Prendocasa Torino

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Prendocasa Torino Prendocasa è un collettivo che lotta dal basso per il diritto all'abitare. Insieme possiamo lottare e far valere i nostri diritti!

Allo Sportello Prendocasa Torino puoi trovare una consulenza gratuita per tutto ciò che riguarda gli SFRATTI e i PIGNORAMENTI della casa, ma anche per tutto quello che riguarda le UTENZE di acqua luce e gas, le problematiche con l’assegnazione delle case ATC e emergenza abitativa o inefficienze dei SERVIZI SOCIALI.

24/10 H.15 Piazsa CastelloSpezzone per l'abitare nel corteo di Torino contro il riarmo!Come realtà che affrontano la que...
21/10/2026

24/10 H.15 Piazsa Castello
Spezzone per l'abitare nel corteo di Torino contro il riarmo!

Come realtà che affrontano la questione abitativa sotto le diverse sue sfaccettature abbiamo deciso di scendere in piazza perché non vogliamo che vengano sprecati miliardi per armamenti e guerra mentre nessun investimento viene fatto per risolvere il tema casa!
Gli affitti sono sempre più alti, le bollette sempre più care, trovare un appartamento è quasi impossibile perché vengono destinati a sfruttare studenti e turisti o addirittura lasciati vuoti!
Le case popolari non vengono assegnate, non vengono mantenute costringendo le persone a vivere in condizioni inaccettabili!
Studenti e studentesse intanto sono obbligati a pagare a peso d'oro stanze microscopiche!
Gli sfratti aumentano e le strutture di emergenza sono stracolme!

Cosa ha fatto il governo? Il nuovo piano casa utile solo a svendere il patrimonio pubblico e la legge per accellerare sfratti e sgomberi destinando sempre più persone alla strada.
Non crediamo alla grande menzogna secondo la quale chi occupa le case popolari, chi è sotto sfratto, chi non riesce più a pagare, chi non trova una casa in cui andare ne ha colpa.
Sappiamo bene che la colpa è di chi nelle istituzioni non ha investito per garantire case popolari, per limitare gli aumenti dei costi degli immobili, di quei fondi e palazzinari che stanno comprando decine e decine di immobili.
Continuare così non è più possibile, ci riprenderemo il diritto di un abitare bello e degno per tutt3 iniziando a scendere in piazza sabato e continuando a lottare contro chi vuole sfruttare le nostre vite!
Casa per tutt3 sfratti per nessuno!

Ancora un rinvio ottenuto e ancora assenza totale di risposte e soluzioni dal welfare cittadino.Per Maria rinvio al 5 no...
13/10/2026

Ancora un rinvio ottenuto e ancora assenza totale di risposte e soluzioni dal welfare cittadino.Per Maria rinvio al 5 novembre.Basta sfratti!lCase per tutt!

🧱 MURO POPOLARE 🧱Martedì 13 Ottobre H.7Insieme a MarialunaCi troveremo a resistere con Marialuna, a cui è stata ad ora n...
09/10/2026

🧱 MURO POPOLARE 🧱
Martedì 13 Ottobre H.7
Insieme a Marialuna

Ci troveremo a resistere con Marialuna, a cui è stata ad ora negata una soluzione alternativa.
Sempre più aumentano gli sfratti ed è necessaria una risposta ORA!
Se pensiamo alla futura legge che vuole accelerare i tempi di sfratto ci domandiamo come pensano di affrontare le istituzioni il tema delle migliaia di persone che devono attraversare questa violenza e si troveranno senza casa?
Gli sfratti devono essere sospesi ora!
Lottiamo per una casa per tutt3!

09/10/2026

TORINO È CONTRO IL RIARMO!
CORTEO SABATO 24 OTTOBRE
“Noi la guerra non la paghiamo”

Nasce dal percorso cittadino che ha visto una tappa il 19-20 settembre scorso una data di mobilitazione cittadina con respiro regionale per Sabato 24 Ottobre: contro il riarmo, contro il caro-benzina, contro i data center e per rivendicare risorse per salute, formazione e casa. Sulla pagina Instagram TORINO CONTRO IL RIARMO https://www.instagram.com/torinocontroilriarmo?stkn=MTBydXd0b2VlbWhmcQ== si trovano il lancio e gli appuntamenti in avvicinamento.

Di seguito ripubblichiamo l’indizione.

La crisi della città di Torino e della regione Piemonte non vedrà alcuna possibilità di fuoriuscita con la conversione dei territori, delle industrie, delle scuole e della ricerca in chiave bellica. Le poche risorse esistenti oggi non devono andare alle armi ma a sanità, formazione, casa e reale presa in carico e gestione dei territori a livello energetico e ecologico.

