Movimento 5 Stelle Terni

Indicazioni

Movimento 5 Stelle Terni Pagina ufficiale del MoVImento 5 Stelle di Terni Carta dei Principi e dei Valori

CINQUE STELLE. Giustizia sociale. Innovazione tecnologica. PACE. DEMOCRAZIA.

Le cinque stelle che costellano il nostro orizzonte e orientano la nostra azione sono
i beni comuni, l’ecologia integrale, la giustizia sociale, l’innovazione tecnologica e
l’economia eco-sociale di mercato. Queste stelle costituiscono i punti cardine
dell’azione politica del Movimento 5 Stelle. Sono le priorità programmatiche
dell’impegno civico e istituzionale dei suoi rappresentanti. La costellazione dei valori
della Carta dei principi ha l’obiettivo di costruire un futuro migliore, realizzare una
società più equa e solidale, che consenta il pieno sviluppo della personalità di ognuno
e garantisca migliori opportunità di vita a tutti:

Beni comuni. La valorizzazione della categoria dei beni comuni si ascrive fortemente alla necessità
di assumere la persona umana come centro dell’azione dello Stato. I beni comuni
rendono infatti possibile l’esercizio dei diritti fondamentali e il libero sviluppo della
persona. Essi costituiscono una particolare tipologia di beni pubblici su cui nessuno
può vantare pretese esclusive. Appartengono a tutti e a nessuno, il loro godimento è
diffuso e la loro gestione richiama processi partecipativi e inclusivi delle comunità. L’acqua, l’aria, le foreste, i ghiacciai, i tratti di costa che sono riserva ambientale, la
fauna e la flora, i beni culturali: sono beni che devono essere difesi e custoditi anche
a beneficio delle generazioni future. C’è poi una nuova tipologia di bene comune che
può essere identificata nella conoscenza, bene per sua natura globale e presupposto
per la crescita della persona e per la sua piena partecipazione, in condizioni di
eguaglianza, alla vita politica, economica e sociale del Paese. A tutti deve essere
garantito il diritto alla conoscenza, garantendo la libertà di espressione e il diritto a essere informati, anche attraverso l’accesso libero e gratuito alla rete. Ecologia integrale.
È impensabile risolvere problemi quali l’inquinamento, il degrado ambientale, la
dissipazione delle risorse naturali per mezzo di specifici, circoscritti interventi. Occorre rivoluzionare il nostro modo di pensare e privilegiare un nuovo modello di
sviluppo che offra adeguate risposte ai bisogni della generazione presente senza
compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare, a loro volta, i
propri bisogni. Occorre superare i tradizionali modelli di sviluppo costruiti
esclusivamente sugli indici di crescita della produzione, e affidarsi a un modello di
sviluppo aperto a una nozione ampia e incisiva di prosperità, che garantisca
condizioni effettive di benessere equo e sostenibile a tutti i membri della comunità,
che contrasti gli sconvolgimenti climatici, che preservi la biodiversità e le risorse
naturali, che sia imperniato su programmi e strategie di protezione degli ecosistemi e
di promozione di una più elevata qualità dell’ambiente e quindi della comunità nel
suo insieme. La buona politica agisce per combattere e annullare le tante diseguaglianze:
economiche e sociali, di genere, intergenerazionali, territoriali. La politica deve
promuovere le condizioni perché tutti possano partecipare, a pieno titolo, alla vita
politica, sociale, economica, culturale della comunità, deve contrastare tutte le varie
forme di ingiustizia e deve rimuovere gli ostacoli che impediscono a ciascuno di
beneficiare di opportunità di vita migliori. In particolare, la politica deve elaborare
progetti e interventi diretti a migliorare le condizioni di vita dei giovani e a favorire il
loro pieno inserimento nel mondo del lavoro. La politica deve promuovere le
iniziative utili a favorire i percorsi di autodeterminazione delle donne, agevolando il
