Partito della Rifondazione Comunista

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Partito della Rifondazione Comunista
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Il Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea è un partito politico italiano nato nel 1991

Photos from Partito della Rifondazione Comunista's post 13/06/2026

Oggi pomeriggio eravamo in piazza con ventimila antifasciste e antifascisti che hanno manifestato per le vie di Roma per ribadire che pace, solidarietà e democrazia sono le basi del nostro vivere insieme in questo paese. Contemporaneamente quattromila fascisti sfilavano inneggiando al duce e alla pulizia etnica perché la cosiddetta remigrazione è questo. Oltre ai saluti romani, purtroppo sdoganati, si sono sentite parole d'odio verso le persone migranti e i comunisti. Un deja vu della storia.
Di fronte a quella che è una palese istigazione all'odio razziale e a una piazza che ha inneggiato al duce il ministro dell'interno tace compiaciuto. Sempre a Roma oggi Roberto Vannacci ha dato il via all'assemblea costituente del suo partito Futuro nazionale che sta raccogliendo la feccia e punta in alto alle prossime elezioni. È necessario cacciare il governo fascista di Giorgia Meloni, chi ancora non lo capisce dovrebbe chiudere gli occhi e immaginarsi un Meloni bis con qualche parlamentare di Futuro nazionale ministro.

13/06/2026

1%MILA

La raccolta firme per la Legge di Iniziativa Popolare per l'introduzione di una patrimoniale ha raggiunto e superato le 50.000 firme necessarie. Un risultato importante, frutto dell'impegno di migliaia di persone che credono in un Paese più giusto.

Ma questo è solo l'inizio.

Vogliamo rilanciare la nostra battaglia per una maggiore giustizia sociale e fiscale, perché non è accettabile che ricchezza e privilegi continuino a concentrarsi nelle mani di pochi mentre crescono disuguaglianze e precarietà.

Per questo ci ritroveremo il 21 giugno per discutere insieme i prossimi passi di questa mobilitazione e dare nuovo slancio alla campagna.

Segnate la data. Nei prossimi giorni vi racconteremo di più.

Continua a firmare al link in bio!





Photos from unpercentoequo's post 13/06/2026

Il cambiamento ha bisogno di sostegno. Indossa la nostra t-shirt "Tax The Rich" e porta il messaggio ovunque. ✊

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13/06/2026

Unire le lotte per cambiare il Paese: questo è l’obiettivo. 🚩

Venerdì 12 giugno alle ore 20:30, saremo alla XXVI Festa di Liberazione di Brugherio per un confronto strategico tra chi ogni giorno si batte per i diritti.

Il dibattito, intitolato "Tre leggi di iniziativa popolare per cambiare il paese", vedrà l’unione di tre campagne fondamentali:
⚖️ *Giustizia fiscale e sociale*(la sfida di 1% Equo)
🏥 Sanità accessibile
👷 Tutele per il lavoro negli appalti

La nostra battaglia per tassare le grandi ricchezze non è isolata: è parte di una visione comune che mette al centro il lavoro, la salute pubblica e una redistribuzione reale della ricchezza. Solo costruendo un fronte unico potremo dare forza alle nostre proposte e trasformarle in legge.

Intervengono:
🗣️ Dario Ballardini (Comitato Promotore 1% Equo – Tax The Rich)
🗣️ Vittorio Agnoletto (Medicina Democratica)
🗣️ Gabriele Rocchi (Segreteria Regionale CGIL Lombardia)

📍 Vi aspettiamo all’Area Feste, Via A. Moro / San Giovanni Bosco, Brugherio.

Passiamo parola, uniamo le forze. ✊

56.000 persone hanno già firmato in meno di un mese!
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Photos from Partito della Rifondazione Comunista's post 13/06/2026

🚩 Il 14 e 15 giugno saremo a Bruxelles per dire NO al riarmo e SÌ al welfare, alla pace e alla giustizia sociale.

In tutta Europa cresce la mobilitazione contro la scelta delle istituzioni europee di destinare sempre più risorse alla spesa militare, mentre sanità, istruzione, servizi pubblici, tutela ambientale e cooperazione internazionale continuano a essere penalizzati.

