POLITORIUM 3000 ANNI DI STORIA

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Politorium fu una città del Latium vetus, citata nelle fonti antiche: Catone parla della sua fondazione, mentre Tito Livio e Dionigi di Alicarnasso parlano del sua distruzione ad opera di Anco Marzio, quarto Re di Roma.

"Un mondo questo, che avrebbe visto la fine con la crescita di un piccolo insediamento non troppo diverso da quello del ...
03/11/2021

"Un mondo questo, che avrebbe visto la fine con la crescita di un piccolo insediamento non troppo diverso da quello del Laurentino-Acqua Acetosa, Roma. La necessità di spingersi fino al mare avrebbe portato Anco Marzio a smantellare le antiche fortificazioni della campagna laziale, segnandone il declino e l’inizio dell’oblio. Oblio che purtroppo perdura ancora oggi; sebbene questo sito sia uno dei più ricchi ed esemplificativi della vita quotidiana dei primi abitanti della nostra regione, è pressoché sconosciuto ai più e circondato dalle sterpaglie. Ma gli acquedotti degli antichi Romani insegnano: quanto è stato da loro progettato e costruito è destinato a durare nel tempo. E chissà che un giorno questo antico abitato, valorizzato, non ritorni ai suoi fasti originali."

Gabriele Rizzi, Un passato molto remoto e dimenticato: l’abitato e la necropoli di Laurentino Acqua Acetosa, Il Laboratorio dei 100, Regione Lazio, 2017.

“Scomparsi senza lasciare tracce”. Così Tito Livio (59 a.C.-17 d.C.) descrive i tre centri abitati costruiti e abbandonati oltre le mura di Roma di cui già nella sua epoca si era persa memoria: Politorium, Ficana e Tellenae. Ma dopo più di due millenni di oblio, le tre città perdute sono sta...

IDENTIFICAZIONE DI POLITORIUMDa Antonio Nibby ai giorni nostri, 190 anni di studi, ricerche e interpretazione.POLITORIO....
29/10/2021

IDENTIFICAZIONE DI POLITORIUM
Da Antonio Nibby ai giorni nostri,
190 anni di studi, ricerche e interpretazione.

POLITORIO.
di Giuseppe Lugli - Enciclopedia Italiana (1935)

POLITORIO. - Antichissima città dei Prisci Latini, conquistata secondo la tradizione da Anco Marzio, il quale trasportò gli abitanti a Roma relegandoli sull'Aventino. Livio (I, 33) e Dionisio (III, 37, segg.) parlano di un tentativo di ripopolamento della città per parte dei Latini contrari a Roma, tentativo che fu subito represso dai Romani, distruggendola interamente; per questo Plinio la ricorda come non più esistente al principio dell'Impero (Nat. Hist., III, 68). La località ove sorgeva è del tutto sconosciuta. Il Nibby la pone per congettura non lontano da Tellene, sul colle della Torretta, presso il casale di Decimo, lungo la Via Laurentina, mentre il Gell propende a identificarla col sito detto La Giostra, al X miglio della Via Appia, verso ponente.
Bibl.: A. Nibby, Analisi dei dintorni di Roma, 2ª ed., Roma 1849, III, p. 146 segg.; W. Gell, Topography of Rome and its Vicinity, Londra 1834, n. ed. 1896; H. Nissen, Italische Landeskunde, Berlino 1902, II, p. 562.

POLITORIUM E LA VIABILITA' ANTICA NELL'AGRO ROMANO MERIDIONALE.Il sito della Laurentina Acqua Acetosa è molto noto in am...
28/10/2021

POLITORIUM E LA VIABILITA' ANTICA NELL'AGRO ROMANO MERIDIONALE.

Il sito della Laurentina Acqua Acetosa è molto noto in ambito scientifico. Le straordinarie scoperte della Laurentina hanno alimentato costantemente il dibattito scientifico sulla protostoria laziale in questi ultimi decenni.

Per la viabilità tra Colli Albani e l'agro romano in relazione alle saline ostiensi e veienti d'oltre Tevere, si veda:

Franco Arietti, Bruno Martellotta, La tomba principesca del Vivaro di Rocca di Papa, in La regione romana, II, Istituto Nazionale di Studi Romani, 1998, p. 121 ss.;

Franco Arietti, Gli Albani e il loro territorio nell'VIII e VII sec. a. C., in A. Pasqualini (a cura di), Alba Longa: Mito, Storia, Archeologia, Atti dell'Incontro di studio, Roma-Albano Laziale 27-29 gennaio 1994, in Studi pubblicati dall'Istituto Italiano per la Storia Antica, fasc. LX, Roma 1996, pp. 29-48.