cambiamento delle relazioni di potere tra i generi sia nell’ambito delle relazioni
interpersonali, sia nell’ambito della dimensione collettiva. la politica deve tendere alla
coesione territoriale, in modo da garantire anche ai cittadini appartenenti a comunità
territoriali svantaggiate, le medesime opportunità sociali, culturali ed economiche. La
politica deve garantire il rispetto della dignità, dell’autonomia individuale e della
libertà e indipendenza delle persone con disabilità, promuovendo la loro piena ed
effettiva partecipazione e inclusione nella società. Il grado di civiltà di una comunità si misura anche dall’attenzione che riserva ai propri
membri più vulnerabili, più emarginati, più anziani. Il progresso scientifico e l’innovazione tecnologica, frutti dell’intelligenza e della
creatività umana, sottraggono spazio all’incertezza e consentono di migliorare le
condizioni di vita delle persone. Ma non possiamo rimanere indifferenti alle sottese
logiche di dominio e di potere economico. Bisogna realizzare le condizioni affinché
la ricerca scientifica si caratterizzi quale impresa intrinsecamente democratica, affidata a metodi, procedure, esperimenti riproducibili ovunque da parte di chiunque. Il progresso scientifico e l’innovazione tecnologica devono svilupparsi “a misura
d’uomo”, assicurando condizioni di vita più sicure, più confortevoli, più sostenibili. Essi devono contribuire alla riduzione delle diseguaglianze, offrendo anche alle
persone più fragili ed emarginate opportunità di vita migliori. Economia eco-sociale di mercato. Il modello di sviluppo capitalistico affidato alla piena libertà del mercato non è in
grado di garantire equità sociale, assicurando agli imprenditori di poter competere tra
loro in condizioni di pari opportunità e ai consumatori di potere operare scelte
pienamente libere e consapevoli. E’ determinante, pertanto, la funzione regolatrice
dei pubblici poteri, volta a impedire la concentrazione dei poteri economici e a
garantire la protezione dell’ambiente. In questa prospettiva, promuoviamo un uso
consapevole delle risorse e cicli produttivi sostenibili, orientati alla riduzione
dell’impiego delle risorse, delle emissioni nocive e del degrado. E’ inoltre
fondamentale garantire la possibilità per i “consumatori” di assumere il ruolo di
“consumautori”. IL RISPETTO DELLA PERSONA. La politica deve muovere dal riconoscimento della dignità di ogni essere umano e dal
rispetto dei suoi diritti e libertà fondamentali e deve avere quale obiettivo la
promozione delle condizioni che ne consentano il pieno sviluppo della personalità. L’essere umano non va assunto nella sua astratta esemplarità, ma va considerato nella
concretezza della sua esistenza e nella consapevolezza della sua unicità e singolarità. La dignità dell’essere umano e la tutela effettiva dei suoi diritti e libertà fondamentali
devono essere preservate in ogni contesto. Le libertà individuali sono un caposaldo
di uno Stato laico. E dunque, tra i diritti e le libertà fondamentali, va ricompreso il
pieno diritto ad amare e ad essere amati, nel rispetto delle identità sessuali e di genere. Ogni forma di discriminazione va combattuta, valorizzando un approccio culturale
basato sul rispetto dell'”altro”. Espressamente richiamata nella nostra Carta costituzionale, la pace è un principio
assoluto che, colto nella sua originaria carica semantica, sottende una specifica
prospettiva sul mondo e sulle relazioni tra persone e popoli. È il prisma con il quale
leggere il tempo presente, la visione in grado di alimentare i sogni e le aspirazioni di
intere generazioni, soprattutto delle generazioni più giovani. Ispirandoci a questo
fondamentale canone, in coerenza con i tradizionali pilastri della nostra politica
estera, a partire dall'appartenenza all'Unione europea, crediamo fermamente nel
