Europa Verde - Verdi Taranto

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Europa Verde - Verdi Taranto Associazione cittadina Verdi Taranto Europa Verde Taranto si adopera per un pianeta sostenibile e per la promozione della pace.

Siamo impegnati nella difesa dell’ambiente, della salute pubblica e nella diversificazione dell’economia tramite occupazione pulita slegata dalle fonti fossili.

Vicinanza all’ostetrica aggredita: chi si prende cura di noi deve poter lavorare in sicurezzaEuropa Verde/AVS Taranto es...
27/10/2026

Vicinanza all’ostetrica aggredita: chi si prende cura di noi deve poter lavorare in sicurezza

Europa Verde/AVS Taranto esprime piena solidarietà all’ostetrica aggredita sabato 24 ottobre in una struttura ospedaliera del territorio e a tutti i professionisti sanitari coinvolti.

Senza entrare nel merito delle circostanze dell’accaduto, ribadiamo un principio: la violenza non è mai giustificabile. Nessuna situazione di tensione può legittimare un’aggressione contro chi sta svolgendo il proprio lavoro.

Le ostetriche sono figure fondamentali nell’assistenza alle donne durante la gravidanza, il parto e dopo la nascita. Alla competenza professionale affiancano ascolto, sostegno e capacità di rassicurare in momenti che possono essere segnati da paura, dolore e fragilità.

Chi ha vissuto quei momenti sa quanto contino una presenza attenta, un gesto di cura e una parola capace di non far sentire sole. Per tante donne, le ostetriche rappresentano un punto di riferimento prezioso.

A tutte loro va il nostro grazie, insieme alla richiesta che possano lavorare in condizioni di sicurezza e nel rispetto della propria dignità. Condividiamo pertanto l’appello dell’Ordine delle Ostetriche di Taranto affinché siano adottate misure concrete di prevenzione e protezione, anche attraverso il rafforzamento della vigilanza.

Prendersi cura di chi ci cura è una responsabilità collettiva.

Elisabetta Basile, Membro Commissione Pari Opportunità EV/AVS

Rosa D'Amato, Commissaria Regionale EV/AVS

Uniti si vince contro le destre. La vittoria di Lula è un risultato straordinario per il popolo brasiliano, che difende ...
26/10/2026

Uniti si vince contro le destre.

La vittoria di Lula è un risultato straordinario per il popolo brasiliano, che difende la sua democrazia e le conquiste sociali e ambientali contro la destra estrema dei Bolsonaro. Una rimonta resa possibile da un’enorme mobilitazione popolare, dalle popolazioni indigene ai quartieri più poveri. Ed è una vittoria ottenuta nonostante gravissime interferenze: le piattaforme social americane hanno limitato i profili di Lula e bloccato la promozione dei suoi contenuti, mentre l’amministrazione Trump colpiva il Brasile con nuovi dazi in piena campagna elettorale.

Lo stesso messaggio di speranza arriva dalla Serbia, dove la lista degli studenti ha sconfitto il sistema di potere di Vučić, con un’affluenza record.

L’Unione europea, la Francia e la Spagna si sono già congratulate con Lula. Giorgia Meloni, invece, tace: ha fatto gli auguri a Salvini per la riconferma alla guida della Lega, ma non ha ancora speso una parola per Lula né per gli studenti serbi. Trump ha messo in dubbio la vittoria di Lula, paragonandola alle elezioni americane del 2020, di cui non ha mai riconosciuto il risultato. Meloni vuole fare come il suo amico Trump e non riconoscere la vittoria di Lula?

Brasile e Serbia ci dicono che questa destra, che ha lavorato per la guerra e il riarmo, si può ba***re solo mobilitando il popolo. Dobbiamo farlo anche in Italia, per mandare a casa un governo che ha messo in ginocchio il Paese e aggredito i diritti civili, sociali e ambientali.

Grazie al popolo brasiliano, grazie agli studenti serbi. Viva la democrazia: uniti si vince!

Uniti si vince contro le destre.

La vittoria di Lula è un risultato straordinario per il popolo brasiliano, che difende la sua democrazia e le conquiste sociali e ambientali contro la destra estrema dei Bolsonaro. Una rimonta resa possibile da un’enorme mobilitazione popolare, dalle popolazioni indigene ai quartieri più poveri. Ed è una vittoria ottenuta nonostante gravissime interferenze: le piattaforme social americane hanno limitato i profili di Lula e bloccato la promozione dei suoi contenuti, mentre l’amministrazione Trump colpiva il Brasile con nuovi dazi in piena campagna elettorale.

