13/06/2025
C’è una pietra miliare nella storia del in Italia, una prima pietra in realtà, perché occorre considerare il Convegno di Tremezzo, del 1946, come l’evento fondativo della professione in Italia.
Il ha impegnato per 3 settimane (dal 16 settembre al 6 ottobre) circa 70 tra relatori e moderatori, che hanno affrontato i temi più urgenti per dotare l’Italia da ricostruire, di strumenti di politica sociale. La portata delle riflessioni, il metodo della discussione, le intuizioni sono state le basi per costruire un moderno modello di .
pubblica su serviziosociale.com la copia digitalizzata degli atti (pubblicati nel 1947) con tre saggi di approfondimento.
https://www.serviziosociale.com/2025/06/09/il-convegno-di-tremezzo-1946/
20/04/2025
Il grande dono della è la .
– Basil Hume
16/03/2025
"Il ci , il ci , il ci . Costruiamo un tra le generazioni per un benessere sostenibile e duraturo".
🎤 altra iniziativa dell'Associazione ASit per il
📌 abbiamo voluto declinare il tema di quest'anno "rafforzare la ̀ per un duraturo", non solo tramite le fotografie fra junior e senior, ma intervistando un senior e junior che, insieme, hanno scritto un "𝑨𝒍𝒍-𝑰𝒏. 𝑼𝒏 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒐 𝒈𝒊𝒓𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒏𝒆𝒍 𝑷𝒂𝒆𝒔𝒆 𝒅𝒆𝒊 𝒅𝒆𝒔𝒕𝒊𝒏𝒊 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊. 𝑺𝒕𝒐𝒓𝒊𝒆, 𝒊𝒏𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒊 𝒆 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒐𝒓𝒔𝒊 𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂𝒕𝒊𝒗𝒊".
⌚ martedì 18/03/2025 alle ore 18:30 in diretta su intervisteremo Roberto Dalla Chiara e Matteo Centonze per celebrare insieme a loro e a tutti voi la Giornata Mondiale del Servizio Sociale.
Siateci!
14/03/2025
Da non perdere!
Un webinar gratuito che lancia un questionario nazionale sull’utilizzo delle nuove tecnologie nel Servizio sociale.
✅ Iscrivendosi al seguente link:
https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_hFu6aHP3Rs2i3AQq9qfYoA
📌 Il prossimo 26 marzo, dalle 15,30 alle 17,30, si potrà assistere all’approfondimento guidato dalle presidenti di e Fnas - Fondazione nazionale Assistenti sociali, con la partecipazione di docenti e dottorandi, su “Tecnologie digitali e assistenti sociali. Opportunità e rischi. Un questionario nazionale”.
Si tratta di un progetto (Progetti di rilevanza nazionale), finanziato con fondi Pnrr, autorizzato dal Ministero dell'Università e della Ricerca e guidato dalla professoressa Mara Sanfelici dell' Università degli Studi di Milano-Bicocca come responsabile scientifico ed in collaborazione con le Università Roma Tre e Free University of Bozen-Bolzano.
Il webinar segna il passaggio dalla prima fase del progetto, in cui è avvenuta un’esplorazione qualitativa delle pratiche lavorative dei social workers mediate dal digitale attraverso “case-studies”, alla seconda fase in cui verrà, appunto, lanciata una survey nazionale sull’utilizzo dei media digitali che coinvolge .
GUARDA LA LOCANDINA DEL WEBINAR
https://tinyurl.com/yf8xadfe
08/03/2025
Il tema del è "Rafforzare la ̀ per un duraturo" e come Associazione non potevamo non celebrare un evento così importante.
La riflessione che abbiamo fatto l'abbiamo voluta riassumere così:
"Il ci , il ci , il ci . Costruiamo un tra le generazioni per un benessere sostenibile e duraturo".
Per festeggiare e partecipare insieme 𝐯𝐨𝐫𝐫𝐞𝐦𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐚𝐥𝐛𝐮𝐦 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐞 𝐝𝐚 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥 𝐝𝐨𝐯𝐞 #𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐞 (𝐣𝐮𝐧𝐢𝐨𝐫) 𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐢𝐨𝐫 (𝐮𝐧 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐯𝐢𝐬𝐨𝐫𝐞, 𝐮𝐧 𝐝𝐨𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚...) 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐟𝐫𝐚 𝐥𝐨𝐫𝐨 (largo alla fantasia: possiamo usare mani, braccia...valgono anche i fotomontaggi!).