multilateralismo come strumento più efficace per affrontare l’attuale contesto
internazionale e, in questa prospettiva, restiamo aperti al dialogo con gli altri attori di
rilievo globale. Per naturale vocazione geografica e storica, dobbiamo impegnarci, in
una prospettiva di pace, per la stabilizzazione e lo sviluppo del Mediterraneo, affinché
torni ad essere luogo privilegiato per lo scambio dei beni e per la condivisione e
l’integrazione delle culture dei popoli che vi si affacciano. Il rapporto tra cittadini e i propri rappresentanti deve essere costantemente
alimentato. È alla base del buon funzionamento della nostra società. In questa
prospettiva si inseriscono interventi diretti a migliorare la qualità del sistema
rappresentativo, ma anche a rafforzare gli istituti di democrazia partecipativa,
attraverso i quali i cittadini sono direttamente coinvolti nell’assunzione delle decisioni
di interesse collettivo. POLITICA COME SERVIZIO. La politica è l’attività privilegiata di governo della complessità, chiamata a farsi carico
del destino di una intera comunità. Essa deve muovere dalla valutazione complessiva
di tutti gli interessi in gioco e deve esprimere visioni prospettiche, con l’obiettivo di
migliorare la società e, in particolare, le condizioni di vita delle persone, evitando di
perseguire utilità o vantaggi particolari a beneficio esclusivo di singoli gruppi o
persone. ETICA PUBBLICA. I cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche, ai sensi dell’art. 54 della
Costituzione italiana, sono chiamati a svolgerle con “disciplina e onore”. La norma
richiama l’impegno di tutti coloro ai quali sono affidati incarichi di rilievo pubblico a
rispettare non solo le regole formali, ma ad alimentare anche l’ethos pubblico,
coltivando le virtù della correttezza e del senso di responsabilità. Questo impegno
evoca lo spazio proprio della “responsabilità politica”, che va tenuta distinta dalla
responsabilità giuridica, in particolare penale. RISPETTO DELLA LEGALITÀ. Il rispetto della legge e delle regole giuridiche è condizione indispensabile per
assicurare una pacifica convivenza e un più ordinato svolgimento della vita sociale. Lottare contro le organizzazioni criminali e contro la corruzione significa combattere
le rendite parassitarie di chi indebitamente drena le risorse della intera collettività,
significa difendere i diritti di tutti i cittadini onesti e contrastare lo svantaggio
competitivo che subiscono le imprese e, più in generale, gli operatori economici che
agiscono nella legalità rispetto a quelli che operano nel malaffare. TRASPARENZA E SEMPLIFICAZIONE. La trasparenza è un principio fondamentale che migliora il funzionamento dei sistemi
democratici. La trasparenza impone a tutti coloro che assumono incarichi di rilievo
pubblico il dovere di rendere conto del proprio operato ai cittadini, un principio che
integra quello di legalità e alimenta la condivisione dell’ethos pubblico. Il principio di
semplificazione impone invece alla pubblica amministrazione di snellire e abbreviare
i procedimenti, in modo da offrire un rapporto chiaro e paritario ai cittadini e alle
imprese. I principi di trasparenza e di semplificazione contribuiscono a migliorare la
qualità dell’azione della pubblica amministrazione, a responsabilizzare i pubblici
poteri nell’esercizio delle proprie prerogative, a elevare il grado di fiducia dei cittadini
nei confronti delle istituzioni. CITTADINANZA ATTIVA. La politica non si pratica soltanto nelle sedi delle istituzioni e delle formazioni
politiche, ma ovunque i cittadini si ritrovino per esercitare consapevolmente i propri
diritti e si confrontino per elaborare proposte e assumere decisioni riguardanti la vita
collettiva della comunità di appartenenza. In questa prospettiva diventa essenziale
sollecitare e sostenere le iniziative di cittadinanza attiva, vale a dire le pratiche di
