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La sinistra - Municipio 2 Milano Pagina di sostegno alla lista la Sinistra, Municipio 2 Milano.

Spazio di coordinamento e di informazione sull'attività del Comitato di sostegno di zona 2 Milano alla lista L'altra Europa con Tsipras.

21/05/2020

Insomma la politica italiana dovrebbe discutere solo delle panzane che periodicamente la Lega diffonde sull’invasione (inesistente) dei migranti e non di altro.
Le reazioni scomposte e al limite dell’isteria da parte dei leghisti ogni volta che si parla del disastro sociale, umano e sanitario compiuto in alcune regioni da loro governate, non sono altro che il classico “facimm ammuina” affinché si parli d’altro.
Stiano sereni, perché nonostante stiano boicottando alla Regione Lombardia l’istituzione della commissione d’inchiesta, noi continueremo a porre il problema di una gestione che si è rivelata disastrosa e di un modello, fondato su privatizzazioni e smantellamento della medicina territoriale, che è tutto tranne che una eccellenza. Sul resto le inchieste aperte dalla magistratura chiariranno eventuali responsabilità nell’interesse dei cittadini. Innanzitutto dei cittadini lombardi che ricorderanno a lungo quello che è successo.

La Lombardia incide oggi quasi per il 60% sul numero dei nuovi casi: 462 più di ieri, a fronte di soli 167 guariti. I de...
19/05/2020

La Lombardia incide oggi quasi per il 60% sul numero dei nuovi casi: 462 più di ieri, a fronte di soli 167 guariti. I decessi sono stati 54, più del doppio di ieri. La provincia con più contagi oggi è Bergamo, con 144 casi, seguita da Milano, con 102, la metà dei quali in città.
A Milano i primi segnali della crisi economica
(di Roberto Maggioni)
A Milano mancano le persone. Mancano i turisti, manca il mondo del lavoro degli uffici, mancano gli studenti. E molti residenti hanno meno soldi in tasca e voglia di spenderli. Così per i commercianti che hanno come clienti queste persone la ripresa non c’è. La maggior parte di loro c’ha provato a riaprire, ma lo sconforto per i pochi clienti potrebbe spingerli a richiudere. Questione di conti, che non tornano...C’è rabbia e viene indirizzata contro Governo e Comune, i due soggetti che si occupano di soldi. Nelle zone popolari lo scenario cambia e le persone oltre la vetrina si vedono. Sono la metà, fanno la fila, spendono poco, ma almeno ci sono.

Il riassunto della giornata di martedì 19 maggio 2020 attraverso le notizie principali del giornale radio di Radio Popolare.

18/05/2020

Non siamo d'accordo con il Sindaco Sala.
La sanità lombarda va commissariata.
E va commissariata esattamente per i motivi che lui stesso ha ben illustrato stamattina.
Di fronte a un'emergenza sanitaria quale è, ancor più del Covid, il fallimento della sanità lombarda non ci sono risposte popolari o risposte impopolari, non ci sono risposte difficili da comprendere o facili fa comprendere.

C'è una risposta sola, e è quella di togliere la sanità lombarda dalle mani di chi la ha smantellata, tassello dopo tassello, negli ultimi 20 anni.

Sono le stesse dichiarazioni del sindaco, unite alla lettera che, qualche settimana fa, insieme ai sindaci di Brescia, Bergamo, Mantova, Lecco, Varese e Cremona ha inviato al presidente Fontana, a sostenere in modo razionale, organico e coerente la richiesta di commissariamento.

Noi restiamo convinti che non ci siano altre strade e su questo chiederemo un confronto al Sindaco Sala, nella sua veste di responsabile della salute dei cittadini milanesi.
Lo faremo non sulla base di una richiesta di una parte, ma a partire dai dati, dalle evidenze e dalle proposte che compongono il dossier inviato al Ministero.