Anco Marcio concede la Cittadinanza Romana agli abitanti di Politorium deportandoli sull'AVENTINO.Adriana Muroni, Civita...
27/10/2021

Anco Marcio concede la Cittadinanza Romana agli abitanti di Politorium deportandoli sull'AVENTINO.

Adriana Muroni, Civitas Romana: emersione di una categoria nel diritto e nella politica tra Regnum e Res publica, Diritto e Storia, n. 11, 2013.

Le fonti ricordano poi altri atti di concessione della cittadinanza ad opera dei reges successivi. La concessione effettuata dal terzo re di Roma, Tullo Ostilio, è riportata in un passo di Dionigi di Alicarnasso in cui si ricorda la distruzione di Alba Longa e il successivo assorbimento dei suoi cittadini come civis romani. Altra concessione della cittadinanza attribuita ad Anco Marzio è ricordata da Tito Livio in un passo sulla vittoria dei Romani contro la città Latina di Politorio:
Ancus [...] exercitu novo conscripto profectus, Politorium, urbem Latinorum, vi cepit; secutusque morem regum priorum, qui rem Romanam auxerant hostibus in civitatem accipiendis, multitudinem omnem Romam traduxit. Et cm circa Palatium, sedem veterum Romanorum, Sabini Capitolium atque arcem, Caelium montem Albani implessent, Aventinum novae multitudini datum. (Liv. 1.33.1)
Livio riferisce che Anco Marzio concede la cittadinanza ai vinti, integrandoli così nella civitas Romana, nel rispetto di quella che era la tradizione dei suoi predecessori. Anche in seguito a tale concessione si determinerà una modifica dell’assetto territoriale e numerico di Roma. Pur se, come si è detto, lo stato delle fonti rende impossibile operare un’analisi dettagliata dei modi di concessione della cittadinanza che hanno caratterizzato il Regnum; dalle fonti richiamate, sembra, in ogni caso, evidente che in questa prima fase la concessione della cittadinanza rappresenti già uno strumento politico. Nello specifico, la civitas è concessa per integrare e accrescere Roma, sia numericamente, sia territorialmente. Ciò emerge anche dalla terminologia utilizzata nei passi: per Romolo si parla di congregare ovvero, su richiesta di Ersilia, di accipere; accipere è utilizzato sempre da Livio per la concessione della cittadinanza operata da Anco Marzio, mentre Dionigi utilizza per Tullo Ostilio il verbo κατοικέω. Tutti i passi analizzati, dunque, parlano di concessioni per assimilazione in stretto contatto con l’Urbs. I nuovi cittadini, siano essi stranieri, servi o popolazioni vinte, diventano, in vario modo, parte di Roma.

Laurentina Acqua Acetosa (POLITORIUM?)POLITORIUM potrebbe corrispondere proprio all'abitato protostorico rinvenuto nel 1...
27/10/2021

Laurentina Acqua Acetosa (POLITORIUM?)
POLITORIUM potrebbe corrispondere proprio all'abitato protostorico rinvenuto nel 1976 in località Acqua Acetosa Laurentina.

Thierry Camous, La localisation de l'ancienne Politorium, une question importante de l'histoire du Latium préétrusque, dans Latomus, t. 66, 2007, p. 569-579.

