare una legge "salvifica" contro il caporalato, perché questa legge esiste già ed è ben fatta, immagino che si possa migliorare ma da sola non risolverebbe il problema che è invece complesso e sistemico. Nello specifico delle campagne, per stare ai fatti di cronaca, le dimensioni piccole delle aziende agricole e il sistema di aste di acquisto delle grandi distribuzioni sono fra i principali problemi che si scaricano poi sulla pelle dei lavoratori, che sfruttati ai limiti della schiavitù, controllati da altri migranti e costretti al silenzio dalla violenza, dalla condizione di bisogno e da una legge nazionale che vincola il loro diritto alla permanenza alla dimostrazione di un reddito. Una situazione nella quale ciascuno di noi difficilmente riuscirebbe a vivere con serenità. Uomini e donne, braccia senza diritti, che alimentano un mercato del lavoro che viene gestito da "caporali" spesso stranieri ma che quasi sempre agiscono per conto terzi. In questo stenta ad emergere nella discussione chi in quel territorio controlli il mercato del lavoro. Ho difficoltà a credere che siano i caporali pakistani, credo piuttosto che quegli assassini abbiano agito con quella ferocia convinti di avere le spalle protette. Una convinzione sbagliata la loro - visti gli esiti rapidissimi delle indagini - ma che lascia intatta la mia convinzione che le 'ndrine locali controllino - almeno in parte - e lucrino su questa filiera, compresa la" forza lavoro". Una condizione note e già raccontata - fra gli altri - anche dal regista Andrea Segre nel suo bel film di denuncia " Sangue Verde" , girato fra i lavoratori africani di Rosarno che ebbero allora l'ardire di ribellarsi alle violenze, mettendo a n**o con quelle proteste una situazione diffusa anche oltre quei territori e colpevolmente ignorata.
Una situazione complessa, che fatica ad emergere come tale e che al momento resta circoscritta al fatto di cronaca e all'efferatezza dell'assassinio. Credo invece che abbiamo il dovere di sollevare lo sguardo dalla scena del crimine e provare a riprendere una discussione seria su come intervenire per rimuovere le cause profonde che permettono l'esistenza della schiavitù oggi in Italia e che dei lavoratori vengano uccisi per aver provato ad alzare la testa.

02/06/2026

80 anni ben portati, W la Repubblica!

Photos from Marco Pacciotti PD's post 01/06/2026

UNA BELLA DOMENICA AL PARCO.
Ieri ero invitato alla Festa del Sacrificio che il CIR ( Comunità Islamica Romana) ha organizzato nel parco di Villa Gordiani. Ho voluto esserci, conosco da molti anni diversi degli Imam presenti, mentre altri organizzatori solo da pochi mesi. Ho seguito con un misto di disgusto e ilarità le polemiche - montate ad arte sui social da qualche fascista in cerca di "like" e voti - che hanno accompagnato la realizzazione della giornata. Una pubblicità gratuita e insperata per gli organizzatori che ha contribuito sicuramente al successo dell'evento e rafforzato la mia voglia di metterci la faccia. La verità è che alla fine le strumentalizzazioni sono state marginali rispetto allo svolgimento e al clima festoso.
Si è iniziato con l'inno di Mameli e si è continuato con interventi dal palco che richiamavano alla convivenza e alla Pace. Belli anche i saluti dei consiglieri comunali Carmine Barbati, Tiziana Biolghini e Carla Fermariello che hanno ben fatto ad esserci e dell'amico e consigliere municipale Claudio Poverini anche lui presente fin dal mattino.
È stata una bella domenica perché una comunità si è riunita aprendosi al quartiere, anche a chi è venuto per provocare, a dimostrazione di come si possa essere e sentirsi italiani anche con origini, tradizioni e fedi differenti.
Una normalità che già esiste nel nostro Paese e che le nostre madri e padri costituenti avevano previsto e tutelato, ma che spesso viene ignorata o mostrata - in negativo - solo quando si verificano casi di cronaca che vengono usate con finalità politiche per letture stereotipate e razziste. Potrebbero essere molte le osservazioni positive da fare del mio punto di vista, ma voglio sottolinearne solo un paio, molto semplici ma significative credo. La prima è che le persone presenti, pur avendo tante origini diverse, parlavano fra loro italiano, spesso con un bell'accento romano. La seconda è che questa mattina, diversi di loro, erano ancora lì a prendersi cura del parco pulendo e sistemando tutto, perché - come mi hanno detto - erano contenti di aver potuto usufruire di uno spazio pubblico e che sentivano di doverlo restituire pulito alla città di cui si sentono e sono cittadini. E quindi grazie per la bella domenica al parco trascorsa insieme.

29/05/2026

Conosco Francesco Scoppola da tanto e sentire questa sua intervista mi ha emozionato. Accompagnare l'AGESCI ad una scelta così netta, è segno di intelligenza e coraggio. Non parlo solo da militante ma da padre di due ragazze, anche loro scout, che insieme ai loro amici cresceranno in una comunità da oggi ancora più aperta, inclusiva e in sintonia con la società.
C'è da sperare che in un futuro non lontano anche la scuola pubblica riesca a fare passi in avanti sull'orientamento affettivo e l'identità di genere.

