Donne contro guerra e genocidio

Donne contro guerra e genocidio

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Lavoratrici, studentesse, precarie, migranti: donne e libere soggettività organizzate per fermare il genocidio, la guerra e il riarmo!

Photos from Donne contro guerra e genocidio's post 24/05/2026

¡CUBA ES UN PUEBLO DE PAZ Y NO MERECE LA GUERRA!

Ricondividiamo la campagna internazionale avviata dal canale "Juntos x Cuba", con lo scopo di dimostrare che i popoli sono solidali con Cuba, contro qualsiasi aggressione militare e contro il bloqueo sempre più stringente attuati dagli Stati Uniti. Sosteniamo un popolo che resiste all’imperialismo statunitense da quasi settant'anni, che lavora attivamente per la pace e la sovranità del proprio paese e che continua a rappresentare un esempio e una speranza per chiunque voglia costruire una società radicalmente alternativa.

Sosteniamo Cuba con ogni mezzo, mandaci il tuo video in direct o al +393407621540!

SCORRI LE SLIDE PER RENDERE EFFICACE IL CONTRUBUTO DI TUTTE E TUTTI!

Photos from Donne contro guerra e genocidio's post 24/05/2026

STANCHE DI PAGARE GUERRA E CAROVITA!
Ieri siamo state nella manifestazione nazionale operaia indetta dall'USB, per rimettere al centro le esigenze della nuova "working class" fatta di lavoratrici della logistica e nei magazzi, nell'industria e nelle cooperative, donne immigrate doppiamente sfruttate, precarie che non arrivano a fine mese.
Abbiamo ribadito che siamo stanche di pagare i costi della guerra e del riarmo, che vengono scaricati sulle spalle delle fasce popolari, con un doppio carico di lavoro che viene appaltato alle donne.

Al Governo Meloni diciamo che non ce ne facciamo niente delle briciole della sua manovra finanziaria di guerra e discriminazioni, né tanto meno del Decreto Primo Maggio.
Vogliamo salari alti e dignitosi, il contrasto alle violenze e discriminazioni sui posti di lavoro, tutele reali perché non possiamo più permettere la morte di 3 lavoratori e lavoratrici al giorno. Vogliamo sanità, case, servizi garantiti nei quartieri e nelle periferie, sportelli antiviolenza, CAV e consultori, asili, mense e finanziamenti alle scuole, contenimento sui costi delle bollette e dell'energia.

Invece da tutto l'arco parlamentare viene portata avanti la riconversione industriale a fini bellici come se fosse la soluzione alla crescente disoccupazione, all'inflazione e al carovita che rende sempre più difficile arrivare a fine mese.

Questa corsa al riarmo invece alimenta solo una tendenza alla guerra sempre più diffusa, che vede gli USA e Israele ormai come pericoli per il mondo intero, con la complicità e il sostegno dei governi europei, responsabili dello strangolamento di Cuba e della recente escalation, tanto quanto del genocidio in Palestina attraverso rapporti economici, militari e culturali con lo stato criminale di Israele.

Continuiamo allora a costruire un fronte di donne e persone q***r contro guerra, genocidio in Palestina, contro le aggressioni imperialiste:LE PRECARIE E SFRUTTATE NON VOGLIONO PAGARE LA GUERRA!

24/05/2026

Il nostro intervento alla grande manifestazione nazionale operaia chiamata dall' di ieri a Roma. In 15.00 hanno dimostrato che i lavoratori e le lavoratrici di questo paese non hanno più alcuna intenzione di pagare i costi delle politiche criminale e guerrafondaie di questo governo!

LAVORATRICI E PRECARIE
STANCHE DI PAGARE GUERRA, GENOCIDIO E CAROVITA!

Photos from Donne contro guerra e genocidio's post 23/05/2026

CON DOT E L'EQUIPAGGIO DELLA BARCA LINA AL-NABULSI, CONTRO GUERRA E GENOCIDIO IN PALESTINA! 🇵🇸

Salutiamo il ritorno di Dott e dell’equipaggio della Lina Al-Nabulsi di donne e persone q***rs imbarcate sulla flottilla contro il pink e rainbow-washing di Israele.
Salutiamo il ritorno in Italia anche delle tantissime e tantissimi attivisti della Flotilla.

In questi giorni abbiamo tutti e tutte visto il sequestro avvenuto in acque internazionali, ma abbiamo anche visto i trattamenti disumani, le torture, gli abusi psicologici e le violenze sessuali che Israele ha riservato alle attiviste e attivisti.

