Osservatorio Carcere Unione delle Camere Penali italiane

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OSSERVATORIO CARCERE
Responsabili
Riccardo Polidoro
Gianpaolo Catanzariti

L’Osservatorio Carcere, costituito nel 2006, è una struttura composta dal responsabile di Giunta preposto alla sezione carcere e da un gruppo di lavoro i cui componenti sono esterni alla Giunta e da essa nominati, dei quali uno svolge la funzione di coordinatore. L’Osservatorio Carcere e le strutture decentrate (rappresentate dai Referenti locali delle Camere Penali), operando secondo linee condiv

22/04/2026

Da giorni circola insistentemente la notizia della intenzione di procedere ad un riassetto, attraverso un decreto ministeriale, delle funzioni della nuova “Direzione generale delle specialità del Corpo di polizia penitenziaria”, istituita con DPR 189/2025.
Secondo queste voci, nel DM in cantiere si stabilisce che le citate articolazioni operative stiano direttamente alle dipendenze della nuova Direzione generale e non più alla gestione diretta del capo del Dap.

L’evoluzione della nuova Direzione generale — le cui competenze mutano dal semplice coordinamento alla gestione gerarchica diretta dei reparti speciali — conferma una preoccupante involuzione culturale. Il sistema penitenziario sembra ormai orientato verso una visione puramente securitaria, a discapito della funzione rieducativa sancita dalla Costituzione.

Siamo fortemente preoccupati per le conseguenze che tale sottrazione alle dipendenze del DAP possa provocare, rendendo la polizia penitenziaria un corpo separato, pronto ad essere gestito, in via autonoma e autoreferenziale, da un ipotetico istituendo Dipartimento di polizia penitenziaria, progetto più volte agitato da specifiche organizzazioni sindacali di settore.

Sappiamo bene con quanto sacrificio e spirito di abnegazione, nonostante le carenti risorse umane, il personale di polizia penitenziaria si affanni per riaffermare la “forza della rieducazione alla rieducazione della forza”, ancor più nell’abbandono e nel disastro attuale.
 Eppure, spingere verso una completa autonomia, gerarchica e gestionale, della polizia penitenziaria al di fuori del DAP, vuol dire allontanare quegli uomini e quelle donne in divisa dalla cornice costituzionale della pena.
 
Se poi, alla paventata riorganizzazione dipartimentale, aggiungiamo lo scandaloso “pacchetto sicurezza” approvato in Senato, che autorizza le operazioni nei penitenziari dei nuclei investigativi sotto copertura, allora il rischio che la “polveriera carcere” esploda fragorosamente risulta davvero concreto. Fermiamoci, piuttosto, a ripensare una riorganizzazione del DAP con criteri manageriali complessivi, nell’ottica di perseguire davvero il senso costituzionale della pena.

20/11/2025

Il documento congiunto della Giunta e dell’Osservatorio carcere UCPI sulla circolare restrittiva delle attività educative esterne al carcere

Rivedere la circolare sulle attività educative nel rispetto della costituzione e dell'ordinamento penitenziario.

Gli accorgimenti burocratici non siano l'occasione per soffocare le istanze del trattamento rieducativo nel nome di una distorta concezione della sicurezza e della legalità.

24/08/2025

𝐄𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐢𝐜𝐢𝐝𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐫𝐜𝐞𝐫𝐞: 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢.

La Lettera aperta ai presidenti del Senato e della Camera, al Presidente del Consiglio dei ministri e al ministro della Giustizia pubblicata oggi su Il Corriere della Sera.

L’emergenza dei suicidi in carcere – 56 dall’inizio dell’anno, 7 dei quali ad agosto – è indice di inaccettabili condizioni di vita dei detenuti e di una drammatica situazione di sovraffollamento che contraddistingue la realtà italiana.

Essa rappresenta una palese violazione dei principi costituzionali della dignità umana e della finalità rieducativa della pena, nonché degli impegni internazionali assunti dal nostro Paese in materia di diritti umani.

I dati ufficiali confermano che il numero dei detenuti è di gran lunga superiore alla capienza regolamentare degli istituti penitenziari, evidenziando una realtà indegna di un Paese civile.

