Longobardi in Italia

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Longobardi in Italia “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” è il sito seriale patrimonio dell'UNESCO

A Cividale il nome di Callisto non è legato solo al celebre tegurio 🔎 Durante il suo patriarcato, tra il 737 e il 757, C...
29/10/2026

A Cividale il nome di Callisto non è legato solo al celebre tegurio 🔎

Durante il suo patriarcato, tra il 737 e il 757, Callisto promosse il rinnovamento e l’ampliamento del complesso episcopale della città, che comprendeva la basilica di Santa Maria Assunta, il battistero di San Giovanni Battista e il palazzo patriarcale.

Proprio al palazzo era legato il cosiddetto Pozzo di Callisto, ancora oggi visibile dietro l’abside del Duomo. Si trovava nel viridarium, l’area scoperta del complesso, una sorta di giardino.

Del grande palazzo di età longobarda restano anche alcune strutture oggi visibili nell’ambiente interrato del Museo Archeologico Nazionale. L’edificio aveva una pianta quadrangolare, numerose stanze e forse anche un solarium al primo piano.

Hai mai notato il Pozzo di Callisto dietro il Duomo di Cividale? 👀

📍 Cividale del Friuli è una delle sette componenti del sito seriale UNESCO “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”.

Scopri di più su Cividale del Friuli sul sito Longobardi in Italia: https://longobardinitalia.it/approfondimento/cividale-longobarda/

Come mangiavano i Longobardi? Sì, con le mani, ma non solo 🍴Nell’Alto Medioevo il cibo veniva spesso portato alla bocca ...
27/10/2026

Come mangiavano i Longobardi? Sì, con le mani, ma non solo 🍴

Nell’Alto Medioevo il cibo veniva spesso portato alla bocca con le mani e la forchetta individuale non era ancora un’abitudine diffusa. Sulle tavole nobili, però, potevano comparire forchette utilizzate come utensili da portata.
E c’è una testimonianza particolarmente curiosa.

Una miniatura contenuta nel Codice delle Leggi longobarde del monastero della Cava raffigura re Rotari a mensa mentre pulisce un pesce con un coltello e uno strumento simile a una forchetta.

La forchetta, infatti, non era un’invenzione longobarda. Era già conosciuta da Romani e Bizantini e nell’Alto Medioevo il suo uso in Italia meridionale potrebbe essere legato all’influenza del costume orientale. L’utilizzo individuale a tavola si sarebbe diffuso solo successivamente.

Ti aspettavi di trovarla già su una tavola altomedievale? 👀

Varcata la porta principale del castrum di Castelseprio, ci si trovava davanti a uno dei suoi principali complessi relig...
24/10/2026

Varcata la porta principale del castrum di Castelseprio, ci si trovava davanti a uno dei suoi principali complessi religiosi ⛪

In una zona centrale del pianoro sorgeva la basilica di San Giovanni, affiancata dal battistero. Al suo interno sono state ritrovate tracce di affreschi sulle pareti e di un pavimento realizzato con piccole lastre di marmo in opus sectile.

Lungo uno dei fianchi della basilica si trovava invece una cisterna monumentale. Del complesso faceva parte anche un campanile, di cui oggi rimane il basamento.

Basilica, battistero, cisterna e campanile formavano insieme uno dei principali nuclei del castrum.

La prima fase del complesso risale al V-VI secolo e la sua storia continuò ben oltre l’età longobarda, fino al progressivo abbandono iniziato alla fine del XVI secolo.

Hai già visitato i resti di San Giovanni a Castelseprio? 👀

📍 Il castrum di Castelseprio, insieme al Monastero di Torba e alla chiesa di Santa Maria foris portas, fa parte della componente di Castelseprio-Torba del sito seriale UNESCO “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”.

Scopri Castelseprio-Torba e i suoi monumenti sul sito Longobardi in Italia: https://longobardinitalia.it/scopri/castelseprio-torba/

Pemmone fu duca del Friuli nei primi decenni dell’VIII secolo 👑Paolo Diacono lo ricorda come un "uomo intelligente e uti...
22/10/2026

Pemmone fu duca del Friuli nei primi decenni dell’VIII secolo 👑

Paolo Diacono lo ricorda come un "uomo intelligente e utile alla patria" e racconta di lui un episodio particolare. Dopo gli scontri con gli Slavi, Pemmone si prese cura degli orfani dei guerrieri longobardi caduti in battaglia e li allevò insieme ai propri figli. Tra questi c’erano Ratchis e Astolfo, entrambi destinati a diventare re dei Longobardi.

Pemmone riuscì anche a fermare le incursioni slave sul confine orientale, ma la sua storia da duca ebbe una fine turbolenta. Entrò in conflitto con il patriarca Callisto, lo fece catturare e imprigionare e provocò così l’intervento di re Liutprando, che lo depose e affidò il ducato a Ratchis. Fu proprio Ratchis a intercedere presso il re in favore del padre.

Il nome di Pemmone è arrivato fino a noi anche attraverso una delle opere più celebri di Cividale. Compare infatti nell’epigrafe dell’Ara di Ratchis, interpretata come un dono dedicato dal figlio alla memoria del padre.

Hai mai osservato l’Ara di Ratchis pensando alla storia che si nasconde dietro la sua iscrizione? 👀

📷 Immagine generata con il supporto dell’intelligenza artificiale.

