30/06/2026
Uffizi, lavoratori della Ales in sciopero: sanzionati per "assenza ingiustifcatá`
“Ella è risultato assente ingiustificato dal luogo di lavoro", una "infrazione gravissima", ma era in sciopero. È la contestazione disciplinare, che potrebbe presto trasformarsi in sanzione (i lavoratori hanno cinque giorni per rispondere), arrivata giovedì scorso a ventinove addetti delle Gallerie degli Uffizi, dipendenti di Ales (la società in house del ministero della Cultura), firmata dall'amministratore delegato Fabio Tagliaferri e dal direttore delle Risorse umane. La colpa dei lavoratori, se così si può chiamare, è non essersi presentati al lavoro il 12 giugno, giorno dello sciopero generale della cultura, il primo sciopero nazionale del comparto dei beni culturali da più di 50 anni. I 29 addetti stavano, per l'appunto, scioperando, e da che mondo è mondo non si fa unac ontestazione disciplinare per assenza ingiustificata a chi sciopera. Ma ad Ales la pensano diversamente. Due giorni prima del 12 giugno avevano mandato a tutti e 40 i dipendenti delle Gallerie un presunto divieto a scioperare, una sorta di precettazione. Poi hanno esteso un ordine di servizio, che valeva per i dipendenti del ministero della Cultura degli Uffizi, a tutti i lavoratori operativi al museo. E, dopo che i lavoratori (rassicurati dai sindacati sull'illegittimità di queste prassi) avevano comunque scioperato, ecco la contestazione. "La precettazione non la fa l'azienda, ma il prefetto, e non due giorni prima. E nei servizi essenziali (come i musei, dopo il decreto Franceschini del 2015, ndr) ci sono i contingenti minimi, se Ales non li ha individuati non può certo contestare tutti a questa maniera", spiega Paola Sabatini della Cub di Firenze, uno dei sindacati che aveva proclamato lo sciopero, e che ieri ha mandato una pec all'azienda parlando di "contestazioni illegittime" e "lesive del diritto di sciopero". Sabatini lavora nella sanità, un settore che è servizio essenziale da molto prima dei musei. La mossa di Ales, società piena di nomine fiduciarie fino ai piani altissimi (l'ad, in quota Fratelli d'Italia, ha un rapporto amicale con la famiglia Meloni e gestiva un autonoleggio) sembrerebbe proprio legata a una poca conoscenza delle norme che regolano il diritto allo sciopero, già molto restrittive in Italia tanto che il Ceds, Comitato Europeo dei diritti sociali, il 13 marzo 2026 si è pronunciato contro le limitazioni allo sciopero nei servizi pubblici essenziali come previsti dalle leggi italiane, soprattutto per quei servizi non proprio di vita o di morte. Ma la contestazione per assenza a chi sciopera, o la precettazione di tutti, neppure con queste leggi italiane si può fare. Nei giorni precedenti lo sciopero del 12 giugno, nei musei e nei luoghi della culturavigeva la confusione. "Abbiamo ricevuto segnalazioni di diverse precettazioni confuse, che ignoravano la norma - raccontano da Mi Riconosci, associazione di settore che con i sindacati ha organizzato la mobilitazione - Ma questa contestazione supera ogni limite". Da Cub assicurano che passeranno alle vie legali nel caso di conferma delle sanzioni.