25/10/2026
C***A NERA TARANTINA, DI BELLO (PRI): «DIFENDIAMO LA NOSTRA IDENTITÀ E LA TRADIZIONE DELLA MITILICOLTURA TARANTINA»
Le dichiarazioni di Luciano Carriero, presidente dei Mitilicoltori - Confcommercio Taranto, accendono i riflettori sulla prospettata modifica dell’ordinanza comunale n. 8 del 2022, relativa alla reimmersione dei mitili nel Mar Piccolo. Le parole di Carriero, pronunciate a seguito dell’incontro presso l’assessorato alle Attività produttive del Comune di Taranto, hanno richiamato l’attenzione del consigliere comunale e segretario provinciale del Partito Repubblicano Italiano, Mirko Di Bello, che esprime preoccupazione per le possibili conseguenze di un eventuale cambiamento delle regole attualmente in vigore.
«La c***a nera tarantina non è una semplice eccellenza gastronomica, ma un simbolo della nostra identità, della nostra storia e di una tradizione che si tramanda da generazioni. È parte integrante della cultura marinara della città e del legame profondo tra la nostra comunità e il Mar Piccolo», dichiara Di Bello, richiamando anche il valore del Presidio Slow Food e il lavoro di generazioni di mitilicoltori.
Al centro della questione c’è soprattutto la coerenza delle scelte istituzionali. L’ordinanza n. 8 del 2022 è stata adottata nell’ambito delle misure volte a tutelare la produzione locale e a preservare le caratteristiche della mitilicoltura tarantina. Per Di Bello, prima di ipotizzare modifiche a un provvedimento di questa rilevanza, è necessario chiarire quali siano le ragioni che oggi renderebbero opportuno rimettere in discussione gli indirizzi seguiti in passato.
«La domanda è semplice: perché misure introdotte per tutelare il nostro prodotto e le sue peculiarità dovrebbero essere oggi rimesse in discussione? Quali elementi sono cambiati e quali garanzie scientifiche, ambientali e sanitarie giustificherebbero un eventuale passo indietro? Sono interrogativi ai quali le istituzioni devono dare risposte chiare prima di assumere qualsiasi decisione», sottolinea il consigliere comunale.
Di Bello riconosce le difficoltà che il comparto sta attraversando, anche a causa della moria del novellame, e la necessità di individuare interventi concreti a sostegno dei produttori. Ritiene tuttavia che l’emergenza non possa diventare, da sola, la ragione per modificare le misure di tutela senza un’attenta valutazione delle conseguenze.
«Nessuno sottovaluta le difficoltà dei mitilicoltori. Ma sostenere il comparto non può significare mettere in secondo piano la qualità, la tipicità e la tradizione della c***a nera tarantina. Non possiamo lasciare che la ricerca di maggiori quantità da immettere sul mercato prevalga sul valore che rende la nostra produzione riconoscibile e distinta. La quantità può rispondere a un’esigenza commerciale immediata; la qualità e l’identità sono ciò che dà valore alla nostra c***a.»
Di Bello richiama inoltre l’attenzione sulla reputazione commerciale della produzione tarantina, già messa alla prova negli anni da notizie allarmistiche e ricostruzioni non sempre accurate, che hanno contribuito ad alimentare diffidenza tra i consumatori.
«La credibilità di un prodotto identitario si costruisce nel tempo e può essere compromessa da informazioni non adeguatamente verificate e da decisioni che non tengano conto delle sue peculiarità. Per questo occorrono prudenza, responsabilità e un’informazione corretta. Non possiamo permetterci di indebolire ulteriormente il valore commerciale della c***a tarantina», afferma il rappresentante del PRI.
La richiesta rivolta al Comune è di garantire un confronto effettivo con tutto il comparto prima di qualsiasi decisione. Di Bello richiama le preoccupazioni espresse da Carriero sul coinvolgimento degli operatori e chiede che tutte le associazioni di categoria e tutti i mitilicoltori interessati siano ascoltati.
«Ogni eventuale revisione dell’ordinanza deve essere preceduta da un confronto trasparente e approfondito, da rigorose valutazioni scientifiche e da adeguate garanzie ambientali e sanitarie. Le difficoltà economiche dei produttori meritano risposte concrete, ma queste non possono tradursi in un rischio per il Mar Piccolo e per le caratteristiche distintive della nostra produzione».
Di Bello conclude ribadendo il proprio impegno sul piano politico e istituzionale.
«Come consigliere comunale e segretario provinciale del Partito Repubblicano Italiano faremo tutto ciò che rientra nelle nostre competenze politiche e istituzionali per tutelare questo patrimonio. Vigileremo sulle decisioni che saranno assunte e promuoveremo le iniziative necessarie affinché la voce dei mitilicoltori sia ascoltata e la salvaguardia della nostra produzione resti una priorità.
La c***a nera tarantina è storia, cultura, lavoro e identità.
Difenderla significa difendere Taranto, il suo mare e una tradizione che appartiene alla nostra comunità. Non possiamo inseguire la quantità rischiando di compromettere la qualità e le radici della nostra mitilicoltura».