PCI - Federazione di Roma

PCI - Federazione di Roma

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Ricostituito nel 2016. Pagina di Roma.

Il “Partito Comunista Italiano” in sigla “PCI” è il partito della lotta di classe per il socialismo
Il PCI si ispira ai valori della Costituzione Repubblicana,
della Resistenza e dell’antifascismo.

Photos from PCI - Federazione di Roma's post 13/06/2026

OGGI ROMA HA DETTO NO. E L’HA DETTO IN PIAZZA.

Il Partito Comunista Italiano oggi era in strada, dove deve stare: in mezzo al suo popolo. Dal Colosseo a Piazza Vittorio, in migliaia abbiamo riempito la città di voci, di dignità e delle nostre bandiere rosse.
Oggi la piazza aveva mille volti e mille colori. Ed era questa, la risposta più bella alla parola d’ordine dell’odio: una città plurale, fatta di origini diverse, che cammina insieme. Perché noi italiani siamo, prima di tutti gli altri, un popolo di migranti — abbiamo riempito il mondo dei nostri figli — e proprio per questo sappiamo riconoscere chi oggi parte dalla stessa fame e dalla stessa speranza di ieri.
E le nostre bandiere non sono un colore qualunque. Sono le stesse che hanno marciato con i partigiani contro il fascismo, che hanno difeso il lavoro nelle fabbriche e nei campi, che hanno sempre tenuto alta una sola idea: gli sfruttati di ogni terra e di ogni colore stanno dalla stessa parte. Il rosso non ha mai riconosciuto i confini eretti contro i poveri. È la bandiera dell’uguaglianza, della solidarietà, dell’antifascismo.
Eravamo lì con i lavoratori, gli studenti, i quartieri, le associazioni — dalla CGIL all’ANPI, da Arci a Nonna Roma e decine e decine di realtà. Una Roma sola, fianco a fianco, che ha trasformato una provocazione in una festa di popolo.
Perché oggi la destra — quella vecchia dei nostalgici e quella nuova dei sovranisti al governo — ha provato a portare in strada l’odio travestito da slogan: la «remigrazione». La risposta della città è stata netta, calorosa, gioiosa: Roma è città aperta, antifascista e antirazzista. E non si tocca.
Chi grida alla deportazione rinnega la nostra storia e colpisce chi tiene in piedi questo Paese: chi lavora, chi cura, chi contribuisce. Noi stiamo dall’altra parte. Dalla parte di chi non mette mai i poveri contro i poveri.
Grazie a ogni compagna e a ogni compagno che oggi ha sfilato sotto quelle bandiere. Questa piazza non si scioglie: continua nei quartieri, nei posti di lavoro, in ogni lotta. L’antifascismo non è memoria, è presente.
Avanti, insieme. Con il rosso delle nostre bandiere.
Partito Comunista Italiano – Federazione Provinciale di Roma

12/06/2026

domani saremo di nuovo in piazza.
Cercate le nostre bandiere, sfilate con noi.

Photos from PCI - Federazione di Roma's post 11/06/2026

Riorganizziamo e rilanciamo il Partito Comunista a Roma e in Italia

Il 3 febbraio 1991 si concluse a Rimini l’ultimo congresso del Partito Comunista Italiano. Un errore che abbiamo pagato, che stiamo pagando e che continueremo a pagare.
Dal 1991 abbiamo assistito a un lento e inesorabile degrado politico, culturale, istituzionale, economico e sociale del nostro Paese.

Piano piano abbiamo perso diritti che ritenevamo acquisiti; abbiamo perso potere d’acquisto; stiamo perdendo la sanità pubblica; abbiamo perso la certezza del lavoro e gran parte del tessuto produttivo del Paese, composto da piccole e medie imprese e dall’artigianato, travolti dai processi del neoliberismo, nel quale multinazionali e grandi gruppi economici dettano le regole.
La condizione dei lavoratori è sempre più precaria, mentre stipendi e pensioni restano fermi.

A Roma i servizi pubblici sono insufficienti e inadeguati alle esigenze dei cittadini. La speculazione urbanistica sta sottraendo aree pubbliche per consegnarle ai grandi interessi privati, che continuano a cementificare una città già in forte difficoltà.
Il mercato immobiliare è diventato proibitivo e l’edilizia popolare è ormai quasi inesistente.

Non possiamo continuare a restare a guardare, facendo finta di non vedere.
È una situazione che paghiamo ogni giorno e che rischiano di pagare ancora più duramente i nostri figli e i nostri nipoti.

È arrivato il momento di impegnarsi per costruire una vera alternativa politica e sociale a questo falso duopolio, che continua a perseguire le stesse politiche economiche.

Da quando non esiste più un grande partito organizzato a difesa dei diritti conquistati con anni di lotte, il declino del Paese si è fatto sempre più evidente.

Per questo la Federazione di Roma del Partito Comunista Italiano lancia un appello a tutte e a tutti affinché partecipino a questo lavoro di ricostruzione e rilancio del partito.

Scriveteci, contattateci, venite a trovarci, iscrivetevi.
È ora di tornare a impegnarsi, prima che sia troppo tardi.

