PCI - Federazione di Roma

Indicazioni Sito Web

PCI - Federazione di Roma Ricostituito nel 2016. Pagina di Roma.

Il “Partito Comunista Italiano” in sigla “PCI” è il partito della lotta di classe per il socialismo
Il PCI si ispira ai valori della Costituzione Repubblicana,
della Resistenza e dell’antifascismo.

i nostri prossimi appuntamenti.Partecipate, cercate le nostre bandiere, unitevi a noi.Ripartiamo dal PCI - Partito Comun...
09/10/2026

i nostri prossimi appuntamenti.
Partecipate, cercate le nostre bandiere, unitevi a noi.
Ripartiamo dal PCI - Partito Comunista Italiano

08/10/2026

dal 3 febbraio 1991 con la f***e "svolta della Bolognina" per gli italiani solo macerie
RILANCIARE il
Partito Comunista Italiano

Il lavoro è un tema centrale per il Partito Comunista Italiano. Troppi governi hanno tradito i lavoratori, dal pd con il...
07/10/2026

Il lavoro è un tema centrale per il Partito Comunista Italiano.
Troppi governi hanno tradito i lavoratori, dal pd con il job act all'attuale governo di destra che con politiche catastrofiche ha distrutto il potere d'acquisto dei salari, senza parlare dei morti, degli infortuni e del caporalato che nessuno davvero contrasta.
Tema centrale, in un tema già centrale di per sé, è il lavoro giovanile con i suoi contratti sempre più precari e con retribuzioni sempre più basse. Ogni diritto perso oggi è un diritto in meno per i lavoratori di domani.
Una importante occasione di dibattito, confronto ma, soprattutto, di proposte politiche a sostegno dei lavoratori italiani.
La Federazione di Roma parteciperà il delegazione per poter partecipare, allo stesso tempo, anche alla manifestazione a fianco del popolo palestinese.
Invitiamo tutte e tutti alla partecipazione.
Costruire l'alternativa. ✊🏼

05/10/2026

riprendiamoci il futuro
RIPARTIAMO dal
Partito Comunista Italiano

il futuro non si brucia
05/10/2026

il futuro non si brucia

04/10/2026
03/10/2026

Oggi il Partito Comunista Italiano di Roma è sceso in piazza al fianco dei comitati che lottano contro l'inceneritore di Santa Palomba.
Il Segretario di Federazione, Marco Morosini, è intervenuto evidenziando come questo impianto si inserisca perfettamente nelle scelte politiche della giunta Gualtieri, orientate a consegnare la capitale alla speculazione privata. Casi come gli ex Mercati Generali, gli ex depositi AMA, il parco di Pietralata e il convento di Sant’Ambrogio sono la chiara dimostrazione dell'idea di città espressa da questa amministrazione. Di seguito la clip dell’intervento. PCI - Partito Comunista Italiano

Oggi il Partito Comunista Italiano di Roma è sceso in piazza al fianco dei comitati che lottano contro l'inceneritore di...
03/10/2026

Oggi il Partito Comunista Italiano di Roma è sceso in piazza al fianco dei comitati che lottano contro l'inceneritore di Santa Palomba.
Il Segretario di Federazione è intervenuto evidenziando come questo impianto si inserisca perfettamente nelle scelte politiche della giunta Gualtieri, orientate a consegnare la capitale alla speculazione privata. Casi come gli ex Mercati Generali, gli ex depositi AMA, il parco di Pietralata e il convento di Sant’Ambrogio sono la chiara dimostrazione dell'idea di città espressa da questa amministrazione.
Per il PCI è fondamentale affrontare la questione in un quadro politico generale. È il momento di costruire una vera alternativa popolare, sociale ed elettorale sia al centrodestra sia al centrosinistra, forze che a Roma rispondono alle stesse identiche dinamiche. Non si può manifestare con i comitati e, contemporaneamente, sedere in Consiglio Comunale sostenendo Gualtieri: questo è trasformismo politico.
Bisogna lavorare fin da subito per offrire ai cittadini romani una reale opportunità di riscatto, rompendo un duopolio politico che da troppo tempo soffoca Roma e l'intero Paese.

QUANDO VOGLIONO, SANNO FARE PRESTO.Via libera definitivo allo stadio di Pietralata. Un miliardo e 377 milioni, 60.605 po...
29/09/2026

QUANDO VOGLIONO, SANNO FARE PRESTO.

Via libera definitivo allo stadio di Pietralata. Un miliardo e 377 milioni, 60.605 posti, 37 mesi di cantiere dal 2027.

Guardate come ci sono arrivati. A firmare non è stato il Consiglio comunale, e nemmeno il Municipio IV: è stato un commissario straordinario di governo. Il sindaco di Roma e il presidente della Regione hanno firmato da subcommissari. Nominati da lui.

