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Il Piemonte puΓ² cambiare strada.L'acqua non si vende! L'energia Γ¨ un diritto!
27/10/2026

Il Piemonte puΓ² cambiare strada.
L'acqua non si vende! L'energia Γ¨ un diritto!

GiΓΉ le mani dall'acqua!
27/10/2026

GiΓΉ le mani dall'acqua!

TORINO, 24 OTTOBRE: LA REPRESSIONE NON CANCELLA LE RAGIONI DELLA PIAZZA. COSTRUIRE IL MOVIMENTO CONTRO GUERRA E CAROVITA...
26/10/2026

TORINO, 24 OTTOBRE: LA REPRESSIONE NON CANCELLA LE RAGIONI DELLA PIAZZA. COSTRUIRE IL MOVIMENTO CONTRO GUERRA E CAROVITA.
Deambrogio*: Le gravissime cariche poliziesche e le violenze che hanno attraversato le strade di Torino nella giornata del 24 ottobre non possono essere derubricate a semplici incidenti di percorso, nΓ© tantomeno essere isolate dalla precisa strategia autoritaria impressa dal governo Meloni nella gestione del conflitto sociale.
Assistiamo a un copione giΓ  scritto: una narrazione tossica e securitaria che gonfia a dismisura gli episodi di tensione pur di criminalizzare il dissenso, attivando teoremi repressivi utili solo a nascondere il vuoto della politica e a legittimare nuovi decreti liberticidi.
Prima si scatena la brutalitΓ  delle forze dell'ordine e si invoca la condanna mediatica, e solo dopo – un "dopo" che non arriva mai – si dovrebbe parlare delle condizioni materiali delle persone.
Noi ribaltiamo questa logica: la violenza della piazza torinese Γ¨ la risposta violenta dello Stato a un disagio sociale che non si puΓ² piΓΉ silenziare.
Le motivazioni che hanno spinto migliaia di giovani, studenti, lavoratori e famiglie a scendere in piazza a Torino sono sacrosante e drammaticamente urgenti.
Siamo di fronte a un'economia di guerra che taglia la sanitΓ , l'istruzione e i servizi sociali per finanziare il riarmo e l'industria bellica. Le famiglie italiane sono schiacciate da un carovita insostenibile, dal caro carburanti e da salari fermi, mentre i territori vengono sacrificati sull'altare di grandi speculazioni tecnologiche e infrastrutturali. Dire "Noi la guerra non la paghiamo" non Γ¨ uno slogan, ma una necessitΓ  vitale di sopravvivenza per milioni di persone.
I fatti di Torino dimostrano la straordinaria disponibilità e il protagonismo di ampi settori sociali pronti a mobilitarsi contro condizioni di vita sempre più pesanti. Questo patrimonio di resistenza non va disperso, ma organizzato. È fondamentale e prioritario costruire un grande movimento di massa contro la guerra e il carovita che unisca le vertenze territoriali, i collettivi studenteschi, i lavoratori e i comitati popolari.
La strada della repressione intrapresa dall'esecutivo mostra solo la sua paura di fronte alla potenziale estensione di una rivolta sociale giusta e motivata.
La nostra mobilitazione continua nelle piazze, nelle scuole e nei posti di lavoro per un'alternativa reale a questo sistema di guerra e miseria.

* Segretario PRC Piemonte

SANITΓ€ IN PIEMONTE: LA PROPAGANDA DELL’ASSESSORE RIBOLDI SI SCONTRA CON LA REALTΓ€ DEI FATTI. LISTE D’ATTESA INFINITE E M...
23/10/2026