“attivismo civico” mirate a rendere effettivi i diritti esistenti o a promuovere il
riconoscimento di nuovi diritti, favorendo l’inclusione sociale di tutti i cittadini. IL DIRITTO ALLA SALUTE. La salute è il bene primario della persona, riconosciuto dalla Costituzione come
fondamentale, presupposto per il godimento di tutti gli altri diritti. La salute non è
solo assenza di malattie, né può essere ascritta solo al benessere fisico, ma
ricomprende il benessere psicologico e sociale. Il ruolo del Servizio sanitario
nazionale è un pilastro fondamentale nella cura e nella prevenzione delle malattie,
così come lo è quello di una sanità pubblica di qualità, il cui accesso universale va
garantito a ogni persona. IL DIRITTO ALL’ ISTRUZIONE E ALLA CULTURA
Tutti devono poter accedere ad adeguati percorsi pubblici di istruzione e di
formazione di qualità, in modo da promuovere la piena consapevolezza di sé e poter
contribuire al processo di democratizzazione dell’intera società. La cultura deve
essere resa accessibile a tutti, in quanto patrimonio di conoscenze e strumento di
dialogo e di riconoscimento delle diversità. Tutti hanno diritto a una formazione
culturale aperta, partecipata, pienamente fruibile, inclusiva, che valorizzi le
inclinazioni e le professionalità di ognuno affinché tutto il nostro patrimonio
culturale, materiale e immateriale, rappresenti, sia per il singolo e sia per l’intera
comunità, un efficace strumento di lettura e di interpretazione del presente e anche
una bussola nelle sfide future. IL DIRITTO AL LAVORO. Occorre dare attuazione ai principi della Costituzione italiana che riconoscono il
diritto al lavoro e il diritto a una retribuzione giusta e adeguata. Occorre garantire la
qualità dell’occupazione e promuovere le condizioni affinché tutti possano vivere
nella dignità del proprio lavoro, in un ambiente sicuro e stimolante, che favorisca lo
sviluppo della propria personalità e una piena promozione professionale e sociale. Il
lavoro deve essere compatibile con il tempo libero e gli spazi di vita personale. IMPRESE RESPONSABILI. L’attività di impresa contribuisce al progresso economico di una comunità, offrendo
prospettive occupazionali e di miglioramento della qualità della vita dei cittadini
attraverso i beni prodotti o i servizi erogati. La finalità lucrativa è caratteristica
dell’impresa e la remunerazione dell’iniziativa economica è fondamentale perché
aiuta a distinguere l’attività di impresa dalle iniziative filantropiche o di solidarietà. Ma un’impresa è anche comunità di donne e di uomini che lavorano insieme, che
interloquisce, a sua volta, con comunità più ampie: è assolutamente indispensabile
che un’impresa si premuri delle conseguenze delle proprie attività sul piano
dell’impatto ambientale, dei diritti e del benessere dei lavoratori. PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ. I bisogni dei cittadini possono essere efficacemente e legittimamente soddisfatti
anche in virtù delle iniziative degli enti territoriali più prossimi (autonomia verticale)
o delle iniziative degli stessi cittadini, con particolare riguardo alle attività del terzo
settore (autonomia orizzontale). CURA DELLE PAROLE. La cura delle parole, l’attenzione per il linguaggio adoperato sono importanti anche
al fine di migliorare i legami di integrazione e di rafforzare la coesione sociale. Le
espressioni verbali aggressive devono essere considerate al pari di comportamenti
violenti. La facilità di comunicare consentita dalle tecnologie digitali e alcune
dinamiche innescate dal sistema dell’informazione non devono indurre a
dichiarazioni irriflesse o alla superficialità di pensiero. Il dialogo profondo, il
confronto rispettoso delle opinioni altrui contribuiscono ad arricchire la propria
esperienza personale e l’esperienza culturale delle comunità di rispettiva
appartenenza