Noi crediamo che la sicurezza dei popoli non si costruisca con le armi, ma investendo nei diritti sociali, nella democrazia, nella cooperazione e nella pace. Per questo saremo a Bruxelles insieme al Partito della Sinistra Europea e alla campagna Stop ReArm Europe, per affermare un'altra idea di Europa.

Porteremo inoltre la campagna "Un per cento equo", che propone di destinare almeno l'1% della ricchezza dei super-ricchi al finanziamento delle politiche sociali, ambientali e di cooperazione internazionale. Di fronte alla scelta tra tagliare diritti o aumentare le spese militari, noi scegliamo la redistribuzione della ricchezza e il rafforzamento del welfare.

Vogliamo un'Europa fondata sulla pace, sui diritti sociali, sulla solidarietà tra i popoli e sulla giustizia sociale, non sulla corsa agli armamenti.

12/06/2026

Giovedì 11 giugno, il segretario nazionale Maurizio Acerbo e la responsabile esteri del partito, Anna Camposampiero, hanno partecipato a un incontro on line con il Dipartimento internazionale del Partito Comunista Cubano. Durante l’incontro sono stati ricordati i legami storici che legano l’Italia con Cuba, a partire da Gino Donè a bordo del Granma, ricordando Giovanni Ardizzone, ma anche per l’invio delle Brigate mediche durante il Covid e oggi per i medici che in Calabria suppliscono alle carenze di un sistema sanitario nazionale distrutto dalle privatizzazioni degli ultimi anni. In questo momento abbiamo in Italia un governo di estrema destra alleato di Trump, ma la maggioranza del popolo italiano è solidale con Cuba.
Rifondazione Comunista considera gravissima l’ingerenza degli USA con tentativo di mandare via i medici in Calabria e il silenzio del governo italiano in merito. L’impegno di Rifondazione è sicuramente materiale - tutto il partito è impegnato nella raccolta di medicine e materiali da mandare a Cuba - ma soprattutto politica. Rifondazione Comunista sta organizzando incontri in tutto il Paese, sono stati presentati ordini del giorno in tutti i consigli comunali dove siamo presenti, e nostri compagni hanno partecipato all’European Convoy che ha portato solidarietà e che ora porta denuncia e testimonianza.
Dopo le grandi manifestazioni del passato 11 aprile, e sotto le rappresentanze diplomatiche statunitensi per denunciare l’assurda accusa al compagno Raul Castro, Rifondazione Comunista ha ribadito tutto l’impegno per Cuba. A partire dai punti emersi dall’assemblea nazionale del passato 7 giugno, che rilancia l’attività di tutte le forze che vogliono difendere la rivoluzione cubana e il diritto di autodeterminazione dei popoli, qui sotto riportati.

• chiediamo a tutte le forze progressiste, democratiche, pacifiste e solidali di unirsi in un ampio fronte contro ogni tipo di aggressione militare, economica e mediatica contro Cuba;
• chiediamo la fine del blocco economico, commerciale, finanziario ed energetico, che è a tutti gli effetti una punizione collettiva e unilaterale contro un Paese pacifico che ha esportato solo solidarietà e non rappresenta una minaccia per nessun altro Paese;
• chiediamo il rispetto della libertà di autodeterminazione del popolo cubano, contro ogni tipo di dominazione e interfenza esterna, come sancito anche dalla Carta delle Nazioni Unite;
• crediamo sia importante continuare le manifestazioni di solidarietà in tutte le forme con la popolazione cubana, come fatto con i progetti per l’indipendenza energetica di Cuba, con le raccolte farmaci, fondi e altro materiale utile negli ultimi mesi;
• sottolineiamo l’alternativa espressa dall’esperienza cubana, fondata sulla pace e sulla solidarietà, come dimostrato con i medici inviati in tutto il mondo e i vaccini donati ai Paesi in via di sviluppo per l’Ebola e il Covid.

Cuba no està sola! E dobbiamo impegnarci tutte e tutti!