SANITΓ€ IN PIEMONTE: LA PROPAGANDA DELL’ASSESSORE RIBOLDI SI SCONTRA CON LA REALTΓ€ DEI FATTI. LISTE D’ATTESA INFINITE E MILIONI INUTILIZZATI MENTRE IL PUBBLICO AFFONDA
Deambrogio*: Le ultime trionfalistiche dichiarazioni dell’Assessore regionale alla SanitΓ , Federico Riboldi, in merito ai recenti monitoraggi nazionali sulle prestazioni e sui tempi di garanzia, rappresentano l’ennesimo esercizio di propaganda intollerabile per i cittadini piemontesi. Assistere ai vertici della Regione che brindano per un presunto "percorso virtuoso", accusando persino di strumentalitΓ  la diffusione di dati ufficiali scomodi, dimostra una totale e preoccupante distanza dalla realtΓ  quotidiana di chi tenta, invano, di curarsi nel servizio sanitario pubblico.
La narrazione della Giunta regionale viene smentita clamorosamente dai dati reali e da una gestione finanziaria e organizzativa che fa acqua da tutte le parti. Dietro le percentuali sbandierate con ottimismo, si nasconde un quadro drammatico: oltre una prima visita su quattro in Piemonte continua a non rispettare i tempi di scadenza stabiliti dalla legge.
Parliamo di persone reali, di malati costretti ad aspettare mesi, se non anni, per un accertamento diagnostico o per una visita specialistica.
Il paradosso piΓΉ inaccettabile e scandaloso risiede nel fatto che, a fronte di questo calvario per l’utenza, la Regione Piemonte Γ¨ riuscita nell'impresa di lasciare congelati e inutilizzati quasi 8 milioni di euro (per l'esattezza circa 7,9 milioni) che erano stati stanziati specificamente per il recupero delle prestazioni e l'abbattimento delle liste d'attesa.
È un fatto gravissimo: i soldi ci sono, ma non si spendono per l'incapacità organizzativa e per la mancanza di linee guida omogenee e vincolanti per le aziende sanitarie. Si preferisce bloccare le risorse e, contemporaneamente, assistere al peggioramento dei tempi di risposta persino per patologie ad altissima criticità, come gli interventi oncologici.
A tutto questo si aggiunge la voragine finanziaria che sta investendo le Asl e le aziende ospedaliere piemontesi. I bilanci preventivi delle nostre strutture sanitarie evidenziano un disavanzo complessivo che sfiora gli 880 milioni di euro, un buco strutturale che mette a serio rischio la tenuta del sistema e che l’assessorato tenta goffamente di minimizzare derubricando i rilievi di magistrati ed esperti contabili a semplici "atti dovuti" o a "desiderata" delle singole aziende. La veritΓ  Γ¨ che mancano risorse strutturali, manca il personale e i tetti di spesa imposti bloccano le assunzioni necessarie.
Le trovate estemporanee della Giunta, come l'apertura degli ambulatori nel fine settimana, si sono giΓ  rivelate un fallimento nei fatti, producendo un numero irrisorio di prestazioni aggiuntive a fronte delle decine di migliaia accumulate nel piano nazionale di governo delle liste d'attesa. Non Γ¨ con i colpi di bacchetta magica o con la retorica dei percorsi di tutela – puntualmente smentiti dai blocchi del Cup unico – che si garantisce il diritto costituzionale alla salute.
Come Rifondazione Comunista ribadiamo che l'unica via d'uscita non Γ¨ il progressivo scivolamento verso i privati e le esternalizzazioni, ma un piano straordinario di assunzioni stabili nel servizio pubblico, cosa che il Governo centrale non fa preferendo gli investimenti per le armi, e l'impiego immediato e trasparente di ogni singolo centesimo stanziato per le liste d'attesa. La salute dei piemontesi non Γ¨ una slide da manipolare per fini elettorali.

