17/07/2026
Nebrodi, la nocciola al collasso: ora serve un piano straordinario!
Lo scorso 9 dicembre 2025 avevo presentato un’interrogazione per denunciare la gravissima crisi che sta colpendo la corilicoltura dei Nebrodi, in particolare nei territori di Montalbano Elicona, Tortorici, Sinagra, Raccuja, Ucria, Castell’Umberto, San Salvatore di Fitalia, Galati Mamertino e Sant’Angelo di Brolo.
Ad oggi, a distanza di mesi, non ho ricevuto alcuna risposta dal Governo regionale, mentre la situazione sul territorio continua a peggiorare fino a raggiungere livelli di vera e propria emergenza.
Le segnalazioni che mi arrivano da imprenditori agricoli e operatori del settore descrivono un quadro allarmante: la diffusione dei ghiri, specie protetta e quindi impossibile da contenere, che danneggia il raccolto direttamente sulle piante; cinghiali che distruggono i muri a secco e compromettono le radici dei noccioli; i cambiamenti climatici, con inverni sempre più miti che favoriscono le patologie fungine; e un aumento delle cimici che in alcuni casi rende inutilizzabile buona parte della produzione.
Il risultato è che per molte aziende continuare a coltivare il nocciolo non è più economicamente sostenibile, con il rischio concreto di abbandono dei terreni. Un abbandono che non colpirebbe solo l’economia locale, ma aggraverebbe anche il rischio idrogeologico e il pericolo di incendi in tutto il comprensorio dei Nebrodi.
Per questo, ho presentato una nuova interrogazione per chiedere al Governo regionale:
🔹 di istituire con urgenza un tavolo tecnico che coinvolga organizzazioni agricole, comuni, enti di ricerca e Dipartimenti regionali;
🔹 di predisporre un piano straordinario con misure di sostegno economico per la riconversione colturale, l’espianto e il reimpianto delle colture;
🔹 di finanziare studi agronomici, pedologici e climatici per individuare le produzioni più adatte alle mutate condizioni ambientali.
I nostri agricoltori meritano risposte concrete, non il “silenzio”.