21/10/2026
Il 14 ottobre, a Palermo, durante “La Sicilia fa scuola – Stati Generali dell’Istruzione”, dove era prevista la partecipazione del Ministro Valditara, del Presidente della Regione Schifani e altre autorità, i Presidenti delle Consulte Provinciali degli Studenti siciliane, invitati ufficialmente all’evento, si sono visti negare l’ingresso. Inizialmente, è stato impedito loro di accedere per un problema organizzativo legato agli accrediti ma, successivamente, gli stessi sono stati allontanati per timore di una possibile contestazione nonostante l’invito ricevuto direttamente dall’Assessore all’Istruzione Turano.
Quello che è successo non può essere considerato una semplice disorganizzazione. I rappresentanti degli studenti erano lì perché invitati ufficialmente e, soprattutto, perché rappresentano migliaia di studentesse e studenti. Tutto ciò è avvenuto per *paura di una contestazione* memori di un recente episodio simile. Riteniamo assurdo quanto accaduto perché è impensabile discutere di scuola senza la componente studentesca.
Le Consulte sono uno strumento di partecipazione e democrazia: se la loro presenza viene vista come un problema da evitare per paura del dissenso, viene meno proprio quel confronto che le istituzioni dovrebbero garantire.
L’episodio si inserisce in un momento in cui migliaia di studenti stanno scendendo in piazza per chiedere una scuola e un’università che mettano al centro il diritto allo studio e il benessere della popolazione scolastica. La rappresentanza studentesca non ha paura del confronto: è pronta a discutere, criticare, proporre e, quando necessario, contestare. Se degli studenti invitati vengono tenuti fuori per ciò che potrebbero dire, il problema non è più una semplice disorganizzazione: è il rapporto che le istituzioni scelgono di avere con le nuove generazioni. Gli studenti non sono un problema da contenere: sono parte della scuola, della società e del suo futuro. E il futuro pretende di essere ascoltato.