* segretario regionale piemontese del PRC

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19/10/2026

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Deambrogio*: Β«La decisione della Giunta regionale di autorizzare ulteriori prelievi idrici dai nostri corsi d'acqua, giΓ  drammaticamente ridotti allo stremo, rappresenta l'ennesima dichiarazione di guerra al territorio. Ancora una volta, la Regione Piemonte si conferma fiera nemica dell’ambiente, preferendo logiche predatorie e di corto respiro alla tutela degli ecosistemiΒ».
Β«Pensare di rispondere alla drammatica carenza d'acqua mungendo fiumi ormai in coma profondo, come il Po e il Tanaro, attraverso deroghe al Deflusso Minimo Vitale ed ecologico, significa condannare i nostri corsi d'acqua a un collasso ecologico irreversibile. I fiumi non sono semplici tubature da cui attingere fino all'ultima goccia per soddisfare gli appetiti dei grandi consorzi irrigui o coprire decenni di inazione politica.
Sono organismi vivi, la cui biodiversitΓ  e la cui stessa autodepurazione dipendono da una portata minima che oggi viene cinicamente azzerata.
L'attivazione degli stati di emergenza non puΓ² continuare a essere il pretesto per aggirare le normative di tutela e legalizzare il prosciugamento dei fiumi.
Le argomentazioni scientifiche e l'ecologismo piΓΉ avanzato ci dicono chiaramente che serve un cambio radicale di paradigma. Di fronte al cambiamento climatico, l'efficacia delle grandi infrastrutture impattanti o dei grandi bacini artificiali Γ¨ del tutto discutibile e rischia di rivelarsi una spesa inutile sul lungo periodo.
CiΓ² su cui la Regione dovrebbe investire subito Γ¨ lo stoccaggio diffuso, la ritenzione dell’acqua direttamente nel terreno per favorire la ricarica delle falde, il recupero delle acque piovane tramite piccoli invasi e, soprattutto, una profonda revisione del modello agricolo e industriale, orientandolo verso la sostenibilitΓ  e il risparmio idrico.
Prosciugare i fiumi oggi significa privatizzare i profitti e socializzare i danni ambientali di domani. Rifondazione Comunista continuerΓ  a battersi al fianco dei territori contro questa gestione fallimentare, che scambia la distruzione della natura per una strategia di governoΒ».

* segretario regionale piemontese del Partito della Rifondazione Comunista

Il futuro non si arma si costruisce!A fianco degli studenti per la giustizia sociale.
19/10/2026

Il futuro non si arma si costruisce!
A fianco degli studenti per la giustizia sociale.

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14/10/2026

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I recenti dati epidemiologici e statistici delineano un quadro drammatico e inaccettabile per il nostro territorio. Con 58 vittime registrate in Piemonte nei primi otto mesi del 2026 – un incremento shock del 9,4% rispetto all'anno precedente – le province di Vercelli, Cuneo e Alessandria si confermano tristemente maglie nere dell'insicurezza.

Β«Di fronte a questo bilancio da bollettino di guerra – dichiara Alberto Deambrogio segretario regionale piemontese del Partito della Rifondazione Comunista – esprimiamo il rifiuto categorico verso ogni forma di assuefazione ed ipocrita cordoglio da parte delle istituzioni.Β»

È tempo di abbandonare la retorica della "fatalità" o del semplice "mancato rispetto formale delle regole". L'aumento esponenziale delle morti, degli infortuni e delle malattie professionali in Piemonte è la conseguenza diretta di un preciso modello economico e normativo.giornalisti

Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un attacco sistematico ai diritti dei lavoratori, perpetrato attraverso riforme strutturali che hanno deregolamentato i contratti, incentivato la frammentazione delle filiere e istituzionalizzato la precarietΓ .

Il ricorso selvaggio al sistema degli appalti e subappalti a cascata, i turni di lavoro logoranti e l'innalzamento dell'etΓ  pensionabile – che costringe operai in fasce d'etΓ  ad altissimo rischio a restare sulle impalcature o nelle fabbriche – hanno privato chi lavora della facoltΓ  sostanziale di pretendere sicurezza. Quando un lavoratore Γ¨ ricattabile dal bisogno e dall'instabilitΓ  contrattuale, perde la forza negoziale necessaria per rifiutare mansioni pericolose, denunciare i rischi e pretendere l'applicazione rigorosa dei dispositivi di protezione.

La compressione dei salari e dei diritti Γ¨ diventata lo strumento principale su cui le imprese scaricano la competitivitΓ  dei costi, tagliando gli investimenti reali sulla vita umana.

I palliativi formativi messi in campo dalla Giunta regionale del Piemonte si dimostrano drammaticamente inefficaci perchΓ© intervengono a valle di un sistema malato alla radice.

Non bastano i "Safety Day" o i bandi spot se non si aggredisce il cuore del problema: la logica del massimo ribasso e lo sfruttamento intensivo della forza lavoro.

