26/10/2026
Uniti si vince contro le destre.
La vittoria di Lula è un risultato straordinario per il popolo brasiliano, che difende la sua democrazia e le conquiste sociali e ambientali contro la destra estrema dei Bolsonaro. Una rimonta resa possibile da un’enorme mobilitazione popolare, dalle popolazioni indigene ai quartieri più poveri. Ed è una vittoria ottenuta nonostante gravissime interferenze: le piattaforme social americane hanno limitato i profili di Lula e bloccato la promozione dei suoi contenuti, mentre l’amministrazione Trump colpiva il Brasile con nuovi dazi in piena campagna elettorale.
Lo stesso messaggio di speranza arriva dalla Serbia, dove la lista degli studenti ha sconfitto il sistema di potere di Vučić, con un’affluenza record.
L’Unione europea, la Francia e la Spagna si sono già congratulate con Lula. Giorgia Meloni, invece, tace: ha fatto gli auguri a Salvini per la riconferma alla guida della Lega, ma non ha ancora speso una parola per Lula né per gli studenti serbi. Trump ha messo in dubbio la vittoria di Lula, paragonandola alle elezioni americane del 2020, di cui non ha mai riconosciuto il risultato. Meloni vuole fare come il suo amico Trump e non riconoscere la vittoria di Lula?
Brasile e Serbia ci dicono che questa destra, che ha lavorato per la guerra e il riarmo, si può ba***re solo mobilitando il popolo. Dobbiamo farlo anche in Italia, per mandare a casa un governo che ha messo in ginocchio il Paese e aggredito i diritti civili, sociali e ambientali.
Grazie al popolo brasiliano, grazie agli studenti serbi. Viva la democrazia: uniti si vince!
Uniti si vince contro le destre.
La vittoria di Lula è un risultato straordinario per il popolo brasiliano, che difende la sua democrazia e le conquiste sociali e ambientali contro la destra estrema dei Bolsonaro. Una rimonta resa possibile da un’enorme mobilitazione popolare, dalle popolazioni indigene ai quartieri più poveri. Ed è una vittoria ottenuta nonostante gravissime interferenze: le piattaforme social americane hanno limitato i profili di Lula e bloccato la promozione dei suoi contenuti, mentre l’amministrazione Trump colpiva il Brasile con nuovi dazi in piena campagna elettorale.
Lo stesso messaggio di speranza arriva dalla Serbia, dove la lista degli studenti ha sconfitto il sistema di potere di Vučić, con un’affluenza record.
L’Unione europea, la Francia e la Spagna si sono già congratulate con Lula. Giorgia Meloni, invece, tace: ha fatto gli auguri a Salvini per la riconferma alla guida della Lega, ma non ha ancora speso una parola per Lula né per gli studenti serbi. Trump ha messo in dubbio la vittoria di Lula, paragonandola alle elezioni americane del 2020, di cui non ha mai riconosciuto il risultato. Meloni vuole fare come il suo amico Trump e non riconoscere la vittoria di Lula?
Brasile e Serbia ci dicono che questa destra, che ha lavorato per la guerra e il riarmo, si può ba***re solo mobilitando il popolo. Dobbiamo farlo anche in Italia, per mandare a casa un governo che ha messo in ginocchio il Paese e aggredito i diritti civili, sociali e ambientali.
Grazie al popolo brasiliano, grazie agli studenti serbi. Viva la democrazia: uniti si vince!