Il suo nome deriva dal fatto che anticamente era presente un bosco di prugni, in latino prunetum. Brugnetto sorge sulla strada provinciale SP 12 che collega la costa adriatica con l'entroterra marchigiano lungo la valle dei fiumi Misa e Nevola. Dista 8 km da Senigallia e 6 km da Ripe. Nel paese, popolato da circa 1200 abitanti, sono presenti la chiesa di San Michele arcangelo che conserva vari dipinti, e il Palazzo Antonelli Castracani Augusti, popolarmente noto con il nome di "Villa dalle 100 finestre". Chiesa di San Michele arcangelo:
Le prime notizie della chiesa parrocchiale si hanno nel 1594 quando questa è visitata da Ridolfi, il quale viste le precarie condizioni dell'edificio la fa ricostruire. Questa seconda fase edilizia della chiesa resta in uso per circa duecento anni. Nel 1789 la nuova chiesa parrocchiale viene ricostruita dall'architetto Petri di Montale di Arcevia su commissione del conte Angelo Antonelli. L'edificio attuale è il risultato dei restauri effettuati in seguito al terremoto del 1930, e altri negli anni ottanta commissionati dal parroco don Carlo Paolucci. Tra e opere d'arte che l'edificio sacro conserva si ricordano il quadro della Madonna della misericordia di autore ignoto datato al 1790, oggetto della venerazione popolare, la Via Crucis 14 tele dipinte ad olio da autore ignoto nel XVIII secolo. Al santo titolare della parrocchia è dedicato una tela posta nell'abside, è una copia di autore ignoto del XVIII secolo del San Michele di Guido Reni conservata nella Chiesa di Santa Maria Immacolata a Via Veneto a Roma, un'altra nota copia è esposta alla Santuario della Santa Casa di Loreto, oltre che in numerose altre chiese della diocesi di Senigallia (Assunta di Senigallia, Sant'Angelo di Senigallia, Serra de' Conti, Morro d'Alba). La fortuna di quest'opera nella diocesi senigalliese è probabilmente dovuto al fatto che fu commissionato al Reni dal cardinale Antonio Barberini (fratello di Papa Urbano VIII), vescovo di Senigallia dal 1625 al 1628
Palazzo Antonelli Castracani Augusti:
Nella Villa è ambientata una leggenda che parla di un fantasma che in una notte tra il 14 e il 28 ottobre suona un pianoforte sul tetto della villa.[senza fonte] Questa leggenda è probabilmente legata alla storia delle sorelle contesse Bice e Nori de' Nobili, affascinanti donne d'arte e dall'animo profondamente tormentato, le quali erano molto appassionate di musica. Sono numerosi coloro che dopo la loro scomparsa videro il viso della contessa Bice ormai scheletrica affacciata alla finestra dei suoi appartamenti ad ammirare il paesaggio con lo sguardo perso nel vuoto. Malinconico, il suo spirito, che dicono non si sia mai allontanato da palazzo, torna periodicamente a suonare il pianoforte per placare le sue pene d'amore. Il Palazzo delle Cento Finestre è tuttavia sotto la protezione divina e la Chiesa di Santa Timotea e S.Francesco d'Assisi, situato proprio accanto al palazzo, è consacrata e tuttora utilizzata dalla nobile famiglia Martines Augusti Castracane in occasioni di preghiere, cerimonie solenni ed incontri culturali. Ogni mercoledì un gruppo di fedeli creato dalla contessa Maria Pia Augusti e da suo figlio il conte Giovanni recitano il santo rosario in latino dedicandolo alla Madonna di Mediugorje.