Photos from Marco Pacciotti PD's post 25/05/2026

La scorsa settimana ho avuto l'ardire di ringraziare Modena e i modenesi per essere scesi in piazza in solidarietà con le vittime dell'attentato e per dire NO all'odio e alle letture strumentali che da subito venivano proposte da destra.
Mi sembrava giusto e di buonsenso farlo, ma sbagliavo. In tanti - oltre tremila - hanno trovato il tempo di andare a commentare quel mio post. Chi vorrà li potrà leggere qui nel link che vi allego, https://www.facebook.com/share/p/1VcA8Ktmn6/ , sono impressionanti, non tanto per le offese personali - poche in verità e comunque secondarie - quanto per i ragionamenti carichi di disprezzo e odio che esprimono. Frasi che riportano a un immaginario funestato da paure, stereotipi e slogan preoccupanti, direttamente riconducibili a una destra estrema emergente che temo consegnerà a Vannacci un risultato elettorale insperato e all'Italia un problema da affrontare finalmente con la giusta attenzione e decisione. Continuo a sostenere che occorra una battaglia culturale diffusa e trasversale alle forze politiche per arginare questa deriva e ritrovare alcuni elementi comuni di civile convivenza sui quali costruire una società aperta e coesa indispensabile al nostro Paese.
Pensare che queste frasi siano solo il frutto di qualche cialtrone da bar è riduttivo, da anni infatti assistiamo alla crescita di episodi di razzismo e xenofobia, accompagnati sempre più da un crescente consenso ormai diffuso e con sempre meno freni.
Le ragioni di tale consenso e dello sdoganamento pubblico di simili posizioni e toni hanno origini diverse e complesse, di sicuro però i segnali sono stati sottovalutati né può essere solo la sinistra a farsene carico perché dovrebbe essere una battaglia di civiltà. Purtroppo la destra di governo continua ad ammiccare a questi mondi, ad esempio - per ricordare solo i due fatti più recenti - rimanendo in silenzio sull'assassinio di Sako Bakary o ricordando il fascistissimo Almirante come uno statista. Due segnali che rendono chiaro come questa evolizione delle destre in Italia non sia all'ordine del giorno e che lo sdoganamento andrà ancora avanti. Purtroppo per tutti Vannacci sarà un duro risveglio dal "sonno della ragione" e spero che a quel punto ci sia una reazione forte. A rischio non c'è qualche punto percentuale alle prossime elezione, ma la stessa idea del nostro Paese e del suo futuro, quella ben rappresentata dalle piazze di Modena e Taranto e quella carica di odio e astorica che traspare anche nei commenti sotto il post.
https://www.facebook.com/share/p/1VcA8Ktmn6/ Vedi meno

22/05/2026

CRESCE LA POVERTA' MA PER IL GOVERNO LA PRIORITA' E' LA LEGGE ELETTORALE!

L'ISTAT è un'istituzione seria e attendibile, da sempre indipendente dalla politica, un sensore fondamentale i cui rapporti andrebbero studiati con attenzione da chi guida il Paese.
Quello presentato ieri conferma una tendenza registrata da anni purtroppo, la crescita progressiva della povertà reale nel nostro Paese. Un dato negativo e preoccupate che sarebbe sbagliato addossare solo ai governanti di turno perché parte da debolezze strutturali del nostro sistema Paese e da fattori internazionali. Sicuramente però l'attuale governo è chiamato in causa per il ruolo che svolge e le contromisure che dovrebbe mettere in campo. Una responsabilità di governo appunto, ancora maggiore perche' - come abbiamo ascoltato ogni giorno da settimane in tv - questa maggioranza molto ampia e coesa ha garantito all'Italia un Governo fra i più longevi della Repubblica, secondo solo a quello di Berlusconi (dal 2001 al 2005).
È giusto quindi chiedere conto dell'operato e di come questa forza schiacciante in Parlamento con la conseguente continuità dell'esecutivo siano intervenute per sovvertire, o quantomeno mitigare, le cause e gli effetti di questa povertà crescente. La risposta è nei dati dell'ISTAT ed è semplice, poco o nulla e purtroppo c'è poco da sperare nell'immediato futuro poiché la preoccupazione principale sembra essere quella di una nuova legge elettorale, che non risollevera' l'Italia da questo declino ma potrebbe invece aiutare questa maggioranza ad arrivare a fine mandato (Salvini scalpita) e chissà a provare a vincere. Obiettivi di sopravvivenza minimi e lontani dai bisogni reali di quei 11 milioni di cittadini a rischio povertà.
In attesa di vedere cosa accadrà - sperando di essere smentito dai fatti - mi auguro almeno che l' ISTAT non entri nel mirino del governo per averci rappresentato una realtà assai diversa da quella raccontata da tele-Meloni.

20/05/2026

Terribile il video che mostra il ministro Ben Gvir passare tronfio fra gli equipaggi della Flotilla costretti in ginocchio a testa bassa. Ben Gvir e Smotrich non sono nuovi a simili comportamenti, nè a sostenere proposte vergognose. Sono due fascisti - inutile usare perifrasi - che hanno goduto finora di un potere enorme usato con crudeltà ai danni di migliaia di civili palestinesi, perseguendo con ogni mezzo l'obiettivo di rendere impossibile la nascita di uno Stato palestinese, radendo al suolo Gaza prima e favorendo l'annessione "de facto" di buona parte della Cisgiordania per mano dei coloni, sostenuti finanziariamente prima e sempre protetti dall'esercito nelle loro azioni violente. Spero che alle prossime elezioni verranno "spazzati" via insieme al loro sodale Nethanyahu e che quest'ultimo possa finalmente affrontare i processi che lo aspettano in patria, senza l'amnistia che da tempo prova a contattare. Sarebbe un bene per il mondo e anche per Israele ma temo che non accadrà, anche questa sfilata con tanto di bandiera fra le mani rientra in una campagna elettorale che si preannuncia durissima e nella quale i partiti di Ben Gvir e Smotrich puntano ad aumentare il loro peso per poter portare al termine il loro delirante disegno.

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