Già in 80.000 hanno firmato la petizione per commissariare la sanità lombarda, aggiungi la tua firma https://www.change.org/p/commissariarelalombardia-va-fatto-ora

17/06/2019

Nei prossimi tre giorni (18-20 giugno) si svolgerà presso la Fiera di Roma il tanto atteso concorsone dei Navigator. Mentre l’organizzazione dei servizi per il lavoro e le politiche attive, connessa all’erogazione del reddito di cittadinanza, presentano ancora notevoli ritardi, il Ministro Di M...

12/06/2019

Salviamo il Sistema Sanitario Nazionale pubblico. Subito. Tutti i numeri sulla più grande opera pubblica mai realizzata in Italia ci raccontano da anni di come quasi tutta la politica intenda s...

10/06/2019

La partigiana Elena Rasera ci ha lasciato all'età di 106 anni

Ci ha lasciato all'età di 106 anni, questa mattina, la partigiana Elena Rasera, nome di battaglia “Olga”..Elena, di famiglia antifascista, entra nella fabbrica Olap nel 1935, all'età 21 anni, dopo essersi trasferita a Milano dal suo paese di Santa Giustina Bellunese. Durante la Seconda Guerra Mondiale la Olap che contava ben 3000 operai di cui 1700 donne, costituiva un complesso tra i più importanti, per il particolare tipo di produzione legata alla guerra. Nel corso dell'inverno del 1943 Elena si occupa dell'organizzazione dei Gruppi di Difesa della Donna. Nella sua autobiografia, così ricorda: “ Il compito di organizzare i Gruppi di Difesa della Donna nella fabbrica non era facile. Bisognava agire con oculatezza e molta prudenza. I gruppetti erano costituiti da due o tre operaie che a loro volta si collegavano con altri gruppetti. Si formava così una sorta di catena di Sant'Antonio. Intanto la stampa circolava”. Fu Elena a organizzare lo sciopero del marzo 1944 alla Olap al quale aderirono circa 500 donne.Nel corso dello sciopero, dopo aver tolto la corrente, furono prima le donne a uscire proteggendo gli uomini che erano più esposti agli arresti ed alle rappresaglie.Verso la metà dell'ottobre 1944, a seguito del ritrovamento di armi alla Olap da parte dei fascisti, vi furono sette morti ed una ventina di arresti. Elena non può più rientrare in fabbrica e si dà alla macchia dopo aver ricevuto l'incarico di Capo servizio di collegamento e di diffusione della stampa clandestina.Elena diventa responsabile della zona che comprendeva il tratto da Porta Venezia a Rogoredo, facendo capo alla Olap, alla Saffa, alla Bianchi, alla Innocenti.
Tra gli episodi che l'hanno più profondamente toccata, Elena ricorda l'incontro con Gina Galeotti Bianchi, la prima caduta partigiana nei giorni dell'insurrezione di Milano. “Incontrai questa partigiana – racconta Elena – all'appuntamento in via Carlo Farini. Appena ci siamo riconosciute, lei si è sentita male ed era molto preoccupata per il buon esito della missione che le avevo dato da compiere. La condussi allora in un caffè e chiesi al gestore un bicchiere d'acqua. Invece lui, vedendo che stava male, le diede del surrogato di caffè. Dopo un po' Gina, la “Lia” si riprese e mi confessò: “Sai sono in stato interessante. Mi chiamo Gina Galeotti e sono sposata Bianchi, ma mio marito si trova in carcere”. Ci lasciammo; dopo alcuni giorni scoppiò l'insurrezione e in quella occasione incontrai una partigiana, quella che aveva avuto i collegamenti con la Lia. Fu lei che mi comunicò la morte di quella giovane, coraggiosa staffetta, colpita da una raffica di mitra dai tedeschi nelle ore più calde della Liberazione. Quando il marito uscì da San Vittore lei e il bambino che portava in grembo se ne erano andati per sempre”. Elena Rasera, da tempo in una casa di riposo per anziani, ha ricevuto la medaglia e il diploma di partigiana dal Ministero della Difesa nella ricorrenza del 70 anniversario della liberazione.

Elena rimarrà sempre nei nostri cuori.

Roberto Cenati – Presidente Anpi provinciale di Milano

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