"Sembra quindi più ragionevole ritenere che l'identificazione di Castel di Decima con Politorium sia in definitiva solo una possibilità e che non sia minimamente supportata fisicamente o addirittura che sia contraddetta se si confermasse l'identificazione di questo sito con Solonium.
Tuttavia, la chiave del problema potrebbe, infatti, risiedere nel racconto del gesto bellicoso del “Buon Ancus”: il re romano attacca prima Politorium prima di volgere le armi contro Ficana e Tellene, cioè verso la costa. Logicamente si suppone cerchi Politorium verso sud, ma tra Roma e Ficana resta misteriosa l'ubicazione di Tellene. Tuttavia, su un percorso senza dubbio mutuato da un periodo molto antico, tra Roma e Ficana, troviamo il sito dell'Acqua Acetosa Laurentina, di cui non sappiamo a quale città antica possa corrispondere.
A. Bedini e P. Cataldo hanno riportato, sinteticamente è vero, una possibile localizzazione di Politorium nel sito di Acqua Acetosa e Tellène a Decima (A. Bedini, P. Cataldo, Tor de' Cenci (Roma). Tombe protostoriche dans NSc, s. 7, vol. 42-43, 1988-1989, p. 222, n. 2).
Tale intuizione ci sembra a dir poco impregnata di buon senso, anche se, ma non è questa la questione che qui ci interessa, l'identificazione di Tellènes con Decima si scontra con l'ipotesi di F. Coarelli. Tuttavia, ancora una volta, sembra difficile sostenere archeologicamente una simile affermazione. In effetti, all'inizio del secolo non si notò alcuna interruzione improvvisa nello sviluppo di questo sito. Tuttavia, qualsiasi verdetto è particolarmente delicato da emettere in questi luoghi data la dispersione delle tombe che testimonia un'occupazione dello spazio che si estende ben al di fuori della zona fortificata.
Insomma, ci sembra soprattutto importante legare saldamente la questione dell'ubicazione di Politorium con una lettura attenta delle fonti letterarie che evocano le conquiste del re Anco, il cui approccio soprattutto economico sembra improntato ad una reale coerenza interna. Se gli interessi economici della primitiva città-stato romana in via di emersione conducono Ancus sulla costa presso Tellène e Ficana, prima di fondare una primitiva Ostia per assicurare il controllo del sale della foce del Tevere a scapito della sua tradizionale rivale Veio, sembra logico che il primo ostacolo incontrato si trovi nell'Acqua Acetosa-Laurentina e non a Decima che potrebbe poi essere Solonium, o addirittura la stessa Tellene.
Laddove gli scavi incontrano indubbiamente le narrazioni, cioè ad Acilia, illuminano molto il dibattito, sembrando portare ai nostri occhi, elementi di conferma di un cambiamento politico corrispondente cronologicamente alle campagne di Ancus. Tuttavia, non è ragionevole attendersi più che ragione dall'archeologia su una questione così delicata e sembra più saggio accettare che, sia a Decima che ad Acqua Acetosa, le tracce del passaggio Ancus siano come non si trovano da nessuna parte. Certo, questo non significa, anche se diamo credito al resoconto del gesto del nipote di Numa, che questi due siti non possano essere Politorium. Sappiamo, da un lato, che non bisogna attenersi - lo mostra bene l'esempio di Acilia - alla lettera del racconto delle gesta del "Buon Anco" e che, d'altra parte, in un momento così alto, l'argomentazione del silenzio ha in archeologia solo un valore relativo, soprattutto se si cercano le tracce di un semplice saccheggio.
In assenza di riscontri materiali, la narrativa tradizionale deve, a nostro avviso, partire dal momento in cui, peraltro, ha trovato, come in Acilia, punti di appoggio e dove non si può mettere in discussione la sua coerenza, da utilizzare e consentire di affermare che se l'antica città di Politorium è stata riesumata, è ad Acqua Acetosa-Laurentina che ha maggiori possibilità di essere ritrovata."

Laurentina Acqua Acetosa (POLITORIUM?)POLITORIUM potrebbe corrispondere proprio all'abitato protostorico rinvenuto nel 1...
27/10/2021

Laurentina Acqua Acetosa (POLITORIUM?)
POLITORIUM potrebbe corrispondere proprio all'abitato protostorico rinvenuto nel 1976 in località Laurentina Acqua Acetosa.

Michele Mattei, Ancora sull’identificazione e il destino dei centri latini dopo la conquista di Anco Marcio: un tentativo di rilettura globale delle fonti e dei dati archeologici.

Anche in ragione di quanto spiegato sopra, si presenta abbastanza complessa la situazione di Politorium, città questa, spesso “contesa” tra i due siti principali rinvenuti tra Roma e il mare oltre Ficana: Laurentina Acqua Acetosa e Castel di Decima.
Non si dispone di alcuna indicazione geografica, neanche vaga, soprattutto per quanto riguarda posizione geografica di Politorium. Si può essere sicuri che questo centro si trovasse tra Roma e il mare? Forse per questa città, con tutte le riserve del caso, obbligatorie quando ci si riferisce ad una tradizione che fa riferimento a periodi molto lontani, le fonti, e nello specifico, Catone, ci vengono in aiuto. La città, secondo l’erudito autore, sarebbe stata fondata da Polites, T***ano, figlio di Priamo, che, secondo la sua variante della leggenda, non sarebbe morto a T***a, ma fuggito insieme a Enea e i suoi, come fa notare Servio commentando l’Eneide.
Polites interfectus est a Phyrro. Cato ait eum venisse eum Aenea in Italiam, et condidisse oppidum Politorium.
POLITORIUM CORRISPONDE AL SITO DELL'ABITATO PROTOSTORICO LAURENTINA ACQUA ACETOSA ALL'EUR.