Lo stesso messaggio di speranza arriva dalla Serbia, dove la lista degli studenti ha sconfitto il sistema di potere di Vučić, con un’affluenza record.

L’Unione europea, la Francia e la Spagna si sono già congratulate con Lula. Giorgia Meloni, invece, tace: ha fatto gli auguri a Salvini per la riconferma alla guida della Lega, ma non ha ancora speso una parola per Lula né per gli studenti serbi. Trump ha messo in dubbio la vittoria di Lula, paragonandola alle elezioni americane del 2020, di cui non ha mai riconosciuto il risultato. Meloni vuole fare come il suo amico Trump e non riconoscere la vittoria di Lula?

Brasile e Serbia ci dicono che questa destra, che ha lavorato per la guerra e il riarmo, si può ba***re solo mobilitando il popolo. Dobbiamo farlo anche in Italia, per mandare a casa un governo che ha messo in ginocchio il Paese e aggredito i diritti civili, sociali e ambientali.

Grazie al popolo brasiliano, grazie agli studenti serbi. Viva la democrazia: uniti si vince!

“Caro Sindaco Bitetti,la Sua presa di distanza dalle ragioni della manifestazione del 17 ottobre e dalle oltre 10.000 pe...
21/10/2026

“Caro Sindaco Bitetti,
la Sua presa di distanza dalle ragioni della manifestazione del 17 ottobre e dalle oltre 10.000 persone che hanno chiesto salute, lavoro e un futuro oltre la monocultura dell’acciaio è per noi incomprensibile. Quella piazza, quella parte di città, non può rimanere inascoltata.

Ci siamo candidati per contribuire a ricucire le ferite di Taranto, sostenendo l’inserimento nel
programma elettorale della chiusura dell’area a caldo e dell’opposizione a nuovi impianti inquinanti, le bonifiche delle aree interne ed esterne agli impianti ILVA e la riqualificazione dei dipendenti del settore. Questi impegni devono tradursi in scelte coerenti. Il richiamo a un’ipotetica e improbabile decarbonizzazione non risponde alla richiesta di superare il modello industriale inquinante che ha segnato la città e la provincia.

La politica deve assumersi le proprie responsabilità, senza rinviare continuamente le decisioni alle pronunce dei tribunali. Invitiamo il Sindaco e la maggioranza a convocare un tavolo pubblico con cittadini, comitati, associazioni, sindacati, lavoratori e imprese, per definire insieme tempi, strumenti e garanzie della riconversione.

Il confronto deve partire da un presupposto irrinunciabile: la salute non può essere subordinata ad alcun tipo di produzione.”



https://www.facebook.com/share/19VqZA6dJ4/?mibextid=wwXIfr

Lettera aperta al sindaco dopo la manifestazione del 17 ottobre. Carbotti, Mariggiò e D'Amato chiedono un confronto pubblico sulla chiusura dell'area a caldo, le bonifiche e le garanzie occupazionali

Sono passati oltre 14 anni dal sequestro dell’Ilva, il 26 luglio 2012, e Taranto vive ancora la drammatica contraddizion...
12/10/2026

Sono passati oltre 14 anni dal sequestro dell’Ilva, il 26 luglio 2012, e Taranto vive ancora la drammatica contraddizione tra il diritto alla salute e quello al lavoro. Già allora presentammo una proposta di riconversione industriale, ma in tutti questi anni la politica non ha saputo dare una risposta. Chi ha avuto responsabilità nella gestione di questa vicenda e continua ancora oggi a dispensare soluzioni dovrebbe assumersene le conseguenze e dimettersi.

In Europa ci sono esempi concreti di riconversione industriale, da Bilbao al bacino carbonifero della Ruhr, territori che hanno affrontato crisi industriali e ambientali profonde e hanno costruito nuove prospettive economiche e occupazionali. Anche per Taranto abbiamo proposto un progetto di riconversione industriale capace di garantire lavoro, salute e futuro.

Provo un dolore profondo nel vedere ancora oggi lavoratori che temono di perdere il posto di lavoro e cittadini di Taranto che continuano a pagare le conseguenze dell’inquinamento. Dopo 14 anni è inaccettabile che non sia stata trovata una soluzione. Taranto ha diritto a un futuro industriale che non sacrifichi né la salute né l’occupazione.