La violenza, le umiliazioni e la ridicolizzazione, il sadismo e le torture non sono un caso isolato, ma sono un elemento strutturale di sopraffazione che ogni giorno Israele infligge sistematicamente sulla pelle delle palestinesi. E come hanno dimostrato decenni di stupri sistematici, soprusi, e occupazione delle terre palestinesi, il problema non può essere solo Ben-Gvir o Netanyahu, ma lo è tutto il progetto coloniale dello stato terrorista di Israele dalle sue fondamenta.

Se oggi Dot e tanti altri si sono imbarcati rischiando la vita e la propria incolumità è perché i governi occidentali ed europei non hanno fatto nulla per fermare il genocidio in Palestina. Gli stessi governi che oggi si dicono sconvolti per il trattamento riservato agli attivisti, non solo sono stati in silenzio davanti al genocidio in Palestina, ma lo rendono anche possibile finanziando, armando lo stato terrorista di Israele e reprimendo chi protesta la complicità del proprio governo alla guerra, come ulteriormente dimostrato a Bilbao, dove la polizia ha manganellato gli attivisti baschi e i solidali all'areoporto.

Allora al fianco di Dott, continuiamo costruire un fronte di donne e persone q***r che lotti per la Palestina libera dal fiume fino al mare, contro le strumentalizzazioni delle nostre istanze per legittimare le aggressione imperialiste dalla Palestina fino a Cuba!
🇵🇸Palestina libera!🇵🇸

Photos from Donne contro guerra e genocidio's post 23/05/2026

🇨🇺CONTINUIAMO A DIFENDERE CUBA!🇨🇺

La solita favoletta narrata degli USA, accolta a capo chino dai governi europei, è sempre la stessa; ora gli USA tornano ad incolpare Raul Castro per i fatti del ’96, quando mezzi americani violarono provocatoriamente lo spazio aereo di Cuba e il volo venne intercettato. La legittima difesa del territorio cubano fu additati come criminale per giustificare la possibilità di un intervento militare sull’isola.

È dalla rivoluzione del 1959, in cui guerriglieri e guerrigliere sconfissero la dittatura filo-statunitense di Batista, che gli USA hanno più volte provato a ribaltare il governo cubano, e ogni volta hanno fallito.

Oggi, questa ulteriore minaccia arriva dopo aver visto che non sono bastati né i decenni di bloqueo né gli ulteriori restringimenti imposti di recente dagli USA a piegare il popolo cubano, che invece resiste e continua a lottare per la propria sovranità. La popolazione tutta continua a difendere la rivoluzione Cubana e i suoi comandanti. Migliaia di donne, da sempre in prima fila ce lo hanno dimostrato nella marcia organizzata dalla Federazione delle Donne Cubane in occasione del 96° anniversario di Vilma Espín, denunciando un bloqueo criminale che dal 2018 al 2025 ha causato morti prevenibili di circa 1800 bambini a causa dell'impossibilità di importare diversi dispositivi medici essenziali.

E sono proprio quelle donne cubane, assieme a tutto il popolo, che continuano a dimostrare che solo dentro un modello di società radicalmente diverso può esistere qualcosa di così avanzato sul terreno della liberazione femminile e q***r. Il Codice delle Famiglie resta una dimostrazione concreta che un altro modello di società non solo è possibile ma produce conquiste che altrove vengono continuamente ostacolate o arretrare.

Non possiamo lasciare sola l'isola mentre continua a subire le minacce di aggressione da parte dell’imperialismo statunitense.

Continuiamo a portare avanti la solidarietà internazionale verso Cuba: i due Convoy, le campagne di raccolta fondi e raccolta farmaci hanno mostrato che il tentativo di isolare il popolo cubano non è passato.

Difendiamo con ogni mezzo la Rivoluzione cubana: dalle raccolte farmaci, alle iniziative, fino alle firme per difendere la sovranità e la pace sull’isola.

Questa nuova fase di precipitazione non è separata dal resto: è in continuità con il paradigma sionista e di oppressione portato avanti da USA e Israele, con il bene placito dei governi europei che continuano a sostenere e finanziare la violenza contro il popolo palestinese.

Per questo invitiamo a firmare per Cuba, contro l’aggressione imperialista e il bloqueo criminale che riduce alla fame il popolo e le donne cubane.

Per questo continuiamo le campagne di raccolta farmaci.