Rifondazione Comunista ribadisce che per spezzare questa catena di omicidi sul lavoro occorre una netta inversione di tendenza politica ed economica:

- Cancellazione delle leggi di precarizzazione che generano frammentazione e ricattabilitΓ .

- Messa al bando del sistema dei subappalti incontrollati, imponendo la paritΓ  di trattamento economico e normativo lungo tutta la filiera.

- Potenziamento immediato degli organi di vigilanza e ispezione degli Spresal e degli Ispettorati del Lavoro, carenti di organico e risorse.

- Introduzione del reato di omicidio sul lavoro nel codice penale, per colpire direttamente le responsabilitΓ  datoriali di chi antepone il profitto alla sicurezza.

Non tollereremo ulteriore passivitΓ .

La salute e la vita di chi lavora devono tornare ad essere beni indiscutibili, prioritari rispetto a qualunque logica di mercato e profitto.

πŸ”΄ SANITΓ€ IN PIEMONTE, DEAMBROGIO (PRC): "FONDI EUROPEI DI COESIONE PER LE LISTE D'ATTESA? L'ULTIMO AZZARDO PROPAGANDISTI...
12/10/2026

πŸ”΄ SANITΓ€ IN PIEMONTE, DEAMBROGIO (PRC): "FONDI EUROPEI DI COESIONE PER LE LISTE D'ATTESA? L'ULTIMO AZZARDO PROPAGANDISTICO DI CIRIO. SI SVUOTA IL FUTURO DEL TERRITORIO PER FORAGGIARE I PRIVATI CON I VOUCHER"
Β«Siamo ormai oltre il livello di guardia della decenza politica. L'annuncio del presidente Alberto Cirio di voler volare a Bruxelles per "sbloccare" i fondi europei di coesione e utilizzarli nel tentativo di azzerare le liste d'attesa tramite voucher ai pazienti Γ¨ lo specchietto per le allodole definitivo, l'ennesima operazione di puro marketing politico sulla pelle dei piemontesiΒ». Con queste parole Alberto Deambrogio, segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista (PRC), attacca duramente la nuova strategia della giunta regionale per l'emergenza sanitaria.
Per Rifondazione Comunista, il piano di Cirio presenta lati critici insostenibili e svela la natura esclusivamente propagandistica di una narrazione che prosegue da anni a colpi di slogan regolarmente smentiti dai fatti. Di seguito i punti cardine del fallimento di questa proposta.
1. Stravolgimento e distorsione dei fondi europei
I fondi strutturali e di coesione europei hanno una finalitΓ  ben precisa e vincolata: finanziare investimenti strategici a lungo termine, infrastrutture, transizione ecologica, digitalizzazione, istruzione e trasporti. Utilizzarli come una sorta di "bancomat d'emergenza" per coprire la spesa corrente, pagando singole prestazioni ambulatoriali ed esami, significa stravolgerne radicalmente la natura. Per sanare i disastri della gestione ordinaria, la giunta decide coscientemente di ipotecare lo sviluppo economico, sociale e ambientale del Piemonte dei prossimi anni.
2. Il trucco dei voucher: soldi pubblici regalati ai privati
La scelta della formula dei "voucher" ai pazienti rappresenta la certificazione della resa del pubblico. Invece di acquistare nuovi macchinari, stabilizzare il personale e ammodernare le strutture dei nostri ospedali, queste risorse europee verranno girate direttamente alle cliniche private accreditate. Si tratta di un finanziamento indiretto e massiccio al privato, che continua a lucrare sulle debolezze del Sistema Sanitario Nazionale, impoverendo progressivamente le aziende sanitarie pubbliche regionali.
3. Una pezza temporanea che ignora la carenza di personale
Le liste d'attesa non si abbattono strutturalmente con fiammate di fondi "una tantum". Una volta esaurito il tesoretto europeo, il Piemonte si ritroverΓ  esattamente al punto di partenza. L'unica via d'uscita reale Γ¨ un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato di medici, infermieri e tecnici, insieme al rilancio della medicina territoriale e dei servizi di prossimitΓ  (come la salute mentale, dove la carenza di risorse Γ¨ drammatica). Ma la giunta preferisce ricorrere a contratti a termine e gettonisti, rifiutandosi di investire sulla stabilitΓ  del lavoro pubblico.