VOGLIAMO RESTITUIRE A TERNI LA POSSIBILITÀ DI SCEGLIEREIl nostro capogruppo Claudio Fiorelli sta lavorando per unire le ...
02/11/2026

VOGLIAMO RESTITUIRE A TERNI LA POSSIBILITÀ DI SCEGLIERE

Il nostro capogruppo Claudio Fiorelli sta lavorando per unire le opposizioni e raccogliere le 13 firme necessarie a presentare la mozione di sfiducia a Bandecchi.

Abbiamo promosso questa iniziativa e la portiamo avanti con determinazione. Il risultato non è scontato, ma chi vuole chiudere questa amministrazione sa che può contare sul nostro impegno.

Forza Claudio, avanti insieme. Ora tocca a Terni.

Tredici firme per portare la mozione di sfiducia in consiglio comunale, 17 per “spodestare” il sindaco Stefano Bandecchi. Questi i numeri che servono e per i quali il centrosinistra, su tutti il consigliere del Movimento 5 stelle, Claudio Fiorelli, sta lavorando. L’obiettivo è compattare l’...

TORNIAMO A SCEGLIERE IL NOSTRO FUTUROVogliamo creare una Terni in cui i nostri figli possano costruirsi una vita e scegl...
02/11/2026

TORNIAMO A SCEGLIERE IL NOSTRO FUTURO

Vogliamo creare una Terni in cui i nostri figli possano costruirsi una vita e scegliere di restare. Una città che torni a crescere, invece di restare intrappolata in un declino irreversibile. Una città rappresentata da un’amministrazione all’altezza delle sfide che si troverà ad affrontare Terni negli anni 30.

Per questo vogliamo chiudere la stagione di Bandecchi e costruire un’alternativa capace di governare la città. Abbiamo la responsabilità di dare una prospettiva a chi chiede un cambiamento e dobbiamo farlo insieme ai cittadini.

Sabato 7 novembre il Movimento 5 Stelle, insieme ale altre forze progressiste, promuove un’assemblea pubblica aperta alla cittadinanza.

Vogliamo confrontarci sulla Terni che vogliamo costruire.

Sabato 7 novembre, ore 10
Sala consiliare di Palazzo Spada, Terni

Ci vediamo lì. Torniamo a scegliere il nostro futuro.

💧 𝐈𝐥 𝐓𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐝𝐫𝐨𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢La Regione ha vinto anche l'...
28/10/2026

💧 𝐈𝐥 𝐓𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐧𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐝𝐫𝐨𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐢

La Regione ha vinto anche l'ultima causa intentata dal concessionario degli impianti delle grandi derivazioni idroelettriche riguardo l'applicazione della l.r. 1/2023. Il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha respinto il ricorso e i successivi motivi aggiunti presentati da Enel produzione S.p.A. contro la Regione Umbria.

Al centro della vertenza giudiziaria vi era l’impugnativa proposta da Enel contro le DGR n. 532 del 5 giugno 2024 e n. 740 del 1° agosto 2024 concernenti la monetizzazione integrale dell’energia elettrica da cedere gratuitamente e le modalità di calcolo della componente variabile del canone di concessione per le grandi derivazioni idroelettriche, nonché i relativi avvisi di pagamento PagoPA emessi per le annualità 2023 e 2024.

Il giudizio ha riguardato le principali concessioni idroelettriche del territorio umbro tra cui gli impianti di Narni, Nera Montoro, Monte Argento, Galletto 1, Galletto 2, Baschi, Alviano, Triponzo e Galletto Pennarossa.

🗣️ “Il pronunciamento del Tribunale superiore delle acque pubbliche - dichiara l’assessore regionale Thomas De Luca - sancisce la piena legittimità dell’azione dell’Amministrazione regionale a tutela delle risorse pubbliche e della comunità umbra. Tre anni e mezzo di tempo perso che oggi restituiamo ai cittadini. Auspichiamo un nuovo clima collaborativo con i concessionari, player industriali dell’energia fondamentali per la nostra regione e per il nostro paese che potranno giocare un partita importante anche nel 2029. 𝐈𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐯𝐨𝐥𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐚𝐧𝐝𝐨𝐥𝐞 𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐫𝐨𝐠𝐚 𝐬𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞 𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟗. Oltre a essere in contrasto con gli obiettivi del PNRR e con la normativa europea, questo vorrebbe dire privare l’Umbria di una possibilità di introito di ulteriori 30 milioni di euro l’anno, nonché bloccare il percorso di decarbonizzazione dei nostri settori industriali hard to abate. L’Umbria di certo non resterà a guardare”.