Potete mandare le vostre foto:
- direttamente sui nostri canali social (Instagram e Facebook) oppure via mail a: 𝐬𝐞𝐠𝐫𝐞𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚@𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞.𝐜𝐨𝐦 scrivendo i vostri nomi e località.
Faremo l'album e lo pubblicheremo il 18 marzo.
̀
06/02/2025
C’è stata un’epoca – prima di – in cui la comunicazione in generale, ma anche quella , di settore diremmo oggi, era veicolata da decine di pubblicazioni, riviste curate e promosse anche dagli enti locali.
era un mensile “per una nuova cultura dell’assistenza” (come recita il sottotitolo) edita dal Comune e dalla Provincia di con una visione a tutto campo sul mondo del .
Abbiamo recuperato il numero 6 del 1991 dentro il quale c’è un articolo di Ombretta Okely su un tema di cui non si parlava molto in quegli anni: “Ecco come vestivamo” è uno sguardo leggero, scanzonato sul delle tra immagine grigia dipinta dall’immaginario collettivo e il momento in cui “…. tutte o quasi si vestiva in e , agenti di cambiamento nel sociale ed effettivamente cambiate nell’immagine esterna e in quella che faticosamente si andava ristrutturando dentro di noi, di donne che lavorano in un mondo che sta cambiando”.
Per scaricare e leggere l'articolo:
https://www.serviziosociale.com/2025/02/06/ecco-come-vestivamo/
31/12/2024
"Solo se riusciremo a vedere l’ come un tutt’uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande sta nella sua , cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo"
Con questo pensiero di Terzani l'associazione ASit augura a tutti un felice e sereno, ricco di diversità, di incontri e di scoperta.
24/12/2024
"Nonostante il consumismo esasperato, l'opportunismo, la falsità e l'ipocrisia da parte di molti, il è ancora un momento magico ed intenso che ci aiuta a riflettere sulle conclusioni troppo affrettate e su certi insulti, litigi e sconfitte che potrebbero essere evitati". (J. P. Malfatti)
Con l'augurio di imparare ad accontentarci sempre meno di conclusioni affrettate, Buon Natale da tutta l'Associazione
22/12/2024
G. oggi ha 55 anni, ma nel 2003 quando ha avuto l' che gli ha cambiato la vita, ne aveva 43. Era arrivato irregolare dal Senegal per cercare un che gli permettesse di mantenere moglie e figlio appena nato. G, laureato in filosofia e con un’ottima padronanza delle lingue, ha trovato lavoro in un bar come custode, cameriere e barista. In quel bar non solo ci lavorava, ma ci dormiva la notte non aveva un'altra sistemazione. Qualcuno ha appiccato un incendio mentre G., ignaro, dormiva all'interno. Le per lui sono state gravissime: ustioni sul 70% del corpo, che hanno inizialmente fatto temere la sua morte. Quando le sue condizioni lo permisero, venne trasferito ed è avvenuto il primo contatto con l' . I primi mesi servirono a ricostruire tutta la sua e fu necessario un delicato lavoro ispettivo per definire l'accaduto e riconoscere l'occasione di lavoro. La situazione è stata segnalata all’ del della Sede Inail di riferimento che ha iniziato a con G. un percorso per gettare le basi di una nuova vita.
Io ho conosciuto G. due anni dopo l'infortunio, quando subentrai alla collega che andò in pensione. Le condizioni di G. erano stabilizzate pur avendo lasciato limitazioni permanenti. che comportavano attenzioni quotidiane per evitarne il peggioramento. Il primo , determinante. che abbiamo portato a casa è stato il riconoscimento del per motivi umanitari. Lo abbiamo supportato nella ricerca di un impiego e, una volta trovato, G. ha comprato casa. È riuscito a chiedere il famigliare con la moglie, il figlio e la figlia nata alcuni mesi prima.