Occorrono:
• Misure di deflazione carceraria
• Potenziamento degli organici e delle risorse
• Revisione delle politiche penali

La lettera completa, a firma mia, di Gian Luigi Gatta, Presidente Associazione Italiana Professori di Diritto Penale, e di Cesare Parodi, Presidente Associazione Nazionale Magistrati, su Il Corriere della Sera e al seguente link:

https://camerepenali.it/cat/13245/emergenza_suicidi_in_carcere_impegnarsi_tutti.html

14/08/2025

La necessità di un intervento istituzionale per l’ufficio del Garante dei detenuti.

❌ Quando la "pezza" del Garante nazionale dei diritti dei detenuti è peggio del "buco" del Governo sulle condizioni delle carceri italiane, è forse giunto il momento di ricorrere ai rimedi istituzionali.

Il documento della Giunta e dell’Osservatorio Carcere UCPI
⬇️

https://www.camerepenali.it/cat/13240/la_necessit%C3%A0_di_un_intervento_istituzionale_per_l%E2%80%99ufficio_del_garante_dei_detenuti.html

31/07/2025

Ristretti in agosto 2025.

Anche quest’anno l’Osservatorio carcere ripropone l’iniziativa “Ristretti in agosto”, per sensibilizzare e sollecitare l’opinione pubblica, la politica, il mondo dell’informazione e la magistratura a mettere in campo le azioni più opportune per riportare il carcere dentro i confini della legalità costituzionale, oltre che tutelare la dignità, sistematicamente calpestata, di tutti i detenuti e i detenenti.
Visite in carcere aperte ai magistrati, ai rappresentanti istituzionali che siano non solo momento di verifica delle condizioni di vita “dietro le sbarre”, ma, soprattutto, il segno dell’attenzione e della vicinanza dei penalisti rispetto alle problematiche penitenziarie.

Visite in programma (in continuo aggiornamento) ⬇️

https://www.camerepenali.it/cat/13225/ristretti_in_agosto_2025.html

Lasciare cadere nel vuoto il richiamo di Mattarella rappresenta una grave ferita inferta alla nostra democrazia 02/07/2025

Chiare parole del Presidente della Repubblica, è il momento del messaggio alle Camere e al Paese sulle condizioni disastrose delle carceri.
Il documento condiviso dalla Giunta e dall’Osservatorio carcere UCPI

Lasciare cadere nel vuoto il richiamo di Mattarella rappresenta una grave ferita inferta alla nostra democrazia 02/07/2025 Lasciare cadere nel vuoto il richiamo di Mattarella rappresenta una grave ferita inferta alla nostra democrazia L’emergenza carceri e la vergognosa condizione di sovraffollamento non possono di certo finire frettolosamente archiviate nella soffitta del dibattito politico. Occorre un mes...

Il saluto tra l'avvocato e il detenuto al 41 bis 28/06/2025

La disumanità in carcere calpesta la dignità dei detenuti.
Il documento dell’Osservatorio sul saluto tra il difensore e il detenuto al 41 bis

Il saluto tra l'avvocato e il detenuto al 41 bis 27/06/2025 Il saluto tra l'avvocato e il detenuto al 41 bis La spericolata segnalazione dei direttori delle carceri ai consiglio distrettuali di disciplina forense. L’ennesima dimostrazione di come l’istituzione carceraria agisca sempre più con disumanità, calpestando e mortificando la dignit....

25/06/2025

Documento congiunto dell’Osservatorio carcere e della Giunta UCPI sul garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà.

Il Garante necessario.

La soggettività ideologica dei singoli componenti del collegio del Garante Nazionale dei diritti delle Persone private della Libertà non può diventare il grimaldello per cancellarne le funzioni di pubblico difensore dei diritti dei detenuti. La nota della Giunta e dell’Osservatorio Carcere UCPI.

Se il “Garante Nazionale dei diritti delle Persone private della Libertà” avverte la necessità di stilare un comunicato per spiegare che la sua partecipazione in giudizio a sostegno delle ragioni dei detenuti, vittime di condotte violente perpetrate loro all’interno delle carceri, proseguirà anche con altri legali, dopo la rinuncia dell’Avv. Michele Passione, probabilmente non c’è molto da stare sereni.

Nell’intervista rilasciata a “Il Manifesto” il prof. Mario Serio, componente del collegio, lamenta l’esistenza di prese di posizione personali che priverebbero della necessaria uniformità di azione e di pensiero l’ufficio del Garante, chiamato invece ad esprimersi attraverso una decisione univoca, al netto delle “soggettività ideologiche” dei singoli componenti.