Con questa decisione, il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha confermato:

1️⃣ Piena legittimità della normativa regionale. La disciplina stabilita dalla Legge Regionale n. 1/2023 e dalle delibere giuntali attua correttamente la potestà della Regione in materia di determinazione del canone demaniale e di monetizzazione dell’energia.

2️⃣ Correttezza dei criteri di calcolo. È stata riconosciuta la validità del calcolo della componente variabile del canone e della monetizzazione dell’energia gratuita (pari a 220 kWh per ogni kW di potenza nominale media) commisurata al prezzo zonale orario dell’energia elettrica.

3️⃣ Tutela delle finalità pubbliche e solidaristiche. L’obbligo di cessione gratuita o di monetizzazione dell’energia costituisce un onere legato allo sfruttamento di una risorsa pubblica limitata come l’acqua, destinato a sostenere i servizi pubblici e i territori interessati dalle derivazioni.

4️⃣ Inapplicabilità di storiche esenzioni alle componenti variabili. Le risalenti esenzioni dal canone ex art. 73 del R.D. n. 1775/1933 si riferiscono esclusivamente alla componente fissa del canone (legata alla potenza nominale) e non alla componente variabile né alla monetizzazione dell’energia prodotta.

ADESSO LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO.Avevamo detto che avremmo fatto la nostra parte per mandare a casa Bandecchi. Lo abb...
27/10/2026

ADESSO LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO.

Avevamo detto che avremmo fatto la nostra parte per mandare a casa Bandecchi. Lo abbiamo fatto: siamo andati dal notaio e Claudio Fiorelli ha firmato le dimissioni, da depositare insieme alle altre quando saranno raggiunte le 17 firme necessarie.

Bandecchi ha sfidato tutti i consiglieri di opposizione a farlo, i cittadini ci avevano chiesto un passo concreto. La nostra firma c’è: non abbiamo paura delle urne e non ci tiriamo indietro.

Porteremo avanti anche la raccolta delle firme per la mozione di sfiducia da noi promossa e aperta a tutti i consiglieri disponibili a chiudere questa tragicomica esperienza amministrativa.

13 firme per presentarla.
17 voti per approvarla.

Nessun gruppo ha da solo i numeri, ma ciascun consigliere può assumersi la responsabilità delle proprie scelte davanti ai ternani. Noi siamo pronti.

Il 26 ottobre in Consiglio Comunale abbiamo visto ore consumate nello scontro sulle presidenze delle commissioni per tenere in piedi una maggioranza che non esiste più.

Fuori dal Palazzo ci sono sessanta lavoratori della Serafini e della SRF che rischiano il posto. C’è una possibile cessione della rete gas, patrimonio dei ternani, sulla quale servono risposte chiare. Ci sono minori delle famiglie in difficoltà per i quali chiediamo agevolazioni per accedere agli impianti sportivi.

Terni non può restare bloccata dai regolamenti di conti di una maggioranza a pezzi, aspettando che Bandecchi trovi il modo di restare a galla.

Questa città non è sua e i ternani non possono continuare a pagare il prezzo della sua sopravvivenza politica.

Vogliamo costruire una Terni nella quale valga la pena vivere, lavorare e crescere i propri figli. Per questo dobbiamo chiudere questa esperienza e restituire ai cittadini la possibilità di scegliere il loro futuro.

A chi si dichiara all’opposizione chiediamo la stessa coerenza: sottoscrivere la sfiducia e sostenerla in Consiglio.

Noi abbiamo preso un impegno e siamo andati a firmare, adesso ciascuno faccia la propria parte.

Terni ha già perso troppo tempo.

Il suo futuro vale più della poltrona di Bandecchi.