Angelo Bonelli

Sono passati oltre 14 anni dal sequestro dell’Ilva, il 26 luglio 2012, e Taranto vive ancora la drammatica contraddizione tra il diritto alla salute e quello al lavoro. Già allora presentammo una proposta di riconversione industriale, ma in tutti questi anni la politica non ha saputo dare una risposta. Chi ha avuto responsabilità nella gestione di questa vicenda e continua ancora oggi a dispensare soluzioni dovrebbe assumersene le conseguenze e dimettersi.

In Europa ci sono esempi concreti di riconversione industriale, da Bilbao al bacino carbonifero della Ruhr, territori che hanno affrontato crisi industriali e ambientali profonde e hanno costruito nuove prospettive economiche e occupazionali. Anche per Taranto abbiamo proposto un progetto di riconversione industriale capace di garantire lavoro, salute e futuro.

Provo un dolore profondo nel vedere ancora oggi lavoratori che temono di perdere il posto di lavoro e cittadini di Taranto che continuano a pagare le conseguenze dell’inquinamento. Dopo 14 anni è inaccettabile che non sia stata trovata una soluzione. Taranto ha diritto a un futuro industriale che non sacrifichi né la salute né l’occupazione.

Angelo Bonelli

07/10/2026

Il prof Parisi propone un'agenzia per avvicinare rinnovabili e cittadini.

Ascolta la sua proposta in video e scrivici la tua nei commenti!


🟢 Immaginare e progettare una città diversa da quella industriale e’ possibile.📌 Incontro pubblico venerdì 9 ottobre 202...
05/10/2026

🟢 Immaginare e progettare una città diversa da quella industriale e’ possibile.

📌 Incontro pubblico venerdì 9 ottobre 2026 alle ore 19:00 presso la sede di Europa Verde in via Principe Amedeo, n. 116.
Modera Giovanni Carbotti, portavoce cittadino di Europa Verde

🟢🔴 Meno tasse più stipendio: con AVS il fisco cambia segno!Oggi abbiamo presentato "Restituzione fiscale", la riforma di...
02/10/2026

🟢🔴 Meno tasse più stipendio: con AVS il fisco cambia segno!

Oggi abbiamo presentato "Restituzione fiscale", la riforma di AVS per rivoluzionare il fisco in Italia: meno tasse per 41,5 milioni di persone, il 98% di tutta la popolazione.

Due proposte semplici e chiare:
1. Riforma molto progressiva dell'IRPEF;
2. Patrimoniale sopra ai 5,4 milioni di €;

La prima prevede la cancellazione delle aliquote Irpef e la sostituzione con una funzione continua molto progressiva, come in Germania e Danimarca.

Il risultato è che:
- Se guadagni 15.000€ risparmi 800€ (-85,4% di tasse)
- Se guadagni 20.000€ risparmi 1200€ (-64,2% di tasse)
- Se guadagni 30.000€ risparmi 1000€ (-21,7% di tasse)
- Se guadagni 40.000€ risparmi 880€ (-9,0% di tasse)

Per il ceto medio il taglio è in media del 29%, circa 100€ in più al mese.
È come ricevere uno stipendio in più all'anno.

E tutto questo senza fare un euro in più di debito.

Il costo totale della riforma è di 22 miliardi, che verrà coperto da:
1) Introduzione di una tassa patrimoniale per chi possiede oltre 5,4 milioni di € (15 miliardi);
2) Lotta all'evasione fiscale (7 miliardi);

E no, non ti preoccupare. La patrimoniale non ti mette le mani in tasca.
Perché riguarda solo lo 0,1% più ricco d'Italia, chi possiede patrimoni oltre i 5,4 milioni di €.
E se stai leggendo questo post, non ti riguarda.
La patrimoniale semmai restituisce ricchezza al ceto medio.
Il 99,9% degli italiani non verrebbe toccato ma ne beneficerebbe e non poco.

Nel suo complesso questa riforma è una rivoluzione copernicana del sistema fiscale italiano perché:
1) Sposta il carico fiscale dal lavoro alla rendita;
2) Chiude con la stagione dei condoni;
3) Redistribuisce le enormi ricchezze dalle mani di pochi alle tasche del 99,9% della popolazione;

Per 40 anni la destra ha raccontato di tagliare le tasse.
In realtà ha consentito ai ricchi di diventare sempre più ricchi e agli evasori di continuare ad evadere, lasciando tutto il peso fiscale sulle spalle di lavoratori e onesti.

Adesso è il momento di cambiare le cose.
È il momento di restituire quel che è giusto a chi ha sempre pagato tutto.

La destra chiacchiera, AVS lo fa e mostra come farlo.

È semplice: meno tasse, più stipendio. Con AVS il fisco cambia segno.