La rilevata esistenza di “soggettività ideologiche” dei singoli rischia di condizionare l’operato e le scelte pubbliche del Garante, destando evidente preoccupazione in quanto tale organismo dovrebbe averne una soltanto costituita dalle finalità e dagli scopi della sua primitiva costituzione: individuare le criticità presenti in ogni luogo di privazione della libertà, di risolvere quelle situazioni che generano occasioni di ostilità o che originano reclami proposti dalle persone ristrette e di prevenire infine qualsiasi situazione di possibile trattamento contrario alla dignità delle persone.

Così come preoccupa un altro passaggio concernente l’obbligo morale di rispondere al quesito posto dalla rinunzia dell’avv. Passione ai mandati professionali nei processi per tortura e violenza, circa il rischio che si possa interrompere la «linea finora tracciata in difesa dei diritti delle persone private della libertà», in relazione al quale il prof. Serio garantisce che si batterà «perché questa posizione trovi ascolto nel Collegio», dichiarandosi comunque «abbastanza ottimista».

Ci piacerebbe poter condividere questo ottimismo, in quanto ove fosse mal riposto ci troveremmo dinanzi al concreto rischio che quella Autority, appositamente costituita quale principale risposta alla sentenza della Corte EDU “Torreggiani”, con la quale l’Italia è stata condannata per il trattamento disumano e degradante a cui sono state sottoposte le persone recluse, finisca per imboccare la strada di una non auspicabile sterilizzazione o peggio di un suo drammatico fallimento.

Ma proprio per questo è necessario respingere con forza il disegno di quei settori della politica e delle istituzioni che hanno manifestato ostilità, sin dall’inizio, alla nascita del Garante.

In questi momenti di rimozione collettiva dello scandalo che investe l’istituzione carceraria, le cui drammatiche condizioni offendono l’immagine stessa del nostro Paese, si percepisce la carenza di un’effettiva azione di tutela dei diritti dei detenuti, di una concreta e tangibile opera di prevenzione di ogni forma di violenza praticata sulle persone ristrette, di una significativa attività di informazione pubblica sullo stato dell’intero sistema dell’esecuzione penale.

Di fronte alla manifesta illegalità delle condizioni di tutti coloro che sono privati della libertà personale si avverte la necessità di un pubblico difensore, indipendente da ogni pregiudizio ideologico o da ogni forma di subalternità al potere politico che lo ha nominato.

Ed è proprio nelle drammatiche circostanze attuali che risulta assolutamente necessaria una capillare attività di monitoraggio degli istituti penitenziari, dei CPR, delle Rems, dei settori dedicati ai trattamenti sanitari obbligatori, attraverso visite a sorpresa e senza pubblici o privati preavvisi, nonché la pubblica ostensione, oltre agli approfondimenti e ai pareri ad oggi pubblicati, delle relazioni e del rapporto delle diverse visite che, un mese dopo l’inoltro alle autorità chiamate a risolvere le criticità segnalate, debbono essere pubblicate sul sito web.

In questo particolare contesto si percepisce in tutto il suo più ampio valore politico la mancanza, da due anni, della prescritta relazione annuale al Parlamento sul lavoro svolto dal Garante e sulle prospettive future del settore ad esso assegnato, assieme alla rivendicazione del proprio ruolo di persona offesa ogni qualvolta giunga la notizia del decesso di un detenuto per cause rimaste oscure e in tutti i casi di tortura.

Senza tutto ciò, purtroppo, si rischia di svilire quel ruolo di garanzia che le fonti internazionali e nazionali hanno inteso attribuire, appunto, al Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, nel rispetto della Costituzione e dei principi di eguaglianza e di libertà in essa scolpiti.

Roma, 25 giugno 2025

L’Osservatorio Carcere

La Giunta

Photos from Osservatorio Carcere Unione delle Camere Penali italiane's post 14/06/2025

IX Open Day Rimini.
Dopo il premio “Riccardo Polidoro”, conferito quest’anno a Rita Bernardini, il workshop del nostro osservatorio presso la Sala del Borgo. punto di riferimento per tanti giovani colleghi che avvertono con forza di occuparsi delle disumane condizioni di vita nelle carceri.

Photos from Gian Domenico Caiazza's post 08/06/2025

Misure alternative = meno carcere = meno recidiva = più sicurezza.
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