G. e la famiglia non sono rimasti in Italia. Dopo un paio di anni la è stata di tornare in Senegal.
Oggi G. lavora in Senegal ed i figli studiano. Il maschio all'università e la femmina al liceo. Ci legano la e aver fatto un insieme verso un lieto fine, con le risorse di ognuno di noi e anche di coloro che con noi hanno camminato verso un comune e condiviso di rinascita in cui nessuno, sino all'ultimo ha smesso di credere.
di
15/12/2024
Eppure sta per morire. È arrivata solo ieri in , sapeva di essere malata gravemente.
Fino a che punto però? Non credo che abbia chiaro che manchi così poco.
È sola.
“Signorina ha parenti?”
“No”.
Scendo in reparto e parlo con i .
“Dottoressa a questa ragazza manca davvero poco, forse l’hospice...“
Vado accanto al suo letto, lei mi guarda e mi racconta la sua , la sua breve ma intensa vita e mi racconta di loro, dei suoi che non vede e non sente da anni per un litigio, un lo definisce lei.
Mi parla della , della sua e della sua e poi mi parla ancora di loro. Non mi dice quanto le siano mancati in questo percorso, ma lo capisco.
Durante un colloquio i medici le propongono l’hospice, non le dicono che manca poco, lei forse lo sa.
Siamo sole, la guardo e le chiedo se vuole che le passi il , è su quel letto, mi guarda e annuisce.
Entrambe sappiamo il perché. Mi ringrazia, le stringo forte una mano.
Passo da quel letto giorni dopo.
Vedo lei e lei è con loro.
di
08/12/2024
Il regalo mio più grande.
Ci siamo conosciuti perché M. aveva chiesto il reddito di cittadinanza.
Il portava ancora i suoi segni.
I primi contatti al .
Una voce triste, parole sussurrate di una vita a metà, senza mai un lavoro, una storia d'amore di una vita precedente, ma la voglia di riscattarsi!
Una che, dice M., avergli creato una dipendenza da farmaci.
Ci iniziamo a "vedere", sento che c'è diffidenza che la verità "vera" non me la vuole raccontare e dietro la mascherina due occhi che mi trafiggono.
E io aspetto, non lo giudico non gli faccio domande, quando sarà il suo momento, se arriverà, parlerà.
Punto sulle sue ̀, le sue e creiamo, così, una relazione di .
Vince un concorso!
Io vinco un concorso!
Ci guardiamo: la verità è lì nella sua mano, nella mia. Adesso lui ha la sua strada e io la mia; mi dice: «la mia fortunata è stata incontrarti» e io: «sono solo un' che ama quello che fa. Grazie a te perché mi hai toccato il cuore».
M. mi ha ricordato perché faccio e sono un assistente sociale.
di
01/12/2024
Quando la mia mi disse che sarei andata in affido, ero così arrabbiata! Certo, ha risposto a tutte le mie domande, ma restavo arrabbiata.
I miei fratelli e io: divisi! E poi: luoghi neutri? Parole troppo difficili.
È stato tutto complicato, a casa pensavo io a tutto, e adesso? Adesso eravamo in altre case, con persone nuove e mamma come farà?
L'assistente sociale veniva a trovare noi, si assicurava che io incontrassi i miei fratelli, parlava con gli affidatari e incontrava mamma. Io ho pure conosciuto una psicologa!
Però...il tempo è passato: guarda la che brava che è! Non piange più, ci porta i regali e riesce a dirci "no", spiegandoci il perché. Prima facevano tutto gli altri o ci pensavo io, adesso posso essere una , come i miei .
È ora di tornare a casa. La mia assistente sociale lo ha detto a tutti e tre, rientreremo in tempi diversi, ma per saremo insieme.
Ha mantenuto la promessa!
Sono a casa e ho lasciato "casa", ho ritrovato mamma, ma so di non avere lasciato due persone che mi hanno accompagnato per tanto tempo.
La stessa cosa vale per i miei fratelli. Siamo una più grande, a volte ci incontriamo e io sono felice.
«Posso chiamare a casa?» e la mamma, le prime volte con un'espressione strana, mi dava il cellulare. Quando finivo la chiamata stavo bene e mamma anche, ma poi ho capito. Mamma era gelosa, è stata l'assistente sociale a spiegarle che posto ha lei nel mio cuore e che posto hanno gli affidatari.
La mamma, quel giorno di dicembre, ha abbracciato l'assistente sociale e hanno pianto entrambe. Cosa c'era da piangere poi?
Io ho riso, riso tanto e saltato sul letto.
di