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È il 12 aprile 2023 quando, nel cantiere della chiesa di Sant’Agostino, nel pieno centro storico di Teramo, un ponteggio...
10/10/2026

È il 12 aprile 2023 quando, nel cantiere della chiesa di Sant’Agostino, nel pieno centro storico di Teramo, un ponteggio crolla. Ibrahima Dramè, operaio senegalese di appena 24 anni, muore precipitando da un’altezza di circa dieci metri. Un altro suo collega rimane ferito.

Ieri, tre anni e mezzo dopo, il Tribunale di Teramo assolve in primo grado i quattro imputati rimasti a giudizio, tra cui il coordinatore per la sicurezza e il direttore dei lavori.

Eppure, già nell’autunno del 2023, una perizia disposta dal giudice nell’ambito di un incidente probatorio aveva individuato un ponteggio non previsto nella progettazione e un sistema di ancoraggio non sicuro. Nel 2024 era già intervenuta una condanna relativa all’impresa esecutrice dei lavori, mentre il procedimento nei confronti delle altre figure coinvolte è proseguito fino alle quattro assoluzioni di ieri.

Attendiamo con una certa impazienza di leggere le motivazioni della sentenza. Vorremmo capire attraverso quali valutazioni il Tribunale sia arrivato a escludere le responsabilità penali di chi aveva compiti di direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza, a fronte delle gravi criticità del ponteggio emerse dagli accertamenti tecnici.

Ogni volta che un lavoratore muore ci ritroviamo di fronte alla stessa scena: una catena di responsabilità che si trasforma in un continuo scaricabarile. Si susseguono le dichiarazioni di cordoglio, le parole di circostanza, le promesse di fare piena luce. Poi, passato il clamore, le famiglie vengono lasciate sole a chiedere giustizia per i propri cari, usciti di casa una mattina per andare al lavoro e mai più tornati.

Quest’estate Youssef, operaio di 33 anni originario della Costa d’Avorio e residente a Teramo, ha perso la vita in un cantiere di Ascoli, colpito da una benna. Poco più di due settimane fa è morto un altro giovane operaio delle nostre parti: Andrea Moretti, 22 anni, originario di Tottea, precipitato mentre lavorava all’installazione del nuovo impianto di illuminazione del Colosseo, a Roma.

Secondo i dati INAIL, nei primi sette mesi del 2026 sono state presentate 595 denunce di infortunio con esito mortale, comprese quelle relative agli incidenti nel tragitto casa-lavoro, vale a dire quasi tre al giorno: numeri che raccontano una strage quotidiana, sempre più sommersa dall’indifferenza e dalla nostra stessa, terribile assuefazione.

Sono il segno di un problema strutturale che attraversa il mondo del lavoro e che continuiamo a trattare come un’emergenza soltanto quando arriva l’ennesima notizia di una tragedia. Il giorno dopo tutto torna come prima, fino al prossimo nome da aggiungere a un elenco che non smette di allungarsi.

Viviamo in un Paese in cui la sicurezza è diventata la parola d’ordine di ogni politica repressiva. Si moltiplicano decreti sicurezza, DASPO, fogli di via e misure punitive volte a restringere gli spazi del conflitto sociale, andando a colpire chi si oppone al peggioramento delle proprie condizioni di vita e di lavoro. Quando invece si tratta della sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, delle condizioni imposte alle imprese e delle responsabilità lungo la filiera degli appalti, improvvisamente tutti fanno orecchie da mercante.

La sicurezza che in questo Paese si proclama ogni giorno è dunque una sicurezza troppo spesso prostrata alle uniche esigenze del profitto. Una contraddizione che chiama direttamente in causa le scelte politiche ed economiche che regolano il mondo del lavoro.

Chiediamo che sia fatta piena luce sulla morte di Ibrahima Dramè. Pretendiamo che si intervenga sulle condizioni che continuano a produrre morti sul lavoro: appalti al ribasso, precarietà, ricattabilità, compressione dei diritti e subordinazione della sicurezza alle esigenze produttive.

La vita dei lavoratori vale più dei profitti di chi li sfrutta.

"Il terzo mondo piange, ognuno adesso saChe "Che" Guevara è morto, forse non torneràMa voi reazionari tremate, non sono ...
09/10/2026

"Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
Che "Che" Guevara è morto, forse non tornerà
Ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
E voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni
Da qualche parte un giorno, dove non si saprà
Dove non l'aspettate, il "Che" ritornerà
Da qualche parte un giorno, dove non si saprà
Dove non l'aspettate, il "Che" ritornerà".

9 ottobre 1967 muore fucilato Ernesto Che Guevara, nessuna fuga all'estero imbottito di oro, ma con la sola determinazione di aver dato tutto nella vita per un mondo migliore.

LUI NON SA FARSI VEDERECome scritto, non è stato un rito.Se è vero il detto che chi ha compagni non muore mai, Valerio, ...
09/10/2026

LUI NON SA FARSI VEDERE

Come scritto, non è stato un rito.
Se è vero il detto che chi ha compagni non muore mai, Valerio, come dice il vento, sarà sempre con noi.

