18/09/2026
È chiara la volontà del nuovo attivista Cosimo Damiano Orfeo di non entrare nel merito politico del mio ultimo video, forse per non dispiacere a qualcuno nella maggioranza alla cui vittoria ha contribuito, come da lui stesso dichiarato.
Non voglio, però, soffermarmi troppo su questo aspetto. Mi chiedo piuttosto: un iscritto al Movimento 5 Stelle può aderire formalmente al partito senza riconoscersi pienamente nella sua linea politica? E non parlo soltanto di quella locale, ma anche di quella nazionale.
Essere attivisti dovrebbe significare studiare gli atti amministrativi, approfondire i problemi e costruire una linea politica riconoscibile. Una linea che, in questo caso, faccio fatica a comprendere. L’unica indicazione ripetuta da una parte degli ex componenti del gruppo di Trinitapoli è quella di essere “moderati”.
Ma moderati rispetto a cosa? E, soprattutto, rispetto a chi? A chi diamo fastidio?
La nostra frattura, carissimo Damiano, è interamente politica. Voi non condividete la mia linea, che considerate poco moderata e caratterizzata da toni troppo accesi. La vostra impostazione, invece, l’abbiamo già sperimentata e, a mio giudizio, è apparsa eccessivamente accomodante nei confronti di questa Amministrazione.
Tutto qui, ed è tutto legittimo.
La politica, però, si dovrebbe fare studiando gli atti e confrontandosi sui fatti, non limitandosi a ricostruzioni generiche. Se vogliamo collaborare, da parte mia non ci sono problemi; ma dobbiamo confrontarci sugli atti, — a partire da determine, subappalti e quadri economici come quelli del Parco Zona Umida — altrimenti rischiamo di discutere di fumo.
Per quanto riguarda le elezioni regionali, l’unico ad aver fatto apertamente campagna elettorale per la coordinatrice Letizia Morra, mettendoci la faccia, è stato il sottoscritto.
Gli altri componenti, compresi gli amici citati da Orfeo, sono usciti dal Movimento in modo trasparente perché non condividevano quello che ritenevano uno scarso impegno della coordinatrice provinciale nei confronti delle problematiche locali. A loro giudizio, la sua azione politica appariva maggiormente concentrata sul raggiungimento di obiettivi personali, tra i quali l’elezione in Consiglio regionale.
Quegli amici continuano, infatti, a fare politica a livello locale insieme al sottoscritto, mentre voi continuate a contestare i miei contenuti politici. È anche alla luce di queste differenti impostazioni che si possono comprendere le fratture verificatesi nel tempo.
Voglio fare una precisazione importante: io sono tuttora iscritto al Movimento 5 Stelle. Quando viene riferito che ne sarei uscito e questa informazione viene ripetuta, si contribuisce a diffondere una notizia non corrispondente alla mia attuale posizione.
Ritengo che ciò sia scorretto e che, anche involontariamente, possa alimentare la narrazione volgare sostenuta dai miei feroci avversari politici (su cui non si indigna nessuno pubblicamente), secondo la quale sarei isolato.
Caro Damiano, i dati politici sembrano però raccontare una situazione diversa: determinate posizioni non risultano condivise dalle principali forze politiche di destra, di centro e di sinistra. Resta quindi da comprendere quale progetto intendiate portare avanti come gruppo, al di là del numero ristretto di persone che attualmente sembra comporlo.
📊 Su tutta questa situazione occorre ragionare con serietà. Se a Trinitapoli sono arrivati appena 50 voti alle elezioni regionali e voi affermate di aver votato, mentre io non ho votato, dove sono finiti i consensi dei sostenitori storici?
La verità, dal mio punto di vista, è che, fatta eccezione per il sottoscritto e per alcuni amici che si sono impegnati concretamente, molti iscritti non hanno fornito un contributo significativo alle attività politiche e organizzative di questi anni.
Anche il risultato delle elezioni regionali evidenzia un apporto elettorale estremamente limitato. Mi dispiace dirlo, ma i numeri complessivi e quelli registrati in alcune sezioni rendono difficile individuare un consenso elettorale riconoscibile riconducibile a questa componente politica.
Temo, e mi auguro di sbagliarmi, che molti di coloro che oggi si definiscono nuovi iscritti o attivisti storici non stiano sviluppando un’azione politica autonoma e riconoscibile all’interno del Movimento, ma concentrino prevalentemente i propri interventi sulla critica nei confronti di chi opera concretamente sul territorio e, in particolare, nei miei confronti.
Siete pronti a polemizzare, ma, per quanto mi risulta, non avete ancora organizzato un gazebo, un’iniziativa pubblica o un’attività politica visibile sul territorio.
Quando il gruppo che oggi criticate ha lasciato il Movimento, siete rimasti a rappresentarne formalmente la presenza locale soprattutto attraverso i social. A mio giudizio, ne è derivata una narrazione poco aderente sia al contributo concretamente offerto fino a oggi, sia al peso elettorale restituito dai numeri.
La vostra presenza sembra emergere soprattutto quando rivolgo critiche a questa Amministrazione. È una coincidenza politica sulla quale ritengo legittimo interrogarsi, senza per questo attribuire intenzioni o accordi che non posso conoscere.
Il risultato, tuttavia, è evidente: qualcuno potrà utilizzare le vostre critiche personali per sostenere che io sia isolato, evitando ancora una volta di rispondere nel merito delle questioni politiche sollevate.
A mio avviso, però, l’isolamento politico deve essere valutato attraverso i fatti, le alleanze, il consenso e la capacità di rappresentare una comunità. Alcune posizioni, non trovando riconoscimento nelle principali forze politiche di destra, di centro e di sinistra, rischiano oggi di rappresentare soltanto una realtà molto circoscritta.
Le questioni poste restano sul tavolo e meritano risposte fondate sugli atti, non polemiche personali. ⚖️
Ti auguro sinceramente ogni bene e una buona vita, caro Damiano. Rivolgo lo stesso augurio a coloro che condividono il tuo percorso politico e a chi vi segue.
Pasquale Lamacchia