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INTERVISTA FINE ANNO 2025 LE RICHIESTE DEL COMITATO
17/10/2026

INTERVISTA FINE ANNO 2025 LE RICHIESTE DEL COMITATO

http://www.umbriaon.it - L'intervista a Gianni Giovannini del Comit...

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11/10/2026

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22/09/2026

A PROPOSITO DEL NUOVO OSPEDALE DI TERNI

Il 31 luglio la Giunta regionale ha approvato il (DOCFAP) “Documento di Fattibilità tra le Alternative Progettuali”, utile a rispondere al Quadro Esigenziale (QE) che espone la visione organizzativa e funzionale che il nosocomio cittadino dovrebbe assumere negli anni futuri.
I due documenti, ad una prima analisi, fanno sorgere alcune perplessità.
1. Perché si è scelto di fissare in 200 m 2 /P.L. il parametro per definire la grandezza della struttura quando la media nazionale è pari a 150 m 2 /P.L.? Prima di immaginare un nuovo Ospedale progettato con parametri “ridondanti” e “giardini terapeutici”, con una superfice di 120.000 mq, magari posto nella più grande
depressione della conca ternana, vicino ad un mangimificio, non lontano da un’area di stoccaggio dei rifiuti cittadini con annesso inceneritore, in prossimità di una casa di reclusione e di un’area a forte insediamento industriale, sarebbe il caso di riflettere bene
dentro quale scenario collocarlo.
Un moderno ospedale è fatto, sì, di un edificio sicuro e funzionale, ma soprattutto di Uomini e Donne che credono nella funzione civile e sociale scelta ed esercitata con il massimo della professionalità e dedizione. E’ fatta di professionalità mediche ed assistenziali di alto livello, di tecnologia diagnostica e clinica all’avanguardia in grado di dare risposte rapide ed efficaci ai bisogni sanitari della popolazione.
Un nosocomio ad alta complessità non può essere inserito in un contesto sanitario e socio-economico di cui preliminarmente non siano analizzate a fondo le caratteristiche, le peculiarità, i bisogni espressi ed emergenti. Seguire tale direzione equivale a comportarsi come se uno stilista confezionasse un bellissimo abito senza alcuna attenzione per il soggetto che lo indosserà! L’abito è
bellissimo ma non può essere indossato perché le misure non corrispondono!!!!!
2. Perché la nuova struttura dovrà ospitare 600 posti letto considerando che altre strutture vicine possono rispondere, in un’ottica di rete, a bisogni di bassa complessità, riabilitazione e cure a lungo termine?
Il nuovo PSSR pare voglia mettere al centro il territorio, seguendo il modello della “prossimità”: “portare” le prestazioni laddove vengono richieste, evitando il più possibile di allontanare i cittadini dal loro usuale contesto familiare, sociale e culturale. Se questa è la filosofia, allora è necessario verificare almeno tre aspetti:
a. la demografia e il suo andamento;
b. l’epidemiologia e la sua trasformazione;
c. l’andamento dei ricoveri ospedalieri ed il loro trend.
L’andamento della demografia umbra evidenzia complessivamente una contrazione della popolazione totale, attualmente pari a 850.627 individui. Nel primo quarto del XXI° secolo si è verificato un doppio trend: fino al 2013 c’è stato un aumento di 71.000 unità, da quel momento è iniziato un declino che al 2025 ha fatto registrare la diminuzione di 42.115 cittadini.