LUI NON SA FARSI SENTIRE

Unire generazioni diverse di antifasciste e antifascisti teramani è quello che fa Valerio. Naturalmente piú passa il tempo piú questa unione si fa grande e salda.
Chi lo ha conosciuto lo sa giá, chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo lo vede ogni giorno nelle pratiche e lo sente nelle storie cosa ha fatto C**one per il movimento, come lo ha fatto.

MA CI PROVA OGNI MOMENTO

Il retaggio di una vita di qualcuno è la sommatoria delle azioni e delle parole che mette in pratica. È quanta luce questa persona produce, quanta oscurità caccia via. Quando torna il buio comunque ci si ricorda quello che si è visto all'apice del fulgore. Una immagine che il tempo non può cancellare.
Ieri, dopo dieci anni, eravamo tanti e tante a cantare Valerio, segno che quanto ha mostrato è ancora presente, segno che vive e lotta ancora insieme a noi.

LUI VIVE FUORI DAL TEMPO

2016/2026
C**one Con Noi

📚 TORNA IL DOPOSCUOLA GRATUITO DELLA CASA DEL POPOLO 📚📣 La Casa del Popolo di Teramo riapre le porte al doposcuola gratu...
09/10/2026

📚 TORNA IL DOPOSCUOLA GRATUITO DELLA CASA DEL POPOLO 📚

📣 La Casa del Popolo di Teramo riapre le porte al doposcuola gratuito, presso la propria sede in Via Nazario Sauro 52.

Abbiamo bisogno di volontarie e volontari per costruire insieme un doposcuola rivolto agli alunni delle elementari e delle medie.

Se hai voglia di metterti in gioco, condividere tempo, conoscenze e partecipare a un progetto che nasce dal basso, vieni all’assemblea organizzativa giovedì 15 ottobre alle 18:00, presso la Casa del Popolo di Teramo.

Costruiamo insieme uno spazio libero e accogliente, dove bambine, bambini e adolescenti possono studiare, confrontarsi e ricevere supporto nei compiti pomeridiani, senza pesi economici sulle famiglie già in difficoltà per la crisi che avanza.

Questo progetto nasce dal basso, come alternativa a una scuola sempre più piegata alla logica del merito e della performance, una scuola classista e sempre più razzista che ignora le disuguaglianze, i problemi dei suoi alunni e delle loro famiglie.

Crediamo invece in una scuola fondata sulla solidarietà, sull’aiuto reciproco e sulla crescita collettiva.

📞 Per informazioni chiama: 3204413258

Per una scuola solidale che non lascia indietro nessuna e nessuno !✊🏼❤️

Urlano e sbraitano ma alla fine risultano come sempre i soliti servi del sistema capitalistaPROCLAMARE LO SCIOPERO GENER...
09/10/2026

Urlano e sbraitano ma alla fine risultano come sempre i soliti servi del sistema capitalista

PROCLAMARE LO SCIOPERO GENERALE! BLOCCARE IL PAESE!

LUI VIVE FUORI DAL TEMPO ✊♥️8/10/2016 - 8/10/2026 CULONE CON NOI
08/10/2026

LUI VIVE FUORI DAL TEMPO ✊♥️

8/10/2016 - 8/10/2026 CULONE CON NOI

Avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato…CULONE VIVE
08/10/2026

Avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato…

CULONE VIVE

Mariacarmen è morta. Cacciandola di casa l’hanno uccisa.Sotto un tetto si costruisce la vita di ogni essere umano. Quand...
08/10/2026

Mariacarmen è morta. Cacciandola di casa l’hanno uccisa.

Sotto un tetto si costruisce la vita di ogni essere umano. Quando questo diritto viene negato le conseguenze possono essere estreme come in questo caso e come abbiamo purtroppo potuto assistere anche in Italia.

Nel suo nome portiamo avanti la lotta per il diritto all’abitare in ogni dove!

Non è un rito.Non è nemmeno religione, o urlare un nome al vento perchè qualche dio che ci odia lo possa sentire.È comun...
07/10/2026

Non è un rito.
Non è nemmeno religione, o urlare un nome al vento perchè qualche dio che ci odia lo possa sentire.
È comunitá.
È ricordarsi chi non ce l'ha fatta ieri in quel mondo schifoso, in quella societá da cambiare.
É dare una mano a chi non ce la fa oggi, in questo mondo schifoso, in questa societá da cambiare.
Sono dieci anni che Valerio non è piú con noi, tocca quindi a noi essere il piú possibile con Lui, essere come Lui: con gli ultimi per gli ultimi. Ridendo e prendendo per il c**o chi guarda gli altri dall'alto in basso.
In basso è il nostro posto, C**o', e dopo dieci anni stiamo ancora qua. Insieme.

Il tempo è una convenzione.
C**one è con noi.

Giovedì 8 ottobre
Sabato 10 ottobre.

"Spartirci un sogno lucido che ci consuma e lacera"

07/10/2026

LA FRANCIA INSEGNA

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