27/10/2026
👏👏👏
C'è una bellissima notizia, di quelle che restituiscono speranza.
La Cassazione ha dato il via libera alla richiesta di referendum sull'educazione sessuo-affettiva. Ora la parola passa alla Corte costituzionale, che dovrà pronunciarsi sull'ammissibilità del quesito.
576.000 firme. 576.000 persone che hanno deciso di non restare in silenzio.
Perché mentre questo Governo continua a mettere ostacoli all'educazione affettiva e sessuale nelle scuole, fuori dai palazzi c'è un Paese che chiede esattamente il contrario.
Un Paese che ha capito che parlare di consenso, rispetto, emozioni, relazioni sane e libertà non è un pericolo. È una necessità. Un diritto.
Il vero pericolo non è insegnare ai ragazzi e alle ragazze a riconoscere la violenza. Il vero pericolo è lasciarli soli, senza strumenti per difendersi, per comprendere e per rispettare gli altri.
Ogni volta che una ragazza subisce una molestia, ogni volta che un adolescente confonde il possesso con l'amore, ogni volta che una giovane donna ha paura di dire NO, dobbiamo chiederci cosa avremmo potuto fare prima.
E la risposta è anche e soprattutto nella prevenzione. Nell'educazione. Nella scuola.
Non si combatte la violenza di genere con i proclami, mentre si impedisce di affrontarne le radici culturali.
Ho sempre sostenuto che l'educazione affettiva e sessuale debba essere garantita nelle scuole, con percorsi adeguati all'età, fornendo un alfabeto gentile delle emozioni, perché il rispetto si impara fin da piccoli e la prevenzione non può cominciare quando la violenza è già avvenuta.
A chi vuole trasformare la scuola in un luogo di divieti, censure e silenzi rispondiamo che i nostri figli e le nostre figlie hanno diritto a conoscere, capire, confrontarsi, scegliere e crescere liberi.
Non appartengono alle paure ideologiche di un Governo. Hanno diritto a un futuro senza violenza.
Questa battaglia non è finita. Ma oggi è stato compiuto un passo importante.
E quelle 576.000 firme ci ricordano una cosa fondamentale, quando le persone si uniscono per difendere i diritti, nessun Governo può permettersi di ignorarle.
L'educazione non è una minaccia. L'ignoranza, il silenzio e la cultura del possesso sì.