Michele Mattei, Ancora sull'identificazione e il destino dei centri latini dopo la conquista di Anco Marzio, Roma, 2017.

"Se si accetta di conferire anche un minimo di valore a questa fonte, magari solo “geografico”, dovremmo forse collocare Politorium in una posizione non troppo lontana da Lavinium, non nel profondo entroterra laziale. Sicuramente questi riferimenti non possono bastare per identificare la città con ragionevole certezza, né per essere sicuri della sua area di pertinenza, ma forse neanche, e anticipo qualcosa che tratterò in seguito, della sua esistenza.
Anche Dionigi di Alicarnasso e Tito Livio parlano di Politorium: il racconto di Dionigi riguardante la conquista delle tre città inizia con la serie di scorribande latine, furti e ladrocini in territorio romano, che hanno tanto il sapore del classico pretesto di guerra, leit motiv della storia romana tutta. L’attacco vero e proprio vede il suo esordio proprio a Politorium, ma, almeno all’inizio, non si tratta di un vero e proprio attacco. Anco assedia la città e la conquista con un accordo di resa condizionata. Gli abitanti e i loro beni sono trasferiti sull’Aventino e divisi tra le tribù. L’anno seguente Politorium è rioccupata dai Latini. In questo caso il re mostra meno clemenza. La città è conquistata con la forza appena i Latini escono dalle mura. I Romani bruciano le case della città e ne abbattono le fortificazioni per non offrire ai nemici una base e impedirgli di lavorare la terra. Il racconto di Livio sembra non discostarsi troppo da quello di Dionigi: Politorium è presa una prima volta, la popolazione trasferita sull’Aventino e riconquistata con la forza a causa di una rioccupazione latina. Anche Livio parla di una distruzione completa della città, al fine di non offrire rifugio ai nemici."

POLITES FIGLIO DI PRIAMO FONDATORE DI POLITORIUM.Hyppolite Flandri, Polite figlio di Priamo, 1834 olio su tela.Secondo C...
27/10/2021

POLITES FIGLIO DI PRIAMO FONDATORE DI POLITORIUM.
Hyppolite Flandri, Polite figlio di Priamo, 1834 olio su tela.

Secondo Catone, la città di Politorium sarebbe stata fondata da Polites, T***ano, figlio di Priamo, che, secondo la sua variante della leggenda, non sarebbe morto a T***a, ma sarebbe fuggito insieme a Enea e i suoi compagni:
54 Serv. ad Aen. V 564 [Polite progenies] Illum dicit, quem supra a Pyrrho introduxit occisum, de quo Cato in originibus dicit, quod ad Italiam uenerit et segregatus ab Aenea condiderit oppidum Politorium a suo nomine.
(Marco Porcio Catone, Origines, 2, 54 P)

Come fa notare Servio commentando l’Eneide:
"Polites interfectus est a Phyrro. Cato ait eum venisse eum Aenea in Italiam, et condidisse oppidum Politorium."
(Servio, Ad Aeneidem, Libro V, 564)

"XXIV. Politem ad Italiam venisse, et, segregatum ab Aenea, condisse oppidum Politorium a nomine suo. Id. ad Aen. V. 564
Politem.] Hunc ante oculos Priami patris a Pyrrho occisum tradit Virgilius Aen. II. 526, idemque, ut videtur V. 564, Politorium ab ejus filio conditum esse significat. Fuit autem urbs in Latio, ubi nunc Polini, deleta ab Anco Romanorum rege, quod Latinis adversus Romanos Perfugio erat. V. Ruaeus ad Virgil. I. 1."

(Diatribe literaria in M. Porcii Catonis Censorii quae supersunt scripta et fragmenta di Joan Hugo van Bolhuis)

Luigi Canina, Esposizione Storica della Campagna Romana Antica contenuta nelle due prime epoche Anteromana e Reale, L. C...
27/10/2021

Luigi Canina, Esposizione Storica della Campagna Romana Antica contenuta nelle due prime epoche Anteromana e Reale, L. Canina Editore, Roma 1839.