11/06/2026

Ciao Pierluigi
Il Compagno Pierluigi Mulliri ci ha lasciato e la notizia, per quanto temuta da tempo ci ha lasciato in totale sgomento. La sua presenza nella vita del nostro partito era una costante di quelle su cui potevi contare sempre, anche nel dissenso. Fra i fondatori in Sardegna, per anni autorevole segretario regionale era entrato, dopo l’ultimo congresso nella Direzione Nazionale del Partito. Lo ricorderemo a lungo per la sua nettezza priva di ambiguità, per la tenacia, anche per le poche parole con cui riusciva a spiegare molte cose. Dire altro è difficile e di troppo, possiamo soltanto abbracciare la moglie Catia, la figlia Francesca, il resto della sua famiglia, delle compagne e dei compagni di Nuoro e di tutta la Sardegna. Il partito in cui tanto hai creduto Pierluigi e in cui tanto hai speso della tua vita non intende dimenticarti.
La Segreteria nazionale del Partito della Rifondazione Comunista Se.

11/06/2026

Comunicato stampa.

Rifondazione con le lavoratrici e i lavoratori della cultura

Domani, 12 giugno, ci sarà lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori della cultura, promosso dall’associazione “Mi riconosci?”, da FP Cgil, DL Cobas, CLAP, Cobas Lavoro Privato e Sial Cobas per tutti gli appalti pubblici, inclusi quelli relativi al Ministero della Cultura, e con l’adesione di Nidil Cgil (lavoratori e lavoratrici interinali/in somministrazione del Ministero della Cultura e del comparto Federculture).

Rifondazione è a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che domani saranno nelle piazze di tante città italiane. La loro è una mobilitazione importante perché per la prima volta lavoratori dello spettacolo, dell’editoria, della produzione artistica, dei beni culturali, personale dei musei e delle biblioteche, sciopereranno insieme per chiedere un cambio di passo totale da parte delle politiche del Governo che sta tagliando i fondi a tutti i settori della cultura: maggiori investimenti pubblici, un piano straordinario di assunzioni al Ministero della cultura e nelle istituzioni culturali pubbliche, stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori per porre fine alla precarietà e alle false partite iva, sicurezza sul lavoro e difesa della salute, riconoscimento della dignità del lavoro nella cultura. E lo stop ai fondi per il riarmo.

In Italia nel 2024, sono circa 843 mila i lavoratori occupati nei settori culturali pari al 3,5 % dell’occupazione totale. Ma il 41,3% (rispetto al 14,5% del totale degli occupati) sono lavoratori autonomi “senza dipendenti” vale a dire false partite iva, cioè lavoratori precari e senza diritti contrattuali e previdenziali, strutturalmente “intermittenti”. E da queste statistiche sono esclusi naturalmente i tanti lavoratori in nero, spesso definiti “volontari”.

L’Italia ha anche un altro primato, tra i tanti: è posizionata al penultimo posto nella graduatoria comunitaria per quanto riguarda il lavoro giovanile nei settori culturali: la fascia di età tra i 15 e i 29 anni è pari al 12,8% (contro il 18,1% della media europea).

Secondo un’indagine di “Mi riconosci?” nei beni culturali le tariffe orarie spesso scendono sotto i 7-8 euro lordi, con oltre metà dei lavoratori che non raggiunge i 10.000 euro annui.

Inoltre, la maggior parte dei lavoratori e delle lavoratrici dei settori culturali non riesce ad arrivare alla pensione: ai circa 308.000 lavoratori dello spettacolo nel 2023 sono state retribuite 78 ore di lavoro all’anno per lavoratore (ne occorrono da 120 a 90 per raggiungere la pensione).

L’Italia è anche il paese in cui la maggior parte del patrimonio culturale di proprietà pubblica (che rappresenta il 65% del totale) viene affidata in gestione ai privati. Solo per fare un esempio recente e che sarà una delle rivendicazioni dei lavoratori di Napoli: lo storico “Cimitero delle fontanelle” che fino al 2020 era stato gestito dal Comune con ingresso gratuito, adesso è stato affidato ad una cooperativa che lo metterà a disposizione a pagamento e che prenderà per 12 anni l’85 % delle entrate.