@

01/10/2026

📌Scuola aperta a tutti Nessun bambino è un problema per i suoi compagni

Quando si parla di scuola, le parole contano. Dire che la presenza di studenti di altre nazionalità può
«compromettere i nostri ragazzi» divide una classe in due: da una parte i bambini da proteggere,
dall’altra quelli da cui proteggersi. È una distinzione che respingiamo.
Le difficoltà nell’apprendimento dell’italiano vanno affrontate con serietà. Dal 2027/2028 il nuovo
tetto del 30% riguarderebbe le classi prime della scuola primaria e delle scuole secondarie, secondo criteri legati alla cittadinanza e al percorso scolastico svolto in Italia. Le stime indicano che
coinvolgerebbe pochissimi alunni. Anche nei casi in cui la soglia fosse superata, gli uffici scolastici
dovrebbero distribuire gli studenti tra istituti vicini al domicilio: un compito difficile dove mancano
posti disponibili e collegamenti adeguati. È una misura di impatto limitato che rischia di scaricare
problemi organizzativi sulle famiglie, mentre alle scuole servono insegnanti di italiano come
seconda lingua, mediatori culturali e risorse.
Anche sul velo integrale occorre partire dalla libertà e dalla dignità delle ragazze. Le regole sulla
riconoscibilità devono valere per tutti. La scuola, però, deve restare un luogo in cui una ragazza
possa entrare, essere ascoltata e costruire la propria autonomia. Se una misura finisse per
allontanarla dalle lezioni, avremmo indebolito proprio la possibilità di sostenerla.
Non si difendono i valori della nostra comunità contrapponendo tradizioni e religioni, né facendo
sentire alcuni alunni meno parte della città. Si difendono garantendo a tutti gli stessi diritti e le
stesse opportunità.
L’articolo 34 della Costituzione dice che la scuola è aperta a tutti. Per Alleanza Verdi e Sinistra, a
Taranto questo principio deve guidare sia le parole sia le scelte concrete: più risorse per insegnare,
nessuna etichetta sui bambini.
Alleanza Verdi e Sinistra Taranto
Giovanni Carbotti

Lo sconto delle compagnie petrolifere è solo un'elemosina per cittadini sempre più stretti dalla morsa del caro energia:...
28/09/2026

Lo sconto delle compagnie petrolifere è solo un'elemosina per cittadini sempre più stretti dalla morsa del caro energia: una scelta delle compagnie fossili che dettano il gioco e a cui il governo, invece di agire, si limita a dire grazie.

Invece di mettere un freno alla speculazione, Giorgia Meloni ha scelto un’altra strada: regalare 3 miliardi di euro ai petrolieri, tagliando fondi alla sanità e al trasporto pubblico, senza introdurre un tetto ai carburanti e senza tassare gli extraprofitti.

Come Alleanza Verdi e Sinistra chiediamo da tempo un cambio di rotta radicale.

Serve subito un decreto urgente che metta un tetto al prezzo dei carburanti per un anno e lo riporti ai livelli di settembre 2025, una misura doverosa e fattibile di fronte a una situazione eccezionale legata alla guerra. Parallelamente, occorre tassare senza sconti gli extraprofitti e puntare con decisione sulle energie rinnovabili.

La vera sovranità energetica non si costruisce restando ostaggio del petrolio e delle lobby fossili, ma tagliando definitivamente la dipendenza da esse.



Lo sconto delle compagnie petrolifere è solo un'elemosina per cittadini sempre più stretti dalla morsa del caro energia: una scelta delle compagnie fossili che dettano il gioco e a cui il governo, invece di agire, si limita a dire grazie.

Invece di mettere un freno alla speculazione, Giorgia Meloni ha scelto un’altra strada: regalare 3 miliardi di euro ai petrolieri, tagliando fondi alla sanità e al trasporto pubblico, senza introdurre un tetto ai carburanti e senza tassare gli extraprofitti.

Come Alleanza Verdi e Sinistra chiediamo da tempo un cambio di rotta radicale.

Serve subito un decreto urgente che metta un tetto al prezzo dei carburanti per un anno e lo riporti ai livelli di settembre 2025, una misura doverosa e fattibile di fronte a una situazione eccezionale legata alla guerra. Parallelamente, occorre tassare senza sconti gli extraprofitti e puntare con decisione sulle energie rinnovabili.

La vera sovranità energetica non si costruisce restando ostaggio del petrolio e delle lobby fossili, ma tagliando definitivamente la dipendenza da esse.

Indirizzo

Via Principe Amedeo 116
Taranto
74121

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