13/10/2026
Oggi, 13 ottobre, Tavenna ha commemorato l’83° anniversario dell’eccidio nazifascista avvenuto il 13 ottobre 1943, in località Fontanella dei Canaparo, una delle pagine più tragiche della storia del basso Molise, durante la Seconda Guerra Mondiale.
Tutto ebbe inizio quando il carabiniere Vincenzo Simone, originario di Colletorto, stava tornando a piedi a casa da Lanciano, dopo i durissimi combattimenti contro i tedeschi. Durante il viaggio,trovò ospitalità a Tavenna presso un giovane carabiniere del luogo, suo amico, Giovanni Iuliano.
Il giorno successivo, però, la situazione precipitò. Le tensioni con le truppe tedesche occupanti, che sottraevano con arroganza il bestiame ai contadini, sfociarono nel ferimento grave di un soldato tedesco. Come possibile rappresaglia, trenta uomini del paese furono presi in ostaggio, tra cui i due carabinieri.
Nonostante il soldato ferito fosse sopravvissuto, i tedeschi decisero di dare una lezione esemplare alla popolazione di Tavenna. Tra gli ostaggi furono scelti tre uomini, condotti dalla masseria in località Fontanella dei Canaparo poco più avanti, tra gli ulivi, e costretti a scavare le fosse che sarebbero diventate le loro tombe.
Il carabiniere Vincenzo Simone, più esperto del giovane Giovanni Iuliano e del contadino Giuseppe Di Lena nel comprendere le tattiche militari, intuì immediatamente ciò che stava per accadere. Di fronte alla morte, trovò la forza di rivolgersi al giovanissimo collega, esortandolo a mantenere la calma e a morire per l’Italia. Poco dopo, Simone e Di Lena furono fucilati.
Giovanni Iuliano, nonostante una profonda ferita all’inguine, riuscì invece a salvarsi fingendosi morto e trovando rifugio tra le canne.
La ricostruzione di quei tragici momenti è giunta fino a noi anche grazie alle lettere che Giovanni Iuliano, emigrato in Argentina dopo la guerra, inviava ai propri familiari a Tavenna, raccontando con precisione quanto accaduto quel terribile 13 ottobre 1943, quando aveva appena diciotto anni.
Oggi Tavenna ha ricordato entrambi con rispetto e commozione. E nel farlo stringe idealmente, in un unico abbraccio, le comunità di Tavenna e Colletorto, unite dal dovere di tramandare questa memoria.
Il nostro compito è fare in modo che i loro nomi, non siano affidati soltanto alle lapidi o alle commemorazioni annuali, ma restino vivi nella coscienza dei cittadini e soprattutto dei giovani.
Per questo, la presenza questa mattina dei bambini assume un significato particolarmente importante. Sono loro le nuove generazioni, coloro ai quali abbiamo il dovere di consegnare la memoria di ciò che è accaduto, affinché possano conoscere la nostra storia, comprenderne il dolore e imparare il valore della pace, del rispetto della vita e della convivenza tra i popoli.
Ai bambini, non chiediamo soltanto di ascoltare il racconto del passato, ma di diventare custodi di questa memoria, perché possano trasmetterla a loro volta, nel tempo, ad altri giovani. Solo così il ricordo di Vincenzo Simone e Giuseppe Di Lena continuerà a vivere e ciò che è accaduto il 13 ottobre 1943 non sarà dimenticato. Ricordare, significa anche educare a riconoscere il valore della vita umana e a comprendere, quanto siano preziose la pace e la libertà.
Perché una comunità che ricorda le proprie vittime è una comunità, che difende la propria dignità. E una comunità che trasmette la memoria è una comunità, che sceglie di non lasciare che il passato venga dimenticato.
Desidero rivolgere un sentito ringraziamento ai familiari delle vittime, per la loro presenza e per aver condiviso con noi, questo momento di memoria e di raccoglimento.
Ringrazio il Generale Gianluca Feroce, comandante della Legione carabinieri Abruzzo e Molise , il Colonnello Luigi Di Santo comandante provinciale dei carabinieri di Campobasso,il Capitano della compagnia carabinieri di Termoli Leonardo Di Pierno, Don Giuseppe e Don Michele, per la loro partecipazione e per le parole con cui hanno accompagnato questa commemorazione.
Un ringraziamento al Maresciallo Saverio Franco, comandante stazione carabinieri di Palata e alla guardia di Finanza.
Un grazie sincero va agli allievi carabinieri, all’Associazione Nazionale Carabinieri di Montenero e di Termoli, all' associazione Forestali di Campobasso e all’Associazione Alpini di Palata.
Ringrazio per la sua presenza il Presidente della Regione, Francesco Roberti, la Provincia di Campobasso, rappresentata da Angelo Del Gesso, l’assessora Mariella Vaino e il consigliere Francesco Rinaldi.in rappresentanza del comune di Termoli.
Un grazie alla.sindaca di Palata Maria Di Lena, alla Protezione Civile di Mafalda e agli insegnanti e ai bambini, della scuola secondaria di primo grado di Mafalda.
Ringrazio, infine, tutti i presenti che hanno voluto unirsi a noi. La loro presenza ha reso ancora più forte e significativa,la memoria di Vincenzo Simone e Giuseppe Di Lena.
A loro, alle loro famiglie e a tutte le generazioni che verranno, consegniamo oggi il nostro impegno a ricordare. Perché la memoria, non sia soltanto un dovere verso chi non c’è più, ma una responsabilità verso chi verrà dopo di noi🇮🇹