“Nella stessa parte dell’antico Lazio situata verso il Mare doveva sussistere Politorio, poiché vedesi annoverato tra le città primieramente conquistate da Anco Marzio in quella regione. Siccome trovasi indicato da Servio che Politorio si credeva fondato da Polite circa nel tempo della venuta di Enea in Italia (226); così si deve credere che venisse in miglior modo stabilito con il mezzo di una colonia mandata da Alba-lunga nell’epoca ora considerata; poiché al tempo di Anco Marzio era già divenuto un luogo d’importanza per essere stato prima conquistato e poscia ripreso dai prisci latini, ai quali apparteneva, e di poi riconquistato dai romani, come venne indicato da Dionisio e da Livio nelle descrizioni di quelle guerre. D’altronde Plinio annoverandolo tra le città dell’antico Lazio, di cui al suo tempo si era perduta ogni memoria, ne conferma in certo modo la pertinenza alla lega albana. Così si potrà con molta probabilità annoverare Politorio per il venticinquesimo luogo in cui furono da Alba-lunga spedite colonie.

(226) Sane bene addidit Lavina, ut ostenderet, ad quam partem Italiae venisset Aeneas, quia et multi alii eo tempora ad Italiam venerant, ut Capys, qui Capuam, Polites, qui Politorium condiderunt. (Servio in Virgilio Aeneid. Lib. I. v. 3.)

A. Buccellato, F. Coletti, R. Palombella, Roma. La sistematizzazione dei dati del Municipio IX Ovest (già XII Ovest): pr...
27/10/2021

A. Buccellato, F. Coletti, R. Palombella, Roma. La sistematizzazione dei dati del Municipio IX Ovest (già XII Ovest): prospettive di ricerca, In Archeologia e Calcolatori, Supplemento 7 - 2015, pp. 232-340.

"Tra le vie di comunicazione, particolarmente significativo è il Fosso di Malafede, collegamento con le grandi città del Lazio meridionale e Castel di Decima, naturale elemento di cesura tra Ager Romanus e Ager Laurens, importante segno di discontinuità nel paesaggio della campagna a S di Roma, nonché il fosso dell’Acqua Acetosa considerato comunemente corrispondente al confine dell’Ager romanus antiquus ed affiancato da un tracciato che collega l’antica Laurentina con l’abitato protostorico della Laurentina-Acqua Acetosa (Bedini 1980, 1994, 1995, 2012). In età protostorica il territorio è connotato da ambiti territoriali gra- vitanti intorno ai centri di Castel di Decima (Tellenae) e Laurentina-Acqua Acetosa (Politorium) che insieme con Acilia (Ficana) e Pratica di Mare (Lavinium) formano un sistema di abitati a S di Roma, collegato attraverso vallate fluviali al Tevere e quindi inserito nella rete di rapporti commerciali e culturali transitanti lungo il corso del fiume e l’Ostiense (Bedini et al. 1995, 321; Bedini 2012). In tali ambiti gestiti da nuclei gentilizi la cui presenza è documentata dalle ricche tombe principesche di fine VIII-VII sec. a.C., il settore acquisisce fin dall’inizio della sua occupazione una vocazione agricola e di controllo, confermata e ribadita nel corso del V sec. a.C."

Dictionary of Greek and Roman Geography, illustrated by numerous engravings on wood. William Smith, LLD. London. Walton ...
27/10/2021

Dictionary of Greek and Roman Geography, illustrated by numerous engravings on wood. William Smith, LLD. London. Walton and Maberly, Upper Gower Street and Ivy Lane, Paternoster Row, John Murray, Albemarle Street, 1854, Volume II, Politorium, p. 644.