24/10/2026

Di Luca Simonetti, capogruppo Movimento 5 Stelle Regione Umbria e Presidente della commissione SanitàL’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato il 22 ottobre 2026 la legge di iniziativa popolare sul fine vita, un passaggio importante su un tema che coinvolge diritti, libertà individu

23/10/2026

NEL 2022 LA SINDACA DI ORVIETO VOTAVA PER L’AMPLIAMENTO DE LE CRETE; OGGI SI DICE CONTRO IL PIANO CHE METTE NERO SU BIANCO LO STOP A NUOVI AMPLIAMENTI

"La trasparenza delle istituzioni si misura sulla veridicità degli atti scritti. Contestare oggi la revisione del Piano Regionale dei Rifiuti fingendo di ignorare le proprie responsabilità amministrative passate è un'operazione di mistificazione che va smentita con i dati e con i provvedimenti ufficiali. Affermare che la revisione del Piano si basa sull’ampliamento delle discariche è totalmente falso e l'esatto opposto di quanto scritto nero su bianco". Così il coordinatore provinciale ternano del M5S, Daniele Pica, in risposta alle dichiarazioni della sindaca di Orvieto, Roberta Tardani.

L'ampliamento per complessivi 1.200.000 mc delle tre discariche strategiche regionali (Belladanza, Borgogiglione e Le Crete di Orvieto) è stato approvato dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra con la D.G.R. n. 2 del 5 gennaio 2022. Tale provvedimento è stato recepito nel Piano regionale del 2023, sul quale il Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) ha espresso parere favorevole il 16 novembre 2022, grazie ad un solo voto di scarto. In quella sede, la sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, ha espresso voto favorevole all'assetto pianificatorio che disponeva l'ampliamento degli invasi. Risulta del tutto paradossale che chi nel 2022 ha votato a favore dell'estensione delle volumetrie in discarica si opponga oggi ad un Piano che mette formale termine ad ogni ulteriore espansione.

Il nuovo Piano di gestione integrata dei rifiuti stabilisce in modo perentorio che, una volta saturate le volumetrie già autorizzate e deliberate dalla Giunta Tesei nel 2022, le tre discariche regionali cesseranno di essere individuate come strategiche e andranno a chiusura definitiva. Al 2035, la nuova pianificazione fissa il conferimento in discarica al 9,8%, al di sotto del limite del 10% stabilito dalla Direttiva (UE) 2018/850, lasciando una capacità residua di oltre 147.000 mc, a fronte del deficit di -40.000 mc che avrebbe generato la pianificazione della Giunta Tesei. Finiti i volumi decisi nel 2022, non vi sarà alcun ulteriore ampliamento né per la discarica de Le Crete né per gli altri siti umbri.

L'istanza di Provvedimento Autorizzatorio Unico Ambientale (PAUR), depositata il 15 luglio 2026 dalla società gestrice costituisce un adempimento tecnico vincolato ex lege (D.Lgs. 152/2006) ed è stato presentato proprio in attuazione della DGR n. 2/2022 approvata dal centrodestra. Gli uffici tecnici regionali hanno l'obbligo di legge di condurre l'istruttoria. Un'interruzione o una revoca arbitraria della delibera del 2022 da parte della Giunta regionale è giuridicamente irrealizzabile — essendo l'atto stato recepito nel Piano 2023 approvato dall'Assemblea Legislativa — ed esporrebbe la Regione a contenziosi risarcitori milionari per violazione del legittimo affidamento.
Il vecchio impianto di incenerimento previsto dal centrodestra non avrebbe eliminato le discariche, poiché avrebbe generato ogni anno oltre 30.800 tonnellate di scorie e ceneri volanti da smaltire comunque negli invasi regionali.
Va inoltre rilevato che il gigantesco inceneritore avrebbe richiesto un investimento (ricalcolato sui costi reali attuali) superiore a 250 milioni di euro, portando le tariffe di smaltimento a oltre 200 euro/tonnellata e scaricando un extracosto di circa 9 milioni di euro all'anno direttamente sulle bollette TARI dei cittadini umbri.
Il nuovo Piano punta sull'innalzamento della raccolta differenziata all'80% entro il 2030, sulla tariffazione puntuale e sull'ammodernamento della rete impiantistica pubblica, generando un risparmio stimato di circa 10 milioni di euro all'anno nei Piani Economico-Finanziari dei Comuni.
"I cittadini di Orvieto e dell'Umbria meritano verità e rispetto - conclude il coordinatore provinciale del M5S - la stagione delle proteste di facciata in pubblico, mentre nelle stanze dei bottoni si votava favorevolmente ai provvedimenti è finita. La Regione Umbria sta applicando la legge con il massimo rigore, garantendo la chiusura definitiva delle discariche all'esaurimento delle quote stabilite dal centrodestra e tutelando la salute e le tasche dei cittadini".

