Collettivo errezero

Collettivo errezero

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Il Collettivo errezero nasce nel 2016 all'interno degli spazi del “Che”ntro sociale TBM con l'intento di portare avanti attività politiche e culturali.

L'esigenza di creare un collettivo nasce dalla volontà di poter essere un'alternativa alle realtà giovanili presenti attualmente sul territorio cercando in primo luogo di promuovere l'utilizzo degli spazi come posti di aggregazione e dall'esigenza di cominciare ad aprire un dibattito politico e formativo (studentesco e non) all'interno della nostra periferia. L'intento è quello di ridare vita a qu

20/10/2019

Calendario settimanale delle attività,
diffondiamo e partecipiamo!

A cura di:
Collettivo errezero
El Chentro Sociale Torbellamonaca
Tor Bella Monaca Scuola Popolare
Cubo Libro
Ri-Trovo Lab
Ciclofficina La Gabbia
TorbellamoNACAlab
laboratorio TERRACQUAFUOCO
Misogi Aiki Dojo
Zumba Zim Roma

07/10/2019

Questa notte, la Casa Bianca ha annunciato il ritiro immediato delle truppe statunitensi dai territori della Siria settentrionale. In quei luoghi, da più di cinque anni, è iniziata una rivoluzione che ha permesso la costruzione di una società basata sul pluralismo, il multiculturalismo, la democrazia diretta, la parità di genere e il rispetto per l'ambiente. Il Rojava: una società nata dall'idea di Confederalismo Democratico, un progetto rivoluzionario che intimorisce gli stati che da più di un secolo sfruttano e distruggono i territori mediorientali. La presenza dell'esercito statunitense garantiva quell'assetto di pace che delicatamente era stato stabilito nel nord-est della Siria. Con la decisione della Casa Bianca si permette a tutti gli effetti l'ennesima aggressione ai danni dei curdi da parte dell'esercito turco. Si tenta ancora una volta di porre fine a quelle pratiche che si dimostrano vincenti ma che minano le basi del capitalismo moderno. Lo si fa con l'uso della forza e ignorando le convenzioni internazionali sui diritti umani. Riteniamo gli Stati Uniti responsabili di qualsiasi disastro umanitario possa seguire all'attacco delle truppe turche in Siria del nord

Photos 18/09/2019

Quattro giorni fa nella scuola media Ilaria Alpi-Carlo Levi di Scampia la Preside ha escluso dalle lezioni un alunno per le sue treccine blu. Esigenza di ordine e di decoro in un quartiere con alto tasso di delinquenza. Come se il rispetto della legalità necessitasse l’accettazione acritica di regole che violano la libera espressione del sé. C’è stato un momento storico in cui le parole ordine e sicurezza sono state preferite alla parola libertà. Sciascia diceva che per i siciliani la libertà della sicurezza della vita e dei beni, garantita dall’ordine, aveva oscurato l’importanza di altre libertà.

È chiaro che la decisione della Preside si basa su un errore di fondo: pensare che un regolamento scolastico, frutto di un punto di vista del tutto soggettivo, possa assumere valore di legge. Soggettivi infatti sono i concetti di decoro, buon gusto, eleganza o scandalo. Qual è il discrimine entro il quale un abbigliamento, un trucco, una pettinatura possono essere definiti inaccettabili? Basti pensare quanto questi concetti siano mutati e continuino a mutare nelle categorie di spazio e di tempo. La verità è che non esistono criteri oggettivi per stabilirlo e volerli imporre implica inevitabilmente un atto di forza, di coercizione, di limitazione della libertà individuale. Forse la scuola dovrebbe innanzitutto preoccuparsi di educare al rispetto e alla valorizzazione delle diversità quando esse non sono lesive della dignità o della incolumità altrui, educando alla libertà e alla gioia di essere se stessi. Non c’è nulla di scandaloso in due treccine blu, scandalose sono disonestà, malafede, discriminazione. Da queste e da altri mali dobbiamo difendere i nostri ragazzi, non certo dal loro naturale diritto alla provocazione o alla ricerca, in due treccine, in un tatuaggio o in un paio di jeans strappati, della propria identità e del proprio ruolo nel mondo.

La scuola è una cosa seria, dice la Preside. Certamente, però serietà non significa conformismo, ma piuttosto arrivare in orario alle lezioni, svolgere i compiti, rispettare le persone, avere cura dell’ambiente in cui si abita, vivere con responsabilità il proprio diritto allo studio.

Rattrista pensare che per riconquistare questo diritto un ragazzo abbia dovuto tagliare le sue treccine blu.

13/06/2019

La Tor Bella Monaca Scuola Popolare non va in vacanza!

28/03/2019

Si balla forte all’Ex Fienile!

28/03/2019

La Scuola Popolare di Tor Bella Monaca
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