POLITORIUM (Politorion: Eth. Politorinos, Steph. B.), an ancient city of Latium, destroyed at a very early period of the Roman history. The account of its capture and destruction by Ancus Marcius comprises indeed all we know concerning it; for the statement cited from Cato (Serv. ad Aen. V. 564), which ascribed its foundation to Polites, the son of Priam, is evidently a mere etymological fiction. According to Livy and Dionysius, it was a city of the Prisci Latini, and was the first which was attacked by the Roman king, who made himself master of it with little difficulty, and transported the inhabitants to Rome, where he settled them upon the Aventine. But the Latius having soon after recolonized the deserted city, Ancus attacked it again and having taken it a second time, entirely destroyed it, that it might not for the future afford a shelter to his enemies. (Liv. I. 33; Dionys. III. 37, 38, 43) The destruction appears to have been complete, for the name of Politorium never again occurs, except in Pliny’s list of the cities of Latium that were utterly extinet. (Plin. III. 5. S. 9.) Its site is consequently involved in the greatest obscurity; the only clue we have is the circumstance that it appears in the above narrative associated with Tellene, which is equally uncertain, and with Ficana, the position of which at Dragoncello, on the Via Ostiensis, may be considered as well established. [FICANA] Nibby would place Politorium at a spot called La Torretta near Decimo, on the Via Laurentina; while Gell considers the remains of an ancient city that have been discovered at a place called La Giostra, on the right of the Via Appia, about a mile and a half from Fiorano and 10 miles from Rome, as those of Politorium. There can be no doubt that the ruins at La Giostra consisting of considerable fragments of walls, built in a very massive and ancient style, and enclosing a long and [p. 2.645] narrow space, bordered by precipitous banks--are those of an ancient Latin city; but whether they mark the site of Politorium, as supposed by Gell, or of Tellenae, as suggested by Nibby and adopted by Abeken, we are wholly without the means of determining. (Gell, Top. of Rome, p. 280; Nibby, Dintorni, vol. ii. p. 571, vol. iii. p. 146--152; Abeken, Mittel Italien, p. 69.) The ruins at La Giostra are more fully noticed under the article TELLENE.

"LA STORIA SOTTO I NOSTRI PIEDI"RIPARTIAMO DA QUESTO PROGETTO PER DIMOSTRARE CHE POLITORIUM SI TROVAVA PROPRIO QUI ALL'E...
27/10/2021

"LA STORIA SOTTO I NOSTRI PIEDI"

RIPARTIAMO DA QUESTO PROGETTO PER DIMOSTRARE CHE POLITORIUM SI TROVAVA PROPRIO QUI ALL'EUR!

"Il 1 febbraio 2019 si è svolta la presentazione del progetto “La storia sotto i nostri piedi” dell’Istituto D. Bernardini, con l’assessore alla Cultura del Municipio e con gli allievi della scuola Tagliacozzo. Il Progetto ha ottenuto il finanziamento europeo PON FSE per il potenziamento dell’educazione al patrimonio artistico culturale e paesaggistico del parco Laurentino.
Il parco Laurentino è una miniera di storia millenaria. L’archeologo Leonardo Schifi ha raccontato che il parco nasconde i resti di una necropoli del VI secolo a.C. in cui sono state scavate 170 tombe con oggetti preziosi (ceramiche, anfore, scodelle, monili preziosi, carri) e che sotto la collina vi sono resti di abitazioni del VI secolo a.C e del XV d.C con pozzi, cisterne, canali, forni e tante meraviglie del passato.
Queste sono solo una parte delle cose che scopriremo man mano che il progetto si realizzerà. La scuola D. Bernardini sarà il fulcro di una serie di eventi che con il coinvolgimento di associazioni, genitori e studenti farà rivivere la storia della terra che calpestiamo e le bellezze naturalistiche del parco. Ma non tutto è definito. E’ importante che le associazioni del territorio si facciano parte attiva per la rivalutazione del parco, contattando la scuola per collaborare al progetto.
Il momento che a noi è piaciuto di più è stato quello in cui i ragazzi delle elementari hanno rivolto domande “acute e brillanti”, come solo i ragazzi sanno fare, sul parco e sul quartiere agli esperti presenti. Domande del tipo: “Perché gli oggetti antichi rinvenuti nel mio quartiere non sono in un museo vicino casa? Perché il mio quartiere ha una reputazione negativa pur essendo bellissimo? Perché ci sono delle persone che distruggono i giochi del mio parco e lo sporcano? Perché non posso più bere l’acqua della sorgente antica Acqua Acetosa? Ora che il parco è più importante, ci sarà qualcuno che se ne prenderà cura?.""

Alessandro Bedini, Laurentina Acqua Acetosa (Roma).Il sistema difensivo dell’abitato protostorico: i dati di scavo 1976 ...
27/10/2021

Alessandro Bedini, Laurentina Acqua Acetosa (Roma).Il sistema difensivo dell’abitato protostorico: i dati di scavo 1976 – 1980, in Fortificazioni arcaiche del Latium vetus e dell’Etruria meridionale (a cura di P. Fontaine e S. Helas), Instituto Storico Belga di Roma, Bruxelles - Roma, 2016.

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