2 I residenti over 65enni sono aumentati di 52.618 unità; erano, ad inizio secolo, 183.588, attualmente sono circa 233.000; si prevede che a metà del secolo saranno circa 275.000, cioè il 36,6% degli umbri. Ad oggi, circa 141.500 persone, il 61% di ultra65enni, denunciano cronicità; fra venticinque anni aumenteranno fino a circa 234.000, cioè l’85%, dell’intera fascia; di questi circa 122.000 saranno portatori di multimorbilità.
La fragilità sanitaria costituisce e costituirà, quindi, la caratteristica peculiare della popolazione con nuovi bisogni, la maggior parte dei quali non richiedono strutture ospedaliere pensate essenzialmente per dare risposte a casi acuti. Alla condizione di fragilità sanitaria è associata quella sociale, caratterizzata da solitudine: nella nostra provincia circa il 26,5% tra i nuclei dei > 65enni (circa 16.500)
è costituita da una sola persona. Il reddito medio annuo pro-capite nella provincia di Terni è inferiore di circa 2.500 € rispetto alla provincia perugina e equivale ad un reddito medio mensile di circa 1.750 €.
Perciò è necessario riflettere non solo su dove e come fare il Nuovo Ospedale ma sulla “quantità” e “qualità” dell’offerta:
Riguardo alla “quantità”: “Perché programmare 600 P.L.?”
Dall’inizio del secolo ad oggi i ricoveri ospedalieri sono diminuiti di 38.000 accessi in regime ordinario (dai 135.000 del 2.000 ai 97.000 attuali); la degenza media è diminuita da 8,2 agli attuali 6,9 giorni. Nel 2050 è ragionevole attendersi una ulteriore diminuzione di circa 27.000 ricoveri per acuti e una degenza media di 6 giorni.
Gli attuali ricoveri utilizzano complessivamente solo il 72% dell’offerta per acuti.
Nell’Umbria del Sud, particolare attenzione va posta all’Ospedale di Narni-Amelia per il quale è previsto un investimento di oltre 80 milioni di € per una nuova struttura da 140 P.L., con l’ambizione di “drenare” dal viterbese e dal reatino mobilità attiva e frenare quella passiva. Questa ambizione non considera le sue “performances”, attuali caratterizzate da un tasso di utilizzo reale dei posti letto del 40% circa. Tali risultati lo fanno essere uno degli ospedali su cui è utile investire, ma per renderlo un presidio polifunzionale di prossimità del comprensorio Narnese-Amerino; scelta coraggiosa che dovrebbe riguardare tutti gli altri ospedali umbri con meno di 100 P. L., considerato che, attualmente, nelle RSA pubbliche e convenzionate, la quota alberghiera a totale carico privato è di circa 2.100 € mensili.
a. Riguardo alla “qualità”:
Complessivamente, nei P. S. dei due nosocomi di Perugia e Terni, nel 2.025 si sono verificati circa 130.000 accessi, dei quali solo 31.000 circa hanno esitato in ricovero.
Allo stato, circa il 60% dei circa 31.000 ricoveri per emergenze e/o urgenze non differibili effettuati nei due capoluoghi regionali riguardano over 65enni, le cui principali patologie, ad oggi al 2.050, riguardano:
a. l’ambito Cardio vascolare che incide tra il 60 e il 65%
b. l’ambito Osteoarticolare che incide tra il 45 e il 50%
c. l’ambito Metabolico che incide tra il 18 e il 22%

3 Di fronte all’andamento della dinamica demografica ed il conseguente scenario socio-sanitario, nel prossimo quarto di secolo, il SSR dovrà fronteggiare due sfide principali:
- La Non-Autosufficienza con l’Assistenza domiciliare: Entro il 2.050 crescerà significativamente la necessità di cure a lungo termine e di
assistenza domiciliare integrata per gestire la fragilità;
- Lo shift Ospedale-Territorio:
La gestione delle cronicità richiederà uno spostamento del baricentro dalle strutture ospedaliere alle Case di Comunità, all'assistenza infermieristica di famiglia e alla telemedicina.
Perché, quindi, anziché vagheggiare ospedali DEA di II° livello “tendenti” al III°, “ridondanti” (600 P.L., 200 mq a posto letto con “giardini terapeutici”), con investimenti notevoli ancora incerti, non si ripensa il futuro dell’attuale Ospedale di Colle Obito, ristrutturato e opportunamente ampliato, così da renderlo adeguato non solo alle attuali esigenze sanitarie ma anche a quelle delineate nello scenario futuro?
Le perplessità espresse pongono una domanda ineludibile: quali sono gli interessi che realmente si vuole tutelare?
Sono i bisogni socio-sanitari della comunità ternana e della più vasta area dell’Umbria del Sud o sono altri, non dichiarati ma facilmente intuibili.
Sergio Angeletti

08/09/2026
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10/06/2026

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Quando si parla di sanità non si parla di numeri o di sigle amministrative. Si parla di servizi, cure e diritti dei cittadini.
Per questo il Comitato Difesa Ospedale Terni sarà presente alla Fiaccolata dell'Orgoglio Ternano.

📍 Piazza della Repubblica – Terni
🗓 Giovedì 11 giugno 2026
🕘 Ore 21:00

Perché il futuro della sanità del nostro territorio riguarda tutti.
Per avere più informazioni: https://comitatodifesaospedaleterni.it/presenti-alla-fiaccolata-dellorgoglio-ternano/

16/03/2026

Indirizzo

Piazza Solferino 11
Terni
05100

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