10/06/2026

CONTRO LA REMIGRAZIONE. NOI, POPOLO DI EMIGRANTI.

L’Italia è un Paese di emigranti: milioni di italiani e loro discendenti vivono nel mondo. E ancora oggi migliaia di giovani lasciano il nostro Paese ogni anno.

Mentre nascono sempre meno bambini e la popolazione invecchia, milioni di lavoratori stranieri tengono in piedi agricoltura, industria, servizi e welfare. Chi lavora, contribuisce e costruisce il futuro non è un nemico.

La “remigrazione” non difende l’Italia: la indebolisce. È una risposta sbagliata a problemi reali.

📢 Sabato 13 giugno
🕒 Ore 15:00
📍 Colosseo, Roma

Scendiamo in piazza contro il razzismo e per un’Italia solidale, che non dimentica la propria storia.

Partito Comunista Italiano – Federazione Provinciale di Roma

Photos from PCI - Federazione di Roma's post 10/06/2026

Il Partito Comunista Italiano ha partecipato oggi all’Assemblea Nazionale di solidarietà con Cuba, svoltasi presso il Cinema Aquila di Roma.
Contro l’ennesima aggressione degli Stati Uniti nei confronti del popolo cubano, della sua nazione e del suo sistema politico e sociale, ribadiamo che Cuba non rappresenta un pericolo né una minaccia per nessuno. Al contrario, è doveroso ricordare il contributo offerto dai medici cubani in Italia durante l’emergenza Covid-19 e il loro sostegno alla sanità calabrese in una fase particolarmente difficile.
Cuba rappresenta un modello economico, politico e sociale alternativo al capitalismo, al neoliberismo e al consumismo che, sempre più spesso, producono disuguaglianze, conflitti e devastazione ambientale.
Da decenni gli Stati Uniti sottopongono il popolo cubano a un embargo che continua a provocare gravi conseguenze economiche e sociali, ostacolando anche l’approvvigionamento di beni essenziali, compresi farmaci e materiali sanitari.
Il PCI sostiene e partecipa a ogni iniziativa di solidarietà con il popolo cubano, nella convinzione che la cooperazione tra i popoli e il rispetto della sovranità nazionale siano valori fondamentali.

Per il Partito è intervenuta la compagna Cristina Cirillo, Presidente del Comitato Centrale.

09/06/2026

C'è una destra xenofoba e razzista che, invece di affrontare i veri problemi degli italiani — la crisi della sanità pubblica, i salari sempre più bassi, le pensioni insufficienti, la precarietà del lavoro, l'emergenza abitativa, il costo delle bollette in continuo aumento e molto altro ancora — cerca di farci credere che il problema dell'Italia siano gli immigrati.
Ma è necessario ribadire una verità semplice: "immigrato" non significa "delinquente".
Nonostante campagne mediatiche e social costruite per alimentare paura, divisione e un clima di odio, la realtà è ben diversa. Gli immigrati sono le persone che raccolgono la frutta e la verdura che arrivano sulle nostre tavole. Sono coloro che assistono i nostri anziani, si prendono cura dei nostri figli e delle persone con disabilità. Sono una parte fondamentale della forza lavoro del Paese. Sono i ragazzi che ci consegnano il cibo a domicilio, pedalando sotto il sole, il freddo o la pioggia. Sono lavoratori e lavoratrici che contribuiscono al sistema previdenziale e, spesso, persone costrette a lasciare la propria terra per sfuggire a guerre, persecuzioni e condizioni di vita insostenibili.
L'equiparazione tra immigrazione e criminalità è non solo sbagliata, ma profondamente ingiusta. Troppo spesso, infatti, gli immigrati sono vittime di sfruttamento, caporalato, abusi e violenze da parte di chi approfitta della loro condizione di fragilità, come purtroppo la cronaca continua a raccontarci.
I delinquenti non hanno nazionalità, non hanno colore della pelle, non hanno appartenenza etnica. La lotta alla criminalità è una cosa. Il razzismo è un'altra.
È necessario, inoltre, interrogarsi seriamente sulle responsabilità della politica. In Italia mancano da anni vere politiche di accoglienza e integrazione. Migliaia di persone vengono abbandonate in condizioni di marginalità, costrette a vivere nei ghetti, spesso nelle mani di sfruttatori senza scrupoli o della criminalità organizzata.
Per questo la vergognosa campagna sulla "remigrazione" non può trovare spazio in una società democratica e civile. Non può essere normalizzata, non può essere condivisa, non può essere accettata.
Una società più giusta si costruisce combattendo disuguaglianze, sfruttamento e povertà, non cercando capri espiatori tra i più deboli.
Il dramma nel dramma è che molti “razzisti” si dicono “cristiani”

SABATO 13 GIUGNO SCENDIAMO IN PIAZZA. Ore 15:00, partenza dal Colosseo. Contro il razzismo travestito da slogan, per un’Italia che si ricorda da dove viene e non ha paura di chi arriva. Vieni in corteo con noi.
Partito Comunista Italiano – Federazione Provinciale di Roma

08/06/2026

CONTRO LA «REMIGRAZIONE». NOI, POPOLO DI EMIGRANTI.