DANIELE PICA, COORDINATORE PROVINCIALE M5S TERNI

23/10/2026

𝐅𝐢𝐧𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐚, 𝐢𝐥 𝐌𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝟓 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐚𝐠𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐢𝐧 𝐔𝐦𝐛𝐫𝐢𝐚. 𝐅𝐚𝐧𝐭𝐚𝐮𝐳𝐳𝐢: «𝐃𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐠𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐚»

𝐼𝑙 𝑐𝑜𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑟𝑖𝑛𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎 𝐿𝑢𝑐𝑎 𝑆𝑖𝑚𝑜𝑛𝑒𝑡𝑡𝑖, 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑇𝑒𝑟𝑧𝑎 𝐶𝑜𝑚𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑠𝑣𝑜𝑙𝑡𝑜: «𝐻𝑎 𝑔𝑢𝑖𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑠𝑒𝑟𝑖𝑒𝑡𝑎̀, 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑒𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀»

L’Umbria ha approvato la legge di iniziativa popolare sul fine vita, compiendo un passaggio importante sul piano dei diritti, della dignità della persona e delle responsabilità delle istituzioni. Un risultato che porta anche il segno dell’impegno del Movimento 5 Stelle, che ha sostenuto il provvedimento in Assemblea legislativa e contribuito al percorso istituzionale che ha condotto alla sua approvazione.

«L’approvazione di questa legge dimostra quanto sia importante che la politica sappia affrontare anche le questioni più difficili, mettendo al centro le persone, i loro diritti e la loro dignità. Il Movimento 5 Stelle ha creduto nella necessità di dare una risposta concreta a una domanda di diritti e tutele che non poteva essere ignorata. Non si tratta di semplificare un tema che coinvolge coscienze, sofferenze e storie personali, ma di garantire un quadro di regole e garanzie nel rispetto della Costituzione e della giurisprudenza», dichiara David Fantauzzi, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Umbria.

«Voglio rivolgere un ringraziamento sincero a Luca Simonetti, presidente della Terza Commissione, per il lavoro portato avanti con serietà, equilibrio e responsabilità. Il suo ruolo è stato essenziale nel percorso istituzionale che ha consentito alla proposta di essere esaminata e arrivare al voto dell’Aula. In una fase complessa, ha saputo garantire attenzione alle procedure, confronto e rispetto delle prerogative istituzionali. È questo il senso dell’impegno che chiediamo ai nostri rappresentanti, lavorare con competenza, senza sottrarsi alle questioni difficili e senza perdere mai di vista le persone».

Il Movimento 5 Stelle Umbria ringrazia inoltre le cittadine e i cittadini che hanno sostenuto la proposta con la raccolta delle firme e tutti i promotori dell’iniziativa popolare, che hanno contribuito a portare il tema all’attenzione delle istituzioni. La legge, sostenuta da 4.801 firme, è stata approvata dall’Assemblea legislativa il 22 ottobre con 11 voti favorevoli, espressi da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.

«Il Movimento 5 Stelle continuerà a lavorare affinché i diritti non restino dichiarazioni di principio, ma trovino risposte concrete nei servizi e nelle istituzioni. La dignità umana deve essere il punto di partenza di ogni scelta pubblica, soprattutto quando ci troviamo di fronte alla sofferenza e alla libertà delle persone», conclude il coordinatore regionale David Fantauzzi.

Indirizzo

Palazzo Spada
Terni
05100

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