E c'è un fatto che nessuno racconta. Quella terra è destinata dal 1965 al Sistema Direzionale Orientale, e per realizzarlo è stata espropriata ai suoi proprietari in nome della pubblica utilità. Il Sistema Direzionale non è mai stato costruito. Sessant'anni dopo, su quel terreno tolto ai cittadini per un'opera pubblica, sorge un impianto privato. E gli espropri non sono finiti: c'è ancora chi sta perdendo la propria terra, e lo ha saputo dai giornali.
Un'area verde destinata il gran parte ad essere cementificata.

Contro tutto questo la mobilitazione c'è stata. Presìdi, assemblee, anni di lavoro dei comitati, che le carte le hanno studiate meglio di chi le firmava. Non li ha fermati. È stato depositato un ricorso e portato fino in fondo: respinto il 18 maggio. Non li ha fermati nemmeno quello.

Non prendiamocela con i giudici, e nemmeno con chi in piazza non è venuto. Il punto è un altro, ed è più scomodo. Chi decide non ha alcun obbligo di ascoltarci, e la legge sui poteri commissariali è scritta apposta perché il ricorso non passi. Finché chi governa la città e chi governa il Paese sono d'accordo su tutto ciò che conta, la protesta viene assorbita e l'atto si firma lo stesso.
Per fermare le decisioni bisogna essere in condizione di prenderle.

Serve una proposta politica alternativa. Non il commento indignato di ciò che è già stato deciso: un programma con cui ci si candida a decidere.
Si costruisce dai quartieri, e si costruisce adesso.

PCI — Federazione di Roma

A Roma c'è un palazzo senza muri, e dentro ci vive della gente.È a Tor Sapienza, in via Cesare Tallone: uno scheletro di...
25/09/2026

A Roma c'è un palazzo senza muri, e dentro ci vive della gente.

È a Tor Sapienza, in via Cesare Tallone: uno scheletro di cemento in mezzo alle sterpaglie, senza infissi e senza servizi, con le baracche e i teli montati nel piazzale. Non è un edificio abbandonato: è un edificio abitato. E sta lì da anni, davanti a tutti.

Dove lo Stato non arriva, arriva qualcun altro. Secondo i residenti da quel palazzo parte una filiera dello spaccio che rifornisce altri quartieri, e da fine luglio segnalano un aumento di persone in evidente stato di intossicazione. Il fentanyl a Roma è una storia documentata: fra il 22 e il 24 giugno sono sparite 80 fiale di Fentanest dalla cassaforte della farmacia dell'Ospedale Israelitico, senza segni di effrazione; la Procura indaga per furto e spaccio, due custodi sono stati iscritti nel registro degli indagati. L'Ansa ha parlato di fiale per circa ventimila dosi: è una stima, e va detto che è una stima, perché la conversione fra uso clinico e uso illecito di un oppioide così potente non è un calcolo lineare. Quello che è certo è che ne bastano quantità minime per uccidere.

Su tutto questo, da settimane, gira una sola parola: zombie. «Roma è piena di zombie», titolano i social e i giornali della destra. Ed è qui che la denuncia si rovescia in propaganda, perché chiamare zombie una persona dipendente non descrive niente e non risolve niente: serve soltanto a far sembrare naturale che di lei non si occupi nessuno.

Né si dica che è una questione di parole. Da quella parola discendono due esiti, e li abbiamo già visti entrambi.
Il primo è lo Stato che arriva soltanto dopo il fatto tragico, in assetto d'ordine pubblico, a militarizzare il quartiere per qualche settimana e poi andarsene.
Il secondo è la gente lasciata sola che comincia a farsi giustizia da sé e allora il conto lo paga chi è più povero e più straniero di lei. A Tor Sapienza questa storia è già successa, e nessuno dovrebbe avere voglia di rivederla.

Noi non scegliamo fra queste due. Diciamo una cosa più semplice e più difficile: chi spaccia va fermato, chi consuma va curato, chi lì dentro ci dorme perché non ha un altro posto va messo in una casa. Sono tre cose diverse e vanno fatte tutte e tre, altrimenti non se ne fa nessuna. Le retate davanti alle telecamere non interrompono una filiera; un SerD senza personale non prende in carico nessuno; e un quartiere dove l'unico alloggio disponibile è uno scheletro di cemento continuerà a produrre esattamente quello che produce oggi.

Il PCI — Federazione di Roma chiede:
★ l'abbattimento e la bonifica dell'edificio di via Cesare Tallone;
★ un presidio stabile delle forze dell'ordine, non passerelle;
★ indagini che risalgano la filiera dello spaccio, non retate di facciata;
★ la presa in carico sanitaria di chi consuma: SerD potenziati, unità di strada, posti letto;
★ un piano vero per la casa, perché nessuno a Roma debba vivere in un rudere.

Far finta di niente certifica il fallimento di questo governo sulla sicurezza.
Ma la sicurezza vera non è un aggettivo urlato sui social: è lo Stato che in un quartiere c'è prima che succeda il fatto, non dopo.
Non è sicurezza. È abbandono.

Indirizzo

Via Ponzio Cominio, 56
Rome
00175

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando PCI - Federazione di Roma pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Categoria