25/08/2026
SERINA, AMOR DI PATRIA ANNI TRENTA.
Mani amiche – che ringrazio di cuore – mi affidano questa fotografia. Ne riconosco immediatamente la valenza memoriale. Un’immagine di poche pretese, ma destinata ad arricchire gli annali della storia di Serina. I particolari che la compongono sono a tal punto eloquenti che se ne potrebbe ricavare un trattatello di storia paesana. Mi limiterò a notare le principali evidenze. La fotografia è stata scattata nel porticato che corre lungo i lati del cortile dell’ex monastero di Serina ove un tempo erano collocate le aule della scuola elementare. Siamo quasi sicuramente negli anni Trenta del Novecento. La scena ritrae un folto gruppo di bambini e di bambine che stanno cantando (bocche socchiuse e volti ispirati) accompagnate dal suono di un armonium. Lo sta suonando una maestra; altre due insegnanti, una a destra e l’altra a sinistra, completano il gruppo. I bambini, maschi e femmine nati presumibilmente nella seconda metà degli anni Venti o giù di lì, sono vestiti con le divise ben ordinate previste dalle strutture educative del regime fascista. L’età, che pare contenuta entro i 14 anni, li inquadra nella categoria del Figli della Lupa, maschi e femmine indistintamente. Più avanti con gli anni, i ragazzi sarebbero stati inseriti nella categoria dei Balilla e le ragazze in quella delle Piccole Italiane. L’esposizione di quello che potrebbe essere il vessillo dell’Opera Balilla, sorretto dal bambino al centro della fila superiore, e i vasi di fiori posti in bella vista davanti al gruppo, confermano che il saggio canoro doveva far parte di una cerimonia di tenore, diciamo così, ufficiale. E ora inquadriamo le tre maestre. Nell’atto di accompagnare il canto dei bambini con il suono dell’armonium troviamo la maestra Virginia Cavagnis (Serina, 1890-1964), nipote del cardinal Felice Cavagnis, andata in sposa nel 1914 all’avventuroso dottor Alfredo de Gasperis che diventerà così titolare dell’antica farmacia serinese dei Cavagnis. Figura mite quella della maestra Virginia, che gode tuttora di buona memoria nella corona delle più distinte figure femminili dell’epoca. A sinistra, in piedi, notiamo la maestra Maria Giovanna Carrara d’Albì (Serina, 1894-1980) comunemente conosciuta come “maestra Pierina”. Il giorno del suo funerale si volle ricordare che opere di misericordia furono il motivo dominante della sua esistenza. A destra, con il viso girato, scorgiamo la “maestra Belotti”, all’anagrafe Maria Bambina Belotti (Serina, 1896-1980) che fu insegnante elementare per 41 anni nelle scuole di Lepreno e di Serina. Vale la pena di ricordare che il padre della maestra Belotti, Giacomo, fu segretario comunale di Serina dal 1889 al 1923, mentre il bisnonno Antonio fu il primo sindaco di Serina dopo la costituzione del Regno d’Italia. Di memoria in memoria, è sempre con partecipazione affettuosa che rileggiamo qualche brano della nostra storia.