Da sempre Rifondazione si batte per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori della cultura – di tutti i diritti: malattia, maternità, inabilità, infortuni sul lavoro, invalidità, ferie, disoccupazione, formazione, eccetera - perché siano considerati come “lavoro” a tutti gli effetti – e quindi anche ai fini contributivi e pensionistici - anche i periodi non retribuiti e i periodi dedicati alla formazione professionale. Che ai lavoratori dello spettacolo - come avviene per l’ “intermittenza” in Francia dal 1936 – sia garantito un reddito anche dei periodi di non lavoro.

Sostenere, riconoscere e garantire i diritti, la dignità e la professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici della cultura vuol dire anche sostenere la lotta e tutelare chi svolge un servizio pubblico essenziale, e cioè l’accesso a tutte e a tutti alla fruizione della cultura e della conoscenza, della produzione artistica e dei beni culturali. Anche per questo siamo al loro fianco.

Stefania Brai, responsabile nazionale Cultura Partito della Rifondazione comunista/Se

Paolo Benvegnù, responsabile nazionale Lavoro Partito della Rifondazione comunista/Se

10/06/2026

✊ Sabato 6 giugno abbiamo partecipato alla grande manifestazione davanti alla base USAF di Aviano, uno dei principali avamposti militari statunitensi in Europa.
Abbiamo portato in piazza un messaggio chiaro:

❌ No alla guerra e a ogni escalation militare
❌ No al riarmo
❌ No alla repressione delle libertà e dei diritti
❌ No alla NATO
❌ No al genocidio del popolo palestinese

La pace non appartiene ai profitti delle industrie belliche. La pace appartiene alle persone, alla sanità pubblica, alla scuola, ai consultori, alla sicurezza sul lavoro, al diritto alla casa e a salari dignitosi.

Mentre aumentano le spese militari, vengono sottratte risorse ai bisogni reali delle cittadine e dei cittadini. Per noi la pace significa giustizia sociale, diritti, welfare e solidarietà tra i popoli.

📢 Abbiamo ribadito che esiste un legame profondo tra guerra, imperialismo e capitalismo, e che costruire la pace significa mettere in discussione le cause che alimentano i conflitti.

Grazie a tutte e tutti coloro che hanno partecipato. Continuiamo a mobilitarci insieme.

Qui l'intervento di Anna Manfredi segretaria della federazione di Udine

09/06/2026

Libercomunismo
Scienza dell’utopia

Lo spirito di questo tempo alberga - direbbe Marx - in una tendenza: la centralizzazione del capitale, un moto inarrestabile che sta concentrando tutto il potere nelle mani di pochi giganti. Una forza che sfrutta in modi sempre più sofisticati il lavoro e la natura e, al contempo, genera sprechi e inefficienze, trasforma gli individui in capitali umani isolati, consuma dall'interno le istituzioni della democrazia liberale e prepara il terreno ad una nuova minaccia: un oltrefascismo transnazionale, in cui la libertà del capitale è destinata a divorare tutte le altre libertà. Contro questo scenario, "Libercomunismo" apre ad una prospettiva inedita: la grande tendenza va affrontata sfidando il più grande tabù politico moderno. Pianificazione collettiva e libertà individuale, finora contrapposte, vanno intese come poli di un unico obiettivo: una lunga lotta per espropriare il grande capitale, democratizzare il controllo delle forze produttive e, al tempo stesso, liberare le energie creative dei singoli individui. Un esercizio scientifico che sfida le ideologie dominanti e invita a concepire una politica all'altezza di questo tempo catastrofico.

Dialogano con l’autore Emiliano Brancaccio:
Fausto Bertinotti
Laura Marchetti, antropologa
Tania Toffanin, sociologa
Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC-SE
Introduce e coordina: Dino Greco

MARTEDÌ 9 GIUGNO H. 18
In diretta con Rifondazione Comunista

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Ubicazione

Indirizzo


Piazzale Degli Eroi, 9
Rome
00136

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00