Assenza di pianificazione, processo di privatizzazione, consumo di suolo e speculazione energetica, oltre alla svendita a big tech americane di intere porzioni di territorio cittadino e piemontese per la corsa all’oro dei data center, sono le questioni da contrastare. Non pagheremo i costi della cosiddetta transizione green, che impone il ritorno al nucleare, truffa del governo, insostenibile sia economicamente che ecologicamente. Basta con grandi opere inutili come il tav, vogliamo investimenti nella cura e manutenzione del territorio oltre che per il trasporto pubblico. Non vogliamo la militarizzazione dei quartieri, da Barriera di Milano a Vanchiglia. Quest’ultimo segnato dalla presenza costante e inutile di forze dell’ordine a seguito dello sgombero del centro sociale Askatasuna, spazio che vogliamo venga restituito al quartiere e che possa ritornare a vivere. Così come rifiutiamo la svendita di pezzi di città a fondi speculativi come BlackRock e patrimonio abitativo pubblico ridotto in briciole, sono dinamiche da fermare immediatamente.

Le scuole e le università diventano il terreno di propaganda militarista, bellica e patriottica, contaminando saperi e trasformando gli istituti scolastici in caserme. Mentre le scuole crollano, le Università cullano la rivoluzione tecnologica utile ad alimentare il complesso accademico-militare-industriale. Il riarmo erode le briciole destinate alla formazione e a una sanità in completa crisi: liste d’attesa, privatizzazione, chiusura di poliambulatori in favore di case di comunità inesistenti, aumento del ticket sanitario a seguito della cancellazione del bollo auto, sono solo alcuni aspetti. Ma i soldi per la costruzione di mega ospedali come quello che dovrebbe sorgere nel parco della Pellerina si trovano, mettendo in contrapposizione ambiente-salute.

Oggi la propaganda dell’amministrazione si piega alle necessità delle industrie belliche e dei capitali privati, unici investitori nella crisi perché è proprio nel processo di finanziarizzazione che i grandi fondi o monopoli possono ancora fare profitto. Il lavoro non è in crisi soltanto perché a Torino non esiste più la FIAT, ma perché si muore per lavorare, perché chi studia e si forma non ha alcuna garanzia e lavora in condizioni pessime, perché il lavoro è organizzato in funzione di rendere la popolazione disponibile e ricattabile. La fuoriuscita dalla crisi è possibile solo se insieme ci si organizza dal basso per riappropriarsi di ciò che è utile ad una vita dignitosa, senza guerra e in cui le nostre poche ricchezze non vengano espropriate.

In questa città abbiamo saputo porre delle questioni fondamentali sul piatto: il terreno del dibattito pubblico lo vogliamo dettare noi a partire da un percorso di partecipazione collettiva e dal basso, a partire dalle esigenze delle lotte. La vivacità dei giovani, il riscatto collettivo che la Palestina ci ha dato, la possibilità di vivere bloccando la logistica di guerra di una città dove ogni arteria è complice di un futuro di morte e genocidio, la vittoria di essere in piazza ogni giorno liberandosi dal lavoro e di riconoscersi nelle dimensioni di confronto e di incontro è un patrimonio prezioso che sarà la bussola per andare avanti.

Torino è partigiana perché ha saputo e continuerà a schierarsi dalla parte giusta della storia.

09/10/2026

Askatasuna vuol dire libertà: operazione di polizia a seguito della manifestazione del 31 gennaio 2026

Questa mattina sono state effettuate 12 perquisizioni ai danni di compagni e compagne per un totale di 19 richieste di misure cautelari che vanno dal carcere all’obbligo di firma, tutte prevedono il passaggio preliminare all’interrogatorio di garanzia. Un’operazione a firma Paolo Scafi, pm dalla penna facile quando c’è da fare incetta di misure cautelari, tra le sue ultime prodezze le misure per gli ultras di Toro e Juve a seguito degli scontri del derby quando Marco Basoccu venne gravemente ferito alla testa da un lacrimogeno sparato ad altezza uomo.

Il contesto è quello della manifestazione oceanica del 31 gennaio scorso a seguito dello sgombero del centro sociale Askatasuna. Ai compagni e alle compagne coinvolti nelle richieste di misura cautelare vengono imputati diversi reati con l’intento di dare la responsabilità ad alcuni di quella che è stata una manifestazione di rabbia popolare che ha visto la partecipazione di oltre 50 mila persone. Ricordiamo anche l’uso massiccio e violento da parte delle forze dell’ordine di lacrimogeni sparati ad altezza uomo, di cui si è parlato in un dossier e in diverse inchieste giornalistiche. La violenza è quella che viene dall’alto e che viene perpetrata ogni giorno nei confronti di chi deve essere messo a lavoro per interessi nemici ai nostri.

Lo sgombero dell’Aska è stato un colpo voluto dal governo a seguito di un movimento che ha bloccato un Paese intero per fermare un genocidio mostrato in diretta tv. In quella giornata Piantedosi si sfregava le mani e scriveva sui social che finalmente giustizia era stata fatta, i politici locali con Marrone in testa non hanno sprecato l’occasione per togliersi sassolini dalle scarpe, la questura di Torino e la Procura hanno avuto la loro soddisfazione effimera nel vedere che finalmente i loro sforzi erano stati premiati. Eppure, l’unica cosa certa è che il 18 dicembre 2025 ha chiuso una porta ma ha spalancato uno spazio di possibilità che ancora oggi vive nelle lotte di ogni giorno.