E per questo chiediamo a tutti e tutte di tenersi pronti a mobilitarsi nelle città, in difesa della rivoluzione cubana!

21/05/2026

LAVORATRICI E PRECARIE, SIAMO STANCHE DI PAGARE GUERRA, GENOCIDIO E CAROVITA!

🔴23 MAGGIO ORE 14.00 IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA (ROMA): PARTECIPIAMO ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE OPERAIA 🔴

Come precarie, sfruttate, lavoratrici e studentesse ci rifiutiamo di pagare l’economia di guerra e di genocidio, che da una parte esporta miseria e morte nei teatri di guerra, dall’altra riduce in povertà la maggioranza della popolazione con inflazione, carovita e tagli sui servizi essenziali.

Rimettiamo al centro la figura delle operaie, oggi più precarie ché mai, perché centrali in quel settore della produzione che viene maggiormente piegato alla produzione bellica.
Operaie, lavoratrici sottopagate, educatrici sociali, persone immigrate costrette ai lavori più sfruttati, docenti, madri, studentesse, come un secolo di battaglie nelle fabbriche e questo stesso autunno abbiamo dimostrato, l’economia di guerra SI PUÒ E SI DEVE BLOCCARE, e con essa SI FERMA TUTTO IL PAESE.

Nonostante le Signore della guerra da Meloni, a Von Der Leyen, insieme alle finte democratiche come Schlein, vogliano farci credere che la soluzione alla crisi sta nella riconversione bellica dell'industria e nel riarmo, noi sappiamo quale è la verità: in questo sistema la guerra avrà sempre priorità sulla nostra salute, le nostre condizioni di lavoro, la nostra dignità.
Dal secolo scorso ad oggi non è cambiato nulla: le donne delle classi popolari di fatto devono scegliere da che parte stare, con una classe politica che ci dà solo le briciole e tagli sui diritti, o contro la guerra, contro il riarmo, contro il genocidio in Palestina e a sostegno di Cuba.

Oggi come ieri le operaie, e le precarie delle classi popolari sono al centro degli scioperi e del conflitto interno dell’opposizione alla guerra.

Per questo anche sabato 23 Maggio aderiremo alla manifestazione delle categorie operaie indetto da USB e scenderemo in piazza a Roma, unite, a lottare affinché la guerra non sia più il prezzo che dobbiamo pagare noi con carovita e condizioni lavorative e di precarietà sempre peggiori!

21/05/2026

CON DOTT E LA LINA AL-NABULSI
Contro pink e rainbowashing per legittimare il genocidio in Palestina
GIÙ LE MANI DALLA FLOTILLA!
Continuiamo a costruire il fronte di donne e q***rs contro guerra e genocidio in Palestina!

20/05/2026

LA BARCA LINA AL-NABULSI È STATA INTERCETTATA E IL SUO EQUIPAGGIO SEQUESTRATO DA ISRAELE!

Se leggete questo messaggio, la Lina al Nabulsi e il suo equipaggio sono state rapite dalle forze di occupazione israeliane o forze alleate. Non scrivete al mio governo o ad alcun rappresentante europeo_a di farvi il piacere di richiedere a israele il mio rilascio. Non inviate messaggi cordiali o rispettosi a questi terroristi. Se volete chiedere a Meloni o Von der Leyen di ba***re i piedi per lasciarmi tornare in Europa, assicuratevi di mandare loro prima di tutto una lista dei loro crimini, e di richiedere le loro dimissioni.

Vi chiedo di non agire in mio supporto con mezzi o linguaggio che diano legittimità ai nostri governi che sguazzano nel profitto tratto dal genocidio della popolazione palestinese quando dovrebbero investire nella sanità, nell'educazione, garantire il diritto alla casa e allo studio, cambiare le leggi sulla cittadinanza, chiudere i CPR, tutelare chi invece spingono ai margini senza remore.

Siamo un equipaggio internazionalista e ingaggiato contro il pinkwashing e il rainbowwashing, eravamo sulla barca della delegazione coreana quando siamo state rapite. La Corea conosce bene i frutti e i furti dell'imperialismo, eppure il governo Sudcoreano ha invalidato il passaporto della mia compagna Ahyun per via della sua solidarietà e del suo attivismo per la Palestina.

Chiedo a chi ci sostiene di usarci per riportare l'attenzione sulla Palestina, intensificare le azioni contro il governo italiano, e di manifestare anche sotto le ambasciate sudcoreane per chiedere giustizia e protezione per Ahyun.

