25/09/2026
Il lavoro che verrà
Ne avevamo parlato a Giugno scorso durante la Festa dell’Unità a Signa e, il lavoro, è stato il tema dell’incontro pubblico che si è svolto ieri alla festa dell’Unità di Lastra a Signa, al quale ha partecipato Federico La Placa del Partito Democratico di Signa.
Partendo dall’attualità, proprio in questi giorni, a Signa, il Partito Democratico ha partecipato al presidio dei lavoratori della AEP per il licenziamento di 3 persone. Che situazione avete trovato?
“Con il sindaco Giampiero Fossi e la Segretaria Barbara Minutella abbiamo voluto essere accanto ai lavoratori per manifestargli la nostra vicinanza e solidarietà e continueremo a seguire questa vicenda per contribuire a mantenere alta l’attenzione. Fino a che l’azienda è stata condotta dal fondatore, non ci sono mai stati problemi. Dal passaggio della proprietà alla multinazionale canadese, i rapporti interni sono cambiati.
Se la recente assunzione di figure professionali già presenti in azienda aveva destato sospetto, le modalità del licenziamento sono state sorprendenti: consegnate le lettere di licenziamento, i dipendenti sono stati praticamente accompagnati alla porta e espulsi dalla ditta.
È mancata una concertazione con le istituzioni preposte che, senz’altro, avrebbero portato a individuare un percorso in grado di proteggere le persone rimaste senza lavoro.
Il 30 Settembre ci sarà un tavolo con AEP, Regione Toscana, parti sociali e ovviamente il sindaco Fossi. Confido che riconducendo questi licenziamenti a una concertazione, si potranno attivare strumenti per tutelare i lavoratori e le loro famiglie”.
Queste dinamiche vedono protagoniste le imprese. Cosa possono fare la politica e l’amministrazione?
“Puntare sulle infrastrutture. A Signa abbiamo una zona industriale importante, che riveste un ruolo fondamentale ma non ha dimensioni così ampie. La nostra zona industriale è cresciuta negli anni ma non ha raggiunto il suo reale completamento. A livello di infrastrutture, ricordo anche il ruolo della videosorveglianza. Nel periodo in cui il settore della pelletteria andava forte, si verificarono numerosi furti e per questo l’amministrazione comunale aveva investito per un sistema di dissuasione e protezione su questi reati.
I finanziamenti per le infrastrutture digitali ci hanno consentito di portare la fibra pura nella zona industriale, garantendo una connettività potente per tutti.
Quando sarà pronto, il collegamento tra lo svincolo della FIPILI e la nostra zona industriale sarà di importanza vitale per velocizzare il transito anche dei mezzi più grandi”.
Ci sono ostacoli in questo percorso di potenziamento delle infrastrutture?
“Il rischio idraulico. Signa è toccata da tre fiumi, Arno, Bisenzio e Ombrone, e le esondazioni fanno danno non solo ai privati ma anche alle imprese.
C’è ancora da lavorare su questo tema ma, a Signa, è stato fatto tantissimo in termini di opere idrauliche e messo in sicurezza del territorio. E i benefici sono tangibili”.
Come si sviluppa il lavoro?
“Purtroppo questo è un paese che ha scommesso poco su chi vuole fare impresa. Spesso è stata complicata la vita alle imprese mentre è stato lasciato libero sfogo alla rendita.
I costi energetici a loro volta frenano lo sviluppo e quindi il lavoro.
Occorre ripartire dalle aziende e dai giovani, che hanno le energie per rimetterci in moto”.