Torino è partigiana, avevamo detto in quell’occasione e Torino continua anche oggi a schierarsi contro la guerra, contro il riarmo e contro un sistema che sfrutta e specula per il profitto. Torino è partigiana perché è con la Palestina che resiste, è con gli studenti e studentesse che nelle scuole e nelle università pretendono un futuro più giusto, è con i lavoratori e lavoratrici che scioperano per interrompere e bloccare la guerra sui nostri territori.

Torino è solidale con chi viene colpito da questa operazione, un tentativo di punire alcuni per una giornata che rimane nella storia ma che non è finita con le ceneri di un pomeriggio, anzi, consolida una prospettiva di lotta collettiva per la libertà di tutti e tutte. Intanto, ci vediamo nelle piazze di questo ottobre contro il riarmo e per la Palestina, verso il 24 ottobre e oltre.

Askatasuna vuol dire libertà, solidarietà a tutti e tutte le persone inquisite!

‼️ Riparte lo sportello casa, festeggiamo la riapertura!👉 Venerdì 16 Ottobre H. 19:30Allo Spazio Popolare Neruda in Cors...
08/10/2026

‼️ Riparte lo sportello casa, festeggiamo la riapertura!

👉 Venerdì 16 Ottobre H. 19:30
Allo Spazio Popolare Neruda in Corso Ciriè 7

Vi invitiamo a passare al nostro aperitivo di inaugurazione per passare un momento insieme alla meravigliosa musica di Errico Canta male🎉

Arriveranno a presto tutte le info sul nuovo sportello casa per chiunque ha problemi con l'affitto: ricordiamo intanto il nostro numero +39 351 080 4044

07/10/2026

Ancora Sfratto a sorpresa!
La risposta al muro popolare di Enzo e Dionisia è stata ancora una volta la precarietà!
Se non ci sono le soluzioni vengano fermati gli sfratti!

Martedì saremo di nuovo al fianco di Dionisia e dei suoi figli per fermare il loro sfratto. A Torino, come in tutto il m...
03/10/2026

Martedì saremo di nuovo al fianco di Dionisia e dei suoi figli per fermare il loro sfratto.
A Torino, come in tutto il mondo, vivere in affitto sta diventando un lusso e chi ha un reddito medio è sempre più spinto fuori dai quartieri in cui lavora e vive. Intanto le case diventano Airbnb, affitti brevi e ostelli di lusso pensati per turisti e studenti con alta capacità di spesa. Barriera di Milano è uno dei quartieri dove questo processo è più evidente: la rendita vale più delle persone che abitano il quartiere. In Spagna, in queste settimane, il movimento per la casa è tornato in piazza in modo massiccio. Dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni, a Madrid, il Sindicato de Inquilinas ha convocato una grande manifestazione e ha riportato le tende a Puerta del Sol. La loro richiesta è la stessa che facciamo noi: la casa va trattata come un bene essenziale, non come un asset finanziario. Vogliamo che le case tornino a essere un posto dove vivere, non un investimento su cui speculare. E la Spagna ci dice che si può cambiare. Pochi giorni dopo lo sfratto, in 40 città si è scesi in strada e il Consiglio dei ministri ha approvato due decreti con misure contro gli sfratti e per gli affitti. Non è la fine della lotta ma è la dimostrazione che gli sfratti si fermano organizzandosi.
Un inquilino da solo non può fare nulla contro un fondo o un grande proprietario. Un quartiere che si muove compatto sì!

29/09/2026

Abbiamo ottenuto un rinvio per Edith al 12 novembre!

Edith e sua figlia potranno restare ancora una volta nella loro casa.
Combattiamo i palazzinari di questa città che truffano e gonfiano i prezzi degli affitti per lucrare sulla gente.

Da MADRID A a TORINO organizziamo la lotta per l'abitare!

Case per tuttə, sfratti per nessunə!

Martedí 29 resistiamo allo sfratto di Edith!Il palazzinaro Molino, non si fa scrupoli a buttare la gente in mezzo alla s...
26/09/2026

Martedí 29 resistiamo allo sfratto di Edith!

Il palazzinaro Molino, non si fa scrupoli a buttare la gente in mezzo alla strada, dopo essersi arricchito con truffe e illeciti.

Il servizio sociale depotenziato e totalmente inefficiente non ha alcuna soluzione per Edith e per sua figlia, perciò non ci resta che resistere ancora una volta insieme e ottenere un ulteriore rinvio!

Ci vediamo in Corso Molise 30
ore: 7.00
✊

Indirizzo

Ovunque
Turin
10100

Orario di apertura

18:00 - 19:00

Telefono

+393510804044

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