Quando la destra brandisce la parola «remigrazione», dovrebbe ricordarsi chi siamo: un popolo che ha riempito il mondo dei propri figli.
Siamo il Paese che è partito. Dalla Sicilia al Veneto, non c’è famiglia italiana che non abbia un parente oltrefrontiera. Tra il 1861 e il 1985 lasciarono l’Italia senza più farvi ritorno circa 18,7 milioni di persone. Oggi i cittadini italiani iscritti all’AIRE sono 6.412.752, un milione in più degli stranieri che vivono in Italia, e vivono in oltre 190 Paesi. Ma è solo la punta dell’iceberg: i discendenti dei nostri emigrati — gli oriundi — si stima siano tra i 60 e gli 80 milioni nel mondo, con le comunità più grandi in Brasile, Argentina, Venezuela e Stati Uniti. Più di un’altra Italia, nata altrove.
E si parte ancora: nel 2024 hanno lasciato l’Italia 155.732 persone, record storico, in larga parte giovani. La Sicilia guida questa diaspora con 844 mila residenti all’estero, seguita da Lombardia (690 mila) e Veneto (614 mila): il Sud e il Nord insieme.
Chi grida «remigrazione» sputa sulla propria gente. Mentre noi abbiamo decine di milioni di figli sparsi in centinaia di Paesi, la destra agita lo spauracchio dei 4 milioni di lavoratori stranieri che tengono in piedi questo Paese. È immorale, prima ancora che assurdo: siamo, più di tutti gli altri, un popolo di emigranti. Non c’è muro che possiamo alzare contro gli altri che non si trasformi in muro contro i nostri.
È anche un suicidio economico e sociale. Nel 2024 sono nati 369.944 bambini, minimo storico, con appena 1,18 figli per donna. Il saldo naturale è negativo di 283.165 unità: muore molta più gente di quanta ne nasca. In un Paese così, chi tiene in piedi economia e welfare? Nel 2024 negli archivi INPS risultano 4.611.267 cittadini stranieri, di cui quasi 4 milioni lavoratori attivi (86,3%). Mandano avanti l’agricoltura (oltre 300 mila braccianti), l’assistenza alle famiglie (quasi mezzo milione tra badanti e lavoratori domestici), l’industria e i servizi, versando i contributi che pagano le pensioni di tutti. E sono le coppie con almeno un genitore straniero — il 21,8% delle nascite — le uniche a non crollare, mentre quelle italiane arretrano.

Cacciare chi lavora, contribuisce e fa figli, in un Paese senza figli e senza braccia, non è «difesa della nazione»: è condannarla.

SABATO 13 GIUGNO SCENDIAMO IN PIAZZA. Ore 15:00, partenza dal Colosseo. Contro il razzismo travestito da slogan, per un’Italia che si ricorda da dove viene e non ha paura di chi arriva. Vieni in corteo con noi.

Partito Comunista Italiano – Federazione Provinciale di Roma

Photos from PCI - Federazione di Roma's post 07/06/2026

Si è svolto ieri, presso il Circolo Arci Concetto Marchesi, il primo importante incontro per la costruzione plurale e partecipata di un Patto per Roma, promosso dal PCI - Federazione di Roma.
Nonostante le molte iniziative concomitanti su Roma, tante sono state le realtà che hanno voluto e potuto partecipare per fornire il proprio contributo.
Rendere convergente la frammentazione della militanza e delle lotte sulle innumerevoli istante e vertenze sparse per la città costituisce la sfida più grande che il PCI - Partito Comunista Italiano di Roma intende raccogliere per promuovere l’unità nell’azione, nelle lotte, nelle piazze.

Abbiamo ascoltato tra gli altri gli interventi di:
Leone Di Girolami e Norberto Natali del Circolo Arci Concetto Marchesi, Enrico Del Vescovo di Italia Nostra, Robinson Massaccesi della CUB Confederazione Unitaria di Base, Carla Difelice Ceruso, Roberto Martelli di Unione Sindacale Italiana, Mauro Luongo di Potere al Popolo - Roma, Francesco Cori de La città futura, Daniela Alessandri ed Elio Romano di Rifondazione Comunista Roma, Roberto Gabriele del Forum dei comunisti, Giuseppe Martelli di UsiCons, Maurizio Aversa del Partito Comunista Italiano - Marino e intervento conclusivo di Bruno Barbona segretario del PCI Partito Comunista Italiano - Lazio.

Dal dibattito è emersa la necessità di coordinare le diverse organizzazioni sui diversi piani (politico, sindacale, sociale) per unire gli sforzi nella costruzione di un fronte credibile di alternativa reale capace di contrastare le tendenze predatorie, speculative che imperversano sulla città sovvertendo i consueti meccanismi di sfruttamento dell’uomo, dell’ambiente, della classe lavoratrice.

La federazione di Roma del PCI si impegna a promuovere ulteriori incontri per alimentare l’unità e la collaborazione tra le realtà alternative e concretizzare un efficace programma di avanguardia da rivolgere alla città.

Marco Morosini
Segretario PCI - Federazione di Roma

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