Si può dare un prezzo a un torto? ⚖️ Nel diritto longobardo, in un certo senso sì.Il guidrigildo era una somma di denaro...
20/10/2026

Si può dare un prezzo a un torto? ⚖️ Nel diritto longobardo, in un certo senso sì.

Il guidrigildo era una somma di denaro versata come compensazione per un’offesa o un danno e il suo valore variava in base alla condizione sociale della persona offesa.

📜 Con l’Editto di Rotari, promulgato nel 643, questo sistema contribuì a sostituire la faida, cioè la vendetta privata, con una forma di risarcimento regolata dalla legge.

Al posto di rispondere a un torto con un altro torto, quindi, poteva essere stabilita una compensazione economica.

Sul nostro sito puoi scoprire di più sul diritto e sulle leggi longobarde: https://longobardinitalia.it/approfondimento/diritto-longobardo/

📷 Immagine generata con il supporto dell’intelligenza artificiale.

Il chiostro che vediamo oggi fu costruito nel XII secolo, diversi secoli dopo la fase longobarda del complesso. Eppure c...
17/10/2026

Il chiostro che vediamo oggi fu costruito nel XII secolo, diversi secoli dopo la fase longobarda del complesso. Eppure conserva ancora alcune tracce più antiche 👀

Accanto alla chiesa di Santa Sofia, Arechi II fece costruire un cenobio femminile affidato alla sorella Gariperga. Del complesso originario longobardo non è rimasto il chiostro così com’era, ma alcuni suoi elementi furono riutilizzati nella struttura successiva.

Tra questi si riconoscono alcuni capitelli a stampella decorati con motivi geometrici, ancora oggi visibili nel chiostro.

Una parte del complesso longobardo è quindi ancora visibile nel chiostro di oggi. Hai mai notato questi elementi durante una visita?

📍 La Chiesa di Santa Sofia e il Chiostro costituiscono la componente di Benevento del sito seriale UNESCO “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”

Scopri di più su Benevento sul sito Longobardi in Italia: https://longobardinitalia.it/scopri/benevento/

La capra campa sopra la panca… ma sai da dove arriva la parola “panca”? 👀📜 Continuiamo il nostro viaggio nel vocabolario...
15/10/2026

La capra campa sopra la panca… ma sai da dove arriva la parola “panca”? 👀

📜 Continuiamo il nostro viaggio nel vocabolario italiano di origine longobarda.

Il termine deriva dal longobardo “panka” e indicava un sedile semplice, generalmente in legno, destinato a più persone.

Nell’Alto Medioevo sgabelli e panche di legno erano disposti intorno alla tavola per consumare i pasti.

La prossima parola quale sarà? 👀

Prima dello zucchero, per addolcire i cibi c’era soprattutto il miele 🍯Nell’Alto Medioevo era una risorsa così important...
13/10/2026

Prima dello zucchero, per addolcire i cibi c’era soprattutto il miele 🍯

Nell’Alto Medioevo era una risorsa così importante che le leggi longobarde regolavano anche l’appropriazione degli sciami e del miele selvatico. Il miele era inoltre soggetto a decima, proprio perché considerato un bene prezioso e indispensabile.

Dalle api si ricavava anche la cera, utilizzata per produrre le candele che illuminavano chiese, abitazioni private e palazzi del potere.

🌿 Castagne, noci, miele e altre risorse dei boschi avevano un ruolo importante nella vita quotidiana dell’età longobarda.
Scopri di più nell’approfondimento dedicato alla raccolta dei frutti spontanei: https://longobardinitalia.it/approfondimento/la-raccolta-di-frutti-spontanei/

📷 Immagine generata con il supporto dell’intelligenza artificiale.

È arrivato il momento della soluzione! ⏳Ecco gli abbinamenti corretti:A = 568I Longobardi arrivano in Italia guidati da ...
10/10/2026

È arrivato il momento della soluzione! ⏳

Ecco gli abbinamenti corretti:

A = 568
I Longobardi arrivano in Italia guidati da Alboino

B = 758
Arechi II fonda la chiesa di Santa Sofia a Benevento

C = 753
Desiderio e Ansa avviano la costruzione del monastero di San Salvatore a Brescia

D = 643
Rotari promulga il suo Editto

Quante ne avevi indovinate? 👀

Nell’VIII secolo San Salvatore a Brescia non aveva pareti spoglie ✨La basilica era interamente decorata con affreschi e ...
08/10/2026

Nell’VIII secolo San Salvatore a Brescia non aveva pareti spoglie ✨

La basilica era interamente decorata con affreschi e stucchi integrati tra loro. Sulle pareti della navata centrale si sviluppavano scene della vita di Cristo e delle sante martiri, mentre gli stucchi rivestivano sottoarchi, ghiere e aureole.

Alcuni elementi floreali erano impreziositi perfino da piccole ampolle di vetro colorato inserite al centro dei petali.

I frammenti conservati permettono ancora oggi di immaginare la ricchezza dell’apparato decorativo originario, tra i più importanti giunti fino a noi dall’Alto Medioevo.

Hai già visitato San Salvatore? Raccontacelo nei commenti 👇

📍 La Chiesa di San Salvatore, nel complesso monumentale di San Salvatore-Santa Giulia a Brescia, fa parte del sito seriale UNESCO “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”.

Indirizzo

Piazza Del Comune, 1
Spoleto
06049

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