I nostri governi vogliono limitare la nostra immaginazione, ogni volta che inventiamo un nuovo mezzo per lottare inventano nuove regole per proibircelo. Il nostro compito è quindi di raffinare la nostra fantasia, come fa da decenni chi resiste in Palestina, rispondere a condizioni impossibili ampliando la nostra cognizione del possibile.

Si avvicina il mese del pride e mi auguro che non sventoli in nessuna città una bandiera q***r senza al suo fianco una bandiera palestinese, usiamo l'unità del nostro orgoglio per sostenere la lotta contro il colonialismo, smettiamo di prescrivere alle altre come definirsi e come vivere, accettiamo ogni nuova etichetta e muoviamoci in maniera compatta per la Palestina almeno questo mese del pride, e magari a luglio scopriremo che possiamo vivere così tutto l'anno.
Facciamo rete e creiamo le condizioni di sostegno reciproco per poter sostenere degli scioperi lunghi e d'impatto, e farci coraggio a vicenda per intraprendere azioni dirette anche più rischiose – solo così possiamo raggiungere dei risultati.
Il genocidio in Palestina è iniziato ancora prima della nakba, eppure le voci dalla Palestina ci arrivano ancora forti e chiare nonostante lo sterminio: questo vuol dire che israele ha già fallito in partenza, è nostra responsabilità impedire ai nostri governi di investire nel suo sostentamento, che è il sostentamento di una cosa morta anche se si ostinano a tenerla in piedi.

Fanno quel che fanno perché hanno già perso.

Non preoccupatevi per noi o per le barche, la gente in Palestina non se ne fa granché dei nostri aiuti umanitari che non saranno mai abbastanza: la gente vuole la vera liberazione.

Immaginiamola per conquistarla insieme.
Con affetto,

18/05/2026

Le truppe israeliane hanno nuovamente attaccato le imbarcazioni della Flotilla che erano da poco ripartite verso Gaza per portare aiuti e rompere il blocco navale davanti alla striscia.
Dopo aver catturato e torturato nelle scorse settimane attiviste e attivisti imbarcati, i soldati israeliani hanno nuovamente bloccato la flotta nella totale indifferenza dei nostri governi.
Oggi nella giornata di sciopero contro la guerra e a sostegno della resistenza del popolo palestinese, continua la mobilitazione in tante città, a partire anche dalle piazze Gaza, non solo in supporto alla Flotilla, ma anche per chiedere le dimissioni del governo Meloni e l'interruzione di tutti i rapporti con Israele.

PER LA PALESTINA, A SUPPORTO DELLA FLOTILLA, BLOCCHIAMO TUTTO!

18/05/2026

🔴STANNO ATTACCANDO LA FLOTILLA:🔴
OGGI BLOCCHIAMO TUTTO NELLO SCIOPERO GENERALE!
SIAMO L'EQUIPAGGIO DI TERRA!
Ci siamo svegliate con la notizia che diverse imbarcazioni della Flotilla, partite davanti al silenzio dei governi occidentali ed europei, sono state intercettate e sequestrate da Israele.
Come abbiamo già dimostrato, la maggioranza delle donne e le persone q***r sostengono gli attivisti e le attiviste imbarcate, sostengono la lotta del popolo palestinese per una Palestina libera dal fiume fino al mare, sostengono il tentativo di rompere l'assedio criminale a Gaza. Ma come dimostra anche il messaggio portato dall'equipaggio della Lina Al-Nabulsi, donne e q***rs rifiutano il pink e rainbowashing usati per legittimare in genocidio in Palestina.
Allora chiediamo le dimissioni del Governo Meloni che non ha fatto niente per rompere gli accordi con il sionismo e che continua a finanziare il genocidio, e che oggi lascia i propri cittadini in balia degli abusi e prevaricazioni di Israele.
Allora oggi nello sciopero generale, scendiamo nuovamente nelle piazze per BLOCCARE TUTTO, bloccare l'economia di guerra e genocidio in Palestina!

17/05/2026

[MILANO]
¡CUBA NO ESTÀ SOLA!
Continua la raccolta farmaci da inviare al popolo cubano, che continua a resistere allo strangolamento e alle minacce imperialiste degli USA. Sosteniamo Cuba, faro di liberazione per le donne e per tutti i popoli dell'America Latina.

Ci puoi trovare sabato 6 giugno, dalle 11 alle 14, in piazzale Loreto, ti aspettiamo!

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