4. Propaganda continua per nascondere i fallimenti passati
Questa nuova trovata delle "Liste d'attesa zero" arriva dopo una sequenza infinita di piani straordinari falliti o dai risultati del tutto controversi – dalle fallimentari sperimentazioni delle visite serali e nel fine settimana fino alla inconcludente gestione delle agende. Cirio dichiara di non dormirci la notte, ma la veritΓ  Γ¨ che dopo anni di governo della regione, la destra piemontese continua a produrre solo slide e conferenze stampa, mentre i cittadini sono costretti a mesi di attesa, a rinunciare alle cure o a pagare di tasca propria per un diritto costituzionale.
5. Il paravento per occultare il disavanzo
Dietro la foglia di fico dei fondi europei si nasconde la disperata necessitΓ  di far quadrare i conti di una sanitΓ  piemontese strutturalmente in perdita. L'uso creativo dei fondi di coesione serve solo a togliere le castagne dal fuoco a una giunta incapace di pretendere dallo Stato i finanziamenti necessari per il Fondo Sanitario Nazionale e locale, preferendo rimedi estemporanei pur di evitare il commissariamento.
Β«Come Rifondazione Comunista respingiamo fermamente questa deriva clientelare e privatistica. La salute non Γ¨ una merce e non si tutela con i buoni spesa di Cirio. Chiediamo il blocco immediato di questa operazione-spot e l'apertura di un confronto reale che metta al centro il finanziamento del solo servizio pubblico, lo sblocco reale delle assunzioni e lo stop alle esternalizzazioni. La mobilitazione delle lavoratrici, dei lavoratori e dei cittadini contro lo smantellamento della sanitΓ  pubblica in Piemonte continuerΓ  in ogni sedeΒ».

12 ottobre 2026

πŸ”΄ SALUTE MENTALE IN PIEMONTE: IL RAPPORTO SIEP 2026 CONFERMA LE DIFFICOLTΓ€. DAL PRC LA DENUNCIA DI ALBERTO DEAMBROGIO: "...
29/09/2026

πŸ”΄ SALUTE MENTALE IN PIEMONTE: IL RAPPORTO SIEP 2026 CONFERMA LE DIFFICOLTΓ€. DAL PRC LA DENUNCIA DI ALBERTO DEAMBROGIO: "SERVIZI AL LUMICINO E FONDI NON SUFFICIENTI, LA GIUNTA CIRIO REAGISCA"
I dati emersi dall'ultimo Rapporto SIEP 2026 (SocietΓ  Italiana di Epidemiologia Psichiatrica) scattano una fotografia impietosa della salute mentale in Italia, evidenziando un Paese drammaticamente frammentato dove il diritto alla cura dipende esclusivamente dalla regione in cui si risiede.
In questo scenario di diffusa disparitΓ , il Piemonte continua purtroppo la sua crisi, pagando il prezzo di anni di disinvestimenti, tagli lineari e totale assenza di una visione strategica incentrata sulla territorialitΓ  e sui diritti delle persone.
"Il verdetto della SIEP non ci sorprende, ma deve pesare come un macigno sulle coscienze di chi governa questa regione. Il Piemonte destina appena il 2,55% delle proprie risorse sanitarie alla salute mentale, restando non solo ben al di sotto della giΓ  magra media nazionale del 3%, ma a distanza siderale da quel 5% minimo che le associazioni dei familiari, gli operatori e il Coordinamento Piemontese per la Salute Mentale (CoPiSam) rivendicano da tempo. Con lo stanziamento di fondi fermo al palo e una spesa pro capite inadeguata, i nostri Dipartimenti di Salute Mentale sono ormai ridotti al lumicino".
La denuncia del PRC punta il dito contro l'insufficienza cronica di personale e la progressiva privatizzazione dei servizi, che lasciano i Centri di Salute Mentale (CSM) privi di organico sufficiente per garantire aperture prolungate e una presa in carico reale, continuativa e comunitaria.
"Mentre l'esecutivo nazionale sbandiera risorse triennali che rischiano di perdersi nei mille rivoli delle burocrazie locali, la Giunta regionale piemontese e l'assessore Riboldi continuano a ignorare il grido d'aiuto che arriva dai territori.
Assistiamo a un aumento vertiginoso del disagio psicologico e psichiatrico, specialmente tra le fasce giovanili, all'intreccio sempre piΓΉ complesso tra disturbi e uso di sostanze, ma la risposta pubblica Γ¨ il vuoto. Mancano medici, infermieri, psicologi ed educatori; i percorsi personalizzati e i budget di salute restano sulla carta per carenza di fondi, spingendo le famiglie verso il privato o verso l'abbandono.
Come Rifondazione Comunista riteniamo inaccettabile che la salute mentale sia trattata come una Cenerentola della sanitΓ . Chiediamo l'immediato adeguamento dello stanziamento di bilancio regionale al 5% del fondo sanitario, un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato e il blocco delle esternalizzazioni che frammentano il lavoro terapeutico. La salute mentale Γ¨ un diritto costituzionale, non un lusso per chi puΓ² permetterselo".

29 settembre 2026

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24/09/2026

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Con il definitivo via libera arrivato oggi dal Senato al disegno di legge delega sul nucleare, il governo consuma una scelta irresponsabile, una vera e propria fissazione ideologica che insulta la volontΓ  espressa dai cittadini con ben due referendum. Come Rifondazione Comunista esprimiamo la nostra piΓΉ netta e totale condanna verso un provvedimento che non ha alcun senso economico, energetico, ambientale e che continua ad avere come principale problema la pericolositΓ .
Mentre l'esecutivo e i proponenti favoleggiano di reattori futuribili e "nucleare sostenibile", la realtΓ  dei territori racconta tutt'altra storia, specialmente nella nostra regione. Il Piemonte, infatti, ospita giΓ  la quota piΓΉ rilevante e pericolosa delle scorie radioattive d'Italia – basti pensare ai siti storici e ai depositi di Trino, Saluggia e Bosco Marengo – collocati in aree clamorosamente non idonee e geologicamente a rischio, spesso a ridosso di corsi d'acqua vitali. È inaccettabile che si parli di costruire nuovi reattori e di avviare un nuovo ciclo atomico quando, da ben quarant'anni, lo Stato dimostra una colpevole negligenza nel non riuscire a mettere in sicurezza nemmeno le scorie ereditate dal passato.
Per quattro decenni i governi di ogni colore hanno tergiversato, paralizzati o forse in attesa del pretesto politico per far tornare l'atomo, lasciando i cittadini piemontesi esposti alla pericolositΓ  evidente degli attuali siti di stoccaggio temporanei. L'unica vera urgenza nazionale e regionale dovrebbe essere lo smantellamento definitivo (decommissioning) e il trasferimento immediato in un deposito sicuro dei materiali ad alta radioattivitΓ  giΓ  esistenti, non la pianificazione di nuove centrali.
Le aspettative riposte nelle tecnologie di nuova generazione o nei piccoli reattori modulari sono ingiustificate dal punto di vista tecnico e scientifico: si tratta di specchietti per le allodole che non risolvono nΓ© il problema dei costi spropositati nΓ©, tantomeno, quello della gestione millenaria dei rifiuti radioattivi. Sono sempre impianti basati sulla fissione e quindi esposti a possibili incidenti la cui pericolositΓ  non Γ¨ affatto scongiurata, senza pensare alla connessione del nucleare con il settore militare per via del plutonio.
Non permetteremo che il Piemonte diventi nuovamente il laboratorio di pericolose e costose nostalgie industriali, magari collegate al proliferare dei nuovi Data Center.
Contrasteremo questa legge in ogni sede, al fianco dei movimenti e dei territori, per ribadire che il futuro energetico appartiene alla messa in sicurezza ambientale, all'efficienza e alle fonti rinnovabili, non alla fallimentare illusione nucleare.

Indirizzo

Via